{"id":1276,"date":"2012-01-24T08:06:28","date_gmt":"2012-01-24T07:06:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=1276"},"modified":"2012-01-25T07:34:34","modified_gmt":"2012-01-25T06:34:34","slug":"la-rotta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=1276","title":{"rendered":"La rotta era corretta &#8211; Gli errori sono stati di altro tipo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: come credo che possa essere andata<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAQWUBAJ.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1350\" title=\"thumbnailCAQWUBAJ\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAQWUBAJ-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pino Aprile<\/strong>, uomo di mare oltre che giornalista e scrittore, ci ricorda che un incidente in mare non \u00c3\u00a8 mai dovuto ad una sola causa. Questa \u00c3\u00a8 una regola verificata da sempre. Ed allora &#8230;\u00c2\u00a0<\/p>\n<p>\u00c2\u00a01) <strong>PRIMO ERRORE: <\/strong>navi troppo capienti.\u00c2\u00a0Oltre 4.000 persone sono assai difficili da gestire in caso di emergenza abbandono nave. In un prossimo post vi narrer\u00c3\u00b2 un naufragio &#8220;da 2.000 persone&#8221; finito bene, sempre della Compagnia Costa.<\/p>\n<p>2) <strong>SECONDO ERRORE:\u00c2\u00a0<\/strong> da quello che si \u00c3\u00a8 visto in TV: la nave procedeva con rotta circa\u00c2\u00a0zero \u00c2\u00a0gradi, cio\u00c3\u00a8 verso Nord. La Compagnia, come tutte le altre Compagnie sue colleghe,\u00c2\u00a0sapeva degli &#8220;inchini&#8221;, anzi, da sempre voleva che fossero fatti\u00c2\u00a0 per\u00c2\u00a0farsi pubblicit\u00c3\u00a0 (sin dai tempi del REX nell&#8217;Amarcord di Fellini!).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">3) <strong>TERZO ERRORE:\u00c2\u00a0nonostante\u00c2\u00a0 si conoscesse perfettamente la rotta corretta,<\/strong> <strong>la nave si \u00c3\u00a8 avvicinata troppo alla costa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>\u00c2\u00a0<\/strong><strong>4) <strong>QUARTO ERRORE: l<\/strong>a nave ha urtato con la fiancata di babordo<\/strong> (sinistra guardando verso prua). Ha poggiato un po&#8217; a tribordo (destra, rotta 30 gradi?), poi a virato a babordo di 180 gradi circa, rotta circa 200 gradi verso SUD OVEST. Durante la virata, ovviamente la nave si \u00c3\u00a8 raddrizzata (il che \u00c3\u00a8 testimoniato dai passeggeri) , in quanto lo sbandamento verso babordo\u00c2\u00a0 dovuto all&#8217;urto,\u00c2\u00a0 all&#8217;acqua entrata e soprattutto\u00c2\u00a0all&#8217;effetto\u00c2\u00a0frenante e al peso dello spuntone di scoglio rimasto incstrato\u00c2\u00a0nella fiancata,\u00c2\u00a0\u00c3\u00a8 stato compensato dalla forza centrifuga verso tribordo\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0che fa inclinare la nave verso tribordo\u00c2\u00a0 ad\u00c2\u00a0ogni\u00c2\u00a0virata a babordo . Quindi la nave\u00c2\u00a0si \u00c3\u00a8 adagiata sugli scogli con la murata di tribordo\u00c2\u00a0nella posizione in cui la vediamo ora, e cio\u00c3\u00a8 mostrando al cielo la fiancata sinistra, quella lacerata dallo scoglio, con lo spuntone di roccia incastrato. <strong>L'&#8221;abbandonare la nave&#8221;<\/strong> <strong>non sarebbe\u00c2\u00a0stato dato subito dopo l&#8217;urto, perch\u00c3\u00a8 l&#8217;alaggio delle scialuppe avrebbe richiesto di fermare la nave l\u00c3\u00a0 dove poi sarebbe affondata su di un fondale di 70 (?) metri, evitando nel frattempo sbandamenti laterali con immissione di acqua dal lato opposto, sempre che le apposite pompe funzionino, mentre invece &#8211; forse -da parte di taluno (chi? Ecco il punto da chiarire! ) si sperava di salvare la nave dal naufragio completo. <\/strong>Suppongo che ci\u00c3\u00b2 sia avvenuto con l&#8217;assenso o dietro suggerimento della Compagnia, la quale, \u00c2\u00a0se le mie supposizioni sono esatte, sarebbe apparsa\u00c2\u00a0pi\u00c3\u00b9 interessata\u00c2\u00a0<strong> <\/strong>a salvare la nave dal naufragio completo piuttosto che &#8220;salvare tutte le persone imbarcate, proprio tutte!