{"id":680,"date":"2010-02-27T18:59:46","date_gmt":"2010-02-27T16:59:46","guid":{"rendered":"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/?p=680"},"modified":"2010-02-27T18:59:46","modified_gmt":"2010-02-27T16:59:46","slug":"il-ribelle-in-guanti-rosa-charles-baudelaire","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=680","title":{"rendered":"IL RIBELLE IN GUANTI ROSA: Charles Baudelaire"},"content":{"rendered":"<p><a rel=\"attachment wp-att-688\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/02\/27\/il-ribelle-in-guanti-rosa-charles-baudelaire\/scansione0011-3\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-688\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/02\/scansione00111-218x300.jpg\" alt=\"scansione0011\" width=\"218\" height=\"300\" \/><\/a><a rel=\"attachment wp-att-683\" href=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/2010\/02\/27\/il-ribelle-in-guanti-rosa-charles-baudelaire\/copj13-2\/\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-683\" src=\"http:\/\/trentoblogcommunity.com\/unlibroalgiorno\/files\/2010\/02\/copj131.jpg\" alt=\"copj13\" width=\"200\" height=\"298\" \/><\/a>Non potevo, dopo la interessante\u00c2\u00a0lezione su Baudelaire tenuta \u00c2\u00a0della professoressa M.Cristina Corcione, esimermi dal parlare del libro di <strong>Giuseppe Montesano<\/strong>. Ho anche cercato\u00c2\u00a0i vecchi\u00c2\u00a0appunti universitari, \u00c2\u00a0quelli scritti seguendo\u00c2\u00a0il corso\u00c2\u00a0del\u00c2\u00a0 mio docente\u00c2\u00a0di letteratura francese,\u00c2\u00a0il poeta, Luciano Erba. Non li ho trovati naturalmente, il caos regna sovrano ormai nella mia casa, ma i ricordi sono ancora abbastanza \u00c2\u00a0freschi e basta rovistare \u00c2\u00a0un po&#8217; nel\u00c2\u00a0 mio &#8220;bagaglio culturale&#8221; per farli riaffiorare.<\/p>\n<p>Seguivo le lezioni con avidit\u00c3\u00a0, la vita dei poeti \u00c3\u00a8 per me quella eccelsa, come quella dell&#8217;albatros che si sente se stesso\u00c2\u00a0quando \u00c2\u00a0pu\u00c3\u00b2 volare ad ali spiegate al di sopra delle meschinit\u00c3\u00a0 terrene. E proprio la poesia &#8220;<strong>L&#8217;albatros<\/strong>&#8220;\u00c2\u00a0 ha letto la bravissima e luminosa \u00c2\u00a0professoressa Corcione, nella&#8217;aula magna della Utetd. Naturalmente la traduzione in italiano penalizza un po&#8217;\u00c2\u00a0 la musicalit\u00c3\u00a0 dei versi in rima alternata di Baudelaire.<\/p>\n<p>Souvent, pour s&#8217;amuser, les hommes d&#8217;\u00c3\u00a9quipage \/prennent des albatros, vastes oiseux des mers, \/qui suivent, indolents, compagnons de voyage,\/le navire glissant le gouffres amers.<\/p>\n<p>Sovente, per diletto, i marinai \/ catturano degli albatri, grandi uccelli marini\u00c2\u00a0 \/che seguono, indolenti compagni di viaggio, \/ il bastimento scivolante sopra gli abissi amari.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0 Il contenuto rimane, sia nel significato metaforico dell&#8217; albatro, simbolo del poeta incompreso e deriso appena questi\u00c2\u00a0&#8220;atterra&#8221; tra gli altri, sia nella scelta delle figure retoriche come la sinestesia: abissi amari.<\/p>\n<p>Per me \u00c2\u00a0pi\u00c3\u00b9 della famosissima\u00c2\u00a0 &#8220;<strong>Spleen<\/strong>&#8221; \u00c3\u00a8 questa la poesia baudeleriana che mi cattura e graffia, perch\u00c3\u00a8 qui si parla di solitudine fra gli altri, di diversit\u00c3\u00a0 denunciata, di incomprensione e di\u00c2\u00a0 cosciente crudelt\u00c3\u00a0.<\/p>\n<p>In &#8220;<strong>Spleen<\/strong>&#8220;, c&#8217;\u00c3\u00a8 l&#8217;angoscia esistenziale\u00c2\u00a0del poeta che si sente prigioniero, io penso, persino di se stesso,\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0vede la speranza come un &#8220;pipistrello che sbatte contro i muri&#8221; e le gocce di pioggia non sono paragonate alle liberatorie e consolatrici lacrime, bens\u00c3\u00ac imitano &#8220;le sbarre d&#8217;un grande carcere&#8221;.\u00c2\u00a0 Da soli forse per\u00c3\u00b2 si combatte meglio l&#8217;angoscia , perch\u00c3\u00a8 siamo noi soli di fronte a noi stessi, ed \u00c3\u00a8 quello che il nostro poeta riesce in parte a fare, grazie alla sua\u00c2\u00a0 poesia.