{"id":2743,"date":"2010-07-17T13:38:02","date_gmt":"2010-07-17T11:38:02","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=2743"},"modified":"2010-07-17T13:38:02","modified_gmt":"2010-07-17T11:38:02","slug":"i-fogli-del-capitano-michel-di-claudio-rigon","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=2743","title":{"rendered":"I FOGLI DEL CAPITANO MICHEL, di Claudio Rigon"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm\"><span style=\"color: #008000\">Oggi parto per Graz con Stefania ,\u00c2\u00a0lo faccio \u00c2\u00a0con tranquillit\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0 perch\u00c3\u00a8 Luigi mi ha spedito le sue impressioni su un interessante e\u00c2\u00a0appassionante\u00c2\u00a0libro. Questo suo post, vi accorgerete, \u00c3\u00a8 veramente molto sentito e sembra che il racconto di Claudio Rigon sia un po&#8217; quello di \u00c2\u00a0Luigi che\u00c2\u00a0 gi\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0 da anni \u00c2\u00a0cerca, raccoglie e<\/span><span style=\"color: #008000\">\u00c2\u00a0conserva per tutti noi\u00c2\u00a0testimonianze preziose<\/span>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000\">Ci scrive <strong>Luigi Oss Papot<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0Per quanto mi \u00c3\u00a8 possibile finalmente, porto anch\u00e2\u20ac\u2122io un po\u00e2\u20ac\u2122 di sollievo alla prof contribuendo con un nuovo post. Dico finalmente perch\u00c3\u00a9 solo ora ho trovato il tempo di scrivere, prima preso dagli esami di maturit\u00c3\u00a0, poi dal lavoro che \u00c3\u00a8 cominciato luned\u00c3\u00ac scorso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Ovviamente i miei contributi si possono definire \u00e2\u20ac\u0153monotematici\u00e2\u20ac\u009d, ma in futuro se trovassi l\u00e2\u20ac\u2122occasione potrei anche parlare di altro, attinente al mio percorso di studi, quindi materiali latini e greci. Ma si vedr\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Intanto, oggi si parla sempre di Grande Guerra, ma da un altro punto di vista, che anche mi appassiona e che presumo sar\u00c3\u00a0 la mia strada per i prossimi 3\/5 anni all\u00e2\u20ac\u2122universit\u00c3\u00a0, ossia dal punto di vista degli archivi storici.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Il libro che presento si intitola \u00e2\u20ac\u0153<strong>I fogli del Capitano Michel<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d di <strong>Claudio Rigon<\/strong>, professore di fisica in una scuola superiore.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">All\u00e2\u20ac\u2122inizio c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 un ritrovamento, nell\u00e2\u20ac\u2122archivio di un museo: alcune piccole fotografie di soldati. Anche se sparse fra altre, qualcosa le unisce e le rende riconoscibili: un certo carattere, una sorta d\u00e2\u20ac\u2122ingenua semplicit\u00c3\u00a0. Sul retro, a matita, \u00c3\u00a8 annotato sempre lo stesso nome: Michel. Un nome che diventa come una traccia da seguire.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Quelle fotografie fanno tutte parte, insieme a carte, lettere, documenti, di una stessa donazione. Una delle buste della \u00e2\u20ac\u0153donazione Michel\u00e2\u20ac\u009d contiene anche un blocco di fogli, di misure diverse, ripiegati a met\u00c3\u00a0. Dicono di pattuglie in perlustrazione nella notte davanti alle trincee austriache, dell\u00e2\u20ac\u2122arrivo del rancio, di un bombardamento, di morti. Dicono anche che si \u00c3\u00a8 davanti a Monte Ortigara, in quei luoghi che i lettori conoscono grazie a Mario Rigoni Stern ed Emilio Lussu.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Sono messaggi, in gergo fonogrammi, con cui alcuni reparti di un battaglione alpino si erano comunicati disposizioni ed informazioni. Come delle telefonate, scritte per\u00c3\u00b2 a mano da alcuni ufficiali, e recapitate da portaordini. Vanno dal 24 giugno al 29 luglio del 1916, un mese. Proprio allora il capitano Michel, appena promosso, era giunto a prendere il comando di un battaglione decimato, rimasto quasi senza ufficiali. Nella vita civile era insegnante di storia e filosofia.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Claudio Rigon legge e rilegge quei fogli, comincia a metterli in ordine, per data e per ora (quando sono indicate) poi procedendo per riferimenti incrociati. Cerca di inquadrare ogni dettaglio in un contesto, viaggiando da un libro all\u00e2\u20ac\u2122altro, ripercorrendo a piedi gli stessi luoghi. Quei fonogrammi in fondo sono solo minuscoli frammenti della vita di quelle giornate. Eppure nel leggerli Rigon vi scopre un ritmo, un movimento, sente che si compongono in un flusso. Segue quel flusso e d\u00c3\u00a0 voce alla carta, una voce esatta, mai retorica, mai invadente, scarna e poetica.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Di pagina in pagina, prende vita un intero mondo, un\u00e2\u20ac\u2122intera umanit\u00c3\u00a0. Sono quei fonogrammi, pi\u00c3\u00b9 ancora delle fotografie (che non sono riprodotte nel libro non a caso), a restituirci una storia apparentemente lontana, una storia di guerra. Ma soprattutto una storia di uomini, spesso giovanissimi, che si sono ritrovati a vivere l\u00e2\u20ac\u2122orrore ma anche la normalit\u00c3\u00a0 del fronte. Alla fine si ha la sensazione che siano proprio quei soldati a dire di s\u00c3\u00a9, a raccontarci senza volerlo qualcosa d\u00e2\u20ac\u2122importante.