{"id":171,"date":"2010-01-29T20:38:33","date_gmt":"2010-01-29T18:38:33","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=171"},"modified":"2013-05-10T12:40:33","modified_gmt":"2013-05-10T12:40:33","slug":"lacchiappasogni-di-m-a-salinger","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=171","title":{"rendered":"L&#8217;ACCHIAPPASOGNI di M.A.Salinger"},"content":{"rendered":"<p>Tutto il mondo parla della morte recentissima \u00c2\u00a0di <strong>Jerome David Salinger<\/strong><strong>, <\/strong>l&#8217;autore del famosissimo romanzo&#8221;<strong>Il giovane Holden<\/strong>&#8220;,\u00c2\u00a0un libro cult, pubblicato nel 1951,\u00c2\u00a0letto da milioni di giovani che nell&#8217;antieroe dissacratore della societ\u00c3\u00a0 borghese, si identificava e riconosceva. Si \u00c2\u00a0continua a parlare e a disquisire sulla sua rinuncia a pubblicare altri scritti, tranne qualche raccolta di racconti, dopo quel suo primo immediato successo.<\/p>\n<p>Stamattina su Radio Tre\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0si parlava ovviamente di Salinger, e a proposito del suo precoce ritiro dalla scena della letteratura, qualcuno diceva che forse l&#8217;autore, spaventato da una cos\u00c3\u00ac grande popolarit\u00c3\u00a0, non si sentisse pi\u00c3\u00b9 all&#8217;altezza\u00c2\u00a0di \u00c2\u00a0scrivere ancora; altri che probabilmente non aveva nient&#8217;altro da dire, cio\u00c3\u00a8 che tutto il suo pensiero, la sua Weltanschauung fosse compendiata nel suo romanzo d&#8217;esordio. Ma Salinger scriveva per s\u00c3\u00a8, ogni mattina, e in una rarissima intervista spieg\u00c3\u00b2:<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Non pubblicare mi d\u00c3\u00a0 una meravigliosa tranquillit\u00c3\u00a0&#8230;Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per me stesso e per mio piacere&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Certamente il personaggio \u00c3\u00a8 fuori dall&#8217;ordinario. Sappiamo che \u00c3\u00a8 nato a New York nel 1911, da padre ebreo e da madre che si converte all&#8217;Ebraismo. Contento di sottrarsi alla madre iperprotettiva, si iscrive all&#8217;Accademia Militare di Wayne in Pennsylvania, poi alla New York University che per\u00c3\u00b2 abbandona presto per lavorare su una nave da crociera. Nel 1939 segue un corso serale di scrittura della Columbia University e scrive racconti che colpiscono favorevolmente il suo insegnante. Nel 1942\u00c2\u00a0viene arruolato\u00c2\u00a0e partecipa\u00c2\u00a0alle pi\u00c3\u00b9 dure battaglie della guerra, come lo sbarco in Normandia\u00c2\u00a0 e la battaglia delle Ardenne.\u00c2\u00a0 Sua figlia Margaret, autrice del\u00c2\u00a0libro di cui parlo oggi, racconta che suo padre fu sempre orgoglioso del suo curriculum militare, tanto che aveva mantenuto per anni il taglio di capelli della leva e conservato la divisa.<\/p>\n<p>Viene assegnato al servizio di controspionaggio, grazie alla conoscenza delle lingue ed \u00c3\u00a8 uno dei primi ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati. Questa \u00c3\u00a8 un&#8217;esperienza terrificante che lo segna duramente sotto il profilo emotivo; dopo la sconfitta della Germania viene ricoverato in ospedale per curare una sindrome da reazione allo stress da combattimento. A Margaret confider\u00c3\u00a0 poi: &#8221; E&#8217; impossibile non sentire pi\u00c3\u00b9 l&#8217;odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva&#8221;.