{"id":9558,"date":"2013-06-07T08:01:54","date_gmt":"2013-06-07T08:01:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=9558"},"modified":"2013-06-07T08:02:49","modified_gmt":"2013-06-07T08:02:49","slug":"come-un-fucile-carico-di-lyndall-gordon","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=9558","title":{"rendered":"COME UN FUCILE CARICO di Lyndall Gordon"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/cop1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9564\" title=\"cop[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/cop1.jpg\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"252\" \/><\/a>Sono una lettrice recidiva, non solo perch\u00c3\u00a8 leggo pomeriggi interi dimentica di altri impegni \u00c2\u00a0ma anche perch\u00c3\u00a8 se un argomento mi piace vorrei sapere tutto tutto. Cos\u00c3\u00ac sto facendo con la vita e l&#8217;opera di <strong>Emily Dikinson<\/strong>. Mi sembra ormai una parente tanto conosco ogni\u00c2\u00a0 minimo dettaglio della sua vita. Almeno quelli che si possono evincere dalle sue 1789 poesie, dalle sue lettere, diari, testimonianze di chi ha vissuto accanto a lei.<\/p>\n<p>Gi\u00c3\u00a0 nel blog avevo parlato di &#8220;Cercando Emily&#8221; di Alessandra Cenni, molto bello che poneva l&#8217;accento sul rapporto Emily- madre.<\/p>\n<p>Ma in questo voluminoso &#8220;<strong>Come un fucile carico<\/strong>&#8221; di <strong>Lyndall Gordon<\/strong> con prefazione di Nadia Fusini credo che si siano analizzate ogni ipotesi pi\u00c3\u00b9 o meno attendibili della vita di questa misterrriosa donna, poetessa grande, per me grandissima.<\/p>\n<p>Beh, la poesia di Emily ormai riconosciuta da tutti come qualcosa che non accompagna le sensazioni sentimentali\u00c2\u00a0 personali o le speculazioni universali legate al pensiero dei grandi poeti&#8230;\u00c3\u00a8 qualcosa che dovrebbe essere chiamata forse in un altro modo&#8230;il navigare consapevole nell&#8217;eternit\u00c3\u00a0? Ogni parola un prisma dalle mille sfaccettature sfolgoranti. Le sue poesie occupano uno spazio intermedio tra esperienza e immaginazione, ma che immaginazione preziosa! La vera sfida in noi che le leggiamo non \u00c3\u00a8 trovare la poetessa Emily nei suoi versi, ma trovare noi stessi. Perch\u00c3\u00a8 siamo stimolati a completarla con i nostri pensieri e le nostre emozioni. I suoi trattini non sono casuali; sono un invito che porta il lettore a margine delle parole&#8230;In quanto donna <strong>&#8220;non modificata dalla presenza di un compagno<\/strong>&#8221; (non \u00c3\u00a8 interessante questa considerazione?) estranea anche al suo tempo e alla societ\u00c3\u00a0 &#8211; si \u00c3\u00a8 rinchiusa in una stanza per decenni &#8211; parla per coloro che non fanno parte del gruppo dominante&#8230;i trattini di Emily <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Black-white_photograph_of_Emily_Dickinson21.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-9573\" title=\"Black-white_photograph_of_Emily_Dickinson2[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Black-white_photograph_of_Emily_Dickinson21.png\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"270\" \/><\/a>aprono un altro spazio&#8230;uno spazio senza linguaggio.<\/p>\n<p>In questa accuratissima biografia ripercorriamo tutta la sua vita, dalla sua giovinezza alle sue passioni violente per le amiche, per la cognata Sue, per alcuni uomini, del suo sentirsi sempre vicina ad esplodere in sentimenti diversi da ci\u00c3\u00b2 che ci si aspettava nell&#8217;Ottocento puritano del New England dalle donne, sebbene gi\u00c3\u00a0 &#8220;Jane Eyre&#8221;, le sorelle Bronte, Elizabeth Barrett Browing, George Eliot avessero <strong>scavato il loro sentiero al di fuori della societ\u00c3\u00a0.