{"id":246,"date":"2010-02-02T20:19:39","date_gmt":"2010-02-02T18:19:39","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=246"},"modified":"2010-02-02T20:19:39","modified_gmt":"2010-02-02T18:19:39","slug":"il-pane-di-ieri-e-il-sapore-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=246","title":{"rendered":"IL PANE DI IERI, e il sapore della vita"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-247\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/02\/02\/il-pane-di-ieri-e-il-sapore-della-vita\/scansione0001-3\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-247\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/02\/scansione0001-150x150.jpg\" alt=\"scansione0001\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Il pane non \u00c3\u00a8 solo il cibo fondamentale per non morire di fame, \u00c3\u00a8\u00c2\u00a0anche da sempre il simbolo del\u00c2\u00a0 nostro nutrimento spirituale.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<strong>Enzo Bianchi,<\/strong> fondatore e priore della Comunit\u00c3\u00a0 Monastica di Bose, prende lo spunto da\u00c2\u00a0un detto piemontese &#8220;el pan ed s\u00c3\u00a9ira, l&#8217;\u00c3\u00a8 bon adm\u00c3\u00a0n&#8221; per riflettere sul cibo\u00c2\u00a0e per\u00c2\u00a0ricordare il suo passato.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Nato nel 1943<strong>,<\/strong> egli ci racconta della sua infanzia povera nel Monferrato del dopoguerra, dove la vita era sentita\u00c2\u00a0 pi\u00c3\u00b9 come un dovere che come un piacere. L&#8217;Italia allora era un paese prevalentemente\u00c2\u00a0agricolo, ma il lavoro del contadino era\u00c2\u00a0molto duro. Rari e preziosi i\u00c2\u00a0momenti di gioia e\u00c2\u00a0di calore. Evitando il pericolo di rendere mitico e idilliaco il passato, <strong>Enzo Bianchi<\/strong> ci conduce in un mondo di piccole cose che molti di noi, anche se in modo un po&#8217; diverso, hanno condiviso.<\/p>\n<p>I ricordi si aprono come in un caleidoscopio e si agganciano alla memoria collettiva. Il suono delle campane del paese, che scandivano le ore,\u00c2\u00a0i racconti dei vecchi nelle lunghe sere d&#8217;inverno,\u00c2\u00a0le voci dei venditori di acciughe che arrivavano dalla Liguria, acciughe che sarebbero servite per la\u00c2\u00a0&#8220;bogna cauda&#8221; di cui viene\u00c2\u00a0riportata la precisa ricetta.<\/p>\n<p>Si intrecciano, mentre leggo, i suoi ricordi ai miei; in Emilia, al mattino presto, in una certa stagione, in\u00c2\u00a0bicicletta i venditori di rane\u00c2\u00a0urlavano: &#8220;rane fr\u00c3\u00a9sche&#8230;rane fresch\u00c3\u00a9&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p>Torniamo al pane, cibo prezioso, da rispettare: mai appoggiare sulla tavola a rovescio, raccoglierlo \u00c2\u00a0persino se ne cadeva un pezzetto. Mia nonna Bianca era categorica su questie regole;\u00c2\u00a0persino oggi se mi accade di vedere un panino rovesciato devo metterlo diritto.<\/p>\n<p>Io abitavo in una cittadina vicino alla campagna e la nonna Bianca, in giugno, mi portava nei campi di grano maturo a raccogliere papaveri e fiordalisi , spesso mi esortava ad assaggiare i chicchi di grano delle spighe. Un ricordo intenso, di cui sento letteralmente\u00c2\u00a0il sapore, che Enzo Bianchi mi ha donato scrivendone.<\/p>\n<p>Insieme al pane, <span style=\"text-decoration: underline\">necessit\u00c3\u00a0<\/span> per la nostra vita, c&#8217;\u00c3\u00a8 il vino al quale vengono dedicati i capitoli centrali. Il vino \u00c3\u00a8 il <span style=\"text-decoration: underline\">dono,<\/span> il simbolo della festa, della consolazione, della gioia.\u00c2\u00a0Ricordiamo il miracolo di Ges\u00c3\u00b9 a Cana! Vino, non per ottenebrarci, ma per sollecitare in noi la letizia, l&#8217;apertura verso gli altri.<\/p>\n<p>Stamattina, mentre felice\u00c2\u00a0camminavo lungo il Fersina sotto il sole, ripensavo ad ieri sera quando, nella casa colorata e luminosa di una carissima amica bionda che apre il suo salotto\u00c2\u00a0a incontri musicali, culturali e\u00c2\u00a0ludici, \u00c2\u00a0abbiamo brindato per festeggiare il compleanno di un mio coetaneo. Il vino sembrava oro nei nostri calici e i nostri sorrisi erano aperti al convivio e all&#8217;amicizia.<\/p>\n<p>Piantare una vigna, ci spiega\u00c2\u00a0il priore\u00c2\u00a0che vive tra i filari del Monferrato, \u00c3\u00a8 celebrare un matrimonio con la terra. Occorrono tempo e cura per far maturare l&#8217;uva. No\u00c3\u00a8, appena sceso dall&#8217;arca dopo il diluvio, pianta una vigna. Nel Cantico dei Cantici il vino \u00c3\u00a8 la gioia condivisa.<\/p>\n<p>(So gi\u00c3\u00a0 di che libro parler\u00c3\u00b2 domani, qualche mia amica che conosce la mia biblioteca forse indoviner\u00c3\u00a0!)<\/p>\n<p>Si legge che un tempo cibi e bevande erano usati con buon senso e attenzione; l&#8217;alimentazione, e quindi anche lo stile di vita, era pi\u00c3\u00b9 equibrato, pur nella povert\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0<strong> &#8220;S\u00c3\u00ac, c&#8217;era una sapienza dei sapori, una conoscenza di limiti e virt\u00c3\u00b9 di se stessi e di quanto si mangiava e beveva, che garantiva un&#8217;autentica qualit\u00c3\u00a0 della vita&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Davanti alla sua cella del Monastero, Enzo Bianchi ha un piccolo orto nel quale coltiva erbe aromatiche, orto che non solo d\u00c3\u00a0 gusto ai cibi, ma\u00c2\u00a0gli insaporisce l&#8217;anima.<\/p>\n<p>Il libro si conclude con le riflessioni sulla vecchiaia, la stagione della vendemmia. &#8220;<span style=\"text-decoration: underline\">Ognuno ha la vecchiaia che si merita<\/span>&#8221; diceva Erasmo da Rotterdam. Si intende\u00c2\u00a0ovviamente della propria vita interiore che, se abbiamo coltivato amorevolmente come una vigna, ci dar\u00c3\u00a0 grappoli d&#8217;uva maturi e succosi.<\/p>\n<p>Mi piace l&#8217;immagine delle vigne in autunno: le foglie colorate, rosso fuoco, dorate e piene di sfumature\u00c2\u00a0calde sono talvolta pi\u00c3\u00b9\u00c2\u00a0attraenti\u00c2\u00a0dei fiori a primavera.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00c2\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pane non \u00c3\u00a8 solo il cibo fondamentale per non morire di fame, \u00c3\u00a8\u00c2\u00a0anche da sempre il simbolo del\u00c2\u00a0 nostro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/246"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}