{"id":3335,"date":"2010-09-17T15:41:36","date_gmt":"2010-09-17T13:41:36","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=3335"},"modified":"2010-09-17T15:41:36","modified_gmt":"2010-09-17T13:41:36","slug":"dalla-parte-di-swann-e-nostalgia-del-suo-tempo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=3335","title":{"rendered":"DALLA PARTE DI SWANN, e nostalgia del suo Tempo"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-3344\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/09\/17\/dalla-parte-di-swann-e-nostalgia-del-suo-tempo\/catspcolombia1-2\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-3344\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/09\/catspcolombia11.jpg\" alt=\"cat,sp,colombia[1]\" width=\"300\" height=\"237\" \/><\/a><a rel=\"attachment wp-att-3338\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/09\/17\/dalla-parte-di-swann-e-nostalgia-del-suo-tempo\/scansione0009-4\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3338\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/09\/scansione0009-217x300.jpg\" alt=\"scansione0009\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>Quando piove sembra che il tempo si fermi. Passato e presente riuniti in un continuum. Non posso fare a meno di scrivere tutto ci\u00c3\u00b2 che la vita mi regala, mi sollecita, mi intriga. Come diceva Charlotte Bronte una giornata senza aver messo qualcosa di nero sul bianco di una pagina \u00c3\u00a8 una giornata persa. \u00c2\u00a0Un vortice di impressioni, vibrazioni, piacevolezze, &#8220;intermittenze&#8221;, spingono i grafomani a esternare per iscritto il proprio vissuto per\u00c2\u00a0capire meglio e\u00c2\u00a0ampliare il\u00c2\u00a0proprio tempo. Schnitzler aggiungeva, forse, per un senso di solitudine.\u00c2\u00a0Parlare di noi, ma\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0anche degli altri, questi nostri vicini di viaggio che si\u00c2\u00a0 devono &#8220;leggere&#8221;come libri, con attenzione, interesse, empatia.\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0Prima di affondare nuovamente in <strong>\u00c2\u00a0Proust<\/strong> \u00c3\u00a8 doveroso parlare dei commenti dei visitatori che ieri sono stati prodighi di s\u00c3\u00a8. L&#8217;interesse per gli altri, non \u00c3\u00a8 curiosit\u00c3\u00a0, \u00c3\u00a8 un togliersi dall&#8217;autoreferenzialit\u00c3\u00a0, \u00c3\u00a8 un arricchimento prezioso, un aiuto reciproco.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Piacevole dunque conoscere parti del passato di Cristina, ricordare\u00c2\u00a0 familiari intenti o no alla lettura, insomma condividere pezzi della nostra vita.<\/p>\n<p>Che dire ancora di <strong>Proust<\/strong>? Per me \u00c3\u00a8 una necessit\u00c3\u00a0 ricorrente. La sua Recherche, romanzo di memoria,\u00c2\u00a0 di filosofia, una ricerca della verit\u00c3\u00a0 propria e degli altri, della forza costruttiva dell&#8217;arte \u00c3\u00a8 impastata con il mio essere Lettrice. Non solo l&#8217;analitico contenuto sul Tempo, su una societ\u00c3\u00a0, sugli impulsi\u00c2\u00a0 positivi e negativi di noi essere umani, ma maestoso arazzo geometrico e musicale.<\/p>\n<p>Leggere <strong>Proust<\/strong>\u00c2\u00a0 per me \u00c3\u00a8 ascoltare musica: bisogna essere un po&#8217; preparati per\u00c3\u00b2 \u00c2\u00a0per addentrarsi nel vortice sinuoso dei suoi periodi che si attorcigliano, scendono e risalgono con fluidit\u00c3\u00a0 fino a un punto che sembra un vicolo cieco , ma soltanto per accorgersi che invece\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0sono pronti per deflagrare con improvvisa fluidit\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0nel compiuto. E con la placidit\u00c3\u00a0 di un lago congiunzioni, parentesi, pronomi relativi si rincorrono, e sembrano vivi e formano in questa geometria grammaticale\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0un&#8217;intera societ\u00c3\u00a0, un mondo intero, una sinfonia indimenticabile.