{"id":4846,"date":"2011-01-08T20:13:51","date_gmt":"2011-01-08T18:13:51","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=4846"},"modified":"2011-01-08T20:13:51","modified_gmt":"2011-01-08T18:13:51","slug":"le-onde-e-il-ritmo-del-mare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=4846","title":{"rendered":"LE ONDE, e il ritmo del mare"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-4848\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2011\/01\/08\/le-onde-e-il-ritmo-del-mare\/onde1\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4848\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2011\/01\/onde1-182x300.jpg\" alt=\"onde[1]\" width=\"182\" height=\"300\" \/><\/a>Penso all&#8217;acqua e al suo fluire. La nominiamo spesso parlando di libri e della nostra vita.\u00c2\u00a0 Anche <strong>Virginia Woolf<\/strong>\u00c2\u00a0 ha intessuto un romanzo intorno\u00c2\u00a0 al mare portandoci a St. Ives, luogo delle vacanze dell&#8217;infanzia e paesaggio introiettato nella sua poetica da cui partire per raggiungere il <em><strong>faro<\/strong><\/em>, in cui fermarsi per sentire il rumore del mare che fugge\u00c2\u00a0e ritorna in modo ritmico.<\/p>\n<p>Anche la vita \u00c3\u00a8 \u00c2\u00a0come l&#8217;acqua che scorre, ma non\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 sempre uguale. Tutto \u00c3\u00a8 mutevole: il fluido e il \u00c2\u00a0solido, basta soltanto un cambiamento della luce dei vari momenti del giorno per ritrovarci in mille attimi e percezioni diversi. Come nelle diverse cattedrali di Rouen dipinte da Monet.<\/p>\n<p>E&#8217; poesia in prosa\u00c2\u00a0 questo romanzo del 1931,\u00c2\u00a0 quasi un contrappunto per sei voci soliste, Bernard, Rhoda, Jinny, Susan, Neville, Louis che inquisiscono, parlano tra\u00c2\u00a0s\u00c3\u00a8\u00c2\u00a0 sulla vita, la passione, la morte. Gli elementi ispiratori furono i suoi\u00c2\u00a0 amici: da Ethel, Vita\u00c2\u00a0 Duncan a sua\u00c2\u00a0 sorella Vanessa che le fecero vivere un&#8217;estate agitata durante la quale ebbe anche un malore fortissimo, un &#8220;<em>breve incontro con la morte<\/em>&#8221; come lo definisce lei.<\/p>\n<p>Vuole dunque terminare <strong>The Waves<\/strong> per riepilogare &#8220;<em>la nostra situazione. Una mappa del mondo<\/em>.&#8221; Riesce a lavorare in modo regolare. Pur passando un momento di disistima come scrittrice\u00c2\u00a0 scrive nel suo diario &#8220;sono <em>sempre pi\u00c3\u00b9 soddisfatta della libert\u00c3\u00a0 di movimento, dell&#8217;autonomia, della possibilit\u00c3\u00a0 di mangiare la mia cena a qualsiasi tavolo dopo averla preparata. Questo ritmo (dico che sto scrivendo The Waves secondo un ritmo, non secondo un intreccio) \u00c3\u00a8 in armonia con quello dei pittori. Tranquillit\u00c3\u00a0, trascuratezza, felicit\u00c3\u00a0 sono quindi tutte assicurate.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il romanzo \u00c3\u00a8 diviso in\u00c2\u00a0nove parti, nove soliloqui tra cui l&#8217;ultimo,\u00c2\u00a0quello di Bernard sembra compendiare tutte le altre voci. Nonostante Virginia nel suo diario abbia accennato a un ritmo tranquillo di lavoro nella stesura di questo lavoro appaiono a fasi alterne i dubbi, la fatica, la febbre, lo sconforto. La coinvolge particolarmente il soliloquio di Bernard che vuole &#8220;<em>svolgere in modo da spezzare la prosa, scavarla in profondit\u00c3\u00a0, farla muovere -s\u00c3\u00ac, lo giuro &#8211; come non si \u00c3\u00a8 mai mossa finora; dalla risatina, dal balbettio, alla rapsodia<\/em>&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Che emozione leggere i pensieri della creatrice-scrittrice \u00c2\u00a0che come creta prende tra le sue &#8220;mani&#8221; le parole e i sentimenti e ci dona un capolavoro!<\/p>\n<p>E il momento creativo \u00c3\u00a8 sempre sofferenza per l&#8217;artista, ma attraverso illuminazioni, squarci, catarsi\u00c2\u00a0essa \u00c2\u00a0riesce alfine ad esprimere la propria\u00c2\u00a0 esaltante ed appassionante intuizione.<\/p>\n<p>Sembrano qui confluire tutti i motivi della sua poetica: la lettura, frantumata\u00c2\u00a0 in ritorni tematici, il paesaggio\u00c2\u00a0 amato nella sua mutabilit\u00c3\u00a0 fissa attraverso l&#8217;eterno risorgere del sole che determina variazioni gioiose e dolorose di intermittenza tra luce ed ombra; e soprattutto la &#8220;condanna&#8221; dell&#8217;ascolto delle sue &#8220;voci&#8221; interiori che la torturano nel profondo ma che a noi ci giungono ricche e poliedriche con echi femminuili, maschili , di poesia\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0e di follia.<\/p>\n<p>E la sua luce, le sue illuminazioni che sgorgano dall&#8217;ombra, sono momenti intensi in cui, insieme a lei, anche noi Lettori riusciamo\u00c2\u00a0 sia a scorgere l&#8217;essenza della vita \u00c2\u00a0sia ad abbracciare\u00c2\u00a0 con la sua parola l&#8217;estensione lirica dell&#8217;essere:\u00c2\u00a0 Il &#8220;momento d&#8217;essere&#8221;. Moments of being.<\/p>\n<p>Mare, onde, ritmo.<br \/>\nAnche noi siamo Onde che nasciamo e torniamo nell&#8217;indistinto Mare.\u00c2\u00a0 Nostro padre, come scrive Montale parlando di Esterina? Nostra madre perch\u00c3\u00a8 ci d\u00c3\u00a0 la vita? Nostro Tutto?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Penso all&#8217;acqua e al suo fluire. 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