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Dice Rigon: \u00e2\u20ac\u0153<em>Ogni biglietto mi colpisce, su ognuno mi soffermo. Quando ne prendo uno in mano mi accorgo che non lo trattengo con le dite \u00e2\u20ac\u201c solo un attimo per sollevarlo: lo lascio come sospeso nel cavo della mano, lo soppeso, lo interrogo. \u00c3\u02c6 stato scritto da uomini che erano i nostri nonni (per me, per la mia generazione), che si sono trovati lass\u00c3\u00b9, in quei luoghi, fra quelle pietre, su queste nostre montagne, a vivere qualcosa che \u00c3\u00a8 difficile anche pensare, ora, essere stata possibile<\/em>\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c3\u02c6 un po\u00e2\u20ac\u2122 la stessa cosa che faccio io ogni volta che prendo in mano le cartoline che mio bisnonno scriveva a casa dalla prigionia in Siberia, di cui ho gi\u00c3\u00a0 scritto nel mio primo post.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c3\u02c6 una sorta di rispetto verso quello che \u00c3\u00a8 stato, da recuperare ma anche e soprattutto da conservare e tramandare.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c3\u02c6 quello che \u00c3\u00a8 stato fatto a Pergine da un mio amico che ha redatto un libro che verr\u00c3\u00a0 presentato il prossimo 10 settembre (sulle genealogie perginesi \u00e2\u20ac\u0153rivisitate\u00e2\u20ac\u009d). Anche di questo ho gi\u00c3\u00a0 parlato, ma ora che sto svolgendo il mio apprendistato proprio in canonica, sua \u00e2\u20ac\u0153fucina\u00e2\u20ac\u009d, ne sono ancora pi\u00c3\u00b9 coinvolto, e ci intratteniamo in lunghe ed appassionate chiacchierate<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Dato che poi si \u00c3\u00a8 parlato di poesia, concludo con una poesia di Emma Valcanover, perginese, che inquadra il lavoro che io, nel mio piccolo, che il mio amico sta svolgendo ed ha gi\u00c3\u00a0 svolto, che insomma svolgono tutti coloro che fanno luce sul passato. Si intitola \u00e2\u20ac\u0153Bisnono\u00e2\u20ac\u009d, \u00c3\u00a8 in dialetto (spero che comunque sia comprensibile), ed apre proprio il libro sulle genealogie. \u00e2\u20ac\u0153<em>Si parla di alberi, rami, radici, generazioni\u00e2\u20ac\u00a6 un messaggio di dialogo e speranza, \u00e2\u20ac\u0153ultima dea\u00e2\u20ac\u009d, come la chiama Ugo Foscolo ne \u00e2\u20ac\u0153I sepolcri\u00e2\u20ac\u009d.<\/em>\u00e2\u20ac\u009d<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">BISNONO<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">V\u00c3\u00a8i chi\u00e2\u20ac\u00a6 v\u00c3\u00a8i chi<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">bel nipotin!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">L\u00e2\u20ac\u2122hat vist quel alber<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">l\u00c3\u00ac vizin al ronc?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">L\u00e2\u20ac\u2122hat vard\u00c3\u00a0 quel tronc?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">El perde la scorza<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">la se destaca da<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">l\u00e2\u20ac\u2122oss mal\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">L\u00e2\u20ac\u2122hat vard\u00c3\u00a0 ben?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">L\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 tut carol\u00c3\u00a0 \u00e2\u20ac\u201c por\u00c3\u00a8t!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">Curiosa m\u00c3\u00b2 \u00e2\u20ac\u02dcn tra i rami\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">te fai ben prest,<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">no ghe n\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 quasi p\u00c3\u00b9\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">i \u00c3\u00a8 tuti nadi anca l\u00e2\u20ac\u2122ista!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">V\u00c3\u00a8i chi\u00e2\u20ac\u00a6 v\u00c3\u00a8i chi<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">bel nipotin!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">Vardante en mezz a l\u00e2\u20ac\u2122erba<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">entorno ale radis:<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">quanti reputi!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">Do tre generazion.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">Foie tendre!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">Dai\u00e2\u20ac\u00a6 dai<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">Ghe tiran via le erbaze<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">ghe lassan vegnir<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">chi \u00e2\u20ac\u02dcl sol!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Buone letture e buona poesia a tutti!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"right\"><em><span style=\"color: #008000\">luigi.osspapot@gmail.com<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi parto per Graz con Stefania ,\u00c2\u00a0lo faccio \u00c2\u00a0con tranquillit\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0 perch\u00c3\u00a8 Luigi mi ha spedito le sue impressioni su un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2743"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2743"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2743\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}