{"id":1799,"date":"2010-05-07T19:33:35","date_gmt":"2010-05-07T17:33:35","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=1799"},"modified":"2010-05-07T19:33:35","modified_gmt":"2010-05-07T17:33:35","slug":"da-una-stanza-allaltra-di-grazia-livi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=1799","title":{"rendered":"DA UNA STANZA ALL&#039;ALTRA, di Grazia Livi"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-1804\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/05\/07\/da-una-stanza-allaltra-di-grazia-livi\/scansione0003-5\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1804\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/05\/scansione00032-217x300.jpg\" alt=\"scansione0003\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>Se un giardino \u00c3\u00a8 il nostro spazio interiore da cercare, curare ed esserne confortati,\u00c2\u00a0&#8220;una stanza tutta per s\u00c3\u00a8&#8221; \u00c3\u00a8 una necessit\u00c3\u00a0, soprattutto per\u00c2\u00a0noi donne, e non solo per quelle che amano scrivere. Partendo dal celebre lavoro di Virginia Woolf in cui si ripercorre la difficolt\u00c3\u00a0 per una donna ,sempre assillata da doveri quotidiani, a ritagliarsi uno spazio per la propria riflessione, <strong>Grazia Livi<\/strong> ci introduce nella vita di altre famose scrittrici che hanno tentato di liberarsi dai lacci del &#8220;dovere femminile&#8221;. Si parla di scrittrici dei secoli passati&#8230; <span style=\"color: #ff6600\">ma oggigiorno la donna in generale \u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 riuscita a conquistarsi la &#8220;stanza tutta per s\u00c3\u00a8&#8221;, sinonimo di libert\u00c3\u00a0 interiore, senza sentirsi colpevole?<\/span><\/p>\n<p>Per Virginia Woolf, &#8220;\u00c2\u00a0la stanza con poltrona&#8221;\u00c3\u00a8 il suo guscio che l&#8217;avvolge, la protegge dalle sue &#8220;voci&#8221; pericolose ed\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 uno \u00c2\u00a0spazio personale che diventa pi\u00c3\u00b9 denso, pi\u00c3\u00b9 intriso di pensieri.\u00c2\u00a0Ed \u00c3\u00a8 anche lo scudo legittimato del suo <em>isolamento<\/em>. Sa di essere separata dagli altri, come &#8220;<em>uno strumento raro che non conosce il segreto per fondersi al coro&#8221;.<\/em> La sua personalit\u00c3\u00a0 vacillante ha estremo bisogno, come di una medicina, di raccoglimento, ripiegamento dentro uno spazio in cui scrivere per capirsi e <em>rimarginarsi.<\/em> Lei , sappiamo, \u00c3\u00a8\u00c2\u00a0ci\u00c3\u00b2 che scrive.<\/p>\n<p>Per Jane Austen, invece, la stanza per s\u00c3\u00a8, \u00c3\u00a8 sempre di passaggio. Riesce ad appoggiarsi agli angoli del \u00c2\u00a0tavolo dopo il breakfast, quando finalmente \u00c3\u00a8 sola. Provvisoriamente! \u00c2\u00a0Jane ha un suo ruolo nella vita familiare e \u00c2\u00a0come tutte le donne \u00c3\u00a8 intrisa di &#8220;docilit\u00c3\u00a0&#8221; e cio\u00c3\u00a8 lascia aperto il proprio animo affinch\u00c3\u00a8 chiunque possa &#8220;entrarvi ed uscirvi&#8221;. Genitori, marito, figli, nipoti. E&#8217; permesso un ritiro interiore e personale soltanto a chi entra nel chiostro o nella malattia. Jane si adegua ai suoi tempi. Si accontenta dunque, \u00c2\u00a0per scrivere i suoi splendidi romanzi ,di angoli vuoti, di brevi spazi temporali solo suoi.\u00c2\u00a0Ma \u00c2\u00a0grazie alla scrittura&#8221;sfugge&#8221; al dominio del mondo che l&#8217;attornia,\u00c2\u00a0 diventandone lei stessa\u00c2\u00a0il deus ex machina\u00c2\u00a0 che lo apre e chiude a suo piacere.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Emily Dickinson\u00c2\u00a0 di cui abbiamo gi\u00c3\u00a0 parlato a lungo, si &#8220;imprigiona&#8221; nella stanza al piano di sopra per essere libera. Non ha altra soluzione. Veste la maschera della\u00c2\u00a0mansueta ragazza di buona famiglia ottocentesca per lasciare spazio alla sua precipitosa e veemente vita interiore scrivendo nella sua &#8220;stanza&#8221;. Emily riesce ad estraniarsi dal mondo circostante per rimanere arroccata al suo tempo privato. Non a caso, fino a quindici anni, ha finto con il padre di non saper leggere l&#8217;ora. E&#8217; abile a usare tutte le strategie per essere &#8220;libera&#8221; e concentrarsi sulle proprie emozioni.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600\">Che necessit\u00c3\u00a0 questo spazio temporale!\u00c2\u00a0 Avere la mente sgombra da pensieri contingenti e cercare di rinascere ogni volta nella nostra essenza. In primavera mi accorgo di averne ancor pi\u00c3\u00b9 bisogno, come di un ricostituente. La &#8220;stanza&#8221; per\u00c3\u00b2 si sposta: pu\u00c3\u00b2 essere il mio salotto o un giardino o un semplice &#8220;fermarsi&#8221;, sorda ai richiami, per avere la possibilit\u00c3\u00a0 di rimescolare gli accadimenti , i pensieri, le emozioni.<\/span><\/p>\n<p>In questo saggio\u00c2\u00a0si parla anche di Katherine Mansfield, donna libera, ma che trova nella sua &#8220;stanza&#8221; l&#8217;interlocutore pi\u00c3\u00b9 intimo. Con se stessa Katherine si sente appagata.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0E poi Anais Nin e\u00c2\u00a0 Caterina Percoto di cui non ho letto ancora nulla.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<strong>Grazia Livi<\/strong> conclude dicendo che la &#8220;vera stanza&#8221;, cio\u00c3\u00a8 la libert\u00c3\u00a0,\u00c2\u00a0richiede coraggio. Occorre uscire dal sicuro, dal protettivo, dall&#8217;abituale, dalla nicchia di una <em>vita diminuita<\/em> e\u00c2\u00a0prorompere in una singolarit\u00c3\u00a0 che pu\u00c3\u00b2 risultare poco gradita agli altri.&#8221; E&#8217; lasciare un sentiero laterale <strong>per arrivare al centro di s\u00c3\u00a8,\u00c2\u00a0 e quindi al diritto a una stanza.<\/strong> E quasi sempre nel silenzio in cui affiorano le cose remote e sommerse le parole diventano scrittura.<\/p>\n<p>*\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *<\/p>\n<p>Lettura come\u00c2\u00a0 stimolo\u00c2\u00a0per riflettere sulla vita in generale, trarne coraggio e consolazione. Questo \u00c3\u00a8 lo spirito del blog.<\/p>\n<p><strong>\u00c2\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se un giardino \u00c3\u00a8 il nostro spazio interiore da cercare, curare ed esserne confortati,\u00c2\u00a0&#8220;una stanza tutta per s\u00c3\u00a8&#8221; \u00c3\u00a8 una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1799"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1799"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1799\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}