&#8221; <strong>.<\/strong>\u00c2\u00a0 Infatti <strong>la Compagnia ha dichiarato. &#8220;Le nostre istruzioni &#8220;scritte&#8221; (sic) \u00c2\u00a0non prevedevano gli inchini&#8221;.<\/strong> E ci mancherebbe altro! Infatti,\u00c2\u00a0 secondo voi, il &#8220;libretto di istruzioni&#8221; di una nave come la Concordia avrebbe mai potuto essere\u00c2\u00a0in forma\u00c2\u00a0&#8220;verbale&#8221;?\u00c2\u00a0 No, certo che era &#8220;scritto&#8221;! Ma allora, perch\u00c3\u00a8 la Compagnia ha\u00c2\u00a0sentito il bisogno\u00c2\u00a0 di specificare una cosa assolutamente ovvia, e cio\u00c3\u00a8 proprio che\u00c2\u00a0le istruzioni erano &#8220;scritte&#8221;? Excusatio non petita vera accusatio!\u00c2\u00a0 Forse per celarsi dietro\u00c2\u00a0 istruzioni &#8220;ufficiali&#8221; e nascondere il loro assenso verbale a due comportamenti autorizzati &#8220;verbalmente&#8221;? (\u00c2\u00a0E cio\u00c3\u00a8: 1) l&#8217;inchino; 2)\u00c2\u00a0 la manovra per salvare la nave, non necessariamente tutti i passeggeri).<\/p>\n<p><strong>5) QUINTO ERRORE?<\/strong> I comportamenti del Comandante dopo l&#8217;urto con lo scoglio, ma lasciamo lavorare gli inquirenti &#8230;<\/p>\n<p>Tutte queste sono solo ipotesi, sono solo mie supposizioni, non accuse, badate! Fate conto che mi stia apprestando a scrivere un romanzo di mare &#8230; cosa volete, dopo tutto sono un velista e per di pi\u00c3\u00b9 genovese &#8230;<\/p>\n<p><strong>Ci\u00c3\u00b2 detto, ma come si calcola una rotta? Ecco qui, per aspiranti navigatori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Da-Whisper-nelle-Bocche.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1296\" title=\"Da Whisper nelle Bocche\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Da-Whisper-nelle-Bocche-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAO306QW.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1292\" title=\"thumbnailCAO306QW\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAO306QW-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAO306QW-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAO306QW.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><strong>State navigando a vela su una barca di sette metri (<\/strong>foto a destra,\u00c2\u00a0Bocche di Bonifacio, in solitaria, di bolina, vento a 25 nodi. Quella sullo sfondo, al centro, navigava a motore! Ohib\u00c3\u00b2!).\u00c2\u00a0Disponete di una piccola bussola da rilevamento, no \u00e2\u20ac\u00a6 non elettronica, bens\u00c3\u00ac una di quelle con lo specchietto ed il mirino \u00c2\u00a0(foto a sinistra) per traguardare un punto cospicuo sulla costa e leggere sotto che angolo lo si vede rispetto al nord. Avete anche un orologio; una carta nautica che avete fissato con degli elastici su di una tavoletta poggiata ben ferma anche a barca sbandata come nella foto\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0sulle vostre ginocchia a mo\u00e2\u20ac\u2122 di tavolo da carteggio ( di notte illuminando il tutto con una piccola pila frontale); due squadrette di plastica; un compasso; una matita nera; una temperamatite; una gomma da cancellare. Fissate il timone con\u00c2\u00a0due sagole. \u00c2\u00a0Con la vostra piccola bussola traguardate due punti sulla costa e incrociando i due rilevamenti riuscite a segnare sulla carta il vostro \u00e2\u20ac\u0153punto nave\u00e2\u20ac\u009d, cio\u00c3\u00a8 avete individuato dove vi trovate. <a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAT9722O.