{"id":8266,"date":"2012-10-31T15:44:50","date_gmt":"2012-10-31T15:44:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=8266"},"modified":"2012-10-31T15:44:50","modified_gmt":"2012-10-31T15:44:50","slug":"la-pienezza-del-vuoto-di-francesco-roat","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=8266","title":{"rendered":"LA PIENEZZA DEL VUOTO di  Francesco Roat"},"content":{"rendered":"<p>\u00c2\u00a0<strong>\u00c2\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/monografie_101.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8275\" title=\"monografie_10[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/monografie_101-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/monografie_101-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/monografie_101.jpg 608w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>E<\/strong>dizioni\u00c2\u00a0 Centro Studi Vox Populi<\/p>\n<p>Ho ripreso in mano\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0<strong>La passeggiata<\/strong>\u00c2\u00a0dopo aver ascoltato\u00c2\u00a0 <strong>Francesco Roat<\/strong>, critico letterario trentino, parlare del suo nuovo saggio\u00c2\u00a0 &#8220;<strong>La pienezza del vuoto<\/strong>&#8221; &#8220;Tracce mistiche nei testi di Robert Walser.&#8221;<\/p>\n<p>In Biblioteca molti\u00c2\u00a0 erano presenti perch\u00c3\u00a8 conoscevano\u00c2\u00a0 Roat, pochi perch\u00c3\u00a8 avevavo letto <strong>Walser<\/strong>.\u00c2\u00a0 Infatti lo scrittore svizzero, sebbene \u00c2\u00a0da subito ammirato da Kafka, Musil, Canetti, Hesse, non ebbe\u00c2\u00a0 in vita \u00c2\u00a0una gran fortuna editoriale.<\/p>\n<p>Eppure i suoi personaggi sono straordinariamenti moderni perch\u00c3\u00a8 si inseriscono\u00c2\u00a0nella nostra crisi universale. I suoi personaggi non possono aggrapparsi che al nulla e\u00c2\u00a0diventare\u00c2\u00a0 erranti dell&#8217;esistenza. Il <em>Wanderer <\/em>\u00c2\u00a0dei suoi scritti \u00c3\u00a8 se \u00c2\u00a0stesso\u00c2\u00a0: un nomade, un apolide in fuga e senza meta.<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0Ma c&#8217;\u00c3\u00a8 l&#8217;accettazione del suo vuoto con una pienezza d&#8217;amore verso ci\u00c3\u00b2 che osserva.<\/p>\n<p>Nel suo esaustivo saggio <strong>Francesco Roat<\/strong>\u00c2\u00a0 ci parla della vita di questo autore citando subito ci\u00c3\u00b2 che Magris ebbe a scrivere &#8220;<em>Walser appartiene a quella generazione di scrittori nella quale si compie, con risultati di altissima poesia, la fondamentale rivoluzione della letteratura moderna ossia la disarticolazione della totalit\u00c3\u00a0 e del grande stile classico&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>La passeggiata<\/strong> del 1919\u00c2\u00a0 \u00c3\u00a8 il suo breve testo pi\u00c3\u00b9 perfetto. Si inizia a leggere e non ci si ferma , \u00c3\u00a8 come se Walser ti prendesse per mano e ti portasse lievemente nel centro dell&#8217;esistenza. Passeggiata\u00c2\u00a0 metaforica e della vita umana e del suo personale modo<a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/3d304198154d4508bc584312706896a0_w190_h_mw_mh1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-8278\" title=\"3d304198154d4508bc584312706896a0_w190_h_mw_mh[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/3d304198154d4508bc584312706896a0_w190_h_mw_mh1-182x300.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/3d304198154d4508bc584312706896a0_w190_h_mw_mh1-182x300.jpg 182w, http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/3d304198154d4508bc584312706896a0_w190_h_mw_mh1.jpg 190w\" sizes=\"(max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/><\/a> di scrivere.<\/p>\n<p>Una bella mattina in un quieto villaggio svizzero il protagonista esce lasciando il suo scrittoio &#8220;<em>o stanza degli spiriti&#8221;.