{"id":3154,"date":"2010-09-03T18:15:09","date_gmt":"2010-09-03T16:15:09","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=3154"},"modified":"2010-09-03T18:15:09","modified_gmt":"2010-09-03T16:15:09","slug":"marina-cvetaeva-mia-madre-di-ariadna-efron","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=3154","title":{"rendered":"MARINA CVETAEVA, MIA MADRE di Ari\u00c3\u00a0dna Efr\u00c3\u00b2n"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-3157\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/09\/03\/marina-cvetaeva-mia-madre-di-ariadna-efron\/scansione0001-6\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3157\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/09\/scansione0001-217x300.jpg\" alt=\"scansione0001\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>Tornata finalmente nell&#8217; appartamento di Trento, mi sono rituffata tra le mie\u00c2\u00a0scrittrici preferite, tutte in una fila &#8211; pur se un po&#8217; disordinatamente- nell&#8217;alto scaffale di legno. Guardo i libri\u00c2\u00a0della Yourcenar,\u00c2\u00a0 Woolf,\u00c2\u00a0 Blixen\u00c2\u00a0, nominate ieri da Enza, \u00c2\u00a0ma mi fermo sulla\u00c2\u00a0 biografia di una poetessa russa che da sempre mi affascina: <strong>Marina Cvet\u00c3\u00a0eva. <\/strong><\/p>\n<p>Nata a Mosca nel 1892, Marina dimostra presto un carattere autonomo formandosi culturalmente soprattutto con letture private. Predilige i romantici tedeschi e russi, ma all&#8217;inizio della sua produzione poetica\u00c2\u00a0si legher\u00c3\u00a0 al simbolismo russo.<\/p>\n<p>La sua vita \u00c3\u00a8 un alternarsi di poche gioie coniugali e di grandi separazioni, di intense amicizie con i grandi contemporanei e di periodi di abbandono e solitudine.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Appena diciasettenne\u00c2\u00a0incontra e sposa \u00c2\u00a0Sergej Efr\u00c3\u00b2n che le dar\u00c3\u00a0 tre figli, ma dal quale per ragioni politiche vivr\u00c3\u00a0 spesso lontana.<\/p>\n<p>Nel febbraio 1917, allo scoppio della rivoluzione bolscevica, Marina \u00c2\u00a0si trova a Mosca dove rimane\u00c2\u00a0 per cinque anni\u00c2\u00a0, con le prime due figlie , ma senza il marito, patendo la fame. La figlia pi\u00c3\u00b9 piccola morir\u00c3\u00a0 infatti per denutrizione.<\/p>\n<p>Dal 1922 al 1925 si ricongiunge con il marito a Praga.<\/p>\n<p>Tornati in Russia Marina Cvet\u00c3\u00a0eva, suo marito Sergej, la prima figlia\u00c2\u00a0 Ari\u00c3\u00a0dna e il terzo figlio verranno considerati traditori del partito. La figlia arrestata, il marito e il figlio fucilati.<\/p>\n<p>Marina non regge pi\u00c3\u00b9 alle traversie, alla miseria, alla solitudine,\u00c2\u00a0al dolore. Si toglie la vita il\u00c2\u00a0 il 31 agosto 1941.<\/p>\n<p>La sua vita, le sue poesie ci vengono raccontate dalla figlia <strong>Ari\u00c3\u00a0dna Efr\u00c3\u00b2n<\/strong> la quale, riabilitata nel 1955, si dedica a recuperare gli scritti della madre\u00c2\u00a0 e ad occuparsi di letteratura fino alla sua morte.