{"id":14,"date":"2010-01-20T15:32:21","date_gmt":"2010-01-20T13:32:21","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=14"},"modified":"2021-10-20T06:04:20","modified_gmt":"2021-10-20T06:04:20","slug":"piccole-donne-ovvero-un-romanzo-di-formazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=14","title":{"rendered":"PICCOLE DONNE ovvero un romanzo di formazione"},"content":{"rendered":"<address><span style=\"color: #ff00ff;\">E&#8217; proprio vero: un libro tira l&#8217;altro come le ciliegie. Nel libro\u00c2&nbsp; della Rasy, letto ieri\u00c2&nbsp;,viene nominata anche \u00c2&nbsp;la scrittrice statunitense Louise Mary Alcott e subito\u00c2&nbsp;un&#8217;immensa nostalgia del suo romanzo &#8220;Piccole Donne&#8221; (1868)\u00c2&nbsp;mi ha assalito.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;Stamattina per consolarmi della partenza di mia figlia sono andata a\u00c2&nbsp;cercarlo in un vecchio armadio e l&#8217;ho trovato un po&#8217; spiegazzato con un odore di\u00c2&nbsp;antichi libri di scuola. Mi sono preparata la mia calda tazza di t\u00c3\u00a8 e ho cominciato a sfogliarlo. Ci sono anche le illustrazioni, ( un po&#8217; &#8220;decorate&#8221; da mia\u00c2&nbsp;figlia, da me costretta\u00c2&nbsp;a suo tempo a leggerlo). <\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Ho cominciato a ripercorrere alcune pagine: certo, \u00c2&nbsp;sono datate per noi lettori esigenti e un po&#8217; scettici, ma vi ho ritrovato quei fili conduttori che fan s\u00c3\u00ac che esso rimanga sempre uno dei libri pi\u00c3\u00b9 amati da molte generazioni femminili, come il caldo affetto familiare, l&#8217;onest\u00c3&nbsp;, la generosit\u00c3&nbsp; di quasi tutti i personaggi\u00c2&nbsp;e quegli aspetti della vita americana che a noi ragazzine degli anni &#8217;50 piacevano moltissimo. Le frittelline e le salsicce per colazione, i canti di Natale al pianoforte, le ghirlande sulle porte, e gli stessi nomi dei protagonisti, Meg, Jo, Amy, Beth e\u00c2&nbsp;Laurie.<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Tutte noi lettrici volevamo essere Jo, il &#8220;maschiaccio&#8221;,\u00c2&nbsp;una ragazza anticonvenzionale, modernissima per l&#8217;epoca in cui si svolge la storia. Siamo negli anni della Guerra di Secessione, il padre \u00c3\u00a8 al fronte, la madre si prodiga per non far mancare nulla alla famiglia e \u00c2&nbsp;per aiutare\u00c2&nbsp;quelli ancora\u00c2&nbsp;pi\u00c3\u00b9 poveri ; le quattro sorelle vivono con complicit\u00c3&nbsp; ma non senza sacrifici i loro piccoli accadimenti quotidiani. E&#8217; un mondo\u00c2&nbsp;che appare remoto\u00c2&nbsp;alle giovani di oggi. Molte di loro,\u00c2&nbsp;come la mia nuova amica Jessica,\u00c2&nbsp;non l&#8217;hanno letto; credo che lo trovino troppo sdolcinato. Un po&#8217; concordo.\u00c2&nbsp; Ma oltre alle descrizioni di disavventure per guanti sporchi di limonata o di riccioli bruciati, o di amori non contraccambiati,\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;la famiglia March ci \u00c2&nbsp;d\u00c3&nbsp; messaggi importanti\u00c2&nbsp; come il\u00c2&nbsp; coraggio \u00c2&nbsp;nell&#8217;affrontare\u00c2&nbsp;ogni situazione della vita e la necessit\u00c3&nbsp; di raggiungere\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;la \u00c2&nbsp;consapevolezza di ci\u00c3\u00b2 che si \u00c3\u00a8\u00c2&nbsp; e\u00c2&nbsp;che si vuole diventare. <\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Un episodio saliente della storia, che sottolinea la modernit\u00c3&nbsp; della Alcott, \u00c3\u00a8 quello in cui Jo si fa tagliare i capelli\u00c2&nbsp; e li vende per aiutare la famiglia. <\/span><\/address>\n<blockquote>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">&#8220;Venticinque dollari! Dove li hai presi? Che cosa hai fatto?