<\/p>\n<p>Per conoscere Salinger bisogna leggere &#8220;<strong>Il giovane Holden&#8221;<\/strong> perch\u00c3\u00a8 tra le sue righe si possono cogliere tanti riferimenti autobiografici. Innanzitutto il titolo originale ci darebbe un indizio:<\/p>\n<p>&#8220;<strong>The catcher in the rye&#8221;, <\/strong>parole tratte (anche se un po&#8217; distorte) \u00c2\u00a0da una poesia di R.Burns, <span style=\"text-decoration: underline;\">catcher<\/span> , significa &#8220;acchiappatore&#8221;, ed \u00c3\u00a8 anche il ruolo di un giocatore\u00c2\u00a0di baseball,\u00c2\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\">rye <\/span>\u00c3\u00a8 la segale che cresce\u00c2\u00a0nei campi accanto ai precipizi. L&#8217;immagine dunque che ci viene suggerita \u00c3\u00a8 quella di un\u00c2\u00a0bambino\u00c2\u00a0 che\u00c2\u00a0gioca \u00c2\u00a0in un campo vicino al baratro dove per\u00c3\u00b2\u00c2\u00a0 sono rari gli &#8220;acchiappatori&#8221;\u00c2\u00a0che possono\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0salvarlo da una pericolosa caduta.<\/p>\n<p>Non \u00c3\u00a8 un caso che sua figlia Margaret abbia intitolato il libro in cui parla di suo padre <span style=\"text-decoration: underline;\">&#8220;Dream catcher<\/span>&#8220;, <strong>L&#8217;acchiappasogni.<\/strong><\/p>\n<p>Prima di accennare al racconto della figlia, ricordiamo\u00c2\u00a0la storia del giovane Holden Caulfield,\u00c2\u00a0che cacciato dal\u00c2\u00a0 collegio poco prima del Natale 1949, ricerca disperatamente un aiuto\u00c2\u00a0 per essere salvato prima di &#8220;precipitare&#8221;. E&#8217; un romanzo di formazione perch\u00c3\u00a8 si racconta una\u00c2\u00a0 dolorosa crescita.\u00c2\u00a0 Vengono descritti due giorni durante i quali Holden si pone tanti quesiti su ci\u00c3\u00b2 che lo circonda, sugli altri, sul passaggio dall&#8217;infanzia all&#8217;adolescenza. E&#8217; incerto, ha paura, unico elemento di conforto il guantone da baseball di suo fratello morto, sui cui, con l&#8217;inchiostro verde, ci sono scritte poesie. Si chiede dove finiranno le anatre quando il\u00c2\u00a0laghetto\u00c2\u00a0di Manhattan sar\u00c3\u00a0 ghiacciato, teme che un bambino trascurato non potr\u00c3\u00a0 mai farcela da solo. Questo adolescente , simbolo della difficolt\u00c3\u00a0 di quest&#8217;et\u00c3\u00a0 nel mondo occidentale, fa una critica feroce della societ\u00c3\u00a0 americana dei primi anni &#8217;50, dei pregiudizi, del perbenismo, del mondo adulto in genere. Come Peter Pan lui non vorrebbe mai crescere, anche se ha gi\u00c3\u00a0 17 anni, lui si sente ancora il bambino che sta per <span style=\"text-decoration: underline;\">cadere <\/span>in quel mondo che lo spaventa. Gli adulti che appaiono nel racconto sono negativi, soltanto la sorellina Phoebe, che riuscir\u00c3\u00a0 a contattare, di nascosto dai genitori, lo rassicura con la sua saggezza innocente. Non vorrebbe che sua sorella crescesse e iniziasse a provare quel disadattamento che lui sente: n\u00c3\u00a8 uomo, n\u00c3\u00a8\u00c2\u00a0bambino. Le dir\u00c3\u00a0 infatti &#8220;io vorrei\u00c2\u00a0 salvare i bambini prima che cadano nel burrone&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; chiaro che Holden \u00c3\u00a8 la proiezione dello stesso autore, il quale, se nel racconto mitizza l&#8217;et\u00c3\u00a0 dell&#8217;infanzia, nella realt\u00c3\u00a0 non sopporta i bambini.<\/p>\n<p>Sua figlia Margaret parla di lui come di una persona patologicamente concentrata su se stessa e\u00c2\u00a0ci racconta aspetti sconosciuti della sua vita, ma lo fa con amore e con dolore cercando di colmare quel baratro in cui lei \u00c3\u00a8 caduta senza essere salvata dal suo Acchiappatore di bambini, perch\u00c3\u00a8 suo padre acchiappatore,\u00c2\u00a0lo era soltanto di sogni.<\/p>\n<p>L&#8217;isolamento in cui Salinger costringe la sua seconda moglie Claire e i suoi figli a vivere, a Cornish, nel New Hampsire, hanno segnato\u00c2\u00a0 psicologicamente sia la moglie che la figlia. Dai ricordi di Margaret\u00c2\u00a0apprendiamo che Salinger teneva virtualmente prigoioniera la moglie, non consentendole di avere contatti con la famiglia, n\u00c3\u00a8 tantomeno con gli amici. L&#8217;atmosfera in cui la figlia\u00c2\u00a0ha vissuto\u00c2\u00a0 la sua infanzia e adolescenza sono quindi contrassegnati dall&#8217;isolamento e da una grande tensione emotiva.