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1293\" title=\"thumbnailCAT9722O\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAT9722O-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Dopo un calcolo complesso constate che la vostra <strong>rotta vera \u00c3\u00a8 per 274 gradi<\/strong>. La vostra velocit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 di 5 nodi (5 miglia all\u00e2\u20ac\u2122ora). Sulla carta nautica riscontrate che fra 5 miglia, su questa rotta, c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 uno scoglio. Voi mantenete costanti rotta e velocit\u00c3\u00a0, ma poco prima che passi un &#8216;ora, deviate la rotta ed evitate di\u00c2\u00a0naufragare su quello scoglio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAA6XQ21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1316\" title=\"thumbnailCAA6XQ21\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAA6XQ21-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>E la Concordia non era a una &#8220;barchetta a vela&#8221;<\/strong>, non era sbandata, i suoi motori funzionavano perfettamente; la nave disponeva di ogni pi\u00c3\u00b9 moderna strumentazione compresi alcuni GPS con cartografia incorporata, alcuni radar, ecoscandagli, sonar, etc.; la plancia di comando era perfettamente illuminata; il tavolo da carteggio \u00c3\u00a8 assai ampio; lo scenario entro il quale la nave era condotta era arcinoto; la zona entro la quale navigava era di poche miglia marine; il mare era calmissimo; la visibilit\u00c3\u00a0 ottima; sicuramente a bordo il Comandante aveva alcuni aiutanti (secondo ufficiale, ufficiale di rotta, alcuni timonieri, etc.) ed inoltre disponeva anche delle dotazioni di cui \u00c3\u00a8 dotata la vostra barchetta a vela! Ecco perch\u00c3\u00a8 non \u00c3\u00a8 il caso di parlare di errore di rotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Si &#8230; ma come si fa a calcolare una rotta?? Cominciamo dall\u00e2\u20ac\u2122 a- b &#8211; c .<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCA6HJH8O.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-1314 alignleft\" title=\"thumbnailCA6HJH8O\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCA6HJH8O-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCA6HJH8O-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCA6HJH8O.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Un oggetto che si muove sulla superficie terrestre, ad esempio una barchetta a vela giocattolo da noi trascinata su di una superficie sabbiosa, nello stesso tempo pu\u00c3\u00b2 essere da noi fatta ruotare su se stessa e cio\u00c3\u00a8, pur procedendo, pu\u00c3\u00b2 essere posizionata in modo diverso e quindi, nel suo muoversi a contatto con la sabbia, pu\u00c3\u00b2 presentare come propria \u00e2\u20ac\u0153parte anteriore\u00e2\u20ac\u009d un suo alto di volta in volta diverso. Orbene, indipendentemente dalla posizione che avremo dato alla barchetta, ed in particolare alla sua prua, essa disegner\u00c3\u00a0 comunque una traccia ben riconoscibile sulla sabbia: il suo percorso sulla terra, cio\u00c3\u00a8 rispetto alla terra. Tecnicamente, ci dir\u00c3\u00a0 quale \u00c3\u00a8 stata la sua \u00e2\u20ac\u0153rotta vera\u00e2\u20ac\u009d. Ora, immaginate che l\u00e2\u20ac\u2122oggetto in questione sia una barchetta a vela vera di sette metri in navigazione sul mare. Indipendentemente dalle indicazioni della bussola (\u00e2\u20ac\u0153rotta bussola\u00e2\u20ac\u009d) o dalla \u00e2\u20ac\u0153prora\u00e2\u20ac\u009d cio\u00c3\u00a8 dalla posizione della \u00e2\u20ac\u0153prua\u00e2\u20ac\u009d della barca, la &#8220;<strong>rotta vera&#8221; (che \u00c3\u00a8 quella che ci interessa in quanto riportabile sulla carta nautica)<\/strong>\u00c2\u00a0sar\u00c3\u00a0 la traccia rappresentata dalla proiezione sul fondo del mare del percorso che la barca sta compiendo sulla sua superficie.<\/p>\n<p>Detto questo, traguardando due punti riconoscibili sulla costa e riportando tali rilevamenti sulla carta nautica, riusciamo a stabilire il \u00e2\u20ac\u0153punto nave\u00e2\u20ac\u009d cio\u00c3\u00a8 ad individuare dove ci troviamo. Oppure, pi\u00c3\u00b9 semplicemente, in barca abbiamo un apparecchio GPS che ci d\u00c3\u00a0 la nostra posizione (ma non la nostra rotta, perch\u00c3\u00a9 non avevamo i soldi per acquistare un GPS pi\u00c3\u00b9 moderno che ci avrebbe dato anche il valore in gradi della nostra rotta). In entrambi i casi, come facciamo a sapere verso dove stiamo andando? Direte voi: hai la bussola, leggila! Stai facendo rotta per <strong>270 gradi bussola<\/strong>! Ci vuole tanto? E quindi, sulla carta, iniziando dal \u00e2\u20ac\u0153punto nave\u00e2\u20ac\u009d, traccia una riga a matita in direzione 270\u00c2\u00b0 e vedrai dove stai dirigendo la tua barchetta. .Eh, no \u00e2\u20ac\u00a6 non basta. state un po\u00e2\u20ac\u2122 a vedere. Infatti la rotta bussola non \u00c3\u00a8 la rotta vera \u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAI9NB9T.