{"id":1079,"date":"2012-01-18T19:25:26","date_gmt":"2012-01-18T18:25:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=1079"},"modified":"2012-01-25T06:51:45","modified_gmt":"2012-01-25T05:51:45","slug":"filo%e2%80%99-con-chitarra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=1079","title":{"rendered":"LUIGI E DANIELA SARDI: EL FILO\u00e2\u20ac\u2122 CON CHITARRA (contiene un INSERTO SPECIALE sul naufragio della Concordia)"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1107\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2034.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1107\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1107\" title=\"IMG_2034\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2034-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2034-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2034-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1107\" class=\"wp-caption-text\">Luigi e Daniela all&#39;ascolto<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1090\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_20371.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1090\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1090 \" title=\"IMG_2037\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_20371-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1090\" class=\"wp-caption-text\">Carlo Fierens<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><\/strong>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p><strong>Detto altrimenti: come due interviste (le nn. 4 e 5) si trasformano in fil\u00c3\u00b2<\/strong><\/p>\n<p><strong>Personaggi ed interpreti:<\/strong><br \/>\n<strong>Chitarrista classico Carlo Fierens: Carlo Fierens<\/strong><br \/>\n<strong>L\u00e2\u20ac\u2122ospite Luigi Sardi: Luigi Sardi<\/strong><br \/>\n<strong>La moglie dell\u00e2\u20ac\u2122ospite \u00c2\u00a0Daniela Dalri: Daniela Dalri<\/strong><br \/>\n<strong>Intervistatore e fotografo Riccardo: Riccardo<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_1094\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2036.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1094\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1094\" title=\"IMG_2036\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2036-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2036-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/IMG_2036-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1094\" class=\"wp-caption-text\">Concerto<\/p><\/div>\n<p>Carlo ed io saliamo per una di quelle stradicciole \u00e2\u20ac\u00a6\u00c2\u00a0 da Trento sino a &#8220;Oben&#8221; Villazzano, Villazzano di sopra, luminosa frazione nobile della citt\u00c3\u00a0. Ti accoglie un arco, quindi un prato verde e bianco d\u00e2\u20ac\u2122erba e di ghiaccio e il rosso dei <em>copi<\/em> di una casa del \u00e2\u20ac\u02dc600, con adiacente cappella.\u00c2\u00a0Praticamente l\u00e2\u20ac\u2122incipit dell\u00e2\u20ac\u2122Inno al Trentino,\u00c2\u00a0 &#8230;. il <em>bianco delle cime nevose, il rosso dei fiori, il verde delle coste selvose, \u00c2\u00a0dolce festa di vari color<\/em>\u00e2\u20ac\u00a6 Dietro l\u00e2\u20ac\u2122arco c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 la padrona di casa, Daniela, Presidente dell\u00e2\u20ac\u2122Associazione Culturale Francesco Antonio Bonporti, fondata nel 2004. Uno sguardo alle ombre che dal Bondone calano sulla citt\u00c3\u00a0, un altro all\u00e2\u20ac\u2122albero di cachi ed al nocciolo visitato ogni mattina da uno scoiattolo residenziale ed entriamo in casa, dalle\u00c2\u00a0mura spesse un metro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAEQLQWA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1206\" title=\"thumbnailCAEQLQWA\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAEQLQWA-150x150.jpg\" alt=\"Francesco Bonporti\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>I Bonporti, primi suoi proprietari. Francesco, musicista, compositore, violinista, con l&#8217;aspirazione di diventare allievo di Arcangelo Corelli, a