\u00c2\u00a0 Ha dovuto ricorrere, per bulimia, attacchi di panico, stanchezza cronica, a cure psicoanalitiche. Ricorda che sua madre, quando lei aveva 13 mesi, voleva ucciderla e poi suicidarsi per sottrarsi a quella sorta di &#8220;incubo e sogno&#8221; in cui erano costrette a vivere.<\/p>\n<p>Nel libro comunque ci sono tante\u00c2\u00a0fotografie che ritraggono un Salinger sorridente e amorevole con i figli, che raccontano di momenti di intimit\u00c3\u00a0.\u00c2\u00a0Margaret ammette che sentiva l&#8217;amore di suo padre, scrive infatti &#8220;Il mondo si illuminava quando pap\u00c3\u00a0 ritornava a casa&#8221;,\u00c2\u00a0ma evidentemente non era quell&#8217;amore tenero e comprensivo che si aspettava.<\/p>\n<p>Quando, anni dopo, riveler\u00c3\u00a0 a suo padre di essere incinta lui ribatte che spera abortisca perch\u00c3\u00a8 non era giusto far nascere un figlio in questo\u00c2\u00a0mondo pidocchioso. (lousy).<\/p>\n<p>Noi\u00c2\u00a0leggiamo\u00c2\u00a0che\u00c2\u00a0 Salinger seguiva i dettami della Chiesa scientista, che si interessava alla medicina alternativa e a tante altre teorie e convinzioni spiritual\/medico\/nutrizionali.<\/p>\n<p>Chi era dunqe Salinger? Un <span style=\"text-decoration: underline;\">Acchiappasogni<\/span>? Un <span style=\"text-decoration: underline;\">giovane Holden mai cresciuto<\/span>?<\/p>\n<p>I giovani d&#8217;oggi si riconoscono in questa difficolt\u00c3\u00a0 di crescere?\u00c2\u00a0 So per certo che &#8220;Il giovane Holden&#8221; \u00c3\u00a8 presente in molte biblioteche scolastiche, ma non credo che quella rabbia appassionata e disperata di cui lui \u00c3\u00a8 il rappresentante pi\u00c3\u00b9 famoso sia presente nell&#8217;attuale generazione di adolescenti, pi\u00c3\u00b9 portati, mi sembra, alla rinuncia e all&#8217;adattamento.<\/p>\n<p>Ora per\u00c3\u00b2 \u00c2\u00a0aspettiamo con ansia di leggere i suoi manoscritti, accuratamente archiviati dallo stesso Salinger\u00c2\u00a0 che ha lasciato detto:<\/p>\n<p>&#8221; Un contrassegno rosso significa, se muoio prima di averlo finito pubblicatelo cos\u00c3\u00ac com&#8217;\u00c3\u00a8, uno blu significa pubblicatelo, ma prima sottoponetelo a revisione, e cos\u00c3\u00ac via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA:<\/p>\n<p>&#8220;The Young folks&#8221;, racconto pubblicato nel 1949 sulla rivista Story Magazine<\/p>\n<p>&#8220;For Em\u00c3\u00a8 with love and squalor&#8221;, racconto in prima persona di un soldato traumatizzato<\/p>\n<p>&#8220;The Varioni Brothers&#8221; 1943<\/p>\n<p>&#8220;Uncle Wiggly in Connecticut&#8221; da cui venne tratto un mediocre film intitolato My foolish heart<\/p>\n<p>&#8220;Nove racconti&#8221; del 1953<\/p>\n<p>&#8220;Franny e Zooly&#8221;, 1961<\/p>\n<p>&#8220;Alzate l&#8217;architrave, carpentieri&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Seymour. Introduzione nel 1963 (Saga della famiglia Glass)<\/p>\n<p>&#8220;Hapworth 16, 1924&#8221;, breve romanzo epistolare scritto da un bambino di 7 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutto il mondo parla della morte recentissima \u00c2\u00a0di Jerome David Salinger, l&#8217;autore del famosissimo romanzo&#8221;Il giovane Holden&#8220;,\u00c2\u00a0un libro cult, pubblicato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/171"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=171"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/171\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9409,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/171\/revisions\/9409"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}