{"id":5732,"date":"2011-08-21T13:56:46","date_gmt":"2011-08-21T11:56:46","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=5732"},"modified":"2011-08-21T13:56:46","modified_gmt":"2011-08-21T11:56:46","slug":"la-paura-di-gabriel-chevallier","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=5732","title":{"rendered":"LA PAURA di Gabriel Chevallier"},"content":{"rendered":"<p>Ma <strong>Riccardo <\/strong>che fa? Veleggia sulle acque del Garda ammirando monti e limoni?\u00c2\u00a0(\u00c2\u00a0E sua moglie Maria Teresa, detta Ellen?&#8230;)<\/p>\n<p>Tempo fa mi ha spedito questo post che invio\u00c2\u00a0 soltanto oggi perch\u00c3\u00a8 presa dalle mie letture. Aspetto comunque post o commenti sui libri che state leggendo.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0In attesa del Festival di Mantova quando Camilla ci racconter\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0 le novit\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>Sull&#8217;inserto di Repubblica leggo di un romanzo\u00c2\u00a0intrigante di Marina Mander &#8220;La prima vera bugia&#8221;. Lo conoscete?<\/p>\n<p>Io sto terminando due libri appassionanti, non recentissimi, ma forti, belli&#8230;<\/p>\n<p>Ma ora la parola a RICCARDO<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p><strong>La Paura<\/strong><\/p>\n<p>Adelphi, 2011<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Dello stesso autore conoscete sicuramente \u00e2\u20ac\u0153Peccatori di provincia\u00e2\u20ac\u009d alias Clochemerle \u00e2\u20ac\u00a6 ma questo libro \u00c3\u00a8 tutt\u00e2\u20ac\u2122atra cosa. Pensate, lo scrisse nel 1930 quanto aveva 35 anni, dopo avere vissuto sulla sua pelle lo strazio della prima guerra mondiale. Nel 1939 il libro fu ritirato dalle librerie perch\u00c3\u00a9 si temeva che demotivasse gli ormai prossimi combattenti la seconda guerra mondiale. Indi fu ripubblicato in Francia nel 1951 e da Adelphi nel 2011.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>E\u00e2\u20ac\u2122 una condanna della guerra. Senza appello. Lo stile semplice, chiaro, incisivo: merito suo sicuramente, ma anche del suo traduttore, ci fa entrare sui campi di battaglia, ovvero, su campi pieni di uomini tempestati da continui bombardamenti. Finite le bombe, se ne fabbricano altre. Finiti gli uomini, se ne mandano altri all\u00e2\u20ac\u2122attacco. Il coraggio? Aumenta quanto pi\u00c3\u00b9 si \u00c3\u00a8 lontani dal fronte. La paura, quanto pi\u00c3\u00b9 se ne \u00c3\u00a8 vicini.<\/p>\n<p>Durante il ricovero in ospedale a seguito di una ferita, l\u00e2\u20ac\u2122autore leggeva: tra persone cui piace leggere \u00c3\u00a8 facile trovare interessi comuni (pag.125).<\/p>\n<p>Ma lei, domanda una crocerossina di buona famiglia, \u00c3\u00a8 vero che lei non aveva paura, \u00c3\u00a8 vero che siete tutti coraggiosi? No, signorina avevamo tutti una paura folle! Ma lei era l\u00c3\u00ac per difendere la patria, quindi dovete essere coraggiosi ed orgogliosi. Cara signorina, pensi un po\u00e2\u20ac\u2122 quante sono le persone in questa sua patria che lei si rifiuta di frequentare \u00e2\u20ac\u00a6. Ma, e la libert\u00c3\u00a0? Per me la libert\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 nel mio pensiero, per me Shakespeare \u00c3\u00a8 una patria, Goethe un\u00e2\u20ac\u2122altra. Potete cambiarmi l\u00e2\u20ac\u2122etichetta ma non il cervello \u00e2\u20ac\u00a6 mi costruisco una patria con le mie idee e queste nessuno potr\u00c3\u00a0 togliermele \u00e2\u20ac\u00a6 (pag. 131). La patria di ogni uomo \u00c3\u00a8 la Terra. (pag. 132).