Roma. Aspirazione, si diceva, in quanto rest\u00c3\u00b2 sacerdote a Trento. L\u00e2\u20ac\u2122Associazione ne sviluppa le composizioni, oltre che ad ampliare la sua attivit\u00c3\u00a0 in anche in altri settori della cultura, innanzi tutto per i 50 soci di Villazzano, che qui si riuniscono due volte l\u00e2\u20ac\u2122anno. Indi anche per i non soci. Il Conservatorio Musicale di Trento, il &#8220;Bonporti&#8221;, appunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1159\" title=\"Sardi\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Carlo appoggia la sua chitarra in un angolo e guarda estasiato questi autentici pezzi di storia. Luigi scende dal piano superiore. Questo blog si chiama \u00e2\u20ac\u0153trentoblog\u00e2\u20ac\u009d, quindi mi astengo dal presentare il mio ospite, se non dicendo, per i non Trentini, che Luigi \u00c3\u00a8 giornalista; storico; scrittore; comunicatore (ti mette generosamente a parte della sua memoria storica e della sua grande umanit\u00c3\u00a0); uomo stimato; pensionato ma non si vede; amico vero nel senso che ti dice ed esige la verit\u00c3\u00a0; pittore, nel senso che &#8220;dipinge con le parole&#8221;, per cui dopo, per chi come me deve scriverle le sue parole, \u00c3\u00a8 un gioco da bambini. Scaldiamo l\u00e2\u20ac\u2122ambiente. Un po\u00e2\u20ac\u2122 di legna nel caminetto. Un caff\u00c3\u00a8? No grazie. Una buona bottiglia di nero. Carlo non beve, prima di suonare. Esegue la fuga in sol minore di Bach; la suonata n. 1 per chitarra di Carlos Guastavino (1850); il capriccio n. 7 di Luigi Legnani (1850). E\u00e2\u20ac\u2122 subito prenotato per un concerto in favore dell\u00e2\u20ac\u2122Associazione. Non occorre essere miliardari per godere di simili privilegi. Carlo, le sue dita accarezzano le corde con precisione. Con il respiro, il volto, il dondolio della testa accompagna le note, le sospinge dolcemente dalla chitarra verso di noi. Peccato che debba finire. Solo per questa sera, intendo!<\/p>\n<div id=\"attachment_1162\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-13.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1162\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1162\" title=\"Sardi (13)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-13-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-13-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sardi-13-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1162\" class=\"wp-caption-text\">Luigi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il\u00c2\u00a0 fuoco &#8230;\u00c2\u00a0 per alimentarlo vi soffiamo sopra per mezzo di un antico tubo di ferro (sicuramente d&#8217;epoca!) una estremit\u00c3\u00a0 del quale &#8220;a forchetta&#8221; per smuovere le braci &#8230; Ma la ricreazione \u00c3\u00a8 finita. Ora \u00e2\u20ac\u0153lavoriamo\u00e2\u20ac\u009d. Intervistare un giornalista? Sarebbe opera ardua, soprattutto con persone del suo calibro. Ma io ho il mio segreto. Sto zitto. Basta lasciarlo parlare, Luigi, ed inizia il fil\u00c3\u00b2, soprattutto in onore di Carlo, Trentino acquisito da poco. Sai, Carlo \u00e2\u20ac\u00a6 s \u00e2\u20ac\u2122era a Marter, un paesino della Valsugana, anni 1946-1948. Nella stalla. In alto, un unico lume ad olio, tenuto fioco per risparmiare, molto pulito, non v\u00e2\u20ac\u2122era traccia di mosche sulla sua boccia di vetro. Le ombre lunghe scalavano le pareti della stalla e vi restavano appese come vecchi pastrani scuri appesi a pioli di legno piantati nella fessura fra due pietre. Perloppi\u00c3\u00b9 erano storie di sciagure: raccolti andati a male, campi allagati e fieno marcito. Quasi un Malavoglia montano. Ci si consolava scaramanticamente in tal modo. Ad una cert\u00e2\u20ac\u2122ora venivano offerte castagne bollite. Qualche bicchiere di vino o un sorso di grappa bianca distillata \u00e2\u20ac\u0153in nero\u00e2\u20ac\u009d. Quando era stato portato il latte al caseificio, comparivano anche sottili fette di formaggio. Molto\u00c2\u00a0sottili. Se poi era stato ucciso il maiale, allora erano pezzi di luganega cotta sugli ultimi calori della \u00e2\u20ac\u0153fornesela\u00e2\u20ac\u009d e cio\u00c3\u00a8 del fuoco che veniva acceso nella stalla per cucinare il pastone del maiale. S\u00c3\u00ac, si chianmava proprio cos\u00c3\u00ac, fornesela.La stalla, residenza di tre mucche.