{"id":5523,"date":"2011-05-30T21:12:40","date_gmt":"2011-05-30T19:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=5523"},"modified":"2011-05-30T21:12:40","modified_gmt":"2011-05-30T19:12:40","slug":"collasso-come-le-societa-scelgono-di-vivere-o-morire","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=5523","title":{"rendered":"COLLASSO, come le societ\u00c3\u00a0 scelgono di vivere o morire"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\"><strong><span style=\"color: #800000\"><em>Stasera sull&#8217;onda gioiosa del cambiamento\u00c2\u00a0 e con\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0il desiderio di ritrovare la via giusta per vivere\u00c2\u00a0con \u00c2\u00a0buon senso e con \u00c2\u00a0i valori \u00c2\u00a0 importanti\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 che da pi\u00c3\u00b9 di un decennio\u00c2\u00a0 sono stati trascurati da molti, lascio spazio al giovane Luigi\u00c2\u00a0 che ci presenta un interessante\u00c2\u00a0libro.<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\"><strong><span style=\"color: #800000\"><em>\u00c2\u00a0<\/em><em>Che bravi\u00c2\u00a0 e saggi questi giovani, non solo il nostro amico Luigi, ma anche quelli milanesi&#8230;<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\"><em><strong><a rel=\"attachment wp-att-5537\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2011\/05\/30\/collasso-come-le-societa-scelgono-di-vivere-o-morire\/cop1-3\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-5537\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2011\/05\/cop11.jpg\" alt=\"cop[1]\" width=\"170\" height=\"245\" \/><\/a><\/strong><\/em><strong>di Jared Diamond<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"center\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00ab<em>Oggi la gran parte di noi occidentali pu\u00c3\u00b2 permettersi di condurre un&#8217;esistenza piena di sprechi. Ma in questo modo dimentichiamo che le nostre condizioni sono soggette a fluttuazioni e che potremmo non essere in grado di anticipare quando il vento cambier\u00c3\u00a0. A quel punto saremo ormai troppo abituati a uno stile di vita dispendioso, per cui le uniche vie d&#8217;uscita potranno essere una drastica riduzione del nostro tenore di vita o la bancarotta<\/em>\u00c2\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Ho scelto di parlare di questo testo, oltre perch\u00c3\u00a9 \u00c3\u00a8 da un po\u00e2\u20ac\u2122 di tempo che non mi faccio pi\u00c3\u00b9 sentire su questo blog, anche per il motivo che fa parte del materiale che dovr\u00c3\u00b2 portare al mio primo esame della sessione estiva, quello di geografia.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">In un mondo dove l\u00e2\u20ac\u2122ambiente \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 in primo piano nella vita di tutti noi (un esempio fra tanti: l\u00e2\u20ac\u2122eruzione di un vulcano in Islanda che rischia di nuovo di paralizzare il traffico aereo europeo), \u00c3\u00a8 interessante questa lettura perch\u00c3\u00a9 ci porta molti esempi a sostegno della tesi che l\u00e2\u20ac\u2122ambiente \u00c3\u00a8, se non il fulcro, quantomeno una parte che ha molta importanza non solo nella vita di ognuno di noi, ma potrebbe addirittura segnare il nostro destino, e portarci appunto al collasso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">E\u00e2\u20ac\u2122 questo il senso della citazione-incipit: \u00e2\u20ac\u0153noi\u00e2\u20ac\u009d del mondo occidentale, ricco, sviluppato, conduciamo una vita, se ci pensiamo, piena di sprechi, nella quale siamo abituati a tutto, e subito. Il problema consiste, a mio parere, nel fatto che abbiamo una visione ristretta delle cose: abbiamo sempre le dispense con un surplus di cibo, la macchina sempre con il pieno di carburante, se azioniamo l\u00e2\u20ac\u2122interruttore illuminiamo una stanza, un edificio, un monumento ecc., se scriviamo una lettera o un documento e ci accorgiamo di aver fatto un errore, abbiamo sempre un nuovo foglio di carta, quando i nostri mobili sono vecchi e consumati, li cambiamo con mobilia nuova, liscia e lucente\u00e2\u20ac\u00a6 e gli esempi potrebbero continuare. Ma non ci accorgiamo che quel surplus di cibo che abbiamo \u00c3\u00a8 uno spreco (perch\u00c3\u00a9 non ci serve subito, perch\u00c3\u00a9 miliardi di persone ne avrebbero