{"id":6590,"date":"2012-02-13T15:39:37","date_gmt":"2012-02-13T15:39:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=6590"},"modified":"2012-02-13T15:39:37","modified_gmt":"2012-02-13T15:39:37","slug":"venivamo-tutte-per-mare-di-julie-otsuka","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=6590","title":{"rendered":"VENIVAMO TUTTE PER MARE, di Julie Otsuka"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scansione0003.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6597\" title=\"scansione0003\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scansione0003-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scansione0003-209x300.jpg 209w, http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scansione0003-715x1024.jpg 715w, http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scansione0003.jpg 1132w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a>Regalare un libro.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Si pu\u00c3\u00b2 ? S\u00c3\u00ac, se si conosce abbastanza bene la persona, \u00c2\u00a0s\u00c3\u00ac\u00c2\u00a0 se intuiamo che i suoi gusti di Lettore assomigliano ai nostri. S\u00c3\u00ac, anche se\u00c2\u00a0non siamo sicuri di ci\u00c3\u00b2 che gli pu\u00c3\u00b2 piacere&#8230; perch\u00c3\u00a8 non fargli assaggiare qualcosa che a noi \u00c3\u00a8 piaciuto?<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Renata di Recco compir\u00c3\u00a0 gli anni fra qualche giorno ed io sono sicura che questo racconto le piacer\u00c3\u00a0. Lei stessa, l&#8217;estate scorsa, mi aveva prestato un libro che parlava di una vietnamita, &#8220;<strong>Riva&#8221;<\/strong>\u00c2\u00a0 di <strong>Kim Thui <\/strong>(v. archivio), una profuga che dalla Malesia arriver\u00c3\u00a0 in Canad\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>E&#8217; stata come sempre\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0Camilla a segnalarmi questo straordinario\u00c2\u00a0piccolo libro \u00c2\u00a0edito da Bollati Boringhieri nel 2011,perci\u00c3\u00b2\u00c2\u00a0 alcuni giorni fa\u00c2\u00a0 l&#8217;ho comprato e letto durante\u00c2\u00a0un freddo e grigio pomeriggio.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Scrittura che\u00c2\u00a0 come dice &#8220;The new Yorker&#8221; ti ipnotizza nella sua cadenzata\u00c2\u00a0 ma forte semplicit\u00c3\u00a0.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Soltanto una pausa per una tazza di t\u00c3\u00a8 e di nuovo mi sono immersa nel racconto corale delle giovani giapponesi che all&#8217;inizio del Novecento lasciano la patria per attraversare l&#8217;Atlantico e approdare negli Stati Uniti come spose di\u00c2\u00a0compatrioti\u00c2\u00a0 gi\u00c3\u00a0 da anni oltreoceano. Le cosiddette &#8220;spose in fotografia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Julie Otsuka<\/strong>\u00c2\u00a0 , nata in California, ora vive a New York, \u00c3\u00a8 pittrice e romanziera. Per scrivere questo romanzo ha tratto ispirazione dalle biografie degli immigrati giapponesi, attingendo a\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 moltissime fonti storiche e racconti.<\/p>\n<p>Il suo linguaggio \u00c3\u00a8 veloce, diretto, crudo, ma proprio per questo altamente poetico perch\u00c3\u00a8 ti trafigge il profondo del cuore. Come non sentirsi vicino a queste giovani donne che durante la lunga traversata sognano, temono, si fanno domande su ci\u00c3\u00b2 che le aspetter\u00c3\u00a0 in California? Troveranno eleganti mariti, benestanti e\u00c2\u00a0gentili che le faranno dimenticare la fatica di lavorare nei campi di riso, che le faranno diventare ci\u00c3\u00b2 che non erano?\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>C&#8217;era bisogno di\u00c2\u00a0immigrati \u00c2\u00a0nell&#8217;agricola California per fare i lavori pi\u00c3\u00b9 duri nelle piantagioni di frutta\u00c2\u00a0o come manodopera in generale\u00c2\u00a0. Ed \u00c3\u00a8 questo che con gelido stupore le neo spose dovranno fare. Nei capitoletti in cui \u00c3\u00a8 diviso il romanzo viene raccontata spietatamente e concisamente la loro esperienza. Dalla prima notte con quasi tutti i deludenti mariti all&#8217;impatto con i Bianchi razzisti.<\/p>\n<p>Eppure esse lavorano, sanguinano, soffrono, si uccidono. Soltanto qualcuna riesce a trovare un po&#8217; di tranquillit\u00c3\u00a0 e\u00c2\u00a0 di benessere.<\/p>\n<p>E poi arrivano i figli, partoriti velocemente nella tenda in cui si riposano dopo ore e ore di lavoro nei campi tra fragole e viti o nel misero alloggio dal pavimento di terra battuta. E intanto queste donne smettono di pettinarsdi, di guardarsi allo specchio , imparano a sopportare tutto e \u00c2\u00a0a non parlare, mentre la loro vita \u00c3\u00a8 scandita dal lavoro, dalle erbacce da strappare,\u00c2\u00a0 dai pavimenti da pulire,\u00c2\u00a0 dai panni da lavare.<\/p>\n<p>Lentamente si aggregano nella parte chiamata Japantown e forse un po&#8217; di comprensione la troveranno\u00c2\u00a0 nelle compatriote, un po&#8217; di visibilit\u00c3\u00a0 tra le stesse sfortunate.<\/p>\n<p>E dopo Pearl Harbour la diffidenza, la persecuzione, l&#8217;odio per il Giapponese. Gli uomini vengono portati via, E \u00c2\u00a0tutta la comunit\u00c3\u00a0 sparir\u00c3\u00a0 forse verso lo Utah, forse verso il Nevada&#8230;i Bianchi parlano di treni fantasma che vagano per il paese portando lontano, ma dove?\u00c2\u00a0&#8230;i nemici .<\/p>\n<p>E quella sensazione di invisibilit\u00c3\u00a0 si concretizza.\u00c2\u00a0 Un destino comune raccontato proprio per questo in prima persona plurale. Soltano qualche raro sorriso, moltissima sofferenza, delusione, fatica.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Un&#8217;unico tenero legame mai dimenticato \u00c3\u00a8 con la Madre, forse la stessa patria, il suo profumo, le sue parole, i suoi usi e costumi, un sottile e tenace nastro di amore e di rimpianto. Nonostante tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regalare un libro. \u00c2\u00a0Si pu\u00c3\u00b2 ? S\u00c3\u00ac, se si conosce abbastanza bene la persona, \u00c2\u00a0s\u00c3\u00ac\u00c2\u00a0 se intuiamo che i suoi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[84,85,86,83],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6590"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6590"}],"version-history":[{"count":11,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6618,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6590\/revisions\/6618"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}