{"id":2986,"date":"2010-08-06T18:15:48","date_gmt":"2010-08-06T16:15:48","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=2986"},"modified":"2010-08-06T18:15:48","modified_gmt":"2010-08-06T16:15:48","slug":"frankenstein-or-the-modern-prometheus","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=2986","title":{"rendered":"FRANKENSTEIN, or the Modern Prometheus"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; stata la sua autrice, <strong>Mary Shelley<\/strong>, a mettere il sottotitolo spiegando anche che oltre al mito di Prometeo ha attinto a quello di Faust, passando attraverso &#8220;Il Paradiso perduto &#8220;di Milton e servendosi delle teorie del\u00c2\u00a0galvanismo. Come pot\u00c3\u00a8 una delicata e giovane fanciulla produrre un romanzo cos\u00c3\u00ac particolare,\u00c2\u00a0 un romanzo &#8220;gotico&#8221;\u00c2\u00a0 pauroso e sorprendente?\u00c2\u00a0Racconta lei stessa che la storia ebbe origine da un incubo\u00c2\u00a0 in cui\u00c2\u00a0lei vide:\u00c2\u00a0&#8220;<em>uno studente di arti proibite\u00c2\u00a0 inginocchiato di fronte alla cosa che aveva messo insieme. Vidi la forma orribile di un uomo disteso, e poi grazie all&#8217;opera di un qualche potente strumento, lo vidi dar segno di vita. Era spaventoso, perch\u00c3\u00a8 spaventoso in modo supremo sarebbe stato il risultato di ogni tentativo umano di parodiare lo stupendo meccanismo del Creatore del mondo.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>Mary Shelley<\/strong> \u00c3\u00a8 figlia e moglie di scrittori. Sua madre \u00c3\u00a8 Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti della donna (Scrissi un post su di lei l&#8217;8 marzo, &#8220;Vindication&#8221;), suo padre \u00c3\u00a8 il filosofo\u00c2\u00a0 William Godwin. Suo marito \u00c3\u00a8 il poeta romantico \u00c2\u00a0Percy Bysshe Shelley. L&#8217;idea di Frankenstein comincia a prendere corpo intorno ad un camino durante una piovosissima estate svizzera che vede riuniti oltre i due Shelley anche Lord Byron, il suo segretario Polidori e la sorellastra di Mary. E&#8217; un anno il 1816, ricordato come &#8220;the year without Summer&#8221; perch\u00c3\u00a8 l&#8217;eruzione di un vulcano indiano aveva sconvolto la meteorologia.<\/p>\n<p>Durante le lunghe serate\u00c2\u00a0squassate da violenti temporali gli amici inventano passatempi, leggono ad alta voce, discutono di arte e letteratura.\u00c2\u00a0 E ancora una volta\u00c2\u00a0 Mary ci racconta che una sera Lord Byron propone: &#8220;Ognuno di noi scriver\u00c3\u00a0 una storia di fantasmi.&#8221; Ma chi riesce a condurre a termine\u00c2\u00a0il progetto\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 la sola\u00c2\u00a0 Mary. In quegli anni il genere &#8220;gotico&#8221; \u00c3\u00a8 di gran moda. Si pensi a Lewis e soprattutto alla Radcliffe. Quindi\u00c2\u00a0 Mary Shelley propone uno scenario pauroso, di notti oscure&#8230; ma nella vicenda c&#8217;\u00c3\u00a8 ben altro.<\/p>\n<p>D.Punter scrive\u00c2\u00a0in un saggio sulla letteratura del terrore che i termini &#8220;orribile&#8221; &#8220;spaventoso&#8221; usati dallo stesso barone Frankenstein per la sua creatura non sono altro &#8220;che un disappunto estetico&#8221;. Il suo &#8220;mostro&#8221; senza nome verr\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0battezzato poi proprio dal pubblico, con\u00c2\u00a0 notevole intuito, con il nome del suo creatore.\u00c2\u00a0In Mary\u00c2\u00a0Shelley &#8220;<em>vi \u00c3\u00a8 un&#8217;intensa paura del brutto, dell&#8217;imprevedibile,del dirompente, che affiora senza troppo controllo in ogni pagina.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il<em> mostro<\/em> \u00c3\u00a8 dunque il<em> diverso,<\/em> ci fa notare Riccardo Reim nella sua introduzione , e come tale va emarginato e punito &#8220;<em>perch\u00c3\u00a8 pu\u00c3\u00b2 provocare solo panico e sgomento.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Rifiutato senza appello, disperato il&#8221; mostro\u00c2\u00a0&#8220;<em>si strugge di poter provare la sua umanit\u00c3\u00a0&#8220;.<\/em> Ma a lui non sono consentiti\u00c2\u00a0 n\u00c3\u00a8 &#8216;amore\u00c2\u00a0n\u00c3\u00a8 gioia, ma soltanto odio, odio verso il mondo che non pu\u00c3\u00b2 amarlo e odio verso chi lo ha creato.<\/p>\n<p>Alla sua pubblicazione, nel 1818,<strong> Frankenstein,<\/strong> suscita grande impressione e scandalo, ma conquista migliaia di lettori. Oggi fa parte del\u00c2\u00a0 nostro &#8220;immaginario collettivo&#8221;, Frankestein \u00c3\u00a8 la nostra &#8220;\u00c2\u00a0<em>porta oscura dietro la quale il mortale e l&#8217;immortale fanno prematura conoscenza.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Mi sono ricordata di questo\u00c2\u00a0libro dalla copertina gialla\u00c2\u00a0 dei classici BEN\u00c2\u00a0 (2.ooo Lire nel 1994) causa il violento temporale che ieri mattina mi ha svegliato prestissimo e che poi \u00c3\u00a8 continuato a intermittenza per quasi tutto il\u00c2\u00a0 giorno. Ho ricordato anche le storie di fantasmi che la nonna Bianca ci raccontava la sera e che parlavano sempre di belle ragazze\u00c2\u00a0avvolte in un particolare\u00c2\u00a0mantello incontrate per caso in una notte tempestosa da un eroico giovanotto il quale quando le cerca, i giorni a a venire, scopre che sono morte.E\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0sulla loro tomba trover\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0il loro mantello &#8230;<\/p>\n<p>So per certo che Stefania prepar\u00c3\u00b2 un esame di letteratura inglese proprio su Frankestein&#8230;perci\u00c3\u00b2 aspetto un arricchimento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; stata la sua autrice, Mary Shelley, a mettere il sottotitolo spiegando anche che oltre al mito di Prometeo ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2986"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2986"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2986\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}