{"id":10449,"date":"2014-01-26T18:43:23","date_gmt":"2014-01-26T18:43:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10449"},"modified":"2014-01-27T15:28:24","modified_gmt":"2014-01-27T15:28:24","slug":"hannah-e-le-altre-di-nadia-fusini-ed-einaudi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10449","title":{"rendered":"HANNAH E LE ALTRE di Nadia Fusini, ed, Einaudi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Fusini140_reference1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10457\" title=\"Fusini140_reference[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Fusini140_reference1.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"226\" \/><\/a>Vorrei\u00c2\u00a0<em>ricordare<\/em> \u00c2\u00a0per il giorno della <em>memoria<\/em> <strong>Simone Weil<\/strong>, <strong>Rachel Bespaloff<\/strong> e <strong>Hannah Arendt, <\/strong>tre donne ebree<strong>, <\/strong>\u00c2\u00a0presentateci magistralmente da <strong>Nadia Fusini<\/strong>\u00c2\u00a0 in questo saggio.<\/p>\n<p>Tre donne, tre <strong>pensatrici <\/strong>cresciute\u00c2\u00a0in un periodo, quello\u00c2\u00a0tremendo\u00c2\u00a0 dei totalitarismi, del Nazismo, delle barbarie,\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0della Shoah\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 e \u00c2\u00a0&#8220;<em>con la catastrofe, al centro del suo scatenamento<\/em>&#8220;\u00c2\u00a0il cui \u00c2\u00a0sguardo sulla violenza, sul potere e sulla guerra ci rivelano una grande indipendenza di pensiero.<\/p>\n<p>Ho letto con passione questo libro ritrovando linee parallele del vedere, del sentire, del pensare femminile: \u00c2\u00a0 le donne&#8230; <em>outsider<\/em> come gli ebrei, i diseredati, come gli emarginati di sempre.<\/p>\n<p><strong>Simone Weil<\/strong> ha una grande sete di giustizia, una totale empatia con gli oppressi, i poveri, condivide con essi le<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-10458\" title=\"images[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images1.jpg\" alt=\"\" width=\"115\" height=\"115\" \/><\/a> privazioni tanto che morir\u00c3\u00a0, non in un campo di concentramento , bens\u00c3\u00ac di scarsa nutrizione, di debolezza. E&#8217; una mistica, una filosofa, una santa? Per lei l&#8217;<strong>Amore<\/strong> dovrebbe reggere il mondo. Mentre &#8211; e i suoi tempi glielo confermano &#8211; tutto si concentra sulla guerra e sul potere. Legge in modo super maschilista L&#8217;Iliade confrontandola con il Nazismo. Solo guerra e sangue. La legge a modo suo, tralasciando i tanti squarci di umanit\u00c3\u00a0 che attraversano il poema, come quello in cui Achille ha un moto di dolce piet\u00c3\u00a0 verso Priamo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10460\" title=\"images[3]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images3.jpg\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"292\" \/><\/a>Anche <strong>Rachel Bespaloff<\/strong>, la pi\u00c3\u00b9 misteriosa e riservata delle tre, legge e commenta l&#8217;Iliade, questo poema che sembra incarnare gli attributi maschili di violenza e di potere tipici del Nazismo.