{"id":3188,"date":"2010-09-06T18:03:52","date_gmt":"2010-09-06T16:03:52","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=3188"},"modified":"2010-09-06T18:03:52","modified_gmt":"2010-09-06T16:03:52","slug":"vergogna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=3188","title":{"rendered":"VERGOGNA, di John Maxwell Coetzee"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Incredibile come la Lettura e i suoi luoghi, i rimandi, lo slancio o l&#8217;abbandono ci portino chi in una libreria, chi in un magico festival letterario ad &#8220;accoppiarci&#8221; con\u00c2\u00a0viscerale necessit\u00c3\u00a0 a \u00c2\u00a0uno scrittore, una terra lontana, una tematica\u00c2\u00a0e una storia che ci accompagnino per ore e giorni in un&#8217;altra dimensione. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Oggi \u00c3\u00a8 \u00c2\u00a0<span style=\"color: #000080\">Raffaella<\/span> che ci scrive di un libro forte, da conoscere.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Un sabato pomeriggio d\u00e2\u20ac\u2122agosto mi trovo improvvisamente presa dalla voglia irrefrenabile di fare visita ad una libreria; cos\u00c3\u00ac, senza un preciso scopo n\u00c3\u00a9 titoli da acquistare mi tuffo tra gli scaffali della Ubik, sezione lingua originale.Una copertina mi colpisce, \u00c3\u00a8 quella del romanzo <strong>Disgrace<\/strong> ( Vergogna) del premio Nobel per la letteratura nel 2003, <strong>John Maxwell Coetzee<\/strong>. Non esito a comprarlo, e sin dalle prime righe, il libro mi cattura. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">In realt\u00c3\u00a0, mi cattura ma mi lascia anche la sensazione di un pugno nello stomaco perch\u00c3\u00a9 l\u00e2\u20ac\u2122amarezza e la disillusione sono presenti fin da subito, accanto ad un realismo che non lascia scampo.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Siamo in Sudafrica, paese di Coetzee. Il protagonista \u00c3\u00a8 professor David Lurie,bianco, studioso di poesia inglese, insegnante ormai demotivato all\u00e2\u20ac\u2122universit\u00c3\u00a0 di Cape Town, un \u00e2\u20ac\u0153everyman\u00e2\u20ac\u009d, antieroico, che privo di legami affettivi significativi ( divorziato per ben due volte con una figlia che non frequenta da anni), trascina la sua vita scandita dagli appuntamenti fissi del gioved\u00c3\u00ac con la prostituta Soraya. Il suo quotidiano viene scosso dalla fugace relazione con Melanie, una giovane studentessa di colore. Ed ecco la prima \u00e2\u20ac\u0153disgrace\u00e2\u20ac\u009d, la vergogna. <\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">David, accusato di molestie sessuali da Melanie, viene giudicato da quello che sembra<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"> un<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">\u00c2\u00a0tribunale\u00c2\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">d&#8217;inquisizione composto dai suoi stessi colleghi che vorrebbero una sua confessione e soprattutto una dichiarazione pubblica di pentimento ma egli rifiuta di confessare la sua colpa, o meglio preferisce non difendersi e lasciare l\u00e2\u20ac\u2122universit\u00c3\u00a0. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Si rifugia quindi dalla figlia Lucy,ormai adulta, che gestisce una fattoria lontana dalla metropoli, in un ambiente ostile, crudo ed inospitale ma a cui lei \u00c3\u00a8 legata perch\u00c3\u00a9 viverci diventa la dimostrazione che ha saputo cavarsela da sola.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">David deve adattarsi e cerca di aiutare come pu\u00c3\u00b2, assistendo una veterinaria, coltivando la terra, assecondando Lucy nelle sue scelte. Un altro evento sconvolge l\u00e2\u20ac\u2122esistenza di padre e figlia , la seconda \u00e2\u20ac\u0153 disgrace\u00e2\u20ac\u009d. La fattoria viene rapinata da una gang di neri, David selvaggiamente picchiato, Lucy violentata dal gruppo. Quest\u00e2\u20ac\u2122 ultima per\u00c3\u00b2 si rifiuta di sporgere denuncia e tace la grave violenza.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"> Per integrarsi in un ambiente che vive il post-apartheid in modo contraddittorio, ella a<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">ccetta questa umiliazione. Accetta di provare vergogna, quasi che il suo accettare potesse sanare, almeno in parte, il male fatto dalla societ\u00c3\u00a0 agli uomini di colore negli anni precedenti, una sorta di \u00e2\u20ac\u0153 riparazione collettiva\u00e2\u20ac\u009d&#8230;<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">\u00c2\u00a0 Il padre invece non resiste , non condivide questa scelta e torna in citt\u00c3\u00a0 ,poich\u00c3\u00a9 il conflitto tra i due \u00c3\u00a8 ormai insanabile.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">David si aggira come una fantasma per Capetown, i vecchi colleghi lo rifuggono, ed egli prova inutilmente a riallacciare il rapporto con la sua studentessa. Alla fine torna all\u00e2\u20ac\u2122unico legame che veramente lo abbia fatto sentire \u00e2\u20ac\u0153 vivo\u00e2\u20ac\u009d, quello con Lucy che trova incinta dopo la violenza subita e decisa a tenere il bambino.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Il romanzo termina con David, trasformato in uno psicopompo. Aiuta infatti una veterinaria amica di Lucy ad<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> abbattere animali affetti da malattie inguaribili<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">. <em>\u00e2\u20ac\u0153<\/em><\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">L\u00e2\u20ac\u2122insistenza di Coetzee sulle procedure per la uccisione di animali affetti da malattie inguaribili, fino alla meticolosa descrizione del trasporto e dell\u00e2\u20ac\u2122incenerimento\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">delle\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">carcasse, non \u00c3\u00a8 deriva maniacale n\u00c3\u00a9 del racconto n\u00c3\u00a9 del protagonista. David \u00c3\u00a8 ormai solo, isolato dal mondo degli uomini\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">trova conforto nel fiato d\u00e2\u20ac\u2122un cane azzoppato, nella fisicit\u00c3\u00a0 di quella lingua che gli insaliva la mano mentre egli intona due note demenziali ad un vecchio mandolino,\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">\u00c2\u00a0<\/span><\/em><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><em>simbolo d\u00e2\u20ac\u2122una creativit\u00c3\u00a0 che non cresce, d\u00e2\u20ac\u2122una vita che non palpita pi\u00c3\u00b9, della sua vecchiaia che sente incombente, ineluttabile<\/em>\u00e2\u20ac\u009d. E\u00e2\u20ac\u2122 con l\u00e2\u20ac\u2122animale che muore tra le sue braccia che si chiude l\u00e2\u20ac\u2122ultimo capitolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><strong>\u00e2\u20ac\u0153<\/strong><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong>Vergogna<\/strong> \u00e2\u20ac\u0153 \u00c3\u00a8 un romanzo amaro quanto profondo, ben scritto e ricco di spunti e tematiche, la crisi dell\u00e2\u20ac\u2122uomo di mezza et\u00c3\u00a0, la crisi di un paese, la catarsi attraverso il dolore\u00e2\u20ac\u00a6 Un libro che ancora una volta consiglio alle lettrici e ai lettori del blog.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><strong><span style=\"color: #000080\">Raffaella M.<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm;margin-bottom: 0cm\" align=\"justify\"><span style=\"color: #999999\">\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"color: #999999\">\u00c2\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incredibile come la Lettura e i suoi luoghi, i rimandi, lo slancio o l&#8217;abbandono ci portino chi in una libreria, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3188"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3188"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3188\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}