{"id":10003,"date":"2012-11-23T10:00:49","date_gmt":"2012-11-23T09:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=10003"},"modified":"2012-11-23T10:10:11","modified_gmt":"2012-11-23T09:10:11","slug":"e-se-la-gestione-dell%e2%80%99autobrennero-va-ad-altri","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=10003","title":{"rendered":"E SE LA GESTIONE DELL\u00e2\u20ac\u2122AUTOBRENNERO VA AD ALTRI?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Detto altrimenti: ormai non ci resta che \u00e2\u20ac\u00a6 sperare. Piangere mai, anche se la perdiamo. Infatti, oggi pi\u00c3\u00b9 che mai sta emergendo a livello nazionale la progettualit\u00c3\u00a0 politica trentina. E noi facciamo emergere anche una ulteriore progettualit\u00c3\u00a0, quella della rete infrastrutturale del Brennero.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ovvero: piccolo trattato di &#8220;filosofia della mobilit\u00c3\u00a0&#8220;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Scrivevo nel 1999<\/p>\n<p>Inizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u0153<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_10029\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/th64.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-10029\" title=\"th[6]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/th64.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>A 22 &#8220;solare&#8221;<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u00e2\u20ac\u2122Italia \u00c3\u00a8 in ritardo infrastrutturale rispetto alla media degli altri paesi europei<\/strong> di 300.000 miliardi di lire di investimenti. Inoltre il traffico pesante \u00c3\u00a8 fortemente sbilanciato in favore del traffico su gomma (70%) a danno della rotaia (30%), all\u00e2\u20ac\u2122opposto di quanto avviene in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altri denunciano il contrario<\/strong>: la debolezza del territorio di fronte alle calamit\u00c3\u00a0 idrogeologiche dimostrerebbe che siamo troppo infrastrutturati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>O forse &#8230;\u00c2\u00a0 siamo infrastrutturati male \u00e2\u20ac\u00a6 ? O forse &#8230; gestiamo male le nostre infrastrutture?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice: puntiamo sulla <strong>\u00e2\u20ac\u0153intermodalit\u00c3\u00a0<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 sul trasferimento del traffico dalla gomma alla rotaia. Ma le nostre ferrovie, per molti anni ancora non saranno al livello europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u00e2\u20ac\u2122altra parte il <strong>traffico merci<\/strong> mondiale \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 mediterraneo, quello mediterraneo \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 italiano, quello italiano sempre pi\u00c3\u00b9 alpino, quello alpino sempre pi\u00c3\u00b9 nord-sud-nord (e sempre meno Lione-Torino!). Le nostre industrie perdono competitivit\u00c3\u00a0 per carenza di infrastrutture di comunicazione: l\u00e2\u20ac\u2122aggravio dei loro costi pu\u00c3\u00b2 stimarsi fra il 10 ed il 15%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema di fondo \u00c3\u00a8 che <strong>la nostra ormai \u00c3\u00a8 una societ\u00c3\u00a0 relazionale che di fatto non relaziona abbastanza, perch\u00c3\u00a9 ha voluto essere troppo \u00e2\u20ac\u0153densa\u00e2\u20ac\u009d di relazioni<\/strong>: ha voluto creare nuove industrie, decentrarle in paesi lontani per ridurre i costi della produzione ma aumentando il volume delle merci trasportate; ha voluto attrarre nuovi flussi turistici, muoversi in fretta e forse anche troppo, cercare di annullare lo spazio ed il tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tempo<\/strong> \u00e2\u20ac\u00a6 che ormai non viviamo pi\u00c3\u00b9 come un fluire ininterrotto di un fiume, ma per singoli stagni separati, nel senso <strong>che ormai viviamo ed affrontiamo i \u00e2\u20ac\u0153problemi contingenti dello stagno di turno<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d senza il ricordo del passato e senza la immaginazione di un futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, una <strong>societ\u00c3\u00a0 densa<\/strong> induce nei suoi abitanti <strong>la paura della vischiosit\u00c3\u00a0<\/strong>, la quale, a sua volta, li induce a <strong>chiudersi in se stessi<\/strong>, a ricercare il \u00e2\u20ac\u0153viver bene locale\u00e2\u20ac\u009d. Ci\u00c3\u00b2 si persegue creando reti infrastrutturali corte (\u00e2\u20ac\u0153Progettiamo da qui a li, gli altri si arrangino\u00e2\u20ac\u009d) e ridistribuendo localmente gli spazi disponibili (\u00e2\u20ac\u0153Qui creiamo un parco pubblico, l\u00c3\u00ac un giardino privato, dove noi e non altri potremo entrare a goderci la non-densit\u00c3\u00a0 e la non-vischiosit\u00c3\u00a0\u00e2\u20ac\u009d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00c3\u00a8 una visione accettabile solo in parte e solo per il breve periodo, perch\u00c3\u00a9 non siamo soli al mondo, abbiamo dei confini abitati, dove vivono \u00e2\u20ac\u0153gli altri\u00e2\u20ac\u009d, siano essi gli altri componenti della famiglia, della citt\u00c3\u00a0, della