{"id":10877,"date":"2014-04-13T10:06:44","date_gmt":"2014-04-13T10:06:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10877"},"modified":"2014-04-13T10:12:39","modified_gmt":"2014-04-13T10:12:39","slug":"lasciando-casa-di-anita-brookner-neri-pozza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=10877","title":{"rendered":"LASCIANDO CASA di Anita Brookner, Neri Pozza"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Lasciando-casa-Brookner1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-10881\" alt=\"Lasciando-casa-Brookner[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Lasciando-casa-Brookner1-194x300.jpg\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Lasciando-casa-Brookner1-194x300.jpg 194w, http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Lasciando-casa-Brookner1.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a>Quando si inzia un libro di questa scrittrice si \u00c3\u00a8 rapiti e avvolti dalla &#8220;<strong>Brookner experience<\/strong>&#8220;, come dicono gli inglesi ,\u00c2\u00a0 e cio\u00c3\u00a8 ci si ritrova in \u00c2\u00a0un viaggio\u00c2\u00a0interiore \u00c2\u00a0dentro l&#8217;isolamento e nell&#8217;incapacit\u00c3\u00a0 di staccarsene. Solitudine e malinconia.\u00c2\u00a0Cos\u00c3\u00ac <strong>Anita Brookner<\/strong> ci ha incantato con i suoi romanzi che altro non sono che monologhi interiori\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0sulla difficolt\u00c3\u00a0 di misurarsi con la societ\u00c3\u00a0, con gli altri.<\/p>\n<p>E cos\u00c3\u00ac la protagonista di questa raffinata storia, Emma Roberts,\u00c2\u00a0 ormai anziana, ritorna con la memoria\u00c2\u00a0 ai suoi ventisei anni, all&#8217;et\u00c3\u00a0 delle decisioni, della consapevolezza di s\u00c3\u00a8.<\/p>\n<p>Vuole staccarsi dalla madre e dalla sua casa per sfuggire a quella strana solitudine che avvolge entrambe. La madre le appare inattiva e incapace di fondere la propria esperienza con quella degli altri. Di questo Emma ha terrore e fugge a Parigi per finire la tesi sui giardini frencesi.<\/p>\n<p>Qui conosce una coetanea Francoise\u00c2\u00a0,\u00c2\u00a0all&#8217;apparenza \u00c2\u00a0dissimile da s\u00c3\u00a8, pi\u00c3\u00b9 estroversa, audace, ma in fin dei conti suo alter-ego\u00c2\u00a0 nel legame indissolubile che ha con la casa materna. Una bella casa in campagna, stile <em>manor<\/em> inglese. Emma vi \u00c3\u00a8 invitata, conosce la madre autoritaria, vivace, siede alla loto tavola, percepisce il senso di appartenenza nel mangiare tutti insieme, ammira la bellezza e il conforto della Casa.<\/p>\n<p>Conosce anche un ragazzo con il quale condivide lo stesso senso di solitudine e in fondo di estraneit\u00c3\u00a0 verso il mondo.<\/p>\n<p>Emma ora desidera tornare a Londra e poi di nuovo a Parigi.\u00c2\u00a0 Si ritrova sempre nella ricerca di un equilibrio precario tra ci\u00c3\u00b2 che \u00c3\u00a8, \u00c3\u00a8 stata, e vorrebbe essere. Un&#8217;altalena di pseudo desideri perch\u00c3\u00a8 veri e propri desideri non appaiono. Mancano in Emma l&#8217;entusiasmo, la progettazione sicura. E&#8217; un personaggio pi\u00c3\u00b9 cervellotico che sensibile per il quale la solitudine \u00c3\u00a8 uno spauracchio indefinito e nello stesso tempo qualcosa di conosciuto, sperimentato e quindi sicuro.<\/p>\n<p>E&#8217; una ricercatrice, non solo per studio e lavoro, ma analista razionale dei suoi sentimenti contradditori.<\/p>\n<p>Riconosce infine di non avere il talendo di salvarsi la vita.<\/p>\n<p>Quando sua madre muore lei cerca un altro appartamento e di nuovo ricomincia\u00c2\u00a0la spola fra \u00c2\u00a0Londra\u00c2\u00a0e Parigi. Conosce un uomo, riprende l&#8217;amicizia con Francoise dalla quale si era staccata ed infine \u00c2\u00a0si ritrova anziana alle prese con le sue memorie e\u00c2\u00a0con la \u00c2\u00a0&#8220;catalogazione&#8221; del suo irrisolto \u00c2\u00a0dilemma interiore dei limiti dell&#8217;autonomia.<\/p>\n<p>Ancora va e viene , i suoi piccoli viaggi, le sue partenze sono tutte uguali. Si reca negli stessi posti che conosce bene. Vede pochi amici, &#8220;<em>sopravvissuti<\/em> <em>ormai alle loro vite separate<\/em>&#8221; &#8220;<em>figure dello stesso paesaggio<\/em>&#8221; . Non si lamenta. Ha la sua tranquillit\u00c3\u00a0 economica, la sua casa, il suo lavoro di scrittrice.<\/p>\n<p>Che vita tranquilla, sicura, ma che freddezza nella mancanza della realizzazione degli infiniti e indistinti desideri giovanili, che tristezza la perdita delle emozioni.\u00c2\u00a0 Emma\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 come un gomitolo quasi sempre avvolto in se stesso senza aver mai povato l&#8217;ebbrezza di un emozionante disfacimento.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00c3\u00b2 raccontato nell&#8217;incantevole linguaggio\u00c2\u00a0ricamato un po&#8217; proustiano\u00c2\u00a0di Anita Brookner.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma che differenza tra Emma e la emotiva <strong>Miss Brill,<\/strong> felice delle piccole cose, di una panchina al parco, di una fetta di torta al miele con la sorpresa di una mandorla Da rileggere sicuramente <strong>I\u00c2\u00a0 Racconti<\/strong> di <strong>Katherine Mansfield<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si inzia un libro di questa scrittrice si \u00c3\u00a8 rapiti e avvolti dalla &#8220;Brookner experience&#8220;, come dicono gli inglesi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[21],"tags":[641,867,868,869,51],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10877"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10877"}],"version-history":[{"count":14,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10877\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10990,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10877\/revisions\/10990"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10877"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10877"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10877"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}