<\/p>\n<p>Un sacerdote: figliolo quali sono i tuoi peccati? Nessuno, perch\u00c3\u00a9 il pi\u00c3\u00b9 grave, uccidere un altro uomo, me lo state comandando anche voi! Ma sono nemici della patria! Ma Dio \u00c3\u00a8 Dio di tutti! Tutti sono figli dello stesso Dio! Figliolo, tu sei superbo, e la superbia \u00e2\u20ac\u00a6 Padre, questa \u00c3\u00a8 una bestemmia, perch\u00c3\u00a9 Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza (pag. 137). Fine del tentativo.<\/p>\n<p>Un uomo che crea vale pi\u00c3\u00b9 di uno che uccide (pag. 142).<\/p>\n<p>Ai cuori che sentono il dolore degli altri io credo poco (pag. 161).<\/p>\n<p>I dividendi della guerra andranno a generali, politici, industriali. Gli eroi torneranno all\u00e2\u20ac\u2122aratro ed al banco di lavoro, pezzenti come prima (pag. 184).<\/p>\n<p>Il concetto di dovere cambia a secondo della posizione, del grado e del pericolo (pag. 185).<\/p>\n<p>Fanti di prima linea, uomini stremati. Gli schiavi si assoggettano perch\u00c3\u00a9 non hanno pi\u00c3\u00b9 la forza di tentare una rivolta (pag. 212).<\/p>\n<p>Gli Stati maggiori avversari fomentano la guerra perch\u00c3\u00a9 dalla vittoria dipende la loro carriera (pag. 236).<\/p>\n<p>Il colmo dell\u00e2\u20ac\u2122orrore \u00c3\u00a8 che la paura toglie all\u00e2\u20ac\u2122uomo la capacit\u00c3\u00a0 di giudicarsi (pag. 237).<\/p>\n<p>Gli uomini pi\u00c3\u00b9 rozzi sono i pi\u00c3\u00b9 forti perch\u00c3\u00a9 sono gi\u00c3\u00a0 abituati alla rassegnazione ed all\u00e2\u20ac\u2122obbedienza passiva (pag. 266).<\/p>\n<p>Il grido \u00e2\u20ac\u0153Kamerad Franzose\u00e2\u20ac\u009d che talvolta si leva dalla trincea nemica forse \u00c3\u00a8 sincero (pag. 266): i due soldati, divise diverse, cercano di sincerarsi reciprocamente della sincerit\u00c3\u00a0 dell\u00e2\u20ac\u2122avversario, come per dire \u00e2\u20ac\u0153che cazzo stiamo facendo? (sic) (pag. 267).<\/p>\n<p>Rifiuto la gerarchia che non ha niente a che vedere con il valore, rifiuto le politiche che hanno portato a questo disastro, in me non c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 odio, detesto solo i mediocri, gli sciocchi che spesso sono quelli che vengono promossi e diventano onnipotenti (pag.292).<\/p>\n<p>Le opinioni delle persone si basano sulla consistenza del loro conto in banca: to have or not to have direbbe Shakespeare (pag. 321).<\/p>\n<p>Il bilancio della guerra? Cinquanta grandi uomini nei manuali di storia; milioni di morti di cui nessuno parler\u00c3\u00a0 (pag. 322).<\/p>\n<p>I giovani del paese di Balzac e di Goethe, armati di pugnale, vengono aizzati a sgozzarsi reciprocamente (pag. 324).<\/p>\n<p>Eroe significa vittima (pag. 325).<\/p>\n<p>La Guerra \u00c3\u00a8 finita. Una donna tedesca incinta sorride ai Francesi indicando il proprio pancione: \u00e2\u20ac\u0153Qvi pikkolo franzese!\u00e2\u20ac\u009d. Ma allora, non ci hanno raccontato un sacco di balle sulla storia dell\u00e2\u20ac\u2122odio tra le razze?<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Dai, leggetelo questo libro, ne vale la pena!<\/p>\n<p><strong>Riccardo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma Riccardo che fa? 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