{"id":2942,"date":"2010-07-30T17:27:34","date_gmt":"2010-07-30T15:27:34","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=2942"},"modified":"2010-07-30T17:27:34","modified_gmt":"2010-07-30T15:27:34","slug":"i-malavoglia-antitesi-della-cugina-bette","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=2942","title":{"rendered":"I MALAVOGLIA,  antitesi della cugina Bette?"},"content":{"rendered":"<p>Non sapevo di che\u00c2\u00a0romanzo parlare stamattina, ma appena mi sveglio i\u00c2\u00a0pensieri &#8220;libreschi&#8221;si mettono in moto: in cerchi concentrici, a zig zag, in un alternarsi di avanti e indietro. Mi distraggo, apro gli sportelli sbagliati in cerca del caff\u00c3\u00a8&#8230;ma mi sento subito &#8220;vitale&#8221;. Poi leggo la posta e a seconda\u00c2\u00a0 delle e-mails e dei commenti ricevuti\u00c2\u00a0lentamente si forma nella mia mente\u00c2\u00a0il post giornaliero. Pi\u00c3\u00b9 facile sarebbe avere tra le mani sempre libri nuovi (\u00c2\u00a0mi manca la biblioteca di Trento!), ma mi accontento di quelli prestatimi dalle amiche, alcuni comprati e non ancora letti e di tutti quelli che trovo\u00c2\u00a0in casa. Meno male che Camilla ci consiglia spesso &#8220;roba fresca&#8221; o chicche di riserva, come Trollope o Madame de Duras. E questo Doctorow che spero mi prester\u00c3\u00a0!<\/p>\n<p>Ho pensato a &#8220;<strong>I Malavoglia<\/strong>&#8221; come &#8220;risposta antitetica&#8221; alla cugina Bette, cos\u00c3\u00ac sordida, che fa rabbrividire\u00c2\u00a0anche\u00c2\u00a0Camilla e Raffaella, senza morale n\u00c3\u00a8 amore come\u00c2\u00a0aggiunge Michela,\u00c2\u00a0 (grande amante delle letteratura francese. Ah, Eug\u00c3\u00a9nie Grandet!)<\/p>\n<p>Come Lisbeth anche i Malavoglia sono poveri, anzi vengono definiti i<strong> vinti<\/strong> perch\u00c3\u00a8 per loro non ci sar\u00c3\u00a0 risposta di\u00c2\u00a0un miglioramento sociale ed\u00c2\u00a0economico in un mondo dalle prime irrequietezze di benessere e fiducia nel progresso della seconda rivoluzione industriale. Qui per\u00c3\u00b2 non siamo a Parigi, ma ad Aci Trezza, distanti non solo come spazio, ma anche come tempo. E l&#8217;Italia del sud \u00c3\u00a8 in grande ritardo rispetto al nord,\u00c2\u00a0anzi sembra \u00c2\u00a0immobile. Siamo gi\u00c3\u00a0 verso la fine dell&#8217;Ottocento e il romanzo narra le vicende di una modesta famiglia di pescatori proprietari per\u00c3\u00b2 sia del peschereccio La Provvidenza che della Casa del nespolo.<\/p>\n<p>La sfortuna sembra spezzare questa famiglia che vive in un microcosmo ritratto\u00c2\u00a0 &#8220;fotograficamente&#8221;\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 da <strong>Giovanni Verga<\/strong> . Sentiamo &#8220;parlare&#8221; la plebe siciliana, conosciamo i loro sentimenti espressi, l&#8217;invidia, l&#8217;avidit\u00c3\u00a0 mirata ad una mera lotta per i bisogni materiali. Ci rimangono \u00c2\u00a0impressi i soprannomi: La Longa,\u00c2\u00a0 compare Cipolla, la Zuppidda, ma soprattutto quel padron &#8216;Ntoni Malavoglia,\u00c2\u00a0custode di valori che cementa la famiglia, nonostante\u00c2\u00a0i lutti\u00c2\u00a0e la \u00c2\u00a0sventurata Lia. In lui fierezza, amore, inflessibile senso morale, in conflitto con la cupidigia e l&#8217;indiffernza dei nuovi strati sociali che lentamente sembrano formarsi. E&#8217; un vinto, ma lo \u00c3\u00a8 da eroe, come dice Luigi Capuana che cita a paragone Ettore, Socrate, Ges\u00c3\u00b9.<\/p>\n<p>Che differenza dunque con la cugina Bette che non lascer\u00c3\u00a0 nulla dietro di lei, solo aridi\u00c3\u00a0; mentre padron &#8216;Ntoni con la sua serena fiducia nel bene, nel lavoro assegnato dalla sorte,\u00c2\u00a0 nel giusto, \u00c2\u00a0far\u00c3\u00a0 riacquistare dai nipoti pi\u00c3\u00b9 giovani la casa del nespolo perduta, simbolo della famiglia, delle radici ancestrali, di ci\u00c3\u00b2 che il destino ha dato.<\/p>\n<p>Come sappiamo il grande Balzac era tormentato, era sceso negli &#8220;inferi&#8221; umani, era\u00c2\u00a0 fine\u00c2\u00a0conoscitore,\u00c2\u00a0prima di Freud (come ha sottolineato Camilla) del nostro animo. <strong>Giovanni Verga<\/strong> non interviene. E&#8217; fuori dal racconto, descrive, documenta ci\u00c3\u00b2 che si vede.<\/p>\n<p><strong>I Malavoglia<\/strong> sono un grande manifesto della corrente del Verismo, un critico lo ha\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0anche \u00c2\u00a0definito romanzo-poema perch\u00c3\u00a8 le voci che si alzano in quel lembo di terra e mare dimenticati sono vere, pure, sincere.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Verga<\/strong> osservava con occhio penetrante ci\u00c3\u00b2 che vedeva intorno. Nel &#8220;\u00c2\u00a0Mastro Don Gesualdo&#8221; \u00c2\u00a0entrer\u00c3\u00a0 con pi\u00c3\u00b9 forza nell&#8217;animo umano e la visione dell&#8217;ambiente sar\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 varia ed ampia. Certo Verga era un ricco borghese, lontano dalla miseria di tantissimi siciliani.\u00c2\u00a0Si trafserisce anche a Milano dove, ricordo di aver letto &#8220;passeggiava con il naso in aria&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Verga<\/strong> mi piace perch\u00c3\u00a8 ha<strong> guardato<\/strong> gli altri. Non era un <strong>indifferente.<\/strong> E pur se ne &#8220;<strong>I Malavoglia<\/strong>&#8221; non &#8220;interviene&#8221; , come si insegna a scuola nell&#8217;analisi del testo, percepiamo il suo grande \u00c2\u00a0rispetto ed ammirazione per i suoi fieri personaggi.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Comunico, soprattutto a Donatella che ha apprezzato\u00c2\u00a0il c0ntenuto del\u00c2\u00a0 libro &#8220;Una manciata di sogni&#8221;, \u00c2\u00a0che Maria Wanda Caldironi ha scritto qualcosa per noi. Per leggerlo occorre tornare sul suo\u00c2\u00a0post .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sapevo di che\u00c2\u00a0romanzo parlare stamattina, ma appena mi sveglio i\u00c2\u00a0pensieri &#8220;libreschi&#8221;si mettono in moto: in cerchi concentrici, a zig [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2942"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2942\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}