SAI CHE GLI ALBERI PARLANO?
Gli Indiani d’America

pubblicato da: pibedeor - 22 febbraio, 2013 @ 7:21 pm

Pochi giorni fa mi è capitato per caso tra le mani una raccolta di poesie, pensieri e preghiere degli antichi Indiani d’America intitolato: SAI CHE GLI ALBERI PARLANO?

E’ stato un incontro che mi ha cambiato.

Prima dell’arrivo dei “bianchi”, le varie tribù native indiane vivevano libere sulle vaste pianure dell’America del Nord cacciando i bisonti e raccogliendo bacche ed erbe per sopravvivere. La proprietà privata non esisteva poichè tutto era di tutti e a chi non aveva niente veniva offerto il necessario per vivere. Le leggi erano inutili per una comunità di individui che considerava gli altri come fratelli e nutriva un totale rispetto per la vita in tutte le sue forme.

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SCRIVERE UN FILM
Dall’idea, alla sceneggiatura, passando per la scaletta

pubblicato da: pibedeor - 8 febbraio, 2013 @ 10:25 am

L’Idea
Di tutte le cose che facciamo nella vita e così quindi nella scrittura, l’importante è avere un’idea e sapere di averla. Perchè altrimenti di cosa scriviamo? Nella stesura della sceneggiatura “l’idea” è il primo tassello del mosaico, ma altrettanto importante è chiedersi per chi scriviamo? Già, le nostre parole non verranno lette, ma viste e di questo bisogna tener conto nella stesura di una sceneggiatura. Come dire..molto spesso il medium (mezzo di comunicazione) è il messaggio.

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SCRITTURA COLLETTIVA
Lo scrivere è una esperienza collettiva

pubblicato da: pibedeor - 29 gennaio, 2013 @ 3:43 pm

La scrittura a differenza di molte altre forme d’arte come la musica, il cinema, la danza e il teatro, necessita di solitudine, è un’esperienza senza mediazione, intima e profonda, dove l’autore è costretto a fare i conti con il suo Io più nascosto e a lui non si potrà mentire. In un certo senso si può dire che è molto più intima del sesso. Perchè se il sesso si fa in due, nella scrittura si è soli e il corpo che si deve penetrare è il proprio. Gli strumenti sono una penna e uno straccio di carta, il suo inchiostro l’anima.

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LO SCENEGGIATORE NON E’ UN LAVORO PER DEBOLI DI CUORE

pubblicato da: pibedeor - 25 gennaio, 2013 @ 7:42 am

In Viale del Tramonto di Billy Wilder e John Gillis, uno degli sceneggiatori che appaiono nel film dice “Che ne sa il pubblico degli scrittori di cinema? Pensa che sia tutto merito degli attori e dei registi…”, e non aveva tutti i torti…in effetti quanti di voi saprebbero dirmi il nome di uno sceneggiatore di successo? Escluso ovviamente i film d’autore, quelli cioè dove il regista è anche sceneggiatore dell’opera. Di quelli sono sicuro sapreste dirmene a centinaia.

Ancora più difficile: quanti conoscono il nome di uno sceneggiatore che ha scritto una sceneggiatura “originale”? Per sceneggiatura originale s’intende che sia stata scritta interamente di suo pugno e non presa da un libro o dal teatro e riadattata per il cinema, come molto spesso avviene. Bè..io non saprei proprio farvi un nome..

Tuttavia lo sceneggiatore è un ruolo fondamentale al pari del regista e degli attori. E’ lui che inventa la storia del film, che da ai personaggi una personalità, che scrive i dialoghi, descrive i luoghi, i tempi..ma forse a differenza degli attori che recitano le scene e i registi che sono considerati spesso unici artefici di un film, lo sceneggiatore, per il grande pubblico, non è altro che un nome come un altro sui titoli di coda.

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ALLEN GINSBERG E’ LA BEAT GENERATION

pubblicato da: pibedeor - 22 gennaio, 2013 @ 1:04 pm

« Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi all’alba per strade di negri in cerca di una siringata rabbiosa di droga, hipster aureolati bramare l’antico contatto paradisiaco con la dinamo stellata nel macchinario della notte […]. »

Nel 1957 venne aperto il processo all’editore Lawrence Ferlinghetti per oscenità riguardante l’opera letteraria Howl (Urlo) del poeta statunitense Allen Grinsberg, da lui pubblicata.

