{"id":5326,"date":"2011-04-01T16:26:03","date_gmt":"2011-04-01T14:26:03","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=5326"},"modified":"2019-05-09T07:08:20","modified_gmt":"2019-05-09T07:08:20","slug":"da-qualche-parte-verso-la-fine-di-diana-athill","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=5326","title":{"rendered":"DA QUALCHE PARTE VERSO LA FINE di Diana Athill"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la divertente e amara lettura del libro &#8220;Questa casa non \u00e8 un ospizio&#8221;\u00c2\u00a0 dove si parla di estrema vecchiaia sono stata spinta a leggere ancora qualcosa a proposito. Il tempo fugge velocemente ed in alcuni momenti giunge la prospettiva del nostro futuro. Timori? Panico? Serena accettazione? Giorno per giorno ci siamo costruiti ed ancora &#8220;i lavori sono in corso&#8221;. Ben vengano perci\u00f2 racconti di esperienze autobiografiche.<\/p>\n<p>E <strong>Diana Athill,<\/strong> classe 1917, ci offre\u00a0 con garbo deciso e senza troppa retorica sulla bellezza della vecchiaia, sede di saggezza e illuminazione, questo libretto autobiografico premiato nel 2009.<\/p>\n<p>Trovo le sue pagine quasi un &#8220;manuale&#8221; pieno di spunti e riflessioni obiettive. <strong>Diana Athill<\/strong> lo scrive a 89 anni iniziando con realismo sorridente\u00a0 a dire che sarebbe inutile prendere dei cagnolini che senz&#8217;altro le sopravvivrebbero o l&#8217;amata felce arborea che forse non riuscir\u00e0\u00a0 a veder crescere. Non ha preso i cani, ma ha deciso ugualmente di piantare una felce arborea e nel <em>post scriptum<\/em>\u00a0 sappiamo che essa ha gi\u00e0\u00a0 nove fronde di trenta centimetri l&#8217;una.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<em>&#8220;Avevo ragione quando dicevo che non la vedr\u00c3\u00b2 mai diventare una pianta di grandi dimensioni, ma non credevo che avrei provato tanta gioia nell&#8217;osservarla per quello <span style=\"text-decoration: underline;\">che \u00c3\u00a8 ora,<\/span> una semplice felce. E&#8217; valsa la pena comprarla.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Ecco gran parte della sua filosofia, del suo affrontare e godere giorno dopo giorno il dono della vita. Prende ad esempio da Jean Rhis che evitava il pensiero della vecchiaia\u00a0 per non entrare nel panico e che teneva una scorta di sonniferi come eventuale kit del suicidio&#8230;ma che non usa.<\/p>\n<p>&#8220;Altrettanto esemplare \u00e8 stato Elias Canetti il cui sprezzo per la morte era pi\u00f9 assurdo dello sgomento di Jean.&#8221; Ne parla con l&#8217; amante del grande scittore ,\u00a0 Marie Louise Motesizky, leggiadra ottantenne che dipinge meravigliosamente la quale dice che il diprezzo di Canetti verso la morte l&#8217;aveva quasi convinta che forse lui sarebbe riuscito a non morire!<\/p>\n<p>Poi <strong>Diana Athill<\/strong> ci parla di lei, della sua gratitudine di discendere da una famiglia longeva e sana e dalla&#8221;morte veloce&#8221;,\u00a0 analizza i suoi anni passati e presenti con la lucidit\u00e0\u00a0 di un chirurgo. Sembra sezionare con\u00a0 il bisturi ogni aspetto o passaggio della sua vita. Come una scienziata parla della sua vita sessuale e quando\u00a0 essa \u00e8\u00a8 finita spiegando che \u00e8\u00a8 inutuile sentirsi frustrati per\u00a0 qualcosa che ormai non si desidera pi\u00f9.<\/p>\n<p>Accettare la vita nella sua crudezza e mistero. E Diana lo fa con consapevolezza, buon senso inglese ed elasticit\u00e0\u00a0 mentale per cui ci suggerisce, suo malgrado, di\u00a0 rivolgersi a progetti che si possono realizzare mentre \u00e8\u00a8 pi\u00f9 saggio lasciar perdere ci\u00f2 che non si riesce pi\u00f9\u00b9 a fare.<\/p>\n<p>Ha lavorato nel mondo dell&#8217;editoria ed \u00e8\u00a8 andata in pensione a 75 anni. Ma il vuoto non \u00e8\u00a8 mai &#8220;entrato&#8221; in lei. Eppure \u00e8\u00a8 una donna senza fede, non \u00e8\u00a8 mai stata sposata, non ha figli, ma nuove passioni le riempiono la vita. La scrittura autobiografica, anche come &#8220;sistemazione di s\u00e8\u00a8&#8221;, autocoscienza \u00a8 una grande risorsa, le nascono\u00a0 nuovi gusti letterari, ora meno romanzi, ma pi\u00f9\u00b9 saggi, anche la rilettura dei libri preferiti, ed ancora\u00a0 un po&#8217; di giardinaggio, ceramica&#8230;da non dimenticare ovviamente buone ed affettuose relazioni sociali.<\/p>\n<p>E&#8217; anche una persona sensibile e calda.<\/p>\n<p>Insomma la<strong> Athil<\/strong>l\u00a0 sembra dirci che occorre sa combattere contro il <em>soma<\/em> che invecchia , cambiare gusti, attivit\u00e0\u00a0 , &#8230;darsi anche un po&#8217; meno rossetto (verso i novanta forse)&#8230;ma \u00e8\u00a8 anche e soprattutto sentirsi liberi di essere solo se stessi &#8220;<em>Da giovani molto di ci\u00f2 che si \u00e8\u00a8 dipende da come ci vedono gli altri, e spesso si continua cos\u00ec\u00ac fino alla mezza et\u00c3\u00a0.&#8221;<\/em> Ora finalmente si pu\u00f2\u00b2 vivere pi\u00f9\u00b9 liberamente e sinceramente.<\/p>\n<p>La sua invidiabile sicurezza \u00e8\u00a8 genetica o \u00e8\u00a8 maturata con l&#8217;et\u00c3\u00a0?\u00a0 A me \u00e8\u00a8 simpatica e mi ha fatto sentire &#8220;giovanissima&#8221;ed ancora piena di progetti, grandi e piccoli.<\/p>\n<p>Tutti ne abbiamo, non \u00e8\u00a8 vero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la divertente e amara lettura del libro &#8220;Questa casa non \u00e8 un ospizio&#8221;\u00c2\u00a0 dove si parla di estrema vecchiaia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5326"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5326"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5326\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16232,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5326\/revisions\/16232"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}