STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA di Elena Ferrante, ed.e/o

pubblicato da: Mirna - 17 Dicembre, 2014 @ 6:05 pm

copertina_1414[1]Ed eccoci all’ultimo libro della quadrilogia di Elena Ferrante che racconta la vita di due amiche vicine e lontane, ma indissolubilmente legate. Una storia che comincia dalla loro infanzia e che procede intrecciandosi alle vicende del nostro paese fino ai giorni nostri, quando troviamo le protagoniste ormai settantenni. Ma per essere precisi  soltanto Elena Greco, Lenù –  l’io  narrante –  è presente, la sua amica-antagonista Lila Cerullo è sparita.

Si ripercorrono in questo ultimo romanzo gli anni intensi della carriera, i matrimoni, gli Amori, i figli delle due donne napoletane.  La vita di Lenù è pienissima:  soddisfazioni letterarie, successi editoriali, viaggi;  finalmente Nino, il grande amore della sua vita, ricompare e vivrà con lei dandole un’altra figlia. Il precedente matrimonio è fallito e lei si barcamena con l’educazione delle altre due figliolette.

Siamo negli anni Settanta, quando le protagoniste sono sulla trentina e gli anni di piombo fanno da sfondo alla loro vita.

Lina non si muove da Napoli invece, dal suo rione, quasi essa stessa fosse il rione e il suo deus ex machina . Ha lasciato il primo marito e si è risposata con Enzo, un semplice e bravo operaio. Insieme hanno fondato una delle prime fabbriche di computer. Sappiamo della genialità di Lila, del suo “vedere” tutto e tutti. Lila è diventata il modello del rione e molti sembrano identificarsi in lei, come Alfonso che nell’accettare le sue tendenze sessuali diventa l’ombra dell’ombra di Lila, pettinandosi come lei, muovendosi come lei.

Lila è sì geniale, ma ha la testa “sgovernata”, sempre con il terrore di sentirsi “smarginare”,cioè cancellarsi, sparire, dissolversi. D’altro canto ha una capacità forte di cavarti il disordine dalla testa e dal petto e di restituirtelo ben organizzato. E’ per questo che Elena se ne sente respinta e attratta.

Lila è stata, è, e sarà sempre il suo doppio. Non le si può sfuggire, neppure se si vive lontano.  Le due donne sono da sempre opposte e concordi.

Ed è per questo che facendosi forza Elena ritorna a vivere al rione conle due figliolette grandicelle  e con l’ultima nata,Imma. Anche la  figlia che Lila ha avuto da Enzo , Tina,  ha la stessa età di Imma.

Sembra ripetersi nell’amicizia fra le due bambine il rapporto lontano delle madri. Come Lina, sua figlia Tina è precoce, sveglia, mentre Imma è più lenta, più tranquilla.
Elena si accorge che Lina ha dato a sua figlia il nome della sua bambola che la stessa amica le aveva gettato nello scantinato da piccole.

Insomma gli incastri di situazioni, sentimenti, analisi profonde sono magistrali: Il doppio, lo specchio, il ripetere, l’intrecciarsi…

La Ferrante sviscera sempre il rapporto con la Madre, sembra scrivere con il sangue le dinamiche oscure  di questo rapporto ancestrale che prima o poi si deve risolvere.

Ma è Napoli in fondo  la vera  protagonista che accerchia i personaggi, Napoli  metafora del nostro inconscio, Napoli come il ventre di Italia:  la parte più bassa, intima, viscerale, sanguigna.

Un libro che ti entra come una flebo in circolo. E che  non vorresti lasciare mai.

Le vetrine dei librai americani sono piene dei suoi libri, mi è stato riferito dalla sorella di Miki che vive a Boston.

Da leggere assolutamente!

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1 commento
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  1. Elena Ferrante rivela nell’intenso rapporto d’amicizia tra Lila e Lenù, il disordine dell’animo femminile, che lo rende misterioso ed autentico. Un grande romanzo,un autrice che mi appassiona.

    @a tutti: Auguri per un felice Natale, di tutto cuore.