{"id":1970,"date":"2010-05-18T20:08:02","date_gmt":"2010-05-18T18:08:02","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=1970"},"modified":"2010-05-18T20:08:02","modified_gmt":"2010-05-18T18:08:02","slug":"quelli-che-non-dormivano-diario-1944-1946","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=1970","title":{"rendered":"QUELLI CHE NON DORMIVANO, Diario, 1944-1946"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-1972\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/05\/18\/quelli-che-non-dormivano-diario-1944-1946\/scansione0020-3\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1972\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/05\/scansione0020-217x300.jpg\" alt=\"scansione0020\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>Quando vedo un Diario non resisto, devo leggerlo. Questo di <strong>Jacqueline Mesnil-Amar,<\/strong> un&#8217; ebrea francese<strong>,<\/strong> mi ha attirato subito sia per l&#8217;immagine di copertina che per gli anni di cui\u00c2\u00a0narra.\u00c2\u00a0 Nella prefazione viene spiegato che \u00c3\u00a8 un libro non &#8220;ancora letto&#8221;, bench\u00c3\u00a8 pubblicato una prima volta\u00c2\u00a0nel 1957. Ma\u00c2\u00a0 allora era troppo presto, non era il momento giusto. Erano passati soltanto dieci anni dalla fine della guerra e non si poteva dire tutto, molti non volevano ascoltare le verit\u00c3\u00a0 dei deportati di ritorno dai campi nazisti, gli orrori, le denunce. Su tante testimonianze di guerra era calata una cappa di silenzio almeno fino agli anni Settanta quando finalmente si ebbe il coraggio di ascoltare.<\/p>\n<p><strong>Jacqueline Mesnil-Amar<\/strong> non \u00c3\u00a8 un&#8217;autrice, ha scritto solo questo diario, ma \u00c3\u00a8 una scrittrice, e che scrittrice! Il suo testo \u00c3\u00a8 imbevuto della lettura dei grandi autori e presenta non solo una rara sensibilit\u00c3\u00a0 d&#8217;animo, ma un linguaggio preciso e nello stesso tempo poetico.<\/p>\n<p>Se la seconda parte \u00c3\u00a8 la pi\u00c3\u00b9 difficile da leggere\u00c2\u00a0per i racconti terribili dei deportati e per\u00c2\u00a0le pagine dedicate ai bambini d&#8217;Israele che sono stati immolati, le prime pagine, pi\u00c3\u00b9 intime, scorrono veloci in un alternarsi di angoscia, speranza e gioia.<\/p>\n<p>Siamo a Parigi e il diario inizia il 18 luglio 1944 quando Andr\u00c3\u00a9, suo marito, \u00c2\u00a0non\u00c2\u00a0torna a casa. \u00c2\u00a0Andr\u00c3\u00a9 \u00c3\u00a8 membro della resistenza ebraica ed \u00c3\u00a8 stato catturato dai tedeschi . Sar\u00c3\u00a0 torturato e poi caricato sull&#8217;ultimo convoglio diretto a Buchenwald.<\/p>\n<p>Andr\u00c3\u00a9 e Jacqueline sono figli di ricchi francesi ebrei, ma ormai hanno perso tutto. Si nascondono, hanno documenti falsi, vivono momenti tragici come tutti gli ebrei perseguitati.<\/p>\n<p>Per Jacqueline scrivere diventa un aiuto. Dopo una settimana dall&#8217;arresto del marito inizia scrivere per non affondare nella disperazione, per sentirsi viva. Fa giri e cerchi di parole per giungere all&#8217;essenza del suo sentire. Ripercorre\u00c2\u00a0i terribili anni dall&#8217;inizio della guerra, la fuga dalla loro casa, i vari nascondigli, \u00c2\u00a0lo sbarazzarsi\u00c2\u00a0 dei documenti dell&#8217;OJC (organizzazione ebraica di combattimento),\u00c2\u00a0 la\u00c2\u00a0 vana ricerca di \u00c2\u00a0conoscenze per avere un po&#8217; d&#8217;aiuto. &#8220;<em>Venderei i miei anelli, venderei la mia anima, la mia vita, ma non credo che sia abbastanza&#8230;Tutto accresce la confusione e l&#8217;orrore, tutto \u00c3\u00a8 nero e oscuro, ci si scontra con un muro impenetrabile.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Nelle notti senza sonno, e dopo aver affidato la\u00c2\u00a0figlioletta a Nana che le nasconde nella sua casa, Jacqueline attraversa Parigi con la sua bicicletta. Le descrizioni della capitale francese sono bellissime:\u00c2\u00a0 ogni attraversamento di piazze, ponti, strade sembra un attraversamento\u00c2\u00a0di tutti gli stadi del suo dolore. Non sa nulla, non sa se Andr\u00c3\u00a9 \u00c3\u00a8 ancora vivo. Scrive e come strategia consolatoria \u00c2\u00a0ripensa ai bei viaggi fatti insieme. Ricorda Broni, l&#8217;isola verde dell&#8217;Adriatico, Venezia di notte , sotto la luna, la loro villa a Deauville quando erano felici .<\/p>\n<p>&#8220;<em>Com&#8217;\u00c3\u00a8 incomunicabile, impermeabile e solitaria la paura!&#8221;<\/em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0Le sembra\u00c2\u00a0che la sua vita parallela a quella di Andr\u00c3\u00a9 in carcere sia quasi un tradimento. Lei \u00c3\u00a8 viva, osserva\u00c2\u00a0 l&#8217;ammirevole ed eroica attivit\u00c3\u00a0 di Nana che nasconde contrassegni, documenti, apparecchi di trasmissione; \u00c2\u00a0si trucca, esce per incontrare amiche.<\/p>\n<p>E finalmente il 6 agosto 1944 gli\u00c2\u00a0 Alleati puntano su Parigi. \u00c2\u00a0A mezzanotte Jacqueline prende in mano il suo diario e scrive scrive; ricorda quando nel 1940 P\u00c3\u00a9tain parl\u00c3\u00b2 con la sua voce tremante alla radio proclamando l&#8217;armistizio con i tedeschi,\u00c2\u00a0 le loro lacrime e tutto ci\u00c3\u00b2 che ebbe inizio \u00c2\u00a0per i francesi e per \u00c2\u00a0gli ebrei.<\/p>\n<p>La speranza sta \u00c2\u00a0rimescolando tutto -\u00c2\u00a0i brutti e i bei ricordi, il desiderio di &#8220;tornare ad essere ebrei&#8221;, di riprovare l&#8217;ebbrezza di vivere\u00c2\u00a0&#8211; quando viene a sapere che Andr\u00c3\u00a9 \u00c3\u00a8 vivo e che \u00c3\u00a8 riuscito a fuggire dal convoglio nazista.<\/p>\n<p>Il 25 agostoParigi viene liberata, i tedeschi sono in fuga, \u00c3\u00a8 arrivato De Gaulle,\u00c2\u00a0 la gioia \u00c3\u00a8 contagiosa, tutte le campane di Parigi suonano. Le ragazze con i rossetti vivaci e le gonne a fiori esultano per le strade.<\/p>\n<p>Scrivere per aiutarsi, sempre. Jacqueline scrive anche alla finestra, in casa di Nana. &#8220;<em>Perch\u00c3\u00a8? Forse solo Dio lo sa. E&#8217; la mia forma di ricamo, un&#8217;evasione, come per mia madre?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Mi piace questo paragone della scrittura con il ricamo, in fondo \u00c3\u00a8 sempre un soffermarsi sui nostri pensieri e sulla nostra vita, punto dopo punto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando vedo un Diario non resisto, devo leggerlo. 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