&#8221;<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Senza rispondere, Jo si tolse la cuffietta scoprendo la testa rasata.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">&#8220;I tuoi capelli! La tua sola bellezza! Povera e cara Jo&#8230;non sembri pi\u00c3\u00b9 tu&#8230;<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">I capelli lunghi sono il simbolo della femminilit\u00c3&nbsp;, condiviso da tutta la societ\u00c3&nbsp; ottocentesca, e Jo osa intaccarlo. Pi\u00c3\u00b9 trasgressiva di cos\u00c3\u00ac!\u00c2&nbsp; Non so se quando lo lessi\u00c2&nbsp; la prima volta, nel 1953, colsi questo importante significato; ogni libro, si sa , ha pi\u00c3\u00b9 livelli di lettura e comprensione. Per questo molti romanzi devono essere letti pi\u00c3\u00b9 volte per essere compresi nella loro totalit\u00c3&nbsp;.\u00c2&nbsp;<\/span><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Ricordo che qualche anno fa feci vedere\u00c2&nbsp;il\u00c2&nbsp;film a scuola, quello interpretato da Winona Ryder, a una\u00c2&nbsp; mia seconda media\u00c2&nbsp;. ( Io invece avevo visto quello con June Allyson e Liz Taylor nella parte di Amy). Le mie alunne erano in estasi e se lo sono gustato ridacchiando e commentando spesso, soprattutto la storia d&#8217;amore di Jo con Laurie; i poveri maschietti , invece, tra uno sbadiglio e\u00c2&nbsp; l&#8217;altro mi chiedevano di uscire ogni 10 minuti \u00c2&nbsp;e quando li controllavo perch\u00c3\u00a8 non ritornavano in aula , li vedevo lungo il corridoio a parlare con la bidella o a gironzolare annoiati.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">E&#8217; questo romanzo un libro per sole donne?\u00c2&nbsp; E perch\u00c3\u00a8?<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Probabilmente l&#8217;identificazione immediata con le ragazze lascia poco spazio all&#8217;immaginario maschile, gli uomini sono, a parte Laurie, in secondo piano. Il padre stesso \u00c3\u00a8 lontano e poco\u00c2&nbsp;importante nell&#8217;economia del racconto, anzi \u00c3\u00a8 importante proprio la sua assenza. Sappiamo che questo \u00c3\u00a8 in parte autobiografico: il padre della Alcott era abbastanza inconsistente sia come figura paterna che come lavoratore e la stessa scrittrice\u00c2&nbsp;si era data da fare per aiutare\u00c2&nbsp;concretamente la famiglia.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">E&#8217; comunque un romanzo di formazione, le piccole donne cresceranno e sceglieranno con consapevolezza la loro strada. Meg vorr\u00c3&nbsp; una famiglia tradizionale, Amy, pi\u00c3\u00b9 ambiziosa, cercher\u00c3&nbsp; la ricchezza e il prestigio sociale, Beth, la pi\u00c3\u00b9 sfortunata vorrebbe solo amore incondizionato e armonia, e Jo, la mia preferita, vuole realizzarsi, vuole fare la scrittrice.<\/span><\/address>\n<\/blockquote>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;Ed \u00c3\u00a8 \u00c2&nbsp;l&#8217;unica, e qui sta ancora \u00c2&nbsp;la modernit\u00c3&nbsp; del romanzo, che raggiunge\u00c2&nbsp;il suo happy end senza l&#8217;aiuto di nessuno, n\u00c3\u00a8 dell&#8217;innamorato, n\u00c3\u00a8 dei soldi, ma soltanto grazie alle sue capacit\u00c3&nbsp; e alla sua forza. Jo diventer\u00c3&nbsp; scrittrice e aprir\u00c3&nbsp; una scuola per studenti poveri insieme a un marito, un maturo insegnante tedesco,\u00c2&nbsp;che non rientra nell&#8217;immaginario del \u00c2&nbsp;principe azzurro tipico dei romanzi\u00c2&nbsp;per sole giovinette.<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Mi piacerebbe tanto sapere se alcune lettrici si sono identificate in una delle altre sorelle che non sia Jo.