regione, degli altri stati etc., ed anche perch\u00c3\u00a9 se non si progetta, si \u00c3\u00a8 progettati. Ed allora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora si devono <strong>mettere in rete i problemi e le loro pseudo-soluzioni<\/strong> (le reti corte), secondo una filosofia di area che ricomprenda l\u00e2\u20ac\u2122interfacciamento con la filosofia delle aree confinanti. E non basta un accordo tecnico sul sistema delle infrastrutture, non basta progettare un sistema organico di infrastrutture (che gi\u00c3\u00a0 sarebbe molto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre anche un <strong>accordo socio-politico sul \u00e2\u20ac\u0153dove vanno le aree alle quali apparteniamo<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d. Esse si stanno attrezzando semplicemente per \u00e2\u20ac\u0153sgorgare\u00e2\u20ac\u009d il sistema? Oppure si stanno attrezzando per creare le migliori relazioni dirette possibili? O per cos\u00e2\u20ac\u2122altro ancora? Ad esempio, per adottare un modello di crescita pi\u00c3\u00b9 aggiornato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse la soluzione sta, come dicevo, nel \u00e2\u20ac\u0153mettere in rete il sistema\u00e2\u20ac\u009d e cio\u00c3\u00a8 nel creare una molteplicit\u00c3\u00a0 di possibili vie di comunicazione a reticolo, cio\u00c3\u00a8 non in senso longitudinale o stellare. Il che comporta di mettere in rete innanzi tutto e soprattutto il modo di pensare, dialogare e di decidere.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_10032\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 150px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/thCAFC1Q7D.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-10032\" title=\"thCAFC1Q7D\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/thCAFC1Q7D.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"140\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Euregio del Brennero<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, forse ci siamo: il Sistema dei Trasporti del Brennero forse sar\u00c3\u00a0 quello deciso dalla rete dei centri decisionali dell\u00e2\u20ac\u2122intera <strong>Regione Funzionale del Passo del Brennero<\/strong>, a cominciare dalle Citt\u00c3\u00a0 del Brennero, magari passando attraverso un <strong>apposito GEIE Progettuale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la soluzione dovr\u00c3\u00a0 essere un sistema organico e quindi comprensibile di singoli interventi coordinati da un\u00e2\u20ac\u2122unica strategia. Altrimenti la gente ed i Comuni non capiranno, e non capendo non daranno il consenso necessario alla sua realizzazione. E mancher\u00c3\u00a0 quindi all\u00e2\u20ac\u2122appello la rete di gran lunga pi\u00c3\u00b9 importante: quella del consenso dei singoli cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben venga quindi l\u00e2\u20ac\u2122attivazione di una <strong>Euregio dei Trasporti<\/strong>, purch\u00c3\u00a9 essa non persegua la creazione di una \u00e2\u20ac\u0153rete corta\u00e2\u20ac\u009d da Innsbruck a Bolzano, ma sia catalizzatrice della Rete e del Sistema dei Trasporti della pi\u00c3\u00b9 ampia Regione Funzionale del Brennero. In tal modo l\u00e2\u20ac\u2122Autonomia Progettuale Trentina potr\u00c3\u00a0 integrarsi con l\u00e2\u20ac\u2122Autonomia Dinamica di Bolzano e non soccombere di fronte ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla necessit\u00c3\u00a0 alla progettualit\u00c3\u00a0<\/strong> e da un sistema progettato in modo organico e quindi comprensibile, al consenso dei cittadini e dei Comuni interessati. I singoli progetti separati (in Trentino: Aeroporto, Valdastico, terza corsia autostradale, intermodalit\u00c3\u00a0, politiche tariffarie e regolamentari, etc.) sono perdenti in partenza, sul piano funzionale e su quello del consenso. Oggi il Trentino ha una chance da giocare: attivare concretamente attraverso il citato <strong>GEIE Progettuale la progettualit\u00c3\u00a0 Mista Pubblico Privata ed Organica dei Trasporti del Brennero<\/strong>, a vantaggio dell\u00e2\u20ac\u2122Europa e della propria regione bi-provinciale di appartenenza, facendo dell\u00e2\u20ac\u2122Autonomia Progettuale Trentina un elemento di soluzione dei problemi propri ed europei.\u00e2\u20ac\u009d<\/p>\n<p>Finisce<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Scrivo oggi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>l\u00e2\u20ac\u2122Europa detta leggi. Uguali per tutti. Salvo le eccezioni di legge. Come per la GB in materia di finanza e banche. Forse \u00e2\u20ac\u201c in presenza di un Progetto Europeo &#8211; avrebbe fatto eccezione anche alla obbligatoriet\u00c3\u00a0 di una gara per la riassegnazione della concessione della gestione dell\u00e2\u20ac\u2122A22. Forse. Ma noi non ci abbiamo nemmeno provato. Ma \u00e2\u20ac\u00a6 e se l\u00e2\u20ac\u2122A22 se ne va? B\u00c3\u00a8, allora proviamo ugualmente a dare vita al Progetto di cui sopra. Coinvolgeremo la nuova gestione nella sua realizzazione.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: ormai non ci resta che \u00e2\u20ac\u00a6 sperare. Piangere mai, anche se la perdiamo. 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