{"id":4832,"date":"2011-01-07T22:11:12","date_gmt":"2011-01-07T20:11:12","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=4832"},"modified":"2011-01-07T22:11:12","modified_gmt":"2011-01-07T20:11:12","slug":"ludvig-di-david-albahari","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=4832","title":{"rendered":"LUDVIG, di David Albahari"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-4835\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2011\/01\/07\/ludvig-di-david-albahari\/scansione0003-3\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4835\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2011\/01\/scansione0003-217x300.jpg\" alt=\"scansione0003\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a>E&#8217;\u00c2\u00a0 per me il primo romanzo di uno scrittore serbo questo &#8220;<strong>Ludvig&#8221;,<\/strong> un intenso e drammatico monologo sul rancore o forse sull&#8217;irrisolutezza del proprio Io?<\/p>\n<p>Certo che <strong>David Albahari<\/strong>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0ci presenta in modo \u00c2\u00a0chiaro un&#8217; autodistruttiva crisi d&#8217;identit\u00c3\u00a0 del protagonista\u00c2\u00a0narrante che incolpa di tutto un suo ex-amico, Ludvig.<\/p>\n<p>Entrambi scrittori belgradesi, un tempo inseparabili, ora divisi da un odio incontenibile.<\/p>\n<p>Non si pu\u00c3\u00b2 fare a meno di ripensare a <em>Il soccombente<\/em> di <em>Thomas Bernhard<\/em> dove due amici musicisti rinunciano alla musica e alla carriera\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0rendendosi conto\u00c2\u00a0del talento sovrumano del loro terzo amico, nel quale si ravvisa Glenn Gould quando interpreter\u00c3\u00a0 le Variazioni Goldberg.<\/p>\n<p>Siamo nel mondo dell&#8217;arte, paradigma <em>alto<\/em> della nostra vita in generale? Se vitali sono il successo e la fama quanto pu\u00c3\u00b2 influire rovinosamente il fallimento?<\/p>\n<p>Ludvig meno talentuoso dello scrivente del quale non abbiamo neppure il nome -come\u00c2\u00a0una sorta di \u00c2\u00a0beffa del suo soccombere e cancellarsi \u00c2\u00a0in toto &#8211; \u00c3\u00a8 un vanaglorioso,\u00c2\u00a0 un prepotente e\u00c2\u00a0subdolo personaggio che riesce ad irretire da esperta star mediatica il pubblico. Riesce a condurre i lettori a credere ci\u00c3\u00b2 che egli vuol far credere di s\u00c3\u00a8, cio\u00c3\u00a8 che egli\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 il migliore, \u00c3\u00a8 colui che ha cambiato la letteratura di Belgrado, \u00c3\u00a8 un vincente.\u00c2\u00a0 E&#8217; stato invece\u00c2\u00a0il narratore\u00c2\u00a0che ha creato\u00c2\u00a0e dato le\u00c2\u00a0 nuove idee \u00c2\u00a0letterarie\u00c2\u00a0 a Ludvig, che lo ha aiutato a diventare famoso e \u00c2\u00a0che subito dopo \u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 stato\u00c2\u00a0 tradito ed \u00c2\u00a0emarginato\u00c2\u00a0 dall&#8217;<em>intellighenzia<\/em> belgradese. E&#8217; un perdente di talento ed il suo rancore, la sua rabbia verso Ludvig e verso una Belgrado un po&#8217; kitsch\u00c2\u00a0 che crede\u00c2\u00a0 senza pensare troppo ai mass media e agli spavaldi lo fanno precipitare\u00c2\u00a0 in una profonda \u00c2\u00a0crisi creativa ed esistenziale.<\/p>\n<p>Ludvig continua\u00c2\u00a0 a schiacciarlo sadicamente\u00c2\u00a0con facilit\u00c3\u00a0,\u00c2\u00a0corteggia le sue debolezze, lo distrugge con eleganza. Durante una grottesca intervista televisiva ai due scrittori si stigmatizza per sempre il ruolo predominante di Ludvig e quello del soccombente narratore\u00c2\u00a0 paralizzato dall&#8217;incredibile falsit\u00c3\u00a0 di Ludvig.<\/p>\n<p>Lo consola soltanto che il nemico, pur pi\u00c3\u00b9 giovane di alcuni anni, sembri pi\u00c3\u00b9 vecchio di lui &#8220;<em>Gli sta bene, \u00c3\u00a8 giusto che sia vecchio come una suola consunta, come un uovo marcio, come un ciottolo levigato in un torrente di montagna&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Un monologo ininterrotto che invita a una \u00c2\u00a0lettura quasi senza respiro. Le pagine si susseguono senza\u00c2\u00a0alcun breve\u00c2\u00a0spazio \u00c2\u00a0bianco.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Si\u00c2\u00a0narrer\u00c3\u00a0 dell&#8217;acquisto di una pistola e dell&#8217;appropriazione indebita di un libro mai scritto.<\/p>\n<p>In questo\u00c2\u00a0incalzante \u00c2\u00a0intreccio Belgrado appare &#8220;feroce e umanissima&#8221;, prepotente e millantatrice, \u00c2\u00a0una cornice perfetta\u00c2\u00a0per questo &#8220;gioco&#8221; perverso che talvolta sembra persino irreale.<\/p>\n<p>Ma lo scrivente \u00c3\u00a8 obiettivo nella sua apologia dell&#8217;Odio?<\/p>\n<p>O \u00c3\u00a8 ottenebrato dal rancore e dalla sua incapacit\u00c3\u00a0 di fronteggiare\u00c2\u00a0il traditore \u00c2\u00a0pi\u00c3\u00b9 astuto, subdolo e\u00c2\u00a0 aggressivo di lui? E&#8217; forse solo odio verso se stesso per la propria inadeguatezza\u00c2\u00a0 o mancanza di coraggio?<\/p>\n<p><strong>David Albahari<\/strong> \u00c3\u00a8 nato nel 1948 nel Kosovo, da famiglia ebraica. Ha vinto moltissimi premi letterari e da anni vive in Canada.<\/p>\n<p>Questo suo breve\u00c2\u00a0 e forte romanzo\u00c2\u00a0 ci invita a riflettere sulla nostra personale battaglia per raggiungere l&#8217;equilibrio, l&#8217;accettazione di noi,\u00c2\u00a0 un&#8217;obiettiva e serena autostima.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0 <strong>Viene da chiederci : riusciamo a non tener conto degli altri? <\/strong><\/p>\n<p><strong>Talvolta succede di incontrare persone\u00c2\u00a0 che ci fanno apparire peggiori di ci\u00c3\u00b2 che siamo, che ci sollecitano sentimenti negativi<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<strong>Che fare in questi casi? Fuggire? Affrontare? &#8220;Sollevarsi?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Il pericolo \u00c3\u00a8 come\u00c2\u00a0 succede al protagonista, quello di farsi fagocitare da un Odio quasi vitalizzante nella sua distruttivit\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>Scriveva Thomas Eliot degli uomini che non smettono mai di <em>masticarsi dentro<\/em> <em>&#8220;quelli che all&#8217;interno hanno soltanto cavit\u00c3\u00a0, che si divorano dal di dentro finch\u00c3\u00a8 non rimane pi\u00c3\u00b9 niente, e allora vanno in giro come scheletri, involucri che camminano.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c2\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217;\u00c2\u00a0 per me il primo romanzo di uno scrittore serbo questo &#8220;Ludvig&#8221;, un intenso e drammatico monologo sul rancore o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4832"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4832\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}