{"id":2887,"date":"2010-07-24T10:50:28","date_gmt":"2010-07-24T08:50:28","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=2887"},"modified":"2010-07-24T10:50:28","modified_gmt":"2010-07-24T08:50:28","slug":"dodici-racconti-raminghi-e-le-voci-del-vento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=2887","title":{"rendered":"DODICI RACCONTI RAMINGHI, e le voci del vento"},"content":{"rendered":"<p>Mi sveglio e sento il vento: la sua voce\u00c2\u00a0fresca\u00c2\u00a0 fa frusciare le fronde che si riflettono arabescate nella cucina. Fa anche cadere le piccole prugne ( caterinette) in testa ai gatti che vorrebbero corteggiare Mimilla.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Io leggo i vostri commenti, care Camilla e Raffa, e mi si apre il cuore. Qui il fresco \u00c3\u00a8 assicurato, almeno alla sera e nelle prime ore del mattino, ma poi ci saranno tanti giorni di forzato eremitaggio. Legger\u00c3\u00b2, scriver\u00c3\u00b2, mi godr\u00c3\u00b2 le rondini del tramonto&#8230;Mio genero per\u00c3\u00b2 ieri sera, mentre a Chiavari gustavamo una cenetta a base di pesce, ha aperto le scommesse dicendo che senza la visita quotidiana di Stefania durer\u00c3\u00b2 da sola nel paese fino al 10 agosto!\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Si vedr\u00c3\u00a0. Intanto, come dice Camilla, sono fuggita dal caldo surriscaldato della citt\u00c3\u00a0 e posso ascoltare voci nuove. Come quelle dei &#8220;Dodici racconti raminghi&#8221;di Gabriel Garcia Marquez che tanto piace a Raffa. Questo libro \u00c3\u00a8 sul comodino di Stefania, sopra a Moby Dick( quest&#8217;ultimo&#8230;mai finito di leggere&#8230;.dopo dieci anni)|<\/p>\n<p>Questo libro di Marquez, edito da Arnoldo Mondadori Editore, stampato nel 1992,ha una lucida copertina con una coloratissima begonia dipinta. Qualche volta, mi piacciono i racconti, anche se io tendo ad amare i\u00c2\u00a0 romanzi che mi tengono legata per giorni e giorni. Ma di questi &#8220;raminghi&#8221; mi piace parlarne per la loro particolarit\u00c3\u00a0. Lo stesso Garcia Marquez confessa che essi sono stati scritti per raccontare delle cose strane che succedono ai latino-americani in Europa, soffermandosi sugli eterni temi del sogno, della solitudine , della magia, dell&#8217;amore e della morte.\u00c2\u00a0 Sembra che per l&#8217;arte di\u00c2\u00a0Marquez \u00c2\u00a0&#8220;il mondo non sia altro che un immenso giocattolo a molla con cui si inventa la vita&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Gli spaventi d&#8217;agosto&#8221; mi ricordano un po&#8217; Poe per il fantasma sanguinario che si aggira nel castello rinascimentale di Arezzo dove una famigliola sudamericana viene ospitata dal proprietario, lo scrittore venezuelano Otero Silva. Nessuno crede che il fantasma del folle Lodovico che\u00c2\u00a0pugnal\u00c3\u00b2 la moglie dopo una notte d&#8217;amore\u00c2\u00a0 e che poi si fece sbranare dai suoi cani da guerra, sia veramente presente nelle 80 stanze.\u00c2\u00a0 Tranquillamente i due ospiti accettano di passare la notte nel castello&#8230;ma al mattino si risveglieranno nella stanza nuziale di Ludovico, l&#8217;unica a non essere stata ristrutturata,&#8230;e nello stesso letto ancora impregnato dell&#8217;odore di sangue dell&#8217;uxoricidio..<\/p>\n<h2>Ed ancora sangue nel delicatssino ultimo racconto che parla\u00c2\u00a0della sposa che si \u00c3\u00a8 ferita un dito con una rosa. Proprio il dito con l&#8217;anello matrimoniale. E&#8217; Nena Daconte ancora una bambina&#8221;con certi occhi da uccello felice e una pelle di melassa che irraggiava ancora il solleone dei Caraibi nel lugubre imbrunire di gennaio&#8221;. Siamo in Francia, ma nessuno riesce a frenare questo sangue che continua a sgorgare e a lasciare tracce sulla neve. &#8220;A Parigi, il dito era una sorgente incontenibile, e lei sent\u00c3\u00ac davvero che l&#8217;anima stava uscendole dalla ferita&#8221;.<\/h2>\n<p>Gabriel Garcia Marquez nell&#8217;introduzione ci spiega la genesi dei suoi dodici racconti raminghi: ricordi, notizie lette sui giornali, sogni, argomenti per sceneggiature&#8230;tutti &#8220;redenti dalla loro condizione mortale grazie alle astuzie della poesia&#8221;.<\/p>\n<p>Racconti raminghi perch\u00c3\u00a8 nella mente e sulla scrivania dello scrittore andavano e venivano, ma poi tutto viene risolto. Il rarefatto capovolgimento stupefacente di antiche suggestioni, i fantasmi della memoria, diventano il puro piacere della narrazione, che &#8220;\u00c3\u00a8 forse la condizione umana che pi\u00c3\u00b9 somiglia alla levitazione.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Chi li legger\u00c3\u00a0 sapr\u00c3\u00a0 cosa farne&#8221; conclude Garcia Marques, e noi lettori golosi lo sappiamo&#8230;per essere pi\u00c3\u00b9 felici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sveglio e sento il vento: la sua voce\u00c2\u00a0fresca\u00c2\u00a0 fa frusciare le fronde che si riflettono arabescate nella cucina. 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