\u00c2\u00a0Morir\u00c3\u00a0 negli USA, \u00c2\u00a0suicida. Per lei\u00c2\u00a0 \u00c3\u00a8 la <strong>Poesia che <\/strong>\u00c2\u00a0ha la capacit\u00c3\u00a0 &#8220;<em>di mantenere viva nella parola l&#8217;avventura umana della conoscenza. Unica e sola redenzione possibile, al poeta \u00c3\u00a8 dato di immaginare nella lingua un luogo dell&#8217;interiorit\u00c3\u00a0, dove l&#8217;esistenza assume un volto etico<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>I tempi oscuri in cui vivono le tre donne far\u00c3\u00a0 dire ad <strong>Hanna Arendt,<\/strong> forse la pi\u00c3\u00b9 forte e la pi\u00c3\u00b9 &#8220;fortunata&#8221;, che il mondo si sta trasformando in un terribile ingranaggio. Come descrittoci da Kafka ne &#8220;Il castello&#8221;. Il mondo <em>burocratico<\/em> entra persino nella terribile &#8220;soluzione finale&#8221; dei Nazisti tanto che Eichmann nel processo tenuto a Gerusalemme continuer\u00c3\u00a0 a sostenere che lui non ha ucciso nessuno, firmava soltanto. E Hanna, scontrandosi con l<em>&#8216;intellighenzia <\/em>del tempo, e dimostrando di mantenere una ferma indipendenza di pensiero, \u00c2\u00a0riesce a scoprire in lui &#8211; un uomo nullit\u00c3\u00a0 &#8211; \u00c2\u00a0proprio &#8220;<strong>la banalit\u00c3\u00a0 del male<\/strong>&#8221; .\u00c2\u00a0 La colse nel linguaggio incolore, arido noioso, monotono che Eichmann usava.\u00c2\u00a0<em>&#8220;Chi compie il male, lo fraziona<\/em> <em>in atti <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-10466\" title=\"images[2]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images2.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"244\" \/><\/a>che mette in fila uno dietro l&#8217;altro senza connetterli<\/em>. Att<em>i che compiono uomini che per l&#8217;appunto <strong>non<\/strong> <strong>pensano<\/strong>.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>Hanna Arendt<\/strong> nasce nel 19o6 e muore negli USA nel 1975. Riesce a salvarsi da un campo di internamento, riesce ad avere il visto per gli Stati Uniti,\u00c2\u00a0 legge e scrive moltissimo. &#8220;<em>Perch\u00c3\u00a8 \u00c3\u00a8 la lettura che spinge a scrivere&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Naturalmente Virginia Woolf ha gi\u00c3\u00a0 scritto della stanza tutta per s\u00c3\u00a8, ma il 20 aprile 1935 sul suo diario, dopo aver appreso delle minacce di violenza viriloidi che vengono dalla Germania e dall&#8217;Italia si chiede &#8220;<em>ma qual \u00c3\u00a8 l&#8217;angolo della donna<\/em>? &#8221; E a \u00c2\u00a0<strong>Nadia Fusini\u00c2\u00a0<\/strong> che si sofferma su questa frase appaiono in modo automatico gli aggettivi <em>equilatero, isoscele, scaleno. <\/em>Conclude che<em> scaleno<\/em> sembra pi\u00c3\u00b9 adatto alla donna: \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 irregolare&#8230;<\/p>\n<p>Il pensiero femminile che mi incanta perch\u00c3\u00a8 mi sembra s\u00c3\u00ac pi\u00c3\u00b9 &#8220;irregolare&#8221;, ma certamente vasto, completo, multiforme, \u00c3\u00a8 analizzato\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0nella figura femminile di un&#8217;ebrea vissuta nel XVIII sec., \u00c2\u00a0<strong>Rahel Levin <\/strong>della quale<strong> Hanna Arend <\/strong>scrive una biografia.<\/p>\n<p>Un altro libro che cercher\u00c3\u00b2.<\/p>\n<p>Stanno proiettando il film di Margareth von Trotta proprio sulla relazione \u00c2\u00a0di Hannah Arendt durante il processo Eichmann.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vorrei\u00c2\u00a0ricordare \u00c2\u00a0per il giorno della memoria Simone Weil, Rachel Bespaloff e Hannah Arendt, tre donne ebree, \u00c2\u00a0presentateci magistralmente da Nadia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22],"tags":[784,778,782,434,783,781,779,780,64,777],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10449"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10449"}],"version-history":[{"count":20,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10474,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10449\/revisions\/10474"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}