{"id":15446,"date":"2013-03-23T08:36:38","date_gmt":"2013-03-23T07:36:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=15446"},"modified":"2013-03-24T11:46:09","modified_gmt":"2013-03-24T10:46:09","slug":"la-storia-d%e2%80%99italia-%e2%80%93-4-dal-fascismo-al-fascino-ovvero-allarme-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=15446","title":{"rendered":"LA STORIA D\u00e2\u20ac\u2122ITALIA \u00e2\u20ac\u201c 4) DAL FASCINO AL FASCISMO AL FASCINO (OVVERO, &#8220;ALLARME DEMOCRAZIA&#8221;)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: la puntata precedente la trovi al post del 12 marzo, ore 17,48<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_15474\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 208px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/200px-Luigi_Sturzo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-15474\" title=\"200px-Luigi_Sturzo[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/200px-Luigi_Sturzo1-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/200px-Luigi_Sturzo1-198x300.jpg 198w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/200px-Luigi_Sturzo1.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Don Luigi Sturzo<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>Gennaio 1919: <strong>Don Luigi Sturzo<\/strong> (prete siciliano) fonda il <strong>Partito Popolare.<\/strong><br \/>\nIl Partito Popolare si differenzia dalle preesistenti organizzazioni cattoliche e religiose, proclamandosi fedele ai principi del cristianesimo. Non pi\u00c3\u00b9 sotto il controllo del vescovo\/Vaticano.<br \/>\nLa precedente Unione Elettorale cattolica (ante guerra) scomparve motu proprio.<br \/>\nL\u00e2\u20ac\u2122Unione Economico Sociale fu sciolta dal Vaticano.<br \/>\nI sindacati fondarono la Confederazione Italiana dei lavoratori, la quale, insieme alle tre Cooperative dei consumatori, dei produttori e delle banche si allearono al Partito Popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Partito Popolare <\/strong>condannava l\u00e2\u20ac\u2122imperialismo, sosteneva la societ\u00c3\u00a0 delle nazioni e il disarmo, voleva abolire la segretezza dei trattati internazionali, voleva il suffragio universale per le donne, la proporzionale, una forte legislazione sociale, lotta all\u00e2\u20ac\u2122analfabetismo, libert\u00c3\u00a0 di comunicazione, lotta alla burocrazia. Tuttavia era \u00e2\u20ac\u0153nazionalista\u00e2\u20ac\u009d nel reclamare Dalmazia, Asia Minore, Etiopia, etc..<br \/>\nAndamento lavoratori iscritti<br \/>\n1914 107.000<br \/>\n1918 162.000<br \/>\n1919 200.000<br \/>\n1920 1.189.000 (945.000 mezzadri, piccoli proprietari, affittuari)<br \/>\n1920 2.150.000 iscritti ai sindacati socialisti (750.000 classi agricole)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I liberali<\/strong> (anche se etichettavano come \u00e2\u20ac\u0153bolscevici\u00e2\u20ac\u009d anche gli scioperi del Partito Popolare) pensavano di fare del Partito Popolare un argine contro i \u00e2\u20ac\u0153rossi\u00e2\u20ac\u009d. Infatti Il Partito Popolare imped\u00c3\u00ac al Partito Socialista di raggiungere il dominio incontrastato delle classi contadine. Tuttavia il Partito Popolare era poco presente nei grossi centri urbani e nelle campagne del meridione (<strong>primo ostacolo al suo sviluppo<\/strong>). Inoltre al suo interno v\u00e2\u20ac\u2122era una minoranza di ricchi conservatori che finanziavano le campagne elettorali, avevano tempo di dedicarsi alla politica e amministravano banche anche corrotte, Banco di Roma in testa (<strong>secondo freno al suo\u00c2\u00a0sviluppo<\/strong>). <strong>Terzo ostacolo<\/strong>: la \u00e2\u20ac\u0153questione romana\u00e2\u20ac\u009d che la <strong>Legge delle Guarantigie<\/strong> (marzo 1871) non aveva risolto: e nel programma del Partito Popolare mancava il punto relativo alla piena libert\u00c3\u00a0, sovranit\u00c3\u00a0 ed indipendenza del Papa. La \u00e2\u20ac\u0153fede democratica\u00e2\u20ac\u009d dei leader (laici) era \u00e2\u20ac\u0153vacillante\u00e2\u20ac\u009d, stante anche l\u00e2\u20ac\u2122ambiguo rapporto con il Vaticano. All\u00e2\u20ac\u2122avvento del fascismo non pochi leader del Partito Popolare vi aderirono. I partiti di ispirazione anticlericale, eredi del risorgimento, rifiutarono il fascismo, ma allo stesso tempo ricercarono qualcosa di pi\u00c3\u00b9 laicamente democratico del Partito Popolare.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_15473\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 160px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/turati12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-15473\" title=\"turati[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/turati12-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/turati12-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/turati12.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Filippo Turati<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Partito Socialista.