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff00ff\">La parola inglese spleen, che significa sentimento di noia, disagio , malessere, insofferenza rassegnata di vivere \u00c3\u00a8 entrata nel nostro vocabolario; io stessa in certe giornate malinconiche in cui non ho voglia di nulla dico che ho lo spleen. Succede anche a voi? Spero per\u00c3\u00b2 che non sia cos\u00c3\u00ac insopportabile come quello\u00c2\u00a0di Baudelaire!<\/span><\/p>\n<p>Nel libro di Montesano ripercorriamo la vita dolorosa di questo grande poeta che ha\u00c2\u00a0rinnovato la poesia con il suo <strong>simbolismo<\/strong> e le <strong>corrispondenze<\/strong>, cio\u00c3\u00a8 le analogie con le cose; anche i profumi, i colori e i suoni come &#8220;lo spirito e i sensi&#8221; entrano in accordo totale, in una combinazione infinita di <strong>corrispondenze.<\/strong> Forse c&#8217;\u00c3\u00a8 gi\u00c3\u00a0 un&#8217;anticipazione del correlativo oggettivo di Eliot, e poi di Montale,\u00c2\u00a0 per cui la metafora si oggettivizza, considerando\u00c2\u00a0 l&#8217;astratto\u00c2\u00a0 oggetti concreti.\u00c2\u00a0 (Scusate, ma sono appassionata di poesia!) Che ne dice Luigi? E le mie colleghe e figlia \u00c2\u00a0angliste? E le lettrici?<\/p>\n<p>&#8230;i\u00c2\u00a0pensieri che diventano&#8221; un popolo muto di infami ragni che tende le sue reti&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>Per tornare alla sua biografia, impariamo che pur vivendo negli anni falsamente fiduciosi della rivoluzione industriale e del progresso, Baudelaire ne percepisce i limiti e gli inganni e si rifugia nell&#8217;Arte, come valore assoluto, dall&#8217;alto della quale, come l&#8217;albatro, ne vede per\u00c3\u00b2\u00c2\u00a0la verit\u00c3\u00a0 deludente. La sua poesia diventa la testimonianza della crisi della coscienza borghese che anche lui, come tanti artisti, abborrisce.<\/p>\n<p>Sappiamo della sua vita, dell&#8217;abuso di oppio, alcool , del suo dandismo, della sua amante mulatta chiamata con disprezzo \u00c2\u00a0dai parigini la Negresse e conosciamo il suo male di vivere. Conosciamo le sue difficolt\u00c3\u00a0 economiche, le frequentazione dei bassifondi della citt\u00c3\u00a0, la ricerca della bellezza proprio nel male, egli\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0si propone infatti &#8220;d&#8217;extraire la beaut\u00c3\u00a8 du Mal&#8221;. Attraverso la sua esperienza di solitudine, incomprensione, il poeta sembra ripercorrere la tragedia dell&#8217;essere umano, &#8220;dell&#8217;homme double&#8221;. Si pasce nel fango di <strong>Les fleurs du mal,<\/strong> ma\u00c2\u00a0 aspira anche all&#8217;<strong>Ideal.<\/strong><\/p>\n<p>In questo ampio romanzo<strong> Montesano<\/strong> si delinea come un potente citatore delle opere del <strong>po\u00c3\u00a8te maudit;<\/strong> ci ha messo 10 anni a completarlo, ma vale la pena leggerlo. Piero Sorrentino commenta\u00c2\u00a0: &#8220;<em>questo libro si legge come un romanzo, perch\u00c3\u00a8 Montesano \u00c3\u00a8 riuscito prima di tutto nel piccolo miracolo di specchiarsi, e far specchiare il lettore, nel volto, dalla &#8220;smorfia che gli taglia la faccia in tutte le fotografie e fino alla fine&#8221;, del poeta, mio simile, fratello.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 \u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 *<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff00ff\">A proposito di spleen.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff00ff\">Appena arrivata , la mia gattina Mimilla, era molto malinconica. La sua prima infanzia era stata terribile come quella di Cosette dei Miserabili, abbandonata, ammalata, ecc. ecc. Prima di abituarsi alla tranquillit\u00c3\u00a0 e all&#8217;amore della mia casa, era sempre piena di spleen. Quando la portai dal veterinario e lui mi chiese il suo nome da scrivere sul libretto personale io dissi:<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ff00ff\">&#8220;Mimilla di nome e&#8230;Baudelaire di cognome.\u00c2\u00a0 Sa, \u00c3\u00a8 sempre piena di \u00c2\u00a0spleen!&#8221;\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Il veterinario mi guard\u00c3\u00b2 perplesso.<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non potevo, dopo la interessante\u00c2\u00a0lezione su Baudelaire tenuta \u00c2\u00a0della professoressa M.Cristina Corcione, esimermi dal parlare del libro di Giuseppe Montesano. 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