{"id":661,"date":"2010-02-26T21:17:41","date_gmt":"2010-02-26T19:17:41","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=661"},"modified":"2010-02-26T21:17:41","modified_gmt":"2010-02-26T19:17:41","slug":"lessico-famigliare-e-le-parole-che-ci-accomunano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=661","title":{"rendered":"LESSICO FAMIGLIARE, e le parole che ci accomunano"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-662\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/02\/26\/lessico-famigliare-e-le-parole-che-ci-accomunano\/scansione0006-2\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-662\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/02\/scansione00061-218x300.jpg\" alt=\"scansione0006\" width=\"218\" height=\"300\" \/><\/a>Quali sono le parole, i modi di dire che accomunano e contraddistinguono una famiglia? Ognuno di noi, se ci pensa attentamente, li trover\u00c3\u00a0. <strong>Natalia Ginsburg<\/strong> \u00c3\u00a8 riuscita a costruire attorno ad essi la storia della sua famiglia d&#8217;origine. Chi non ricorda le &#8220;malegrazie&#8221;, gli &#8220;sbrodeghezzi,&#8221; i &#8220;potacci&#8221; che suo padre\u00c2\u00a0urlava in svariate occasioni?<\/p>\n<p>Questo romanzo \u00c3\u00a8 la &#8220;bibbia&#8221; della mia amica Giuliana di Aquileia. Credo che lo sappia a memoria e spesso usa le stesse espressioni, come\u00c2\u00a0d&#8217;altronde \u00c3\u00a8 capitato anche a me. &#8220;Malignazzo Belgio&#8221;\u00c2\u00a0esclamammo infatti \u00c2\u00a0io e mia figlia, copiando la mamma di Natalia , quando\u00c2\u00a0qualche estate fa \u00c2\u00a0giungemnmo a Bruxelles e trovammo pioggia e freddo. Con\u00c2\u00a0il treno dovevamo raggiungere Bruges per il concorso di Musica antica (&#8230;Vinto, poi! &#8230;Ma ancora non lo sapevamo!). Campagna desolata, grigia, stabilimenti fumosi e pioggia. &#8220;Malignazzo Belgio&#8221;&#8230;ripetevamo battendo i denti,\u00c2\u00a0e via che ci mettevamo un&#8217;altra maglia, poi i calzini, una sciarpetta.\u00c2\u00a0Ci chiedevamo: Ma diceva proprio cos\u00c3\u00ac la mamma della Ginzburg? S\u00c3\u00ac, e aggiungeva anche &#8220;Malignazzo di un Liegi&#8221;, perch\u00c3\u00a8 lei ci era stata per un po&#8217; di tempo, e non le piaceva per niente perch\u00c3\u00a8 pioveva sempre.<\/p>\n<p>Una madre dolce, vaga che avrebbe tanto desiderata una villetta con giardino, tanto che quando faceva il gioco delle carte \u00c2\u00a0diceva &#8220;Vediamo se\u00c2\u00a0 qualcuno mi regaler\u00c3\u00a0 un villino&#8221;<\/p>\n<p>Completamente diverso il padre, Giuseppe Levi, ebreo, docente di anatomia comparata, che faceva il buono e cattivo tempo in famiglia. Risoluto, autoritario, brontolone esortava i figli e moglie a una vita spartana: docce fredde, gite in montagna\u00c2\u00a0 faticosissime. Se qualcuno cercava qualche comodit\u00c3\u00a0 veniva definito &#8220;negro&#8221;. Una &#8220;negrigura&#8221; era un atto o un gesto inappropriato, come indossare \u00c2\u00a0scarpe da citt\u00c3\u00a0 in montagna o cappellino per ripararsi dal sole, o soltanto\u00c2\u00a0lamentarsi di avere sete.<\/p>\n<p>Gli &#8220;sbrodeghezzi&#8221; invece erano non solo i comportamenti ineducati a tavola, ma anche i quadri moderni, come quelli di Modigliani. Fra l&#8217;altro uno dei suoi figli spos\u00c3\u00b2 poi \u00c2\u00a0la figlia di Modigliani, matrimonio durato per\u00c3\u00b2\u00c2\u00a0molto poco.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Leggere le pagine di Natalia Ginsburg \u00c3\u00a8 un piacere, una gioia; la nostalgia \u00c3\u00a8 soffusa di leggerezza e sorrisi. Persino gli avvenimenti pi\u00c3\u00b9 tragici come la prigionia del padre, il confino dei fratelli e l&#8217;uccisione del marito Leone Ginzburg vengono ricordati come attraverso un velo che sembra averne assorbito il dolore.<\/p>\n<p>Siamo nella Torino degli anni Trenta, una citt\u00c3\u00a0 intellettuale dove incontriamo Cesare Pavese, l&#8217;editore Einaudi, gli Olivetti, Eugenio Montale e tantissimi altri.\u00c2\u00a0Si parla di Mussolini, delle leggi razziali, dell&#8217;antifascismo, ma soprattutto\u00c2\u00a0 si parla della famiglia di<strong> Natalia Ginzburg,<\/strong> che come scrittrice\u00c2\u00a0user\u00c3\u00a0 sempre \u00c2\u00a0il cognome del primo marito.<\/p>\n<p>Ci\u00c3\u00b2 che mi affascina in questa ricerca del &#8220;tempo perduto&#8221; da parte della Ginzburg, che a Proust \u00c3\u00a8 debitrice, (ha fatto una traduzione della &#8220;Recherche&#8221;) \u00c3\u00a8 il modo distaccato eppure forte con il quale descrive tutti i protagonisti che hanno condiviso parte della sua vita. Sembra che volontariamente si attenga alla leggerezza di ci\u00c3\u00b2 che racconta, quasi staccata, per non soffrire troppo,\u00c2\u00a0e per relegare eternamente i suoi ricordi, nel momento preciso del loro accadimento, quasi avulsi dal tempo in cui\u00c2\u00a0vengono scritti.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>Lessico familiare vince il Premio Strega nel 1963. Ma sapete una cosa? Nelle mie due grandi e abbastanza recenti enciclopedie\u00c2\u00a0della lingua italiana Natalia Ginzburg non viene citata. Farei una protesta!!!<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000\">Ma per concludere questo post e per dare spazio ai nostri ricordi faccio una domanda. Quali le parole pi\u00c3\u00b9 significative del vostro lessico familiare?<\/span><\/p>\n<p>Io ne citer\u00c3\u00b2 solo uno: &#8220;Ag vol dla lama&#8221; di mia nonna Bianca.\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0La lama\u00c2\u00a0era il terreno paludoso formatosi in prossimit\u00c3\u00a0 di un fiume, nella campagna carpigiana, dove venivano scavati, a mano, \u00c2\u00a0canali e canaletti.\u00c2\u00a0 Lavoro durissimo.\u00c2\u00a0 Se qualcuno di noi \u00c2\u00a0si lamentava di qualcosa,di un cibo non gradito, di un amoretto infelice, o di qualche dissidio, o crisi pseudo esistenziali, la nonna esclamava<\/p>\n<p>&#8220;Ag vol dla lama&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono le parole, i modi di dire che accomunano e contraddistinguono una famiglia? 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