Sing the Sorrow – AFI – 10mo anniversario

pubblicato da: Luca - 13 marzo, 2013 @ 12:09 am

Ieri era il 10 anniversario dell’uscita di “Sing the Sorrow”, capolavoro degli AFI del 2003. Chi minchia sono, scusate il francesismo, qualcuno potrà dire?
Mi rendo conto che recensire questo disco ha poco senso, e non è commercialmente una genialata visto che forse pochi lo conoscono (come del resto la band A.F.I.,acronimo di “A fire inside”.
Ma un “fuoco dentro” questo gruppo californiano nato negli anni novanta forse con Sing the Sorrow lo aveva davvero trovato e l’ho scoperto qualche anno fa pure io che qualcosa c’era. 
Il quartetto sforna dal 1997 al 2003 3 album di punk hardcore melodico, in alcuni casi direi piacevole all’udito. Poi la svolta sul genere. 
Sapiente uso di synth che possono avere sconvolto i fan primordiali della band, abituati a ritmi frenetici, mentre ora tappeti di tastiere sapientemente inseriti fanno da sfondo a ruggenti pezzi scream-rock mischiati a ballate romantiche e di matrice dark. La voce di Davey Havok (origini italiane) è precisa è controllata, domina le parti urlate senza fare una sbavatura (vedere il live per credere!) e come un gargoyle di notre-dame sotto la pioggia interpreta le romantic ballads del disco. Semplicemente incredibile. Impossibile saltare un pezzo all’ascolto. 
Di qui seguiranno alcune considerazioni/istruzioni per l’ascolto in stile.

Sing the Sorrow è un capolavoro
Sing the Sorrow all’inizio può lasciare indifferenti (minimo vari ascolti)
Sicuramente sono stati influenzati dai Cure
Con queste istruzioni forse piacerà prima
“Silver and cold” e “Girl’s not grey” sono sicuramente le più conosciute
L’arpeggio iniziale di chitarra su “Silver and cold” è un orgasmo
“Miseria cantare” è la prima track dell’album
“Miseria cantare” è l’intro dei concerti del relativo tour dell’album
“Miseria cantare è un inno alla fede, alla chiamata delle fiamme,
credo ci sia Dante in quel pezzo
se canti i cori di “Miseria Cantare” al loro concerto ti senti parte di un cerchio esclusivo
“The leaving song parte 2″ è urlata praticamente tutta
“The leaving songs parte 2″ è il continuo di “Miseria cantare”
Se osservi uno stile di vita straight edge non puoi non guardarne il video
“Death of season” ha una parte tecno dentro pazzesca, apprezzerebbero i discotecari techno
“Death of season” ha un finale che sembra il lamento dei gargoylles quando in inverno piove
questo finale fa venire la pelle d’oca, i violoncelli e la voce scream di Davey sono originalissimi in abbinato
leggete il testo e spegnete le luci, fidatevi
Dancing through sunday” è ossessionatamente ritmata
dal vivo è un treno di rabbia e forza che ti investe, se provi a cantarla e non sei lui perdi la voce per 3 gg
fatevi un giro sull’assolo di chitarra di Jade Pudget
“This time imperfect” è una ballata romantica e decadente
“The leaving song parte 1″ è uno strano abbinamento chitarra e voce e basta
Il resto è tutto vostro
Il cantante è stato anche operato alle corde vocali
Usare il diaframma correttamente è buona norma se ti occupi di cantare così
Il cantante si riscalda per un’ora prima di un’esibizione
La loro apparizione al tempo era tutto mascara, smalto e tatuaggi
ispirazione chiaramente dark
horror punk
sul palco dal vivo volano, non stanno fermi manco un secondo
come fanno a non sbagliare nulla lo sanno solo loro
deduco che sono estremamente musicisti tecnici
sono musicisti incredibili
Ascoltate Sing the Sorrow

VERSI SCELTI
“There are no flowers, no, not this time
There will be no angels gracing the lines” THIS TIME IMPERFECT

“Nothing, from nowhere, I’m no one at all 
Radiate. 
Recognize one silent call as we all form one dark flame. 
Incinerate. 
Love your hate, your faith lost. 
You are now one of us” MISERIA CANTARE

pro dimostrazione questo è il link di un concerto, intro+leaving song 2

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