<\/p>\n<div id=\"attachment_1208\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAQN2RIW.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1208\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1208\" title=\"thumbnailCAQN2RIW\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAQN2RIW-150x121.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"121\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1208\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Segantini - La stalla<\/p><\/div>\n<p>L\u00c3\u00ac si riunivano nelle serate di autunno e di inverno &#8211; ed erano inverni che pioveva e nevicava, che ti credi, mica come oggi \u00e2\u20ac\u00a6 -\u00c2\u00a0 qualche donna a sferruzzare, qualche bambino, gli anziani dei vicini masi (poderi, Carlo, qui si chiamano masi). Gente importante. Ne ricordo uno, Toni Bocher che salutava con un \u00e2\u20ac\u0153Ben alzato!\u00e2\u20ac\u009d, praticamente un &#8220;Ben fatto!&#8221; saluto di macabra origine, in quanto era l\u00e2\u20ac\u2122approvazione che il boia Lang (quello di Cesare Battisti) soleva rivolgere ai suoi assistenti quando avevano alzato bene il morituro per avvicinarlo al cappio. Ma sai, si era perso il collegamento storico, era rimasta solo l\u00e2\u20ac\u2122espressione lessicale. Tuttavia ancora oggi in Val di Sella, una valle che si diparte dalla Valsugana, la valle dei Degasperi per intendersi, v\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 ancor oggi chi saluta in tal modo. Toni era stato ufficiale dell\u00e2\u20ac\u2122esercito Austro-Ungarico, come molti del resto, qui da noi, tu che sei appena arrivato &#8230; ma molti fra i pi\u00c3\u00b9 vecchi hanno combattuto dall\u00e2\u20ac\u2122altra parte.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnail2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1164\" title=\"thumbnail[2]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnail2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Marter. Vi si arrivava per una strada bianca, fiancheggiata da alti pioppi. Un giorno si attendeva il passaggio di Alcide Degasperi. Prima pass\u00c3\u00b2 un\u00e2\u20ac\u2122auto Lancia Ardea. Sulla fiancata recava lo striscione de \u00e2\u20ac\u0153Il Gazzettino\u00e2\u20ac\u009d. Poi una camionetta dei carabinieri. Infine una grossa Fiat, l\u00e2\u20ac\u2122auto di Alcide. Ricordo un episodio assai particolare: la gente, tutta la gente, s\u00e2\u20ac\u2122inginocchi\u00c3\u00b2 al passaggio dello statista. L\u00e2\u20ac\u2122episodio fu citato quando recentemente si parl\u00c3\u00b2 della sua possibile beatificazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inginocchiarsi \u00e2\u20ac\u00a6 amarcord \u00e2\u20ac\u00a6 mi ricordo, s\u00e2\u20ac\u2122era nel 1950 \u00e2\u20ac\u00a6 quando fu portata a Trento la statua della Madonna Pellegrina fino nella chiesa dei frati Cappuccini, in cima alla via Grazioli. Tutta la citt\u00c3\u00a0 era illuminata, tutte le finestre addobbate a festa. Il corteo pass\u00c3\u00b2 anche in Corso III Novembre, sulla quale s\u00e2\u20ac\u2122affaccia Casa Fozzer, abitata al secondo piano da Ernesta Bittanti, la vedova di Cesare Battisti. Sai, ricordo bene tutto ci\u00c3\u00b2 che sto raccontando, perch\u00c3\u00a9 anch\u00e2\u20ac\u2122io ero nella processione. Avrei voluto essere anch&#8217;io\u00c2\u00a0uno degli angioletti con le ali attaccate sulla schiena che scortavano la statua. Niente da fare. Mi avevano affidato il ruolo di \u00e2\u20ac\u0153addetto alla sicurezza\u00e2\u20ac\u009d degli angioletti, con l\u00e2\u20ac\u2122incarico, insieme ad altri colleghi, di tenere\u00c2\u00a0 riuniti gli eletti, con l&#8217;aiuto di una recinzione mobile,\u00c2\u00a0 un grosso cordone rosso. Pazienza. Ecco, ti dicevo, si passava sotto quella casa e proprio li venne dato l\u00e2\u20ac\u2122alt alla processione. Un caso? Pu\u00c3\u00b2 darsi.