{"id":10314,"date":"2014-01-07T10:50:36","date_gmt":"2014-01-07T10:50:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10314"},"modified":"2014-01-07T10:50:36","modified_gmt":"2014-01-07T10:50:36","slug":"niente-si-oppone-alla-notte-di-delphine-de-vigan-ed-mondadori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10314","title":{"rendered":"NIENTE SI OPPONE ALLA NOTTE di Delphine de Vigan, ed. Mondadori"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/35985541.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10323\" title=\"3598554[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/35985541.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"220\" \/><\/a>Quando la scrittura diventa salvifica o almeno chiarificatrice, confessione, parte di assoluzione.<\/p>\n<p>E&#8217; ci\u00c3\u00b2 che fa la scrittrice <strong>Delphine de Vigan<\/strong> in questo romanzo biografico-autobiografico per dirimere le angoscie, l&#8217;amore irrisolto, il mistero di sua madre. Una scrittura onesta nel senso che \u00c3\u00a8 scritta per se stessa\u00c2\u00a0 -\u00c2\u00a0l&#8217;autrice, la figlia,\u00c2\u00a0&#8211; \u00c2\u00a0e per noi che possiamo \u00c2\u00a0condividere con obiettivit\u00c3\u00a0 la storia di una donna bellissima e tragicamente segnata dalla malattia mentale.<\/p>\n<p>Sua madre Lucile &#8211; ne vediamo un&#8217;istantanea in copertina &#8211; nasce ina una famiglia numerosa e particolare, dove tutti i bambini sono belli e biondi tanto che per molti anni lavorano come modelli pubblicitari. Soprattutto Lucile, la pi\u00c3\u00b9 bella e affascinante , riservata ma con uno sguardo\u00c2\u00a0 spietatamente acuto . Maturata troppo in fretta tra fratelli e sorelle lei \u00c3\u00a8 sempre stata la figlia osservata con un&#8217;attenzione troppo particolare dal padre.<\/p>\n<p><em>Lui non poteva staccare lo sguardo da lei, incantato.<\/em><\/p>\n<p>E lo stesso effetto Lucile lo provoca su tutti. Lo racconta lei stessa a sua figlia Delphine ! <em>Le avrebbe raccontato di quell&#8217;attrazione che esercitava sulle persone, quel misto di bellezza e assenza, quel suo modo di sostenere lo sguardo, persa nei suoi<\/em> <em>pensieri.<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; da questo mistero venato di nero che occorre iniziare per raccontare la madre.<\/p>\n<p>Il\u00c2\u00a0 suo suicidio \u00c3\u00a8 l&#8217;evento che spinge Delphine a riscoprirla, a conoscerla fino in fondo. Deve. E&#8217; un imperativo categorico. Non pu\u00c3\u00b2 farsi distruggere da ricordi inquietanti e incomprensibili, deve approfondire il dolore di entrambe.<\/p>\n<p><em>&#8220;Scrivo di Lucile con i miei occhi di bambina cresciuta troppo in fretta, scrivo il mistero che lei \u00c3\u00a8 sempre stata per me, cos\u00c3\u00ac presente e, nello stesso tempo, cos\u00c3\u00ac lontana, lei che non mi ha pi\u00c3\u00b9 abbracciato da quando ho compiuto dieci anni.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Una storia che non ci lascia indifferenti, che ci lega perch\u00c3\u00a8 c&#8217;\u00c3\u00a8 sempre qualcosa di riconoscibile nelle tragedie altrui.<\/p>\n<p>Scrive Delphine de Vigan. &#8220;<strong><em>la mia famiglia incarna quel che la gioia ha di pi\u00c3\u00b9 chiassoso, di pi\u00c3\u00b9 spettacolare, l&#8217;eco instancabile dei morti, e il risonare del disastro. Oggi so pure che illustra, come tante altre famiglie, il potere devastante della parole, e quello del silenzio.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; molto difficile per Delphine manipolare o romanzare la vita di sua madre nella quale si trova invischiata e,soltanto con fatica e\u00c2\u00a0 grande dolore, riesce a sbrogliarla rimanendo spietatamente nella realt\u00c3\u00a0 dei fatti e dei sentimenti. Deve\u00c2\u00a0 partire dai frammenti che Lucile aveva confidato all&#8217;uno e all&#8217;altro dei fratelli e sorelle, a sua sorella Manon, a Delphine pi\u00c3\u00b9 raramente.\u00c2\u00a0 Cerca di ricomporre il punto di vista della madre. <strong><em>&#8220;Ricompongo, certo, riempio i vuoti, sistemo a modo mio. Mi allontano di pi\u00c3\u00b9 da Lucile volendo <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/450px-Delphine_de_Vigan-Nancy_20111.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-10351\" title=\"450px-Delphine_de_Vigan-Nancy_2011[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/450px-Delphine_de_Vigan-Nancy_20111-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/450px-Delphine_de_Vigan-Nancy_20111-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/450px-Delphine_de_Vigan-Nancy_20111.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>avvicinarla&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il male di vivere di Lucile \u00c3\u00a8 entrato a far parte anche delle figlie, ma tutta la grande famiglia dei nonni, degli zii rispecchiava in parte schegge del sentire degli altri. Una\u00c2\u00a0 &#8220;bella&#8221;famiglia della quale esiste anche un reportage nella televisione francese. Genitori carismatici, tanti figli belli. Uno adottato.\u00c2\u00a0Tanti lutti . Un figlioletto precipitato nel pozzo, un altro forse suicidatosi, l&#8217;ultimo nato affetto dalla sindrome di Down. E fra questi Lucile che crolla psicologicamente dopo il suo \u00c2\u00a0divorzio. Affetta da disturbo bipolare gi\u00c3\u00a0 in nuce fin da ragazzina, forse scatenato, come denuncia nei suoi diari, da un incesto?<\/p>\n<p>Un lavoro epico per <strong>Delphine Vigan,<\/strong> scrittrice e vincitrice di premi prestigiosi, voler scavare per capire una volta per tutte quella sotterranea autodistruzione della madre che nel suo andare verso la fine ha ferito e senza volerlo quasi distrutto anche le figlie.<\/p>\n<p>Da non perdere.<\/p>\n<p><em>&#8220;Il titolo <strong>Rien ne s&#8217;oppose \u00c3\u00a0 la nuit<\/strong> \u00c3\u00a8 tratto dalla canzone <strong>Osez Jos\u00c3\u00a9phine<\/strong> scritta da Alan Bashung e Jean Fauque, la cui bellezza oscura e audace mi ha accompagnato per tutto il tempo della scrittura.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la scrittura diventa salvifica o almeno chiarificatrice, confessione, parte di assoluzione. 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