<\/p>\n<p>Torniamo a Combray, noi tutti, suoi amanti, riassaggiamo nei nostri pomeriggi piovosi e forse aridi per fraintendimenti, delusioni, la piccola madeleine intinta nel t\u00c3\u00a8. E subito la consolazione del conosciuto, dell&#8217;intrecciarsi delle nostre \u00c2\u00a0fasce nervose del cuore e dei sensi all&#8217;essenza stessa della nostra anima spiegataci mirabilmente da Marcel.<\/p>\n<p>Ma come Marcel, solitario nel suoi ultimi anni nella stanza rivestita di sughero, dobbiamo toglierci le maschere per vederci veramente chi siamo, senza la impalcature superficiali che\u00c2\u00a0talvolta indossiamo per \u00c2\u00a0sembrare chi vorremmo essere, dobbiamo ascoltare anche gli altri e non solo la Contessa di Guermantes\u00c2\u00a0, gli arricchiti Verdurin, Odette, ma proprio, come ci insegna Proust, la voce della cuoca &#8220;que vous impressionne agr\u00c3\u00a9ablement parce que le bruit de voix c&#8217;est un chose qui est&#8221;.\u00c2\u00a0 Perch\u00c3\u00a8 &#8220;Les chose sont si belles d&#8217;etre ce qu&#8217;elles sont&#8221;!. E la verit\u00c3\u00a0 nuda \u00c3\u00a8 bella e voluttuosa.<\/p>\n<p>L&#8217;attesa del bacio materno del piccolo Marcel \u00c3\u00a8 un altro dei frammenti di questo primo libro, insieme ai ricordi dei turbamenti e delle inquietudini dell&#8217;adolescenza. E&#8217; qui che si delineano i personaggi di Odette, di Charles, e si entra nei due mondi, quello dell&#8217;alta borghesia di Swann e quello dell&#8217;aristocrazia all&#8217;inizio della sua decadenza.<\/p>\n<p>Sappiamo che la Recherce \u00c3\u00a8 la storia di una vita, che assomiglia molto a quella di Proust, ne viviamo trepidanti insieme al protagonista la vocazione per la scrittura che sembra non potersi realizzare, ma che infine lo sar\u00c3\u00a0, come per un miracolo necessario,\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 ma non \u00c3\u00a8 un&#8217;autobiografia. E il Narratore non \u00c3\u00a8 Proust, come i suoi\u00c2\u00a0personaggi non sono mai esistiti. E&#8217; il puntiglioso sguardo proustiano che riesce a staccarsi dal s\u00c3\u00a8 verso l&#8217;altro, verso l&#8217;intensa appassionata investigazione del mondo e della sua variegata popolazione. Tutti i suoi personaggi inventati hanno per\u00c3\u00b2 corrispondenze con la vita reale. Insomma sembra tutto falso quando invece risulta tutto vero. Proust \u00c3\u00a8 un fine psicologo e sa\u00c2\u00a0 che l&#8217;uomo \u00c3\u00a8 complesso e molteplice, semplice e contradditorio. E che muta con il trascorrere del tempo. Il grande Tempo proustiano che rivive\u00c2\u00a0 e legittima la Realt\u00c3\u00a0 ricordandola. Perch\u00c3\u00a8 non entrare dunque, in questo pomeriggio piovoso, nel boudoir di Odette de Cr\u00c3\u00a9cy\u00c2\u00a0vestita all&#8217;orientale, in attesa con finta trepidazione di Swann e delle sue orchidee Catlleya? O nel salotto di Madame Verdurin tra i suoi &#8220;fedeli&#8221; per ascoltare\u00c2\u00a0 un giovane violinista?<\/p>\n<p>Proust sembra descrivere un&#8217;isola felice, una societ\u00c3\u00a0 che si autoesalta, si incensa, ma\u00c2\u00a0in realt\u00c3\u00a0 \u00c2\u00a0ci svela con leggera tristezza\u00c2\u00a0 la visione pessimistica\u00c2\u00a0 e controversa\u00c2\u00a0 di questo mondo cos\u00c3\u00ac attento alle apparenze e poco propenso alla comprensione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando piove sembra che il tempo si fermi. Passato e presente riuniti in un continuum. 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