{"id":10356,"date":"2014-01-12T16:56:34","date_gmt":"2014-01-12T16:56:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10356"},"modified":"2014-01-12T16:56:34","modified_gmt":"2014-01-12T16:56:34","slug":"storia-di-chi-fugge-e-di-chi-resta-di-elena-ferrante-ed-eo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10356","title":{"rendered":"STORIA DI CHI FUGGE E DI CHI RESTA di Elena Ferrante, ed.e\/o"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/copertina_12701.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10361\" title=\"copertina_1270[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/copertina_12701.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"230\" \/><\/a>Non c&#8217;\u00c3\u00a8 niente da fare. Se inizi un romanzo della Ferrante vieni travolta e assorbita da una Napoli oscura che qui nella sua trilogia o quadrilogia \u00c2\u00a0de <strong><em>L&#8217;amica geniale<\/em><\/strong> diventa il simbolo della misteriosa\u00c2\u00a0femminilit\u00c3\u00a0, di un oscuro abisso &#8220;uterino&#8221;che non lascia spazio all&#8217;illusione di donna-\u00c2\u00a0non pi\u00c3\u00b9 vittima. Sentimenti viscerali che mi fanno pensare a Shakespeare, a re Lear quando per vendicarsi delle due figlie traditrici inveisce contro l&#8217;utero definendolo contenitore di pericolosi miasmi. E queste sono le riflessioni\u00c2\u00a0che Lila , l&#8217;anima nera e splendida di questa storia, attribuisce agli uomini .<\/p>\n<p>E ci sono sempre le due amiche-nemiche che vivono lontane e vicine perch\u00c3\u00a8 sempre l&#8217;una nel pensiero dell&#8217;altra come perenne confronto e desiderio di approvazione.<\/p>\n<p>Ormai hanno pi\u00c3\u00b9 di trent&#8217;anni:<\/p>\n<p>Len\u00c3\u00b9, Elena Greco, l&#8217;io narrante si \u00c3\u00a8 sposata con un accademico, \u00c3\u00a8 entrata a far parte di una nota famiglia di intellettuali, lei stessa dopo aver frequentato la Normale di Pisa ha pubblicato un romanzo. Contuinua a sentirsi fortunata, ad essere uscita da quel rione-ghetto della sua infanzia dove malavita, volgarit\u00c3\u00a0, povert\u00c3\u00a0 la facevano e continuano a farla da padroni.<\/p>\n<p>Ma nel suo intimo si sente ancora parte di quel microcosmo al quale invece Lila, con coraggio, \u00c3\u00a8 voluta tornare. Ed ecco che in questa decisione della sua &#8220;amica geniale&#8221; le domande su se stessa: ma la vincitrice \u00c3\u00a8 Lila, non io? Lila che ha capito com&#8217;\u00c3\u00a8 la natura degli uomini e sa con arcaica preveggenza che niente pu\u00c3\u00b2 cambiare?<\/p>\n<p>In realt\u00c3\u00a0 Elena si sente soffocare nella Firenze borghese dove si \u00c3\u00a8 trasferita con il marito e si sente &#8220;aggredita&#8221; da due maternit\u00c3\u00a0 ravvicinate. Sente la sua individualit\u00c3\u00a0, i suoi propositi e sogni di libert\u00c3\u00a0 vacillare sotto il &#8220;destino eterno&#8221; della femmina.<\/p>\n<p>Il ritmo \u00c3\u00a8 incalzante, teso che ci fa percepire insieme alle vicissitudini delle due &#8220;amiche&#8221; i terribili anni Settanta, gli anni di piombo.<\/p>\n<p>Lila che lavora in una fabbrica di insaccati vive sulla sua pelle le difficolt\u00c3\u00a0 del proletariato e i primi conflitti sanguinosi fra &#8220;fascisti e comunisti&#8221;.<\/p>\n<p>La\u00c2\u00a0 vita di Lila \u00c2\u00a0&#8211; pensa\u00c2\u00a0 per\u00c3\u00b2 Elena &#8211; \u00c3\u00a8 <em>mossa, <\/em>sembra sapere e conoscere come va il mondo. Elena si sente sempre subalterna all&#8217;intelligenza di Lila\u00c2\u00a0la quale \u00c2\u00a0pi\u00c3\u00b9 tardi entrer\u00c3\u00a0 come\u00c2\u00a0programmatrice \u00c2\u00a0IBM in una fabbrica\u00c2\u00a0degli odiati\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0Solara, i malavitosi del rione.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00c3\u00a8 un momento clou \u00c2\u00a0che unisce quasi tutti i protagonisti di questa saga: la cena offerta da uno dei fratelli Solara diventato \u00c2\u00a0compagno della sorella di Elena. Occasione per\u00c2\u00a0 festeggiare la madre &#8211; \u00c2\u00a0che tutti sanno \u00c3\u00a8 un&#8217;usuraia e forse l&#8217;assassina di don Achille di cui si parla nel primo libro. &#8211; Ed \u00c3\u00a8 in queste ore cariche di tensione che si svelano e sfaccettano i sentimenti di tutti.<\/p>\n<p>Quindi anche Elena &#8220;cede&#8221; ai compromessi accettando questo invito, sente\u00c2\u00a0 che Lila \u00c3\u00a8 sempre un passo avanti a lei, forse ha ragione in tutto?<\/p>\n<p>Sente\u00c2\u00a0 <em>che il lungo filo di voce che era stato il contatto per anni non aveva loro giovato. Avevano mantenuto il legame tra le loro due storie, ma per sottrazione. Erano diventate l&#8217;una per l&#8217;altra entit\u00c3\u00a0 astratte&#8230;&#8221; <\/em>tanto da potersi inventare\u00c2\u00a0 dell&#8217;una e dell&#8217;altra qualsiasi capacit\u00c3\u00a0 di azione e di pensiero.<\/p>\n<p>Ma il passato \u00c3\u00a8 dentro le due donne cresciute in quel sobborgo vivo e sanguigno e i personaggi ritornano, come Nino il primo grande amore di Elena che le era stato sottratto per un breve periodo \u00c2\u00a0dalla magnetica Lila.<\/p>\n<p>Storie forti queste di <strong>Elena Ferrante<\/strong> che ha il coraggio di non essere retorica sulla vita delle donne, della maternit\u00c3\u00a0, del matrimonio.<\/p>\n<p>Ha scritto di lei \u00c2\u00a0&#8220;The New Yorker&#8221;: &#8220;&#8230;<em>Aggredisce le smancerie borghesi e il decoro domestico, strappa via la pelle della consuetudine&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ma la vita di Len\u00c3\u00b9 e Lila non \u00c3\u00a8 finita, ci saranno ancora decenni da raccontare. Aspetteremo dunque con ansia il quarto volume.<\/p>\n<p>Cercate sul blog il mio commento sui precedenti: <em>L&#8217;amica geniale,<\/em> <em>Storia del novo cognome.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00c3\u00a8 niente da fare. Se inizi un romanzo della Ferrante vieni travolta e assorbita da una Napoli oscura che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[352,353,770],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10356"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10356"}],"version-history":[{"count":20,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10356\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10401,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10356\/revisions\/10401"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}