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1294\" title=\"thumbnailCAI9NB9T\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAI9NB9T-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Infatti, in ciascuna parte della terra esistono valori particolari di declinazione magnetica, cio\u00c3\u00a8 di scostamento di qualche grado del Nord Magnetico (quello che attrae l\u00e2\u20ac\u2122ago della bussola) dal Nord Vero (quello della carta geografica). Questo scostamento varia due volte: una prima volta a secondo della regione della terra nella quale ci troviamo; una seconda volta varia nel tempo, cio\u00c3\u00a8 progredisce o regredisce nel tempo. Per questa ragione, ogni carta nautica indica la data alla quale \u00c3\u00a8 stata stampata, il valore dello scostamento (declinazione) a quella data e il valore della sua variazione annua nella zona di riferimento. Chiarito ci\u00c3\u00b2, guardiamo la nostra bussola, la qual ci dice, ad esempio, che stiamo navigando per direzione 270 gradi rispetto al Nord Magnetico (rotta magnetica). Ma quella non \u00c3\u00a8 la nostra rotta vera! Infatti, in quella regione del mondo la carta nautica ci dice che esiste uno scostamento dell\u00e2\u20ac\u2122ago della bussola di 5 gradi a destra (rispetto al nord geografico o nord vero) all\u00e2\u20ac\u2122anno (e la carta \u00c3\u00a8 stata stampata un anno prima), il che vuol dire che il nord vero \u00c3\u00a8 5 gradi a sinistra (verso sud ovest), e cio\u00c3\u00a8 che noi stiamo andando in realt\u00c3\u00a0 per <strong>rotta 265 gradi.<\/strong> Quindi sulla carta nautica non dovremmo segnare a matita la nostra rotta con una riga che va ai 270 gradi, bens\u00c3\u00ac con una riga che va a 5 gradi a sud ovest, cio\u00c3\u00a8 verso i 265 gradi. Questa \u00c3\u00a8 la correzione dell\u00e2\u20ac\u2122errore indotto dalla declinazione magnetica (prima correzione).<\/p>\n<p>A questo punto, partendo dalla rotta bussola, con una prima correzione siamo arrivai ad una rotta un po\u00e2\u20ac\u2122pi\u00c3\u00b9 vera. Ma non basta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAJRJZLJ.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1310\" title=\"thumbnailCAJRJZLJ\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAJRJZLJ-127x150.jpg\" alt=\"\" width=\"127\" height=\"150\" \/><\/a>Infatti sulla nostra barca esistono masse ferrose disposte in modo casuale o asimmetrico, che deviano l\u00e2\u20ac\u2122ago della bussola attraendolo verso di s\u00c3\u00a9 in modo diverso a secondo del grado di rotta che stiamo seguendo. Infatti se abbiamo una grossa ancora metallica esattamente a prua, l\u00e2\u20ac\u2122ago della bussola sar\u00c3\u00a0 comunque un po\u00e2\u20ac\u2122 disturbato e in una qualche misura, sar\u00c3\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153un po\u00e2\u20ac\u2122\u00e2\u20ac\u009d deviato verso prua. Ora, se la nostra prua \u00c3\u00a8 esattamente verso il Nord magnetico, l\u00e2\u20ac\u2122effetto della deviazione magnetica non si avr\u00c3\u00a0. Ma se la nostra prua non \u00c3\u00a8 esattamente sul Nord magnetico, bens\u00c3\u00ac se la nostra prora (rotta) \u00c3\u00a8 per 270 gradi gi\u00c3\u00a0 corretta in 265, allora l\u00e2\u20ac\u2122ancora metallica di prua avr\u00c3\u00a0 gi\u00c3\u00a0 trascinato l\u00e2\u20ac\u2122ago della bussola un po\u00e2\u20ac\u2122 pi\u00c3\u00b9 a sinistra, e quel \u00e2\u20ac\u0153265\u00e2\u20ac\u009d avr\u00c3\u00a0 gi\u00c3\u00a0 scontato questo influsso. Pertanto, prima di salpare, con barca legata ad un palo per la prua, facendo compierle un giro di 