{"id":2434,"date":"2010-06-19T19:10:36","date_gmt":"2010-06-19T17:10:36","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=2434"},"modified":"2010-06-19T19:10:36","modified_gmt":"2010-06-19T17:10:36","slug":"la-metamorfosi-stato-naturale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=2434","title":{"rendered":"LA METAMORFOSI, stato naturale?"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-2437\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/06\/19\/la-metamorfosi-stato-naturale\/scansione0016-3\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2437\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/06\/scansione0016-217x300.jpg\" alt=\"scansione0016\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>\u00c2\u00a0Dopo la lettura di un libro che mi prende completamente come &#8220;La ballata di Iza&#8221; ho bisogno di un momento di <em>stand by,<\/em> di uno stacco prima di immergermi in una nuova storia. Quando incontro problematiche esistenziali profonde devo soffermarmi a comprenderle , assaporarle, valutarle, sviscerarle. E&#8217; il grande dono della lettura: quello di far riflettere. E c&#8217;\u00c3\u00a8 sempre qualcosa da scoprire di noi e della nostra &#8220;avventura&#8221; umana.<\/p>\n<p>Oggi perci\u00c3\u00b2 ritorno a &#8220;\u00c2\u00a0vecchi&#8221; autori\u00c2\u00a0il cui pensiero \u00c3\u00a8 \u00c2\u00a0ormai parte di me e del mio percorso intellettuale.\u00c2\u00a0 Ripenso a\u00c2\u00a0 <strong>Franz Kafka<\/strong> e alla sua infelicit\u00c3\u00a0, ma anche alla sua giovanile ispirazione poetica che come un fortissimo vento gli riempiva la mente e il corpo, al suo scavere dentro di s\u00c3\u00a8 spietatamente per giungere per\u00c3\u00b2 \u00c2\u00a0a nessuna soluzione. Leggiamo nella famosa &#8220;Lettera al padre&#8221; la sensazione di solitudine, abbandono, incomprensione provata in famiglia, primo ambiente in cui si muovono i passi verso il consolidamento della propria identit\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>La sua vita ci \u00c3\u00a8 nota. Figlio di un agiato negoziante ebreo <strong>Franz Kafka<\/strong> \u00c2\u00a0nasce a Praga nel 1883. Si laurea in giurisprudenza\u00c2\u00a0 e poi si impiega\u00c2\u00a0 in un ente pubblico quell'&#8221;<em>oscuro nido di burocrati<\/em>&#8221; che per la sua anima poetica \u00c3\u00a8 la quintessenza dello squallore e della morte spirituale.\u00c2\u00a0 Suo unico rifugio \u00c3\u00a8 la scrittura serale disdegnata\u00c2\u00a0 dal padre che lo\u00c2\u00a0ha costretto a studi diversi dalla sua inclinazione. Proprio l&#8217;educazione oppressiva del padre sembra abbia portato Kafka ad essere pessimista, insicuro tanto da avere\u00c2\u00a0 un terrore morboso del giudizio altrui.<\/p>\n<p>La sua salute \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 cagionevole pertanto durante la prima guerra mondiale non\u00c2\u00a0svolge\u00c2\u00a0 neppure il servizio militare. Non fa grandi viaggi, non si sposa, la sua esistenza \u00c3\u00a8 racchiusa nel centro vecchio di Praga abbandonato soltanto per i periodi in cui \u00c3\u00a8 costretto a ricoverarsi in sanatorio per la malattia che lo porter\u00c3\u00a0 precocemente alla morte nel 1924.<\/p>\n<p>Kafka non possiede &#8220;<em>nessun riparo<\/em>&#8221; agli avvenimenti, cos\u00c3\u00ac ci lascia detto Milena Jesenka che ha saputo capirlo con magistrale intuizione femminile &#8220;<em>Per questo \u00c3\u00a8 esposto a tutto<\/em>&#8220;. Kafka non riesce a proteggersi dalla vita \u00c2\u00a0con la menzogna, con finto ottimismo o entusiasmo, con i compromessi. &#8220;<em>So che non si oppone alla vita, ma a questa maniera di viverla.