\u00c2\u00a0 Un frate giovane e rubicondo inton\u00c3\u00b2 il \u00e2\u20ac\u0153Noi vogliam Dio\u00e2\u20ac\u009d incitando tutti a cantare pi\u00c3\u00b9 forte. Quelle finestre chiuse erano e tali rimasero, anche perch\u00c3\u00a9, all\u00e2\u20ac\u2122interno, nonna Ernesta incitava tutti al silenzio e a non muoversi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1209\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCASYCXGC.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1209\" loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1209\" title=\"thumbnailCASYCXGC\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCASYCXGC-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1209\" class=\"wp-caption-text\">Cesare Battisti ed Ernesta Bittanti<\/p><\/div>\n<p>Ernesta, la vedova del \u00e2\u20ac\u0153diavolo\u00e2\u20ac\u009d Cesare. Molti anni dopo, Flaminio Piccoli mi rifer\u00c3\u00ac che se la finestre si fossero aperte la folla avrebbe probabilmente gridato al miracolo e la DC avrebbe nominato Ernesta senatrice a vita. Cos\u00c3\u00ac non fu. L\u00e2\u20ac\u2122episodio \u00c3\u00a8 confermato in un importante inserto di otto pagine del quotidiano Alto Adige (l\u00e2\u20ac\u2122ultimo che il giornale fece) di sabato 4 ottobre 1997, con l\u00e2\u20ac\u2122incipit in prima pagina, a firma del nipote della Battisti, Marco, oltre ad altre importanti firme che voglio citare: Vincenzo Cal\u00c3\u00b2, Gaetano Art\u00c3\u00a8, Walter Micheli, Umberto Gandini di Bolzano, Franco de Battaglia, Giovanni Faustini, Gaetano Salvanini, Fabio Barbieri (ch era il direttore del giornale) e modestamente anche Luigi Sardi.<\/p>\n<p>Daniela interviene \u00e2\u20ac\u00a6 Luigi, facciamo notte \u00e2\u20ac\u00a6 Appunto, dico io, fil\u00c3\u00b2 \u00e2\u20ac\u00a6 e mi verso un secondo bicchiere di nero. Ora che ha gi\u00c3\u00a0 suonato, bene anche Carlo. E poi Luigi si deve ritirare a scrivere. lavora sempre l\u00e2\u20ac\u2122uomo. Gli scatto qualche foto nel suo \u00e2\u20ac\u0153studio estivo\u00e2\u20ac\u009d, a piano terra, non riscaldato. Indi mi saluta e sale nello studio invernale. Io e Carlo ce ne andiamo.<br \/>\nGrazie Daniela, grazie Luigi, grazie Carlo. Anche da parte dei lettori del blog.<\/p>\n<p>Le foto? Con alcune sono riuscito, con altre no &#8230; Luigi, le tue sono troppo &#8220;pesanti&#8221; e il programma non riesce a scaricarle. Vedr\u00c3\u00b2 di farmi aiutare da un esperto.\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>INSERTO SPECIALE : IL NAUFRAGIO DELLA CONCORDIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00c2\u00a0<\/strong>Mi pare che nessuno, sino ad ora, abbia collegato la difficolt\u00c3\u00a0 dell&#8217;evacuazione della nave anche (&#8220;anche&#8221;, badate, non &#8220;solo&#8221;)\u00c2\u00a0 all&#8217;enorme numero di passeggeri ospitati, forse in ogni caso eccessivo rispetto ad un efficiente sistema del suo\u00c2\u00a0 abbandono, pur in presenza &#8211; come purtroppo non \u00c3\u00a8 stato &#8211; di un comandante serio, capace, onesto e nel pieno possesso delle sue facolt\u00c3\u00a0 mentali ed erotiche.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione che ne sto ricevendo \u00c3\u00a8 pari a\u00c2\u00a0 quella che da sempre ho quando immagino a cosa potrebbe accadere se avvenisse un terremoto mentre in una grande chiesa, affollata di persone, si celebra una funzione religiosa. Le uscite delle chiese, in genere, sono di dimensioni assolutamente insufficienti rispetto alle necessit\u00c3\u00a0 di un rapido deflusso dei fedeli. Ma le grandi chiese sono monumenti secolari ed allora noi ce le teniamo care cos\u00c3\u00ac come sono e ben volentieri, anche. Noi Italiani che di chiese ne abbiamo un vero patrimonio! Ma le navi da\u00c2\u00a0crociera, per favore &#8230; un po&#8217; pi\u00c3\u00b9 di attenzione da parte del legislatore e quindi del progettista-costruttore circa il rapporto &#8220;numero di passeggeri &#8211; sistemi di evacuazione&#8221; \u00c2\u00a0in caso di allarme proprio non guasterebbe. Che ne dite?