{"id":17590,"date":"2021-11-29T15:42:31","date_gmt":"2021-11-29T15:42:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=17590"},"modified":"2021-11-29T15:42:32","modified_gmt":"2021-11-29T15:42:32","slug":"le-letture-tardo-autunnali-di-maria-grazia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=17590","title":{"rendered":"Le letture tardo-autunnali di Maria Grazia"},"content":{"rendered":"\n<p>Una nostalgia gonfia di asciutte lacrime pare velare questo tempo di fine autunno segnato da pioggia e dallo spegnersi graduale delle tonalit\u00e0 autunnali. Proprio il tempo e\u2019uno dei veri protagonisti della raccolta de<strong> I racconti <\/strong>di Daniele Del Giudice che mi richiamano alla memoria il fraseggiare di un neuroscienziato statunitense J. Le- Doux \u201c Una mente senza emozioni non \u00e8 affatto una mente, \u00e8 solo una anima di ghiaccio: una creatura fredda, inerte, priva di desideri, di paure, di affanni, di dolori o di piaceri\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ho provato grande emozione nel leggere i singoli racconti di questa raccolta. Ne <strong>Il Museo di Reims<\/strong> Barnaba, ex ufficiale di Marina \u00e8 ossessionato dall\u2019idea di dover imprimere nella memoria, prima che sia troppo tardi, le immagini di alcuni quadri significativi per lui. L\u2019opera d\u2019arte diventa l\u2019oggetto che resiste al tempo e alla malattia, che veicola immagini e sensazioni al punto tale che egli afferma. \u201c Ma poi alla fine che importanza ha sapere se c\u2019erano veramente? Che importanza pu\u00f2 avere se questi quadri li ricorder\u00f2 come sono o come ho cercato di vederli o come Anne me li ha descritti? a dimostrazione che uno scrittore vede veramente quando scrive.<\/p>\n\n\n\n<p>E come nel Museo di Reims l\u2019autore spiega di aver provato a tirar l\u2019ombra dentro allo spazio per rendere piu\u2019 misteriosa la narrazione , cosi\u2019 L. Fermor nel romanzo <strong>Rumelia<\/strong> dedica pagine di profondit\u00e0 sapenziale unendo la sua esperienza personale di gran viaggiatore e di soldato dell\u2019esercito britannico alla storia millenaria della Grecia. Il libro offre emozioni solo aprendolo e vedendo una mappa disegnata da un pittore arcadico inglese della Rumelia, quella parte di Grecia del nord che va dal Bosforo al mar Adriatico, dalla Macedonia al golfo di Corinto nonch\u00e9 considerando la rappresentazione in copertina delle rovine di Delfi negli anni Cinquanta. Il movimento ramingo senza bussola, il tempo infinito puo\u2019 accomunare questo romanzo ad un libro di W. Herzog, <strong>Il crepuscolo del mondo<\/strong> la cui scrittura scarna ed essenziale offre una splendida narrazione. Il soldato giapponese Onoda nel febbraio 1974 sorprende nella notte un giovane viaggiatore che scambia per un agente americano. Egli \u00e8 rimasto per quasi trenta anni a difendere una remota isola dell\u2019arcipelago delle Filippine dopo la resa del Giappone agli Stati Uniti chiedendosi \u201c Ma la guerra sogna se stessa? Puo\u2019essere che io stia solo sognando questa guerra?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il suo dovere \u00e8 resistere difronte ad un nemico tanto invisibile, mimetizzarsi nella natura in attesa del momento giusto per attaccare. La guerra di Onada par irrilevante per l\u2019universo ma per il protagonista acquisisce l\u2019importanza di un evento travolgente in quanto come afferma l\u2019autore \u201c la nostra civilt\u00e0 \u00e8 un sottile strato di ghiaccio sopra un oceano profondo di caos e tenebre\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nostalgia gonfia di asciutte lacrime pare velare questo tempo di fine autunno segnato da pioggia e dallo spegnersi graduale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17590"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17591,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17590\/revisions\/17591"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}