<\/p>\n<p>A\u00c2\u00a0sei \u00c2\u00a0anni, nel 1918, Ari\u00c3\u00a0dna scrive di sua madre:<\/p>\n<p><em>&#8220;Mia madre \u00c3\u00a8 molto strana. Mia madre non somiglia affatto a una madre. Le madri ammirano sempre il loro bambino e i bambini in genere, invece a Marina non piacciono i bambini piccoli. Ha i capelli castano chiari, che si arricciano ai lati. Ha gli occhi verdi, il naso con la gobba e le labbra rosa&#8230;.E&#8217; malinconica, svelta, ama la Poesia e la Musica. Scrive poesie. &#8230;Si arrabbia e ama. Deve sempre correre da qualche parte. Ha un cuore grande cos\u00c3\u00ac. La voce dolce. Il passo rapido. Marina di notte legge. Ha quasi sempre gli occhi che prendono in giro. Non le piace essere tormentata con domande stupide, allora si arrabbia molto.<\/em><\/p>\n<p><em>Qualche volta va in giro come persa, ma all&#8217;improvviso pare come che si svegli e comincia a parlare, e poi di nuovo sembra che parta per chiss\u00c3\u00a0 dove.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Commovente, lucida, intensa questa descrizione da parte di una bambina per una madre amatissima, ammirata, elusiva che sembra sfiorare soltanto il mondo dell&#8217;infanzia per astrarsi completamente nel mondo della poesia.<\/p>\n<p>Ari\u00c3\u00a0dna ci rivela comunque \u00c2\u00a0di aver imparato tutto da sua madre: vivere con fantasia i momenti difficili e bui, a godere del dono sublime della poesia e dell&#8217;amicizia. E di amicizie importanti Marina ne gode, da Majakovskij, Pasternak, Rilke, la Achmatova.<\/p>\n<p>Leggiamo della vita dell&#8217;esilio e della costante nostalgia della patria diversa e perduta:<\/p>\n<p><em>&#8220;Nostalgia della patria\/ da tempo logorio smascherato \/ Per me \u00c3\u00a8 assolutamente uguale &#8211; DOVE\u00c2\u00a0assolutamente sola&#8230;\/Per me \u00c3\u00a8 uguale, in mezzo a quali \/ volti aizzarmi come accerchiato \/ leone, l&#8217;umana cerchia dalla quale \/ esser respinta -inevitabilmente -&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00c3\u00ac\u00c2\u00a0inizia una delle pi\u00c3\u00b9 belle poesie della Cvet\u00c3\u00a0eva, tutta volta a dimostrare come per lei non facesse differenza\u00c2\u00a0dove rimanere comunque sola. Ma negli ultimi due \u00c2\u00a0versi ecco la virata verso qualcosa di familiare e consolatorio. <em>&#8220;Ma se per strada trovo \/ un cespuglio, specie se un sorbo<\/em>&#8230;&#8221;<\/p>\n<p><strong>La poesia sempre consolatoria per me in questo momento di\u00c2\u00a0piccola \u00c2\u00a0migrazione.<\/strong><\/p>\n<p>Qui mi sento pi\u00c3\u00b9 &#8220;a casa&#8221;, pi\u00c3\u00b9 me stessa, anche se mi occorre un po&#8217; di tempo per &#8220;centrarmi&#8221; veramente, ancora rivestita dall&#8217;atmosfera di un altro contesto.<\/p>\n<p><strong>Quale il luogo fermo, la casa, dove raccogliere il vostro &#8220;s\u00c3\u00a8&#8221; ed aventualmente partire per altri lidi, sapendo per\u00c3\u00b2 di tornare nel vostro porto sicuro?<\/strong><\/p>\n<p>Ora, per me, \u00c3\u00a8 questo luogo,\u00c2\u00a0un domani sar\u00c3\u00a0 forse\u00c2\u00a0un altro, ma devo sentirmelo come una darsena da dove partire e ritornare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tornata finalmente nell&#8217; appartamento di Trento, mi sono rituffata tra le mie\u00c2\u00a0scrittrici preferite, tutte in una fila &#8211; pur se [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3154"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3154"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3154\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8649,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3154\/revisions\/8649"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}