Perché si formano le code in autostrada?

pubblicato da: Trentoblog in evidenza,motori e mobilità sostenibile

di Alfredo Nepi

Qual è la causa più comune delle code a tratti in autostrada? La spiegazione da Alfredo Nepi

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Molti lettori di Trento Blog quest’estate avranno vissuto l’esperienza frustrante di viaggiare in autostrada e all’ improvviso trovarsi il traffico rallentato e subito dopo procedere a singhiozzo, fino a quando ci si ferma senza un reale motivo in un ingorgo di autovetture. La cosa strana è, che poi inspiegabilmente il traffico riparte senza un motivo apparente: niente incidenti, o lavori in corso. Questo tipo di coda viene chiamata “coda a fisarmonica” o più comunemente viene definita come “code a tratti” Dietro a questo tipo di ingorghi, sembra esserci la nostra benedetta abitudine, di essere eccessivamente prudenti. La causa delle code a fisarmonica è la seguente: quando davanti a noi in autostrada vediamo un mezzo che inizia a cambiare corsia, spostandosi verso la nostra carreggiata, ovviamente rallentiamo, ma spesso questo rallentamento è troppo brusco o troppo marcato, rispetto a quanto sarebbe necessario.

Se la densità di traffico è alta e dietro di noi c’è un altro automobilista prudente, anche lui probabilmente premerà a sua volta leggermente troppo sul freno, rallentando ancora un po’ di più rispetto a noi, e così via, in un’onda di rallentamenti sempre più marcati, che può diramarsi anche per chilometri dietro al punto della frenata iniziale. Alla fine qualcuno si fermerà del tutto e quando ripartirà non avrà la minima idea di cosa possa aver causato quella sosta. Il comportamento delle code autostradali è molto simile a quello delle auto ferme al semaforo. Allo scattare del verde le auto più vicine al segnale luminoso iniziano a muoversi, mentre quelle alla fine delle coda restano bloccate ancora per un po’.

Questa causa degli ingorghi autostradali delle “code a tratti”, purtroppo, indica che c’è poco da fare contro di loro: meglio che gli automobilisti siano eccessivamente prudenti, piuttosto che spericolati.

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Pubblicato il 7 settembre, 2014 @ 10:10 pm.

  • mariopagnanelli

    Non sono per niente d’accordo.
    Il traffico, come tutti i sistemi controreazionati, “tende all’oscillazione”.
    Quanto detto nell’articolo è solo metà del problema!
    Manca la parte più importante del discorso, e cioè che
    Per controllare ogni sistema che tende all’oscillazione,
    occorrono fattori di smorzamento.
    E, nel nostro caso, quali sono?
    1) DISTANZA DI SICUREZZA
    2) accelezazioni moderate
    3) frenate moderate

    Questi comportamenti spesso avvengono spontaneamente (e il traffico ne giova)…
    finchè…
    non arriva il guastafeste (usiamo questo termine gentile), che anzichè conformarsi al generale buon senso,
    approfitta dell’aumentata distanza di sicurezza offerta dagli altri
    (irrinunciabile fattore di smorzamento)
    per compiere “sorpassi” offensivi e irrispettosi della coda.
    In questo modo
    1) sottrae spazio alla distanza offerta
    2) lui stesso compie brusche accelerazioni e frenate,
    INNESCANDO la propagazione dell’onda di frenate
    3) INDUCE in tutti gli altri un comportamento DIFENSIVO (restringimento degli spazi, accelerazioni e frenate aumentate) che amplificano il grado di oscillazione dellla coda.

    Chi non rispetta la coda crea un DANNO ENORME .
    E’ urgente realizzare un sistema capillare per non lasciare mai impunito tale tipo di comportamento. Gravissimo in termini di comportamento indotto.


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