360 gradi attorno al palo mostrando sempre la prua al palo stesso, avremo stabilito per ogni grado di rotta quale \u00c3\u00a8 la correzione da applicare. Compilata\u00c2\u00a0questa &#8220;tabella di deviazione&#8221; siamo in grado di correggere la deviazione magnetica (seconda correzione). Questa tabella ci avr\u00c3\u00a0 detto, nell&#8217;esempio in esame,\u00c2\u00a0che per rotta bussola 270 gradi, gi\u00c3\u00a0 da noi corretto in 265 gradi, l\u00e2\u20ac\u2122ago della bussola era stato deviato dall\u00e2\u20ac\u2122ancora di prua di 3 gradi a sinistra. Pertanto per compensare, dovremo aggiungere 3 gradi a destra e risalire da 265 a <strong>268 gradi<\/strong>. Quindi cancelliamo sulla carta la riga a matita che andava verso i 265 gradi e la sostituiamo con altra riga verso i 268.<\/p>\n<p>Dopo questa seconda correzione, abbiamo ulteriormente migliorato la veridicit\u00c3\u00a0 della nostra rotta. Ma ancora non basta.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAJ38Q2M.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1311\" title=\"thumbnailCAJ38Q2M\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/thumbnailCAJ38Q2M-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Infatti, posto che la nostra rotta ormai quasi vera sia di 268 gradi, dobbiamo ora calcolare lo <strong>scarroccio<\/strong> (sempre presente in una navigazione a vela che non sia con il vento esattamente in poppa,e pari a circa 8-10 gradi) dovuto al vento (terza correzione), e la <strong>deriva<\/strong>, dovuta alle correnti (quarta ed ultima correzione).<br \/>\nOra, se il vento provenisse da sud ovest (Libeccio) alla nostra rotta di 268 dobbiamo aggiungere gradi altri 10 per lo scarroccio ed arriviamo ad una rotta di <strong>278 gradi<\/strong>. Dopo un certo periodo tuttavia, rifacendo il punto nave, ci accorgiamo che la nostra posizione \u00c3\u00a8 spostata verso sud rispetto al previsto, come se, ad esempio in un\u00e2\u20ac\u2122ora, avessimo navigato per rotta 266 gradi bussola e non per 270. Ci\u00c3\u00b2 significa che abbiamo subito lo scarroccio di una corrente da nord di 4 nodi (4 miglia all\u00e2\u20ac\u2122ora). Correggiamo quindi la rotta per un\u00e2\u20ac\u2122ora del valore doppio e per un\u00e2\u20ac\u2122ora navighiamo a 278 gradi bussola e poi ci rimettiamo su rotta bussola per 270 gradi bussola. Ma a questo punto sappiamo che la nostra rotta vera \u00c3\u00a8 di <strong>274 gradi<\/strong>, cio\u00c3\u00a8 quei 278 gradi di cui sopra meno 4 gradi per la corrente.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Pinarella-Corsica1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1358\" title=\"Pinarella Corsica\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Pinarella-Corsica1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>\u00c2\u00a0<\/p>\n<p><strong>Tracciamo una riga sulla carta con direzione 274 gradi e sapremo verso dove ci stiamo dirigendo: verso quello scoglio di cui si diceva prima e che sicuramente saremo in grado di evitare!<\/strong><\/p>\n<p>P.S.: la seconda volta che passai al traverso della\u00c2\u00a0piramide qui a fianco, di fronte alla baia di Pinarello (innevata dal guano dei gabbiani) sulla costa est della Corsica, dall&#8217;acqua emergevano, paralleli, due alberi in legno di un veliero affondato da poco a seguito di uno &#8220;scontro frontale&#8221;\u00c2\u00a0\u00c2\u00a0con mare calmo : mare calmo, s\u00c3\u00ac, altrimenti le onde lo avrebbero sbriciolato e certamente i due alberi non sarebbero pi\u00c3\u00b9 stati paralleli! \u00c2\u00a0Succede anche questo<strong>.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: come credo che possa essere andata Pino Aprile, uomo di mare oltre che giornalista e scrittore, ci ricorda [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5,351,246],"tags":[376,379,381,341,382,380,343,329,374,378,375,377],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1276"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1276"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}