<\/strong><\/p>\n<p>Il mistero pi\u00c3\u00b9 grande \u00c3\u00a8 sempre la ricerca del motivo della sua autoreclusione nella casa paterna e del suo vestirsi di bianco. Lei stessa dice che chiudendosi nella sua camera si sentiva libera, ma\u00c2\u00a0 <strong>Lyndall Gordon<\/strong> dopo ricerche accuratissime \u00c3\u00a8 convintissima che Emily soffrisse di epilessia come altri due membri della famiglia Dikinson.<\/p>\n<p>Ci\u00c3\u00b2 spiegherebbe molte cose, non solo la sua potenza\u00c2\u00a0 poetica, lei toccata dal <em>grand mal, il male della caduta <\/em>ma anche il perch\u00c3\u00a8 della reclusione. Come Dostoevskji e il suo principe Myskin, Emily viveva i momenti di spasmo &#8220;di <em>schegge che sbandano scavando vie maestre<\/em> <em>da sole<\/em>&#8220;. Ma quando arriva lo spasmo la coscienza non si estingue del tutto&#8230;il corpo perde la carne e diventa un&#8217;anima immortale. <em>Un segno del favore divino<\/em>, ecco perch\u00c3\u00a8 lei non lo cambierebbe per ci\u00c3\u00b2 che chiamiamo normalit\u00c3\u00a0. &#8220;In questo stato l&#8217;anima sembra abbandonare il corpo a una morte-in vita che chiama &#8220;languore&#8221; o &#8220;l&#8217;ora del piombo&#8221;; languore e visioni, spasmi e arte coesistono in forme che il cervello non pu\u00c3\u00b2 capire. Le parole di Emily Dickinson possono essere messe in relazione con lo straordinario documento sull&#8217;epilessia contenuto nell&#8217;<strong>Idiota<\/strong> di <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/images3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9580\" title=\"images[3]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/images3.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"276\" \/><\/a>Dostoevkji. Entrambi\u00c2\u00a0 la definiscono uno <strong>strappo<\/strong> all&#8217;interno di ci\u00c3\u00b2 che Emily chiama <strong>Esistenza<\/strong> e Dostoevskji &#8220;<strong>un&#8217;esistenza pi\u00c3\u00b9 alta&#8221;,<\/strong> <strong>visione e razionalit\u00c3\u00a0 supreme.<\/strong>\u00c2\u00a0 &#8220;<em>Il momento precedente l&#8217;attacco si sente il cervello andare in fiamme e con un balzo tutte le forze vitali entrano in tensione. La sensazione di vita e\u00c2\u00a0 di consapevolezza si decuplica. Il principe Myskin si dice &#8220;<strong>Cosa importa se \u00c3\u00a8 una malattia se il risultato \u00c3\u00a8 una completezza mai sperimentata prima, una sensazione di equilibrio, di riconciliazione, di estasi<\/strong>&#8221; La sua &#8220;stupefazione&#8221; \u00c3\u00a8 ci\u00c3\u00b2 che Emily chiama &#8220;languore<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Ecco dunqua la trascendenza della mia poetessa.<\/p>\n<p>Ecco spiegato perch\u00c3\u00a8 non poteva allontarsi da casa per timori degli attacchi della malattia (che non si nominava a quei tempi) e del perch\u00c3\u00a8 si vestiva di bianco, l&#8217;igiene era importantissima.<\/p>\n<p>Pur soffrendo, sia Myskin che Emily, potevano dire a se stessi &#8220;<strong>S\u00c3\u00ac, per un momento come questo, quello prima dell&#8217;attacco, potrei dare la vita intera&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che libro questo della Gordon! <\/strong><\/p>\n<p><strong>Per le amanti della Dickinson\u00c2\u00a0 e dei misteriosi meandri della psiche , da non perdere. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Edizioni Fazi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono una lettrice recidiva, non solo perch\u00c3\u00a8 leggo pomeriggi interi dimentica di altri impegni \u00c2\u00a0ma anche perch\u00c3\u00a8 se un argomento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[637,530,636,638,434,416],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9558"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9558"}],"version-history":[{"count":21,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9584,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9558\/revisions\/9584"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}