<\/p>\n<p>Il Titanic non ha insegnato nulla? Come non prevedere, infatti, che non \u00c3\u00a8 detto che le navi &#8220;affondino senza sbandare su di una murata&#8221; e che quindi occorre prevedere\u00c2\u00a0 sistemi che agevolino la calata a mare (alaggio) delle scialuppe\u00c2\u00a0 che si trovano &#8220;sopravvento&#8221;.?\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0Dice &#8230;\u00c2\u00a0 ma &#8230; Riccardo, in Italia siamo tutti Commissari Tecnici della Nazionale, al bar intendo &#8230; e anche tu &#8230; non sei un po&#8217; troppo presuntutoso? Vuoi che non ci abbiano pensato? Eh no, dico io,\u00c2\u00a0 non\u00c2\u00a0 rinuncio a ragionare con la mia testa solo per evitare il rischio di &#8220;essere considerato male dagli altri&#8221;.<\/p>\n<p>E poi, historia magistra vitae &#8230; (quando mai, purtroppo!) almeno cos\u00c3\u00ac dovrebbe essere. Il Titanic: avvistato l&#8217;iceberg, il comandante commise un errore: diede ordine di virare, esponendo in tal modo l&#8217;intera fiancata allo sperone di ghiaccio. Se si fosse limitato a dare l&#8217; &#8220;indietro tutta&#8221;, avrebbe sacrificato la prua ma i compartimentoi stagni &#8220;trasversali&#8221; della nave avrebbero evitato il naufragio. Nel caso della Concordia l&#8217;impatto \u00c3\u00a8 stato laterale, ma domando: esistevano compartimenti stagni? Sono stati isolati? Se i passeggeri dei ponti inferiori fossero stati fatti risalire, subito dopo &#8211; quanto meno &#8211; si sarebbero potuto chiudere le paratie entincendio che avrebbero impedito all&#8217;acqua di invadere i\u00c2\u00a0 ponti suoperiori \u00c2\u00a0e la nave avrebbe goduto di un migliore galleggiamento.<\/p>\n<p>Dalla TV si \u00c3\u00a8 visto che le pinne stabilizzatrici della nave erano state fatte uscire dallo scafo. Si tratta di pinne che sono attiavate per evitare il rollio in caso di mal tempo. Ma il mare era calmo. Ed allora? Direi che esse non sono state concausa del disastro, ma denotano disattenzione, in quanto rallentano la navigazione, aumentando inutilmente il consumo di combustibile. Sar\u00c3\u00a0 un dettaglio, ma tant&#8217;\u00c3\u00a8, gi\u00c3\u00a0 che ci siamo &#8230;<\/p>\n<p>Andrea Doria: nella nebbia procedeva &#8220;incontro&#8221; allo Stockolm ( e viceversa). A parte che entrambi le navi avevano il radar, anche solo con un corretto utilizzo dei segnali sonori avrebbero potuto &#8220;poggiare&#8221; cio\u00c3\u00a8 virare ambedue a babordo o ambedue a tribordo (cio\u00c3\u00a8 entrambe a destra o entrambe a sinistra), sfilando l&#8217;una di fianco all&#8217;altra, senza collidere. Invece una delle due sbagli\u00c3\u00b2 manovra. Solo una delle due, perch\u00c3\u00a8 se tutte e due avessero commesso lo stesso errore , la collisione sarebbe stata evitata. sarebbe bastato mettersi d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Dico questo per affermare un concetto: l&#8217;errore umano pu\u00c3\u00b2 essere compreso e in una qualche misura accettato se avviene durante una forte tempesta, un incendio, una battaglia navale, in presenza di avarie ai motori o di guasti alla strumentazione. Non pu\u00c3\u00b2 essere n\u00c3\u00a8 accettato n\u00c3\u00a8 giustificato quando nessuna di queste condizioni si verifica, soprattutto se nel frattempo stiamo abbracciando belle ragazze (una bionda ed una mora, una a destra ed una a sinistra, a chi tocca per prima?)\u00c2\u00a0e stiamo bevendo drink alcolici nei saloni della prima classe.<\/p>\n<p>A proposito di alcool. Nel post qui sopra avrete notato che Carlo, dovendo eseguire un brano alla chitarra di fronte ad un pubblico di ben tre amici, non ha voluto\u00c2\u00a0 sorseggiare nemmeno due dita di vino nero, prima dell&#8217;esecuzione. Che differenza!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00c2\u00a0 Detto altrimenti: come due interviste (le nn. 4 e 5) si trasformano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,273,355,354],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1079"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1079\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}