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ne<em> &#8220;<\/em><strong>La Metamorfosi<\/strong>&#8221; leggiamo della sua alienazione, della sua tensione verso una meta che sta al di l\u00c3\u00a0 della divisione tra l&#8217;umano e il bestiale.<\/p>\n<p>Quando il racconto inizia\u00c2\u00a0 la metamorfosi \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 avvenuta. La sera Gregor Samsa era un commesso viaggiatore la mattina, una mattina d&#8217;inverno, \u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 un enorme insetto. Non si meraviglia tanto quanto noi lettori Gregor anzi sembra che la metamorfosi per lui sia un fatto ovvio e naturale. Lentamente il mondo esterno si cancella, la stanza diventa un carcere dove l&#8217;insetto conduce la sua vita da rinchiuso, come tante volte la <em>&#8220;claustrofilia di Kafka aveva sognato<\/em>&#8221; ci spiega Pietro\u00c2\u00a0Citati.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Gregor-scarafaggio fa inorridire il padre che lo colpisce con una mela, &#8211; \u00c2\u00a0animale ferito, uomo degradato -. La madre abbraccia il padre supplicandolo di risparmiarlo, ma l&#8217;odio del padre \u00c3\u00a8 tangibile, \u00c3\u00a8 il segno del suo martirio. Soltanto la sorella\u00c2\u00a0ha talvolta\u00c2\u00a0piet\u00c3\u00a0 di lui.<\/p>\n<p>Il racconto\u00c2\u00a0 si pu\u00c3\u00b2 leggere a vari livelli, persino i ragazzini delle medie lo conoscono e ne sono affascinati, noi adulti sappiamo la profondit\u00c3\u00a0 di questo testo\u00c2\u00a0disperato. Capiamo che la sua morte \u00c3\u00a8 un sacrificio, egli \u00c3\u00a8 un capro espiatorio che si addossa i peccati dei suoi cari. &#8220;<em>La sua immolazione<\/em>&#8221; scrive Pietro Citati &#8220;<em>ha un&#8217;eco cosmica: annuncia la fine dell&#8217;inverno<\/em>, <em>l&#8217;arrivo della primavera&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Il suo cadavere verr\u00c3\u00a0 buttato nelle immondizie\u00c2\u00a0 dalla serva rozza\u00c2\u00a0mentre la\u00c2\u00a0 famiglia Samsa\u00c2\u00a0se ne andr\u00c3\u00a0 a fare una scampagnata. Se Gregor non fosse morto di consunzione forse la stessa natura sarebbe rimasta irrigidita e secca come il suo carapace.<\/p>\n<p>Ecco, stamattina ancora non sapevo di cosa avrei scritto, ma il tempo mutevole, le nuvole chiare e scure \u00c2\u00a0che vagavano nel cielo, l&#8217;arrivo imminente e atteso di Stefania, mi hanno portato a ripensare\u00c2\u00a0 a &#8220;<em>questo strano viandante, posseduto dall&#8217;irrealt\u00c3\u00a0,&#8230;senza basi n\u00c3\u00a8 radici&#8230;un giocoliere che camminava nel vuoto. Sapeva di essere\u00c2\u00a0lo Straniero che viveva soltanto di se stesso.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>Ma domani preparatevi a un cambiamento &#8230;<span style=\"color: #0000ff\">di rotta <\/span>nelle letture&#8230;perch\u00c3\u00a8 domani Riccardo Lucatti ci parler\u00c3\u00a0 di&#8230;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c2\u00a0Dopo la lettura di un libro che mi prende completamente come &#8220;La ballata di Iza&#8221; ho bisogno di un momento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2434"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2434\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}