{"id":4132,"date":"2010-11-14T20:25:44","date_gmt":"2010-11-14T18:25:44","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=4132"},"modified":"2010-11-14T20:25:44","modified_gmt":"2010-11-14T18:25:44","slug":"il-cappotto-o-un-sorriso-fra-le-lagrime","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=4132","title":{"rendered":"IL CAPPOTTO, o &quot;un sorriso fra le lagrime&quot;"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-4135\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/11\/14\/il-cappotto-o-un-sorriso-fra-le-lagrime\/scansione0005-5\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4135\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/11\/scansione0005-217x300.jpg\" alt=\"scansione0005\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>Come non pensare a questa straordinaria novella di <strong>Nikolay Gogol<\/strong> in questi giorni in cui incontro tante persone russe e non, con e senza cappotto?<\/p>\n<p>G. una paffuta e bionda signora armena\u00c2\u00a0cinquantottenne\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0arriva spesso in classe con una valigia. Non oso chiederle come mai, ma le chiedo se ha dormito bene. E lei invariabilmente risponde &#8220;Quattro ore perch\u00c3\u00a8 ho troppe preoccupazioni&#8221;. Ma sorride e mi parla dei suoi desideri: vorrebbe una collana d&#8217;oro e riuscire a tornare dai suoi figli a Yerevan. Scherza molto Con Y. e con \u00c2\u00a0il signor\u00c2\u00a0S., uno\u00c2\u00a0moscovita, l&#8217;altro georgiano, che riescono nonostante le difficolt\u00c3\u00a0 a ridere e\u00c2\u00a0 a far ridere. Il signor S. \u00c3\u00a8 minuto, \u00c2\u00a0ha un giacchino di finto montone e un berretto sulla testa semicalva. Ha una voce bassa e gradevole, parla con amore della moglie ed \u00c3\u00a8 l&#8217;unico che non ha voluto &#8220;accettare&#8221; un caff\u00c3\u00a8 offerto da me. E&#8217; lui che me l&#8217;ha offerto.<\/p>\n<p>E po c&#8217;\u00c3\u00a8 A. che ha solo una giacchina di\u00c2\u00a0cotone bianco. Lui \u00c3\u00a8 somalo. &#8220;Hai freddo?&#8221; Gli ho chiesto l&#8217;altro giorno. &#8220;Un po&#8217;, ma questa giacca \u00c3\u00a8 cos\u00c3\u00ac bella!&#8221;. E&#8217; semianalfabeta ma ha una grandissima voglia di imparare l&#8217;italiano. E&#8217; educatissimo e dolcissimo.<\/p>\n<p>Chiss\u00c3\u00a0 se possiede un cappotto per combattere il nostro inverno. O come Ak\u00c3\u00a0kii Ak\u00c3\u00a0kievic patir\u00c3\u00a0 il freddo.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Il cappotto<\/strong>&#8221; esce nel\u00c2\u00a0 1842, sulle prime passa inosservato, ma\u00c2\u00a0poco tempo dopo,\u00c2\u00a0mentre il suo autore\u00c2\u00a0&#8220;<em>stava levando il tragico stormo delle anime morte&#8221;,<\/em> viene amato con rispetto filiale. Ogni vero scrittore russo vi si riconosce, vi ritrova qualcosa di atavico.<em> &#8220;Noi siamo tutti usciti dal cappotto di<\/em> <em>Gogol<\/em>&#8221; dir\u00c3\u00a0 Dostoi\u00c3\u00a8vskij.<\/p>\n<p>Che cosa ci racconta questa operetta?\u00c2\u00a0 La vita di un un modesto impiegatuccio che gi\u00c3\u00a0 dal nome sembra un soccombente, un ingenuo, un semplice\u00c2\u00a0: Ak\u00c3\u00a0kii Ak\u00c3\u00a0kievic. L&#8217;etimologia pu\u00c3\u00b2 essere ricondotta al greco a-kakos, innocente, ignaro del male. Lavora nel &#8220;dicastero di&#8230;&#8221; a San Pietroburgo. La mansione destinatagli \u00c3\u00a8\u00c2\u00a0 ricopiare. Sempre. Un\u00c2\u00a0&#8220;<em>invariabile impiegato che<\/em> <em>ricopiava; tanto da radicarsi in seguito l&#8217;opinione ch&#8217;egli fosse venuto al mondo matematicamente gi\u00c3\u00a0 bell&#8217;e pronto, cos\u00c3\u00ac, con la bassa uniforme e la sua giusta calvizie in testa.