bisogno), il carburante che fa funzionare le nostre vetture deriva da un materiale che \u00c3\u00a8 presto destinato a scomparire e i cui costi, anche ambientali, sono sempre maggiori, la luce che usufruiamo \u00c3\u00a8 prodotta sempre con lo stesso materiale da cui deriva il carburante, la carta che sfogliamo e che usiamo potrebbe derivare da foreste protette o in pericolo (le foreste sono i nostri polmoni, oltre a conservare habitat a volte sorprendenti) e il legno con cui sono prodotti i nostri mobili potrebbe derivare sempre dalle stesse foreste. Ma se l\u00e2\u20ac\u2122equilibrio su cui tutto questo si basa \u00c3\u00a8 cos\u00c3\u00ac altamente fragile, qual \u00c3\u00a8 il destino che ci aspetta? O una drastica riduzione del nostro tenore di vita, o il nostro collasso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Abbiamo per\u00c3\u00b2 un asso nella manica: ci sono noti degli esempi del passato, dai quali possiamo trarre insegnamento. E i cui casi sono molto interessanti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Dice Diamond: \u00c2\u00ab<em>La gente mi chiede perch\u00c3\u00a9 io abbia deciso scrivere un libro del genere. La mia risposta \u00c3\u00a8 che si tratta dell\u00e2\u20ac\u2122argomento pi\u00c3\u00b9 affascinante che esiste. Tutti noi siamo affascinati dai tempi abbandonati Maya ormai inghiottiti dalla giungla o dalla civilt\u00c3\u00a0 sorta sull\u00e2\u20ac\u2122Isola di Pasqua. Perch\u00c3\u00a9 questi popoli si sono dati la pena per costruire in luoghi cos\u00c3\u00ac remoti per poi abbandonarli o distruggerli? Ultimamente si \u00c3\u00a8 scoperto che lo hanno fatto per motivi ambientali [\u00e2\u20ac\u00a6]. La questione pi\u00c3\u00b9 rilevante trattata nel libro \u00c3\u00a8 che non tutte le civilt\u00c3\u00a0 sono andate in rovina, alcune societ\u00c3\u00a0 sopravvivono a lungo perch\u00c3\u00a9 sono riuscite a risolvere le questioni ambientali. Nel libro ci sono anche storie a lieto fine. Il libro \u00c3\u00a8 cautamente ottimista. Oggi quasi tutte le societ\u00c3\u00a0 odierne devono affrontare problemi ambientali. E forse possiamo imparare dal passato. Per questo ho concluso il mio libro descrivendo le diverse traiettorie possibili che potrebbe prendere la nostra cultura<\/em>\u00c2\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c3\u02c6 molto affascinante, se ci pensiamo, il mistero che avvolge tuttora l\u00e2\u20ac\u2122isola di Pasqua. Un\u00e2\u20ac\u2122isoletta piccola, sperduta nell\u00e2\u20ac\u2122oceano Pacifico, con migliaia di km di acqua prima di altra terraferma. Eppure, quel luogo all\u00e2\u20ac\u2122apparenza inospitale ha ospitato sempre forme di vita umane, una vera e propria civilt\u00c3\u00a0, scomparsa, oggi lo sappiamo quasi con certezza, per il suo sfruttamento massivo e omicida dell\u00e2\u20ac\u2122ambiente dell\u00e2\u20ac\u2122isola, una volta ricoperta di alberi, oggi rada e inospitale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Dice ancora Diamond: \u00c2\u00ab<em>Quando l\u00e2\u20ac\u2122isola venne scoperta dai cristiani questa non era che un\u00e2\u20ac\u2122isola deserta e arida. Ma le statue erano sicuramente state fatte con ausilio di alberi. Il mistero \u00c3\u00a8 stato risolto solo grazie a scavi archeologici. Quando i polinesiani colonizzarono per la prima volta nell\u00e2\u20ac\u02dc800 dopo Cristo i colonizzatori cominciarono ad abbattere gli alberi. Scendendo il numero di alberi non potevano pi\u00c3\u00b9 fare canoe per andare a pesca, la mancanza di proteine disponibili li port\u00c3\u00b2 anche a praticare il cannibalismo. Ma come hanno potuto ad essere cos\u00c3\u00ac sprovveduti? Che cosa ha pensato il polinesiano che ha tagliato l\u00e2\u20ac\u2122ultimo albero? Una volta ho fatto questa domanda ai miei studenti. \u00e2\u20ac\u0153Forse ha pensato pi\u00c3\u00b9 lavoro meno alberi!\u00e2\u20ac\u009d, ha risposto uno studente. Un altro studente ha detto: \u00e2\u20ac\u0153Forse ha pensato: le future tecnologie e il progresso permetteranno di sostituire questa risorsa! Ed \u00c3\u00a8 comunque prematuro gridare all\u00e2\u20ac\u2122allarme, non sappiamo ancora se non ci sono altri alberi in zone remote dell\u00e2\u20ac\u2122isola che non ancora scoperto!