{"id":1592,"date":"2010-04-23T20:09:17","date_gmt":"2010-04-23T18:09:17","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=1592"},"modified":"2010-04-23T20:09:17","modified_gmt":"2010-04-23T18:09:17","slug":"la-mia-vienna-e-le-citta-del-cuore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=1592","title":{"rendered":"LA MIA VIENNA, e le citt\u00c3\u00a0 del cuore"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-1596\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/04\/23\/la-mia-vienna-e-le-citta-del-cuore\/scansione0029\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1596\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/04\/scansione0029-218x300.jpg\" alt=\"scansione0029\" width=\"218\" height=\"300\" \/><\/a><a rel=\"attachment wp-att-1597\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/04\/23\/la-mia-vienna-e-le-citta-del-cuore\/scansione0030\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1597\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/04\/scansione0030-300x218.jpg\" alt=\"scansione0030\" width=\"300\" height=\"218\" \/><\/a>S\u00c3\u00ac, anche Vienna, oltre Trieste, Londra e tanti altri luoghi, \u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 una citt\u00c3\u00a0 a\u00c2\u00a0 me molto cara. Perci\u00c3\u00b2 quando l&#8217;altro giorno, nella mia settimanale visita alla Biblioteca, ho visto questo libro abbandonato su un divanetto , ho dovuto prenderlo e aprirlo. Mi ha catturato immediatamente. Inizia sotto forma di diario:\u00c2\u00a0 &#8220;<em>31 marzo 1911 &#8211; Madenskyplatz &#8211; Vienna&#8221;\u00c2\u00a0 &#8211; <\/em><span style=\"text-decoration: underline\">E<em>&#8216;<\/em> per me<\/span> &#8211; ho esclamato sottovoce. Poi alla bibliotecaria ho detto &#8220;<span style=\"text-decoration: underline\">La lettura \u00c3\u00a8 una forte dipendenza<\/span>&#8220;. Al che lei ha ribattuto :&#8221; <span style=\"text-decoration: underline\">Anche certi nostri pensieri, lo sono<\/span>&#8220;.\u00c2\u00a0 Questa frase mi ha colpito molto, ma non ho capito completamente\u00c2\u00a0a che tipo di pensieri alludesse: tristi, ricorrenti, ansiogeni&#8230;Beh, un libro \u00c2\u00a0spesso riesce a ricacciarli\u00c2\u00a0in un angolo e talvolta persino a farli sfumare.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Non conoscevo la sua autrice <strong>Eva Ibbotson,<\/strong> nata a Vienna in una famiglia di letterati e poi trasferitasi in Inghilterra. Ha scritto parecchi romanzi tradotti in tutto il mondo ed \u00c3\u00a8 apprezzata dalla critica:\u00c2\u00a0 &#8220;<em><strong>Eva Ibbotson<\/strong> \u00c3\u00a8 una scrittrice cos\u00c3\u00ac brava che i suoi romanzi varcano i limiti convenzionali della narrativa sentimentale.&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Mi \u00c3\u00a8 piaciuto immergermi immediatamente nella Vienna asburgica , dove la protagonista\u00c2\u00a0narrante \u00c3\u00a8 \u00c2\u00a0Susanna Weber, una brava modista di 36 anni, che vede passare nel suo atelier personaggi interessanti. Intorno a lei quindi altre storie: di amori\u00c2\u00a0 clandestini, di bambine abbandonate (come nei migliori <em>feuilettons),<\/em> di matrimoni d&#8217;interesse, di anarchici&#8230; E&#8217; una reale storia ottocentesca nella quale si pu\u00c3\u00b2 sentire il fruscio dei bellissimi \u00c2\u00a0vestiti che Susanna crea. Ma non solo. Il contesto storico e \u00c2\u00a0sociale si rivela con naturelezza, sentiamo parlare dell&#8217;inefficace imperatore Cecco Beppe, del colonnello Madensky che d\u00c3\u00a0 il nome alla piazza \u00c2\u00a0e che era\u00c2\u00a0un ufficiale \u00c2\u00a0morto nella battaglia di Solferino. Vengono nominati altri personaggi importanti, come l&#8217;onnipresente Diaghilev con i suoi balletti russi\u00c2\u00a0 o Theodor Herzl che teorizza uno stato ebraico. Tutto ci\u00c3\u00b2, che ci fa &#8220;sentire&#8221; e conoscere Vienna ,viene descritto tra un\u00c2\u00a0accadimento e l&#8217;altro.\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0La musica e un pianista bambino, i\u00c2\u00a0 dolci come il Lebkuchen e\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0lo strudel, il Danubio che \u00c3\u00a8 blu solo per gli innamorati&#8230;<\/p>\n<p>Lettura piacevolissima. Immersa ancora nelle sue pagine e sentendo poco\u00c2\u00a0fa \u00c2\u00a0le campane del Duomo di \u00c2\u00a0Trento,\u00c2\u00a0 ho creduto \u00c2\u00a0fossero quelle dello Stephandom. Potenza dei libri.<\/p>\n<p>La prima volta che vidi Vienna fu quando ci arrivai, con le mie due storiche amiche Giuliana e Guerrina, \u00c2\u00a0in autostop. Venivamo da Monaco di Baviera\u00c2\u00a0dove ci trovavamo per imparare il tedesco. Ricordo che pernottammo in un ostello per la giovent\u00c3\u00b9, bellissimo, un castello. E poi volemmo vedere tutto&#8230;Der Donau, Schonbrunn, ecc. Sapevo anche, avendolo letto su &#8220;Grazia&#8221; dell&#8217;esistenza dell&#8217; <strong>Hawelka Caf\u00c3\u00a8<\/strong>, storico ritrovo di intellettuali. Lo trovammo ! Caff\u00c3\u00a8 che esiste tuttora e nella mia ultima visita del 2005 vi trascinai le mie colleghe Emanuela e Daria. Parlammo a lungo con un distinto signore che fumava la pipa. Visitai Vienna anche in altre occasioni, con mio marito, mia madre, mia figlia, accompagnando gruppi; in una di queste occasioni, da sola, volli andare sotto una pioggia torrenziale a casa di&#8230;Freud.\u00c2\u00a0 Ero l&#8217;unica visitatrice! Che emozione vedere\u00c2\u00a0 i suoi mobili, i suoi libri, il suo lettino&#8230;<\/p>\n<p>Ci\u00c3\u00b2 che mi piace oltremodo dei libri\u00c2\u00a0 \u00c3\u00a8 la loro capacit\u00c3\u00a0 \u00c2\u00a0di portarmi altrove, in luoghi immaginati o reali , visti o sognati, di modificare le mie prospettive e di aggiungere magia ai miei ricordi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\">E le vostre citt\u00c3\u00a0 del cuore, quali sono?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S\u00c3\u00ac, anche Vienna, oltre Trieste, Londra e tanti altri luoghi, \u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 una citt\u00c3\u00a0 a\u00c2\u00a0 me molto cara. 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