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ma non \u00c3\u00a8 il passivo Bartleby\u00c2\u00a0 che non ha possibilit\u00c3\u00a0 di salvezza. Al contrario\u00c2\u00a0 Ak\u00c3\u00a0kii Ak\u00c3\u00a0kievic trova nel ricopiare la sua ragione di vita. Egli si esprime in tutto ci\u00c3\u00b2 che fa: il suo lavoro \u00c3\u00a8 umile, anonimo, ma ardente come l&#8217;amore originario. &#8220;Atte<em>nde al suo lavoro di volta in volta come un vegetale tende alla luce per rigenerarsi.&#8221;<\/em>\u00c2\u00a0 spiega Clemente Rebora \u00c2\u00a0nella postfazione\u00c2\u00a0 di questo libretto.<\/p>\n<p>Si rifugia tra le sue righe ricopiate. Cerca un angolino caldo in cui stare tranquillo. Non si concede nessuna distrazione. Ma nulla pu\u00c3\u00b2 contro l&#8217;ennesimo inverno incipiente. &#8220;<em>C&#8217;\u00c3\u00a8 a <\/em><em>Pietroburgo un aspro nemico di tutti coloro che riscuotono suppergi\u00c3\u00b9 quattrocento rubli l&#8217;anno: alludo al nostro gelo nordico&#8230;&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Dopo l&#8217;impossibilit\u00c3\u00a0 ormai di rammendare il vecchio e liso cappotto Aka\u00c3\u00a0kii Ak\u00c3\u00a0kievic si permette il lusso di &#8220;innamorarsi&#8221; dell&#8217;idea di farsene uno nuovo, caldo e comodo. L&#8217;attesa, pur piena\u00c2\u00a0di ulteriori sacrifici, lo riempie di gioia. Si sente meno solo. Vive con\u00c2\u00a0 rinnovata energia la sua vita che agli occhi degli altri appare umile e meschina.<\/p>\n<p>Farsi un cappotto, spiega Rebora, assume ai suoi occhi l&#8217;importanza di un fatto spirituale supremo, gli fornisce un nuovo mezzo per farsi valere.<\/p>\n<p>E&#8217; un progetto che per lui diventa quasi la riprova e \u00c2\u00a0il coronamento della propria vita.<\/p>\n<p>Quando infine avr\u00c3\u00a0 materialmente\u00c2\u00a0la calda presenza del cappotto ecco che\u00c2\u00a0 lo stesso comincer\u00c3\u00a0 a perdere di\u00c2\u00a0valore.\u00c2\u00a0 &#8220;<em>Una cosa ottenuta \u00c3\u00a8 una cosa perduta&#8221;.<\/em> Gli sembra di aver esaurito il suo compito, si sente pi\u00c3\u00b9 indifeso e presto cadr\u00c3\u00a0 nelle mani di coloro che gli\u00c2\u00a0ruberanno il cappotto.\u00c2\u00a0 Protesta\u00c2\u00a0presso l&#8217;alto funzionario, ma viene deriso e umiliato. Si ammala e muore. Akakii Akakievic \u00c3\u00a8 uno strumento impersonale sfruttato dall&#8217;ordigno sociale che\u00c2\u00a0 dall&#8217;alto lo tratta con brutalit\u00c3\u00a0. \u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Ma <strong>Gogol<\/strong> non si sbarazza del suo personaggio. Il suo esempio di bont\u00c3\u00a0 dovr\u00c3\u00a0 essere d&#8217;esempio, perci\u00c3\u00b2 ci fa assistere agli effetti morali e soprannaturali della sua anima.\u00c2\u00a0 &#8220;<em>Chi ha saputo<\/em> <em>ospitare la luce non va<\/em> <em>perduto nelle tenebre&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c2\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come non pensare a questa straordinaria novella di Nikolay Gogol in questi giorni in cui incontro tante persone russe e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4132"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4132\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}