Il processo si chiuse con una vittoria dell’editore, grazie anche al sostegno di nove esperti di letteratura testimoniarono in favore del poema che venne giudicato dal giudice come ‘d’importanza sociale riedificante‘. Tutto ciò provocò un’ampia diffusione del libro, fino a farlo diventare uno dei poemi più popolari di un autore americano, rendendo Grinsberg uno dei poeti più celeri e fondatore della corrente della Beat Generation.

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PROMUOVERE IL PROPRIO LIBRO
Il mito del passaparola

pubblicato da: admin - 18 gennaio, 2013 @ 2:35 pm

Non esiste una ricetta comune o una formula magica per promuovere il proprio libro, ma solo buoni consigli. Il mio consiglio è: divertitevi e siate fantasiosi!

Capita spesso di sentire che un libro debba il proprio successo al “passaparola”, ma sarà proprio così? Questa parola quasi mitologica, velata da un’aurea di mistero e scetticismo, è ciò a cui aspira ogni scrittore per il proprio libro e a cui ogni scrittore è costretto a credere. Che sia una parola reale o un’invenzione mediatica poco importa, la speranza e i sogni, nonostante la crisi, sono ancora gratis. Però non basta. Alla fortuna bisogna dare un spintarella perchè solo gettando una pietra nello stagno si crea un’onda. Tradotto in termini pratici è necessario: diffondere, informare, far sapere, rendere noto, ecc ecc.

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PUBBLICARE UN LIBRO
Come fare?

pubblicato da: pibedeor - 13 gennaio, 2013 @ 5:18 pm

Quando ho battuto sulla tastiera del computer l’ultima parola del mio libro ho pensato “adesso è fatta, il difficile è passato”. Quanto mi sbagliavo, proprio ora cominciava la salita: pubblicare il libro.

Però allora non lo sapevo e nella mia ingenuità di scrittore alle prime armi pensavo che trovare un editore che pubblicasse la mia opera, nell’universo infinito di editori presenti in Italia, non fosse un grosso problema, in fin dei conti chiunque al giorno d’oggi pubblica un libro, comici, politici, veline, calciatori…persino Cassano!!..Ovviamente non lo ha scritto lui… ve lo immaginate davanti a un computer a battere sui tasti? “”, ho pensato, “scriverò meglio di Cassano, o quantomeno ciò che ho da dire sarà più interessante di quello che ha da dire Cassano”.

Ho cominciato quindi a ricercare editori che facessero al caso mio, editori cioè che pubblicassero opere del mio genere…se avete scritto un giallo/noir, come nel caso del mio libro, è inutile che lo mandiate a una casa editrice che pubblica poesie o romanzi fantasy…
Controllare le collane di libri che l’editore sta pubblicando può essere d’aiuto per avere un’indicazione se la vostra opera possa oppure no rientrare in una di esse.

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IL CAMALEONTE
Il rapporto tra identità e amore

pubblicato da: admin - 10 gennaio, 2013 @ 1:12 pm

Il Camaleonte, protagonista di questo romanzo, è un personaggio in fin dei conti positivo, forse perchè la sua affannosa ricerca dell’amore, da cui uscirà sempre sconfitto, è allo stesso modo la ricerca di un se stesso, di una propria identità stabile, personale, che è la ricerca di ogni uomo.

Un personaggio polivalente, ingado di cambiare la propria identità copiando quella di un’altra persona, che cerca l’amore nel matrimonio degli altri, ma si scontra sempre con l’equivoco che confonde il sesso con il sentimento.

E da questo fraintendimento si rivela la fragilità del personaggio che non riuscendo a comprendere se stesso, non conosce i propri limiti, i propri sentimenti, e si abbandona a un piacere facile che lo logora sempre più nell’animo e risuona come un’ulteriore sconfitta alla vita. Finchè s’innamora veramente, senza neppure conoscerla, di una donna di nome Natalie e grazie al seme di questo nuovo sentimento mai provato che cresce nei suoi confronti, il Camaleonte imparerà parallelamente a conoscere se stesso, comprendendo i propri limiti e spingendosi anche oltre, in nome dell’amore.

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