{"id":4307,"date":"2010-11-29T20:41:48","date_gmt":"2010-11-29T18:41:48","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=4307"},"modified":"2010-11-29T20:41:48","modified_gmt":"2010-11-29T18:41:48","slug":"racconto-per-un-amico-o-lamore-per-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=4307","title":{"rendered":"RACCONTO PER UN AMICO, o l&#039;amore per la vita"},"content":{"rendered":"<p>Stamattina ho sentito per radio che stanno curando una nuova edizione de &#8220;La montagna incantata&#8221; di Thomas Mann, forse tradotta con il titolo &#8220;La montagna magica&#8221;. Un libro che segna la vita del Lettore che viene portato di peso nel mondo claustrofobico del sanatorio, metafora del malessere della civilt\u00c3\u00a0 occidentale dalla quale sembra non poter fuggire. Dovrei rileggerlo. Per ora \u00c3\u00a8 Stefania che si cimenta con quest&#8217;opera.<\/p>\n<p>Il sanatorio,\u00c2\u00a0teatro\u00c2\u00a0della sofferenza umana, appare in moltissima narrativa\u00c2\u00a0sia come luogo\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0descritto da lontano, sia come esperienza vissuta.<\/p>\n<p><strong>Halina Poswiatowska<\/strong> l&#8217;autrice di queste pagine bellissime ne \u00c3\u00a8 stata testimone diretta. Vi soggiorn\u00c3\u00b2 per parecchi mesi per curare il cuore indebolito da un&#8217;angina mal curata in tempo di guerra.<\/p>\n<p>Queste pagine sono lettere, impressioni, ricordi che Halina racconta a un caro amico cieco che \u00c3\u00a8 stato nei brevi anni della sua vita adulta, una presenza costante, protettrice ed ammonitrice.<\/p>\n<p>Halina nata nel 1935 e morta a soli 32 anni in Polonia, era anche una poetessa, venerata dai giovani del suo paese.<\/p>\n<p>La sua scrittura poetica, chiara, immaginifica ci ricorda sia la Woolf che la Bachmann, dicono i critici. A me ricorda soprattutto Katherine Mansfield\u00c2\u00a0 sia per questo suo raccontare la vita, pur piena di sofferenza, come un luogo in cui essere\u00c2\u00a0felice &#8220;<em>Fuori ogni cosa sembrava fatta d&#8217;oro<\/em>. <em>Gli alberi muoiono diversamente dalla gente, paiono quasi felici pdi morire. Forse perch\u00c3\u00a8 viene la primavera e rifioriscono&#8230;&#8221;<\/em> sia per l&#8217;attaccamento\u00c2\u00a0caparbio alla vita che per\u00c3\u00b2 soccombe\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 alla debolezza del corpo. Anche in Halina come in Katherine c&#8217;\u00c3\u00a8 un attaccamento sensuale, fisico, quasi biologico alla vita.<\/p>\n<p>Ho riconosciuto un&#8217;amica in questa\u00c2\u00a0 donna per la quale vita e scrittura sembrano indissolubili, per la quale ogni istante di vita \u00c3\u00a8 prezioso come una conquista perenne e come una\u00c2\u00a0 nuova scoperta.<\/p>\n<p>Halina ci descrive la sua infanzia, segnata dagli orrori della guerra, la scuola, gli amici, i primi amori, il tempo trascorso nei sanatori ad osservare la sofferenza altrui e a vincere la propria. Racconta del marito artista\u00c2\u00a0scomparso pochi anni dopo\u00c2\u00a0il matrimonio\u00c2\u00a0e del soggiorno negli USA\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0come ultima\u00c2\u00a0speranza\u00c2\u00a0per guarire.\u00c2\u00a0 Ed infine del ritorno in Polonia, dettato da nostalgia, imquietudine e disillusione.<\/p>\n<p>Scrive al suo amico dal sanatorio:<\/p>\n<p><strong>&#8220;<em>Ci<\/em> <em>sono notti, amico mio, in cui il mondo finisce. Il mondo se ne va, lasciandoci con gli occhi sbarrati e le braccia inerti. Dapprima \u00c3\u00a8 come la coscienza di una rigida legge matematica, la consapevolezza che domani il mondo non ci sar\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9. Ma in questo momento, tante volte vissuto, in questo momento che cresce e matura dentro di noi, anzi, nell&#8217;attimo finale di questo momento, com&#8217;\u00c3\u00a8 il mondo? Com&#8217;\u00c3\u00a8, quando c&#8217;\u00c3\u00a8 e non c&#8217;\u00c3\u00a8 nello stesso tempo, quando con il respiro e con il gesto tentiamo di fermare la parte di noi che fugge senza ritorno?&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Deve scrivere, comunicare<\/strong> <strong>Halina Poswiatowska<\/strong> , perch\u00c3\u00a8&#8221;<em> <strong>il silenzio\u00c2\u00a0divide pi\u00c3\u00b9 della distanza, il silenzio uccide persino i pensieri<\/strong>\u00c2\u00a0&#8220;. <\/em>E scrive lettere, diari, poesie.<\/p>\n<p>E nelle ultime pagine del racconto per il suo amico dice: &#8220;&#8230;<em><strong>chiss\u00c3\u00a0 se mai lo leggerai. Guardo con diffidenza il fascio di fogli scritti: sapranno le parole difendermi meglio del silenzio? E&#8217; ancora possibile esprimere qualcosa con le parole? Le ho cercate con fatica, riguardandole pi\u00c3\u00b9 volte una per una, confrontandole con il mio amore e con il mio dolore. Confrontavo il desiderio con la parola desiderio, e per il mio amore pi\u00c3\u00b9 grande -quello per la vita -cercavo le definizioni pi\u00c3\u00b9 belle. Amo la vita, amico mio, &#8230;amo guardare gli alberi piegati dal vento e lo scintillio lontano del faro. &#8220;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Scrive queste righe mentre sta tornando dagli Stati Uniti verso la Polonia, con il cuore\u00c2\u00a0irrimediabilmente malato. E&#8217; sulla nave:<\/p>\n<p>&#8220;<em><strong>Fuori di me sento il rombo dell&#8217;acqua schiumosa; dentro al petto sento pulsare, delicatissimo, il pi\u00c3\u00b9 sensibile degli strumenti che misurano il tempo: il cuore. E&#8217; ancora debole, ma batte regolare e pompa, impavido, il sangue caldo.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ascolta, amico mio: queste pagine non sono altro che il suo ritmo.&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina ho sentito per radio che stanno curando una nuova edizione de &#8220;La montagna incantata&#8221; di Thomas Mann, forse tradotta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4307"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4307"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4307\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4307"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4307"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4307"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}