{"id":11938,"date":"2015-01-16T09:22:10","date_gmt":"2015-01-16T09:22:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=11938"},"modified":"2015-01-16T09:26:14","modified_gmt":"2015-01-16T09:26:14","slug":"io-tinta-daria-di-nadia-ioriatti-ed-curcu-genovese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=11938","title":{"rendered":"IO, TINTA DI ARIA di Nadia Ioriatti, ed. Curcu &#038; Genovese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/cop1-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-11826\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/cop1-21-150x150.jpg\" alt=\"cop[1] (2)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Ho gi\u00c3\u00a0 incontrato <strong>Nadia Ioriatti<\/strong> un mese fa al Caf\u00c3\u00a8 de la Paix. Impressione forte ed \u00c2\u00a0emozionante nel conoscere una donna \u00c2\u00a0s\u00c3\u00ac, <em>tinta di aria, <\/em>ma con una struttura razionale, \u00c2\u00a0talvolta ironica e \u00c2\u00a0con una sorta di corazza intessuta della sua bellezza e del suo coraggio.<\/p>\n<p>I suoi racconti, come gi\u00c3\u00a0 ci aveva illustrato benissimo Maria Teresa Lucatti sono avvincenti, intriganti come possono <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Incontro-con-Nadia-Ioriatti-9.12.14-022.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-11970\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Incontro-con-Nadia-Ioriatti-9.12.14-022-150x150.jpg\" alt=\"Incontro con Nadia Ioriatti 9.12.14 022\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>essere gli \u00c2\u00a0squarci di \u00c2\u00a0una vita vissuta con lucida introspezione \u00c2\u00a0e con lampi epifanici \u00c2\u00a0di poesia.<\/p>\n<p>Nodo centrale \u00c3\u00a8 sicuramente l&#8217;arrivo della malattia che lei sa inglobare, combattere , accettare?<\/p>\n<p>Leggendo il suo raccontino &#8220;<strong>Adolescente<\/strong>&#8221; ho provato un brivido.<\/p>\n<p>Qui si parla di<strong> spazio<\/strong>, di <strong>spazio<\/strong> che le manca. E&#8217; costretta a dormire nel soggiorno per lasciare la camera da letto ai due fratelli maschi. Che cosa prova Nadia adolescente?<\/p>\n<p>&#8220;<em>Occupo lo stesso spazio del servizio buono da t\u00c3\u00a8. Mi sento insignificante e nel posto sbagliato. Dentro e fuori&#8221; <\/em>scrive. Ad un certo punto \u00c2\u00a0le viene messa \u00c2\u00a0accanto, a poco pi\u00c3\u00b9 di un metro dove dorme, anche la gabbia dei canarini \u00c2\u00a0i quali \u00c2\u00a0appena inizia il giorno si mettono a cantare. Ma non hanno colpa, \u00c3\u00a8 la loro natura. \u00c2\u00a0&#8220;<em>E poi siamo simili: indifesi e in gabbia&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ed \u00c3\u00a8 leggendo queste frasi che ho provato una grande emozione: Nadia sembra essere tornata in gabbia, in una beffarda coazione a ripetere- o meglio sembra aver ripreso quell&#8217;angolo nascosto in cui voleva a suo tempo rincantucciarsi per sentirsi finalmente libera.<\/p>\n<p>Vedendo la Nadia di oggi, scrittrice,madre di due figli, indipendente non si pu\u00c3\u00b2 che apprezzare il suo coraggio, la su autoironia, ma soprattutto il suo realistico ottimismo; \u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 in fondo la figlia di un sopravvissuto a Mathausen e di una donna dalla ferrea volont\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>E poi incontro \u00c2\u00a0&#8220;<strong>Notte di mezza estate<\/strong>&#8221; quando Nadia sola nel suo letto, assalita improvvisamente dal panico, \u00c2\u00a0chiama il medico. E nell&#8217;attesa si estrania dentro di s\u00c3\u00a8, immaginando pr\u00c3\u00acncipi che vengono a salvare la principessa inerme, creando amori impossibili&#8230;e poi rassicurata si abbandona alla bellezza dell&#8217;alba&#8230;.<em>foriera di un sole novello. <\/em>&#8220;S\u00c3\u00ac &#8220;<em>conserva dentro di s\u00c3\u00a8 un cielo azzuro e sano&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00c3\u00b2 che mi stupisce che in un libretto di 111 pagine sia condensata una vita. Ogni parola ha significato, come <strong>Rotelle, <\/strong>il suo vagolare con la carrozzina<strong>,\u00c2\u00a0<\/strong> che Nadia senza retorica e con autoironia \u00c2\u00a0ci racconta.<\/p>\n<p>Ma non \u00c3\u00a8 solo della sua malattia che si parla perch\u00c3\u00a8 il suo sguardo va da un contesto sociale trentino di un determinato quartiere e di una certa epoca, ai conflitti generazionali, al matrimonio, insomma alla vita in generale. Uno sguardo acuto reso pi\u00c3\u00b9 acuto \u00c2\u00a0sicuramente da questa impegnativa avventura che sta vivendo.<\/p>\n<p>Sono certa che avr\u00c3\u00a0 tantissimo da raccontarci ancora, \u00c3\u00a8 troppo ricco il suo percorso culturale , troppo &#8220;<strong>tinta d&#8217;aria<\/strong>&#8221; la sua immaginazione.<\/p>\n<p>Vi aspettiamo dunque luned\u00c3\u00ac <strong>19 gennaio<\/strong> alle ore <strong>17.00<\/strong>, al<strong> Caf\u00c3\u00a8 de la Paix<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho gi\u00c3\u00a0 incontrato Nadia Ioriatti un mese fa al Caf\u00c3\u00a8 de la Paix. 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