{"id":10708,"date":"2014-04-03T07:12:18","date_gmt":"2014-04-03T07:12:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10708"},"modified":"2014-04-03T07:12:18","modified_gmt":"2014-04-03T07:12:18","slug":"ragazza-nera-ragazza-bianca-di-joyce-carol-oares","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10708","title":{"rendered":"RAGAZZA NERA RAGAZZA BIANCA di Joyce Carol Oares"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10710\" title=\"images[1] (2)\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/images1-2.jpg\" width=\"299\" height=\"168\" \/><\/a>Perch\u00c3\u00a8 mi piace tanto <strong>Joyce Carol Oates?<\/strong> Perch\u00c3\u00a8 ogni cosa che racconta comprende la gamma completa dei sentimenti della vita di una persona, non solo\u00c2\u00a0 i suoi personali, ma quelli di un&#8217;intera societ\u00c3\u00a0 che crede di aver analizzato razionalmente il proprio percorso, il proprio miglioramento mascherati da un effimero <em>politacally correct\u00c2\u00a0. <\/em>La Oates con quel suo particolare narrare non ci fa sfuggire nulla e ci mette sotto gli occhi il nascosto e l&#8217;irrisolto.<\/p>\n<p>In questo suo magistrale romanzo del 2006, edito solo ora in Italia da Mondadori, la voce pi\u00c3\u00b9 importante della letteratura americana ci avvince e ci &#8220;spiazza&#8221; volutamente per farci riflettere.<\/p>\n<p>E&#8217; un romanzo sul razzismo? O sui sempre tortuosi rapporti familiari e di formazione personale? Tutto. Perch\u00c3\u00a8 nulla \u00c3\u00a8 semplice nella vita: nulla \u00c3\u00a8 bianco o nero.<\/p>\n<p>Siamo nel 1975 in un college progressista dove la filosofia \u00c3\u00a8 proprio l&#8217;integrazione razziale. College fondato a suo tempo dall&#8217;antenato di Genna Meade, la dicottenne protagonista narrante. Genna \u00c3\u00a8 figlia di una coppia di ex hippy, cresciuta in una sorta di trascuratezza, mascherata da libert\u00c3\u00a0, infarcita soprattutto dal padre strabordante \u00c2\u00a0di alti ideali sui diritti civili.<\/p>\n<p>In fondo Genna si \u00c3\u00a8 sempre sentita sola e spaventata dai genitori distanti e tutto ci\u00c3\u00b2 che ha assorbito \u00c3\u00a8 essere premurosa con i pi\u00c3\u00b9 deboli, con gli emarginati, soprattutto \u00c2\u00a0con i neri.<\/p>\n<p>E&#8217; un caso che Jenna sia attratta\u00c2\u00a0immediatamente dalla sua compagna di stanza, Minette Swift, una ragazzza nera figlia di un pastore protestante?<\/p>\n<p>La bravura della scrittrice per poter &#8220;scendere&#8221; nell&#8217;intimo del nostro vero sentire \u00c3\u00a8 presentarci una Minette Swift scostante, antipatica, bruttina che non cede alla richieste di Genna.<\/p>\n<p>Che cosa vede Jenna in Minette? Senz&#8217;altro\u00c2\u00a0 vorrebbe assorbire un po&#8217; della sua famiglia attenta e unita inotorno a lei, offrire\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0una legittimazione al suo non essere &#8220;razzista&#8221;\u00c2\u00a0 al padre odiato-amato\u00c2\u00a0 .<\/p>\n<p>Ma in questa sua insistenza nel volere conoscere pienamente una persona non c&#8217;\u00c3\u00a8 forse una forma di appropriazione e di &#8220;sfruttamento&#8221;?<\/p>\n<p>La fragile Jenna, brava a scuola, figlia di genitori non &#8220;materni&#8221; invidia la sicurezza di Minette , la vuole fare sua.<\/p>\n<p>Ma Minette non \u00c3\u00a8 sicura, vive male il suo inserimento\u00c2\u00a0 alla Schuyler, questo\u00c2\u00a0 prestigioso college di arti lberali, modello di integrazione.\u00c2\u00a0 Perch\u00c3\u00a8 si sente vittima di molestie razziali&#8230;scritte offensive \u00c2\u00a0sulla porta, dispetti verso i suoi oggetti e Jenna non riesce e non pu\u00c3\u00b2 aiutarla, osservatrice semi-passiva del suo malessere. Perch\u00c3\u00a8 Minette sa che essere neri sar\u00c3\u00a0 sempre percepito come stato di inferiorir\u00c3\u00a0 e aggredisce, si isola, per non essere ferita.<\/p>\n<p>Il padre di Jenna aveva scritto \u00c2\u00a0negli anni Sessanta &#8221; <em>ci sono delle distorsioni dovute alla <strong>coscienza di pelle: <\/strong>di come ci\u00c3\u00b2 che vediamo sia ampiamente determinato\u00c2\u00a0 dalle strutture linguistiche all&#8217;interno delle quali nasciamo.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;anno scolastico alla Schuyler \u00c3\u00a8 per entrambe un anno importante e terribile: per Minette una sconfitta totale, per Jenna un periodo che la segner\u00c3\u00a0 profondamente.Ne scriver\u00c3\u00a0 la storia per il suo senso di colpa verso Minette e \u00c2\u00a0per far emergere dall&#8217;ombra\u00c2\u00a0 quella figura paterna di cui, si capisce, non pu\u00c3\u00b2 fare a meno.<\/p>\n<p>Che romanzo!<\/p>\n<p>Scrive Massimiliano Parente:\u00c2\u00a0 &#8220;<strong><em>\u00c3\u02c6 questa la delicata e spietata grandezza di &#8220;Ragazza bianca ragazza nera&#8221;: come lettori siamo colpevoli anche noi, e ci troviamo di punto in bianco all&#8217;interno di una rappresentazione inedita dell&#8217;osceno: il nostro stesso sentimento. Un osceno dalla Oates ribaltato rispetto alla definizione classica di invisibilit\u00c3\u00a0, di essere appunto fuori dalla scena e fuori dalla pornografia (che rappresenta, al contrario, l&#8217;eccesso del visibile). Un osceno che diventa \u00c2\u00abci\u00c3\u00b2 che, nell&#8217;istante in cui lo vedi, non puoi non averlo visto. E continuerai a vederlo. E continuerai a vederlo anche se ti cavano gli occhi\u00c2\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Un magnifico romanzo antirazzista e per niente retorico che, volendo, sarebbe pure la scusa buona per un meritato Nobel. Meditate, svedesi, meditate.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"media_1\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00c3\u00a8 mi piace tanto Joyce Carol Oates? 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