<\/em> E da subito incontra personaggi particolari, simboli dell&#8217;intera esistenza, dalla donna-strega Aebi al gigante Tomzach, simbolo dell&#8217;angoscia esistenziale &#8220;<em>Moriva ogni momento eppure non riusciva a morire<\/em>&#8220;. Ma il nostro passeggiatore non si ferma e prosegue in quella sorte di estasi contemplativa della natura, con lo sguardo stupito \u00c2\u00a0da fanciullino pascoliano.<\/p>\n<p>Se il suo girovagare sembra una fuga senza meta, una fuga dalle traversie,dai dolori, dalla solitudine c&#8217;\u00c3\u00a8 per\u00c3\u00b2\u00c2\u00a0 in lui un&#8217;assoluta accettazione della vita\u00c2\u00a0 che gli appare sempre bella in tutti i suoi aspetti.<\/p>\n<p><strong>Francesco Roat<\/strong> raccontandoci anche dei tre romanzi berlinesi di Walser ci conduce a scoprire\u00c2\u00a0 nella remissivit\u00c3\u00a0 \u00c2\u00a0 quasi religiosa degli aspetti del vivere\u00c2\u00a0e nel\u00c2\u00a0 totale distacco dai beni materiali una somiglianza con San Francesco. Certo in Walser \u00c3\u00a8 la ricerca spirituale\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0il suo primo &#8220;vagabondare&#8221;.<\/p>\n<p>La vita di Walser \u00c3\u00a8 stato un peregrinare da una localit\u00c3\u00a0 all&#8217;altra, da un lavoro saltuario all&#8217;altro senza esigenze di stabilit\u00c3\u00a0 economica tutta tesa all&#8217;arricchimento della sua vita interiore. La sua salute psichica \u00c3\u00a8 fragile, soffre di ansia ed allucinazioni tanto che finir\u00c3\u00a0 dapprima \u00c2\u00a0 a Berna in una clinica per malattie mentali, poi dopo quattro anni, nel 1933, nel sanatorio di Herison dove rester\u00c3\u00a0 per il resto della vita. Morir\u00c3\u00a0 nel 1956 a 78 anni, dopo una solitaria passeggiata in un campo di neve.<\/p>\n<p>Ho riletto con piacere, dopo i suggerimenti di Roat, <strong>La passeggiata<\/strong>, l&#8217;ho fatto nelle ultime giornate calde di ottobre, seduta sulla panchina al sole del parco san Marco. I fiori stanchi, il rumore della fontanella, le foglie leggere che cadevano. Come non capire Walser e il suo amore per la vita? Come non desiderare di &#8220;passeggiare&#8221; ovunque dentro e fuori di noi?<\/p>\n<p>Come non passeggiare e pensare, riflettere e poi scrivere le nostre scoperte? Come non assoggettarsi alla nostra smania vagabonda, &#8220;Lust zum wandern&#8221;?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Robert_walser_1890er1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8280\" title=\"Robert_walser_1890er[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Robert_walser_1890er1.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" \/><\/a>E se talvolta\u00c2\u00a0 la solitudine\u00c2\u00a0lo \u00c2\u00a0afferra con\u00c2\u00a0 uno sgomento da &#8220;passero solitario&#8221; vedendo sulla riva\u00c2\u00a0 di un laghetto frotte di giovani allegri &#8211; \u00c2\u00a0e proprio in quel momento comincia a piovere e la pioggia sembra un pianto. &#8211; ..Walser\u00c2\u00a0scrive<\/p>\n<p>\u00c2\u00a0&#8220;<em>Com&#8217;\u00c3\u00a8 dolce la minuta , tiepida pioggia d&#8217;estate!&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La trilogia berlinese:<\/p>\n<p>I fratelli Tanner (Geschwister Tanner)<\/p>\n<p>L&#8217;assistente (Der Gehuelfe)<\/p>\n<p>Jakob von Gunten<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 Edizioni\u00c2\u00a0 Centro Studi Vox Populi Ho ripreso in mano\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0La passeggiata\u00c2\u00a0dopo aver ascoltato\u00c2\u00a0 Francesco Roat, critico letterario trentino, parlare del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[360,361,362,359,164],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8266"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8266"}],"version-history":[{"count":15,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8266\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8293,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8266\/revisions\/8293"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}