{"id":9997,"date":"2013-11-19T09:09:19","date_gmt":"2013-11-19T09:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=9997"},"modified":"2013-11-19T09:10:35","modified_gmt":"2013-11-19T09:10:35","slug":"il-tempo-delle-donne-di-elena-cizova","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/?p=9997","title":{"rendered":"IL TEMPO DELLE DONNE  di Elena Cizova"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/il-tempo-delle-donne11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-10000\" title=\"il-tempo-delle-donne[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/il-tempo-delle-donne11.jpg\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"230\" \/><\/a>Nei tempi difficili le donne dimostrano\u00c2\u00a0 da sempre una grande forza di sopportazione e di risoluzione per i problemi grandi o piccoli che riguardano i &#8220;nostri cuccioli&#8221;.<\/p>\n<p>In questo bellissimo romanzo di <strong>Elena Cizoza<\/strong>, vincitore a sorpresa del Russian Booker Prize, &#8220;il cucciolo&#8221; \u00c3\u00a8 una bambina di sette anni che non ha ancora imparato a parlare.<\/p>\n<p>Vive in una Kommunalka nella Leningrado degli anni Sessanta quando per ottenere una stanza tutta per s\u00c3\u00a8 occorrevano determinati requisiti. La piccola Sjuzanna\/Sof&#8217;ja ce li ha perch\u00c3\u00a8 \u00c3\u00a8 figlia di una giovane ragazza madre, Antonina, \u00c2\u00a0operaia. Spetta loro una stanza\u00c2\u00a0 di 9,50 mq.\u00c2\u00a0 Vivono con altre tre coinquiline, tre anziane donne rimaste sole, alcune hanno perso figli e marito nella guerra , nella battaglia di Leningrado, chi perch\u00c3\u00a8 era antibolscevico.<\/p>\n<p>Sono Ariadna, Glikerija, Evdokija e si prendono cura della bambina per non mandarla all&#8217;asilo &#8211; come vorrebbe\u00c2\u00a0 il Collettivo di fabbrica &#8211; perch\u00c3\u00a8 temono che il suo mutismo possa diventare veicolo di\u00c2\u00a0prese in giro crudeli \u00c2\u00a0da parte degli altri bambini.<\/p>\n<p>Antonina in cambio si sobbarca tutto il lavoro casalingo, dalla spesa, alle pulizie, spesso\u00c2\u00a0prepara anche la\u00c2\u00a0cena. Le tre vecchiette vivono per Sjuzanna che la madre non ha battezzato seguendo il nuovo corso ideologico politico, ma le tre vecchie che hanno vissuto la rivoluzione, la guerra e che conoscono i lati positivi e negativi del bolscevismo la fanno battezzare di nascosto chiamandola Sof&#8217;ja.<\/p>\n<p>Esse si comportano come tre fate protettrici verso la piccola, trasmettendole le loro storie, le antiche leggende, tutto un mondo particolare che sembra proprio per questo lasciare ammutolita la bambina troppo\u00c2\u00a0perplessa \u00c2\u00a0dai diversi <em>input che riceve.<\/em> La madre sempre stanca e infelice nel ricordo del&#8217;unica notte d&#8217;amore con il padre della piccola, le tre vecchie che sembrano mescolare sogni , ricordi della violenza della storia russa, progetti per migliorare con qualche dolcetto,\u00c2\u00a0 un vestititno nuovo, una vita piena di sacrifici.<\/p>\n<p>Ma hanno come tutti i russi di quell&#8217;epoca il loro spazio, seppur piccolo. E questa storia greve di controlli alla Orwell di 1984 si attorciglia proprio sullo spazio vitale, non solo metaforico, proprio materiale.\u00c2\u00a0 E se le nostre donne hanno ognuna la propria stanza in questa kommunalka, non \u00c3\u00a8 cos\u00c3\u00ac per Nicolaj , un giovane operaio che corteggia Antonina. Egli vive ancora in un pensionato dividendo la stanza con altri. E&#8217; esasperato: si \u00c3\u00a8 messo in lista per ottenere una camera singola, ma il Collettivo preferisce darla\u00c2\u00a0 a persone con altri requisiti. Per\u00c3\u00b2 potrebbe ottenere\u00c2\u00a0un televisore per cui ha fatto richiesta da parecchio tempo. Che farsene? Cede la sua priorit\u00c3\u00a0 ad Antonina che lo far\u00c3\u00a0 mettere nella camera pi\u00c3\u00b9 grande di una delle sue coinquiline.<\/p>\n<p><strong>Elena Cizova<\/strong> ha veramente vissuto con le sue nonne, il libro \u00c3\u00a8 dedicato a loro. E&#8217; nata nel 1957 ed ora oltre a scrivere romanzi\u00c2\u00a0 -ne ha scritti cinque &#8211; ma questo \u00c3\u00a8 il primo ad essere pubblicato in Italia, dirige una rivista culturale impegnata a far conoscere l&#8217;arte e la letteratura internazionali in Russia. Vive a San Pietroburgo.<\/p>\n<p>Il tempo delle donne \u00c3\u00a8 un romanzo scritto benissimo e di straordinaria forza. I monologhi interiori di Antonina, ma soprattutto\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0 della piccol Sof&#8217;ja intrisi da \u00c2\u00a0paure,\u00c2\u00a0 sogni,\u00c2\u00a0 scoperta della vita\u00c2\u00a0 attraverso i racconti delle tre &#8220;nonne&#8221; e le particolari suggestioni che ingloba senza resituirle a parole, ma soltanto in disegni, saranno la sua speciale formazione.<\/p>\n<p>E quando finalmente e grazie al francese che le nonne pre -bolsceviche le hanno insegnato trover\u00c3\u00a0 una sua interessante collocazione lavorativa Sof&#8217;ja si accorge che i suoi personali ricordi iniziano quando sotto la neve vedr\u00c3\u00a0 la bara di sua mamma andarsene lentamente verso il cimitero. Ha sette anni.Tutto ci\u00c3\u00b2 che non poteva ripetere con le parole \u00c3\u00a8 andato perduto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei tempi difficili le donne dimostrano\u00c2\u00a0 da sempre una grande forza di sopportazione e di risoluzione per i problemi grandi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[712,251,711],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9997"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9997"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10077,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9997\/revisions\/10077"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/mirnamoretti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}