{"id":1491,"date":"2010-04-16T20:08:14","date_gmt":"2010-04-16T18:08:14","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=1491"},"modified":"2019-02-12T08:17:12","modified_gmt":"2019-02-12T08:17:12","slug":"tutti-i-racconti-del-mistero-di-edgar-allan-poe","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=1491","title":{"rendered":"TUTTI I RACCONTI DEL MISTERO&#8230;di Edgar Allan Poe"},"content":{"rendered":"<p>Continuo con i racconti di Poe per completare il\u00c2\u00a0 post di qualche giorno fa sulla paura e il genere letterario horror. Lo spunto mi \u00e8\u00a8 stato dato sia dal pomeriggio un po&#8217; grigio che mi ha spinto a rileggere un \u00a0suo racconto, \u00a0sia dall&#8217;ultima \u00c2foto scattata a Mimilla&#8230; che ha &#8220;spaventato&#8221; persino Stefania.<\/p>\n<p>Parlo de &#8220;<strong>Il gatto nero&#8221;,<\/strong> inquietante, terribile, con il finale da brivido.<\/p>\n<p><em>&#8220;Non c&#8217;\u00e8\u00a8 racconto degno di questo nome se dalla prima parola non suscita l&#8217;interesse del lettore, che deve giungere all&#8217;ultimo rigo per comprendere la soluzione finale<\/em>.&#8221; scriveva Baudelaire.<\/p>\n<p>In effetti tutti i racconti di questa raccolta sono un labirinto in cui il lettore \u00e8\u00a8 costretto a proseguire fino alla liberazione finale. \u00a0Sappiamo della vita difficile di <strong>Edgar Allan Poe, <\/strong>del trauma indimenticabile di essere lasciato fuori dalla porta della camera dove la giovane mamma stava morendo. E conosciamo i suoi tormenti, i suoi incubi, le sue visioni procurate anche \u00a0dall&#8217;uso eccessivo di alcool . E \u00a0conosciamo il suo terrore del Male di cui \u00e8\u00a8 costretto a parlare per esorcizzarlo. Il Male gratuito, quello che sembra far parte dell&#8217;essere umano , senza via di scampo.<\/p>\n<p>A tal proposito proprio pochi giorni fa ho sentito, con raccapriccio, che un pluriomicida americano ha rilasciato in un intervista televisiva. Con estrema freddezza dice che il Male \u00e8\u00a8 dentro ogni uomo e che prima o poi esce. Il Male, il contrario del Bene, del Buono, \u00a8 ci\u00f2 che mi spaventa di pi\u00f9. Non credo a ci\u00f2 che dicono i pazzi criminali, ma Poe evidentemente era affascinato dall&#8217;oscurit\u00e0 \u00a0della nostra mente. &#8220;&#8230;<em>questa forma di malvagit\u00e0 \u00a0perversa \u00e8\u00a8 uno degli impulsi primordiali del cuore umano &#8211; una di quelle inscindibili facolt\u00e0 \u00a0primarie, o sentimenti che governano il carattere dell&#8217;Uomo&#8221;<\/em>\u00a0 fa \u00a0infatti dire a un suo personaggio.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il gatto nero&#8221;<\/strong> ha un inizio tranquillizzante in cui il protagonista-narratore parla del suo amore per gli animali domestici, del suo matrimonio e della decisione di prendere in casa un cane, una scimmietta, pesci rossi ed un gatto nero, molto bello e intelligente. La moglie\u00c2\u00a0 fa allusioni all&#8217;antica credenza popolare che vede i gatti neri come delle streghe travestite, ma entrambi ne ridono. Il gatto, chiamato Plutone, instaura subito\u00c2\u00a0col padrone un rapporto di amore e di fiducia.<\/p>\n<p>Ma ecco che progressivamente la storia incalza, varia, si deforma e ci travolge. Un cambiamento radicale investe il narratore che , per l&#8217;abuso di alcool, diventa violento, sia verso la moglie che verso i suoi animali, soprattutto verso Plutone. Una notte, tornato a casa ubriaco, gli sembra che il gatto lo eviti, si lascia prendere da una furia demoniaca e lo acceca in un occhio. Ma non \u00e8\u00a8 finita la discesa agli inferi della malvagit\u00c3\u00a0, perch\u00e8\u00a8 poco tempo dopo lo impiccher\u00e0 .<\/p>\n<p>Nelle bettole che poi frequenta sempre pi\u00f9\u00b9 assiduamente nota per caso \u00a0un \u00a0gatto per molto aspetti simile a Plutone, \u00a0(il cui corpo non era stato pi\u00f9 ritrovato)&#8230;<\/p>\n<p>Intanto pazientemente \u00c2\u00a0la moglie subisce il suo brutale comportamento, ma un giorno per difendere il cane dall&#8217;ascia omicida del marito, viene uccisa, fatta a pezzi e nascosta nel muro della cantina, prima divelto poi ricostruito.<\/p>\n<p>Credo che tutti l&#8217;abbiate letto, ma la fine \u00e8\u00a8 eccezionale. I poliziotti indagano e non scoprono nulla. Viene visitata la cantina per l&#8217;ennesima volta e il protagonista, ebbro della sua furbizia batte col bastone il muro dove ha nascosto il cadavere della moglie esclamando con spavalderia &#8220;&#8230;<em>signori&#8230;queste pareti sono costruite solidamente.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ma improvvisamente una voce lamentosa,un pianto che si trasforma in urlo sconvolgente, un ululato&#8221;<em>per met\u00c3\u00a0 di orrore, per met\u00c3\u00a0 di trionfo&#8221;<\/em> risponde \u00a0al suo colpo.<\/p>\n<p>Quando gli inquirenti, demolito il muro, scoprono i poveri resti della donna, vedono il gatto stravolto \u00c2\u00a0con la rossa bocca spalancata &#8230;<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Spero che Michela, Enza\u00c2\u00a0, mia figlia e tutti\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0gli amanti del brivido abbiano gradito questo post.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\">Io devo chiedere perdono alla mia Mimilla-principessa perch\u00e8\u00a8 le faccio fare la parte del gatto-mostro. Lei \u00e8\u00a8 una dolcissima creatura affettuosa. Ma \u00e8\u00a8 venuta cos\u00ec\u00ac male in questa foto&#8230;che pu\u00f2 recitare la parte di Plutone.<\/span><\/p>\n<p><em>\u00c2\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuo con i racconti di Poe per completare il\u00c2\u00a0 post di qualche giorno fa sulla paura e il genere letterario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1491"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1491"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16075,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1491\/revisions\/16075"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}