{"id":1356,"date":"2010-04-09T18:57:11","date_gmt":"2010-04-09T16:57:11","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=1356"},"modified":"2010-04-09T18:57:11","modified_gmt":"2010-04-09T16:57:11","slug":"racconti-di-katherine-mansfield","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=1356","title":{"rendered":"RACCONTI, di Katherine Mansfield"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-1366\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/04\/09\/racconti-di-katherine-mansfield\/u152792541\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1366\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/04\/u152792541.jpg\" alt=\"u15279254[1]\" width=\"113\" height=\"170\" \/><\/a><a rel=\"attachment wp-att-1358\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/04\/09\/racconti-di-katherine-mansfield\/scansione0014-2\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1358\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/04\/scansione0014-218x300.jpg\" alt=\"scansione0014\" width=\"218\" height=\"300\" \/><\/a>Katherine Mansfield amava la vita appassionatamente, ma il destino la fece morire di tubercolosi a soli 34\u00c2\u00a0anni, nonostante tutte le cure\u00c2\u00a0 per guarire, fra cui soggiorni sulla Costa Azzurra e un ultimo tentativo in un&#8217;alternativa colonia salutista diretta da un russo.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0 Nata in Nuova Zelanda nel 1888, giovanissima si trasferisce in Inghilterra dove comincia a scrivere storie comuni di persone comuni.\u00c2\u00a0Fa emergere subito il senso di precariet\u00c3\u00a0 della vita, ma proprio per questo ne consegue\u00c2\u00a0la percezione immaginifica\u00c2\u00a0di intensi attimi\u00c2\u00a0sia\u00c2\u00a0di gioia che di sgomento. E\u00c2\u00a0di felicit\u00c3\u00a0 improvvisa, come uno squillante fiorire di esotici fiori.<\/p>\n<p>I suoi racconti hanno come titolo &#8220;Felicit\u00c3\u00a0&#8220;, &#8220;Preludio&#8221;, &#8220;Garden Party&#8221;, &#8220;Miss Brill&#8221;&#8230;quest&#8217;ultimo racconta in poche pagine la vita semplicissima di un&#8217;insegnante di inglese a Parigi che si accontenta di domeniche ai Jardins Publiques \u00c2\u00a0perch\u00c3\u00a8 pu\u00c3\u00b2 indossare la sua pelliccetta,\u00c2\u00a0 di sedersi in solitaria osservazione del mondo circostante\u00c2\u00a0 su una panchina &#8220;speciale&#8221;, di gratificarsi, tornando a casa , acquistando una fetta di torta al miele esultando se vi trova una mandorla. &#8220;<em>Se c&#8217;era le sembrava di portarsi a casa un minuscolo regalo &#8211; una sorpresa -qualcosa che avrebbe potuto benissimo<\/em> <em>non esserci&#8221;.<\/em>\u00c2\u00a0 Ma la malinconia emerge nella solitudine di Miss Brill che\u00c2\u00a0non ha acquistato la sua fetta di torta abituale e si ritrova\u00c2\u00a0, senza nulla per cui gioire, nella sua minuscola stanzetta buia .<\/p>\n<p>Katherine Mansfield adora entrare nella vita degli altri, ascolta tutti, \u00c2\u00a0come se non sentisse, ma incamera ogni frase, ogni dettaglio.. Osserva in silenzio e un po&#8217; in disparte assorbita dalle sue fantasie colorate che entrano in sintonia con il sentire degli altri.\u00c2\u00a0 Partecipa senza per\u00c3\u00b2 concedersi.<\/p>\n<p>Lei \u00c3\u00a8 una creatura ardente, \u00c3\u00a8 come un giardino di fiori selvaggi, quei fiori carnosi e vermigli della sua nativa terra e che sembra continuino a fiorire nel suo cuore.Se si potesse paragonare a quadri lei sarebbe quelli di Van Gogh. Vuole emozioni, \u00c3\u00a8 avida di sensazioni. Le giornate banali la deprimono &#8220;i<em> giorni che non valgono la pena di essere vissuti&#8221;<\/em> quelli in cui non accade nulla che ti accenda.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Percepisco anch&#8217;io delle giornate grigie, io le chiamo le &#8220;flinghe&#8221; come le carte che a briscola non valgono niente. Ma qui ci sarebbe tanto da discutere&#8230;non valgono niente perch\u00c3\u00a8 non arriva nulla dall&#8217;esterno? o perch\u00c3\u00a8 c&#8217;\u00c3\u00a8 il momento di stasi dentro di noi?&#8230;a volte una giornata solitaria pu\u00c3\u00b2 dare, grazie al lavor\u00c3\u00aco della mente e del cuore, entusiasmo e gioia, altre, piene di novit\u00c3\u00a0, possono invece rattristare.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p>Di Katherine Mansfield ho tanti libri, i suoi poemetti, i suoi diari, uno splendido saggio sulla sua vita e la sua arte, ma ne parler\u00c3\u00b2 un&#8217;altra volta. Ora cito un altro bellissimo racconto di questa raccolta, &#8220;Preludio&#8221;, ambientato in Nuova Zelanda. La protagonistra\u00c2\u00a0 \u00c3\u00a8 Linda Burnell nella quale si incarna l&#8217;adorata e lontana madre ma che rivela anche una parte della scrittrice che scopre,\u00c2\u00a0 scrivendone, la sua identit\u00c3\u00a0. Capisce\u00c2\u00a0 che anche in lei, come nella madre, esiste lo stesso occhio lontano, impartecipe, quasi come quello delle piante, dell&#8217;aloe &#8230;<\/p>\n<p>Si parla di un trasloco, di matrimonio, di momenti particolari. Vi sono descrizioni coloratissime &#8221; &#8230;<em>un pezzo di sapone giallo e granuloso in un angolo del davanzale e un cencio di flanella macchiato di blu&#8230;&#8221; &#8220;&#8230;Stelle\u00c2\u00a0 luminose screziavano il cielo e la luna stava sospesa sul porto spruzzando d&#8217;oro le onde.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Nei pensieri serali di Linda nel suo letto\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0emerge la fame di vita della stessa Mansfiled, un desiderio insaziabile &#8220;<em>S\u00c3\u00ac, tutto era diventato vivo fino alla pi\u00c3\u00b9 piccola particella, e lei non sentiva il suo letto, fluttuava sospesa nell&#8217;aria. Ma sembrava che stesse in ascolto con gli occhi splancati e vigili, che aspettasse qualcuno che non veniva, qualcosa che non accadeva.&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Katherine Mansfield amava la vita appassionatamente, ma il destino la fece morire di tubercolosi a soli 34\u00c2\u00a0anni, nonostante tutte le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1356"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1356\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}