\u00e2\u20ac\u009d<\/em>\u00c2\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c3\u02c6 il nascondersi dietro un dito, e le scusanti sono sempre le stesse, allora come oggi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Perch\u00c3\u00a9 si collassa?: \u00c2\u00ab<em>Insomma: perch\u00c3\u00a9 gruppi di individui prendono decisioni palesemente insensate? Per lo stesso motivo per cui a volte un individuo prende decisioni insensate. Perch\u00c3\u00a9 un individuo a volte non riesce a prevedere le conseguenze delle azioni ad esempio. Oppure perch\u00c3\u00a9 non conosce un precedente che lo possa aiutare a capire. In altri casi un individuo prende decisioni disastrose perch\u00c3\u00a9 non riconosce il problema. Ad esempio il riscaldamento globale non sta arrivando in maniera lineare, ma fluttuante. E\u00e2\u20ac\u2122 stato difficile capire che nelle oscillazioni ci fosse in realt\u00c3\u00a0 una tendenza all\u00e2\u20ac\u2122aumento della temperatura<\/em>\u00c2\u00bb.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">La chiave di volta siamo noi: il nostro comportamento, la nostra consapevolezza potrebbero essere fondamentali a far evitare il collasso del nostro pianeta, non solo della nostra societ\u00c3\u00a0 occidentale. Non corriamo di sicuro i pericoli che correva la civilt\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122Isola di Pasqua, perch\u00c3\u00a9 abbiamo l\u00e2\u20ac\u2122informazione, il passato che ci viene in aiuto. \u00c3\u02c6 questo il nostro vantaggio, che dovrebbe portare tutti noi, consapevoli, ad un cauto ottimismo come Diamond. E abbiamo questo libro: leggere, leggere, leggere\u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\u00c2\u00ab<em>Il mio ultimo motivo di speranza \u00c3\u00a8 frutto di un&#8217;altra conseguenza della globalizzazione. In passato non esistevano n\u00c3\u00a9 gli archeologi n\u00c3\u00a9 la televisione. Nel XV secolo, gli abitanti dell&#8217;isola di Pasqua che stavano devastando il loro sovrappopolato territorio non avevano alcun modo di sapere che, in quello stesso momento, ma a migliaia di chilometri, i vichinghi della Groenlandia e i khmer si trovavano allo stadio terminale del loro declino, o che gli Anasazi erano andati in rovina qualche secolo prima, i maya del periodo classico ancora prima e i micenei erano spariti da due millenni. Oggi, per\u00c3\u00b2, possiamo accendere la televisione o la radio, comprare un giornale e vedere, ascoltare o leggere cosa \u00c3\u00a8 accaduto in Somalia o in Afghanistan nelle ultime ore. I documentari televisivi e i libri ci spiegano in dettaglio cosa \u00c3\u00a8 successo ai maya, ai greci e a tanti altri. Abbiamo dunque l&#8217;opportunit\u00c3\u00a0 di imparare dagli errori commessi da popoli distanti da noi nel tempo e nello spazio. Nessun&#8217;altra societ\u00c3\u00a0 del passato ha mai avuto questo privilegio. Ho scritto questo libro nella speranza che un numero sufficiente di noi scelga di approfittarne<\/em>\u00c2\u00bb.Luigi Oss Papot<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">PS: mi sono dilungato forse troppo, ma la mia lunga assenza compensa la lunghezza del post\u00e2\u20ac\u00a6 Ora riprendo in mano libri, ma che mi accompagneranno a quattro esami in due settimane. Ma prima preparo i bagagli: Praga aspetta me e la mia dolce met\u00c3\u00a0 per quattro giorni! <em>Bon voyage <\/em><span lang=\"fr-FR\"><em>\u00c3\u00a0<\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\"><em> <\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\"><em>tout le monde<\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\">! <\/span><span lang=\"fr-FR\"><em>\u00c3\u20ac<\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\"><em> bient\u00c3\u00b4t<\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\">!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000\">\u00c2\u00a0<strong><em>Luigi<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stasera sull&#8217;onda gioiosa del cambiamento\u00c2\u00a0 e con\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0il desiderio di ritrovare la via giusta per vivere\u00c2\u00a0con \u00c2\u00a0buon senso e con \u00c2\u00a0i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22,1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5523"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5523"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5523\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}