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp; <\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp; *\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp; *\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp; *\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp; *\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;*<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">In tarda mattinata mi sono presa una pausa: oggi 2o gennaio \u00c3\u00a8 una giornata splendida, algida e soleggiata. Ho incontrato un&#8217; amica, Enza, in un bar di piazza Duomo. E&#8217; cos\u00c3\u00ac piacevole incontrare una cara persona e davanti a un caff\u00c3\u00a8 conversare di cose piacevoli. Le ho parlato del mio blog e prendendo lo spunto del libro ritrovato abbiamo iniziato un dibattito sull&#8217;importanza degli oggetti. Quali conservare? Tutti ? Mi pare che Borges in una celebre poesia parli degli oggetti come di cose vive&#8230;Enza ed io ci troviamo invece d&#8217;accordo nel conservare il meno possibile,\u00c2&nbsp; tenere solo gli oggetti significativi e i libri, naturalmente. I libri, pi\u00c3\u00b9 che oggetti, sono pezzi di vita dell&#8217;umanit\u00c3&nbsp;. Quindi siamo noi stessi.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Ad una certa\u00c2&nbsp;et\u00c3&nbsp; \u00c3\u00a8 meglio, credo, non soffermarsi troppo sulle cose vecchie, ma rimanere aperti al nuovo, al ricambio, al futuro, respirare aria nuova. <\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Ah, insieme abbiamo anche visitato la mostra\u00c2&nbsp; &#8220;Le radici della montagna&#8221;a Palazzo Trentini: gradevole, con quadri belli di\u00c2&nbsp; Garbari, Moggioli, ecc.\u00c2&nbsp; Davanti ad alcuni ci siamo soffermate a lungo.<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Perch\u00c3\u00a8 scrivo questo? Perch\u00c3\u00a8 il sottotitolo del mio blog \u00c3\u00a8:\u00c2&nbsp; La vita oltre i 60&#8230;quindi\u00c2&nbsp; voglio dire ai miei coetanei che di cose belle da fare ce ne sono.<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Mi sono accorta che scrivendo ho sentito meno la lacerazione del distacco da mia figlia che ora sta dirigendosi verso Chiavari e suo marito, ma intravvedo anche\u00c2&nbsp;sul tavolino il libro che lei avrebbe dovuto portare con s\u00c3\u00a8. E&#8217; infatti\u00c2&nbsp;un regalo\u00c2&nbsp; che io ho fatto a mio genero Marco, scritto, sembra, apposta per lui. Si tratta di &#8221; Pianoforte vendesi&#8221; e chi meglio di Marco, musicista, accordatore, restauratore e vendidore di pianoforti potrebbe\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;leggerlo? Che Stefania l&#8217;abbia lasciato apposta affinch\u00c3\u00a8 la sua mamma abbia gi\u00c3&nbsp; il materiale per domani? <\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Stefania \u00c3\u00a8 una figlia molto attenta e amorevole, sa che mi piace leggere e scrivere e questo blog \u00c3\u00a8 stato un suo grande dono.<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">Ma ora devo chiudere. E si sa che, parafasando Rossella O&#8217;Hara :<\/span><\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;domani \u00c3\u00a8 &#8230;un altro libro.<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address><span style=\"color: #ff00ff;\">\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;\u00c2&nbsp;<\/span><\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n<address>\u00c2&nbsp;<\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; proprio vero: un libro tira l&#8217;altro come le ciliegie. 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