<\/strong> Il Partito Socialista \u00e2\u20ac\u0153ufficiale\u00e2\u20ac\u009d era stato l\u00e2\u20ac\u2122unico ad opporsi alla guerra. Il partito radun\u00c3\u00b2 i propri sindacati nella Confederazione Generale del Lavoro, raccogliendo aderenti soprattutto nel centro-nord del paese. Nel meridione prevalevano spiriti conservatori, associazioni di ex combattenti e nazionalisti, ed il partito socialista \u00e2\u20ac\u0153soffr\u00c3\u00ac\u00e2\u20ac\u009d al pari del partito popolare. <strong>I socialisti volevano eliminare dalla scena politica chi aveva voluto la guerra<\/strong>. Come prima della guerra vi erano stati interventisti e non, ora, sia pure nell\u00e2\u20ac\u2122ambito di un partito e non della nazione, vi erano i \u00e2\u20ac\u0153<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>rivoluzionari\u00e2\u20ac\u009d e non<\/strong><\/em><\/span>. I socialisti \u00e2\u20ac\u0153<strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>massimalisti<\/em><\/span>\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> volevano la rivoluzione, gli altri no, se non altro perch\u00c3\u00a9 il paese sarebbe stato bloccato nelle sue indispensabili importazioni di carbone e grano. <span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>La \u00e2\u20ac\u0153destra\u00e2\u20ac\u009d socialista (Filippo Turati) aspirava ad una \u00e2\u20ac\u0153rivoluzione culturale\u00e2\u20ac\u009d<\/strong><\/em><\/span> che preparasse il proletariato ad assumere la guida politica del paese. Ma prevalse la sinistra rivoluzionaria dei \u00e2\u20ac\u0153massimalisti\u00e2\u20ac\u009d, offrendo il destro al nascere di quello che sarebbe stato il fascismo. Infatti sorsero numerosi, diversi \u00e2\u20ac\u0153gruppi rivoluzionari\u00e2\u20ac\u009d che agivano con scioperi non coordinati e comunque inconcludenti, prestandosi in tal modo alle facili critiche di tale <strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><em>Benito Mussolini<\/em><\/span>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/220px-Prampolini_francobollo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-15461\" title=\"220px-Prampolini_francobollo[1]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/220px-Prampolini_francobollo1-179x300.jpg\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/220px-Prampolini_francobollo1-179x300.jpg 179w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/220px-Prampolini_francobollo1.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a>Gli scioperi.<\/strong> In Germania, Francia ed Inghilterra gli scioperi furono ben pi\u00c3\u00b9 duri che in Italia. In Italia essi erano \u00e2\u20ac\u0153moderati\u00e2\u20ac\u009d in una certa misura dall\u00e2\u20ac\u2122ala destra del Partito Socialista <strong>(Camillo Prampolini),<\/strong> che paragonava una rivoluzione cruenta ad una guerra, insistendo sulla necessit\u00c3\u00a0 di acculturare le masse lavoratrici (con nuove scuole, biblioteche, palestre, etc.). Come <strong>al solito prevalsero i massimalisti con i loro scioperi selvaggi,<\/strong> <span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>sollevando per reazione contro-manifestazioni da parte del certo medio, borghese, militare e \u00e2\u20ac\u0153neofascista\u00e2\u20ac\u009d che sfociarono con la distruzione della sede del giornale L\u00e2\u20ac\u2122Avanti ad opera del fascista Marinetti<\/strong><\/em><\/span>. Da Roma si intervenne per &#8230; elogiare le violenze neo fasciste (il generale caviglia, Ministro della Guerra, si congratul\u00c3\u00b2 con Marinetti per la difesa dello stato contro i bolscevici!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>La sinistra non reag\u00c3\u00ac alla distruzione dell\u00e2\u20ac\u2122Avanti se non ricostruendola. Non tent\u00c3\u00b2 alcun gesto di rivincita, dando prova di arrendevolezza. Gli scioperi che seguirono furono inutili ed inefficaci ostentazioni di muscoli, senza alcun obiettivo strategico<\/strong><\/em><\/span>. Praticamente rappresentarono il fallimento morale degli scioperanti. Il Governo pun\u00c3\u00ac i militari che partecipavano agli scioperi di sinistra e non quelli che partecipavano agli scioperi di destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;area anti-socialista\u00c2\u00a0 si trovavano anche <strong>giovani studenti<\/strong> che avrebbero voluto cambiamenti ragionevoli, ma che la sinistra nel proprio giudizio etichett\u00c3\u00b2 come conservatori repressivi, compiendo un grave errore! In parallelo, gli operai con i loro scioperi, quanto meno ottenevano miglioramenti economici, mentre <strong>burocrati, impiegati, magistrati, intellettuali<\/strong> restavano fermi a livelli decisamente inferiori. Queste <strong>classi medie, sia pure declassate,<\/strong> non dismisero il loro ruolo e su di esse attecch\u00c3\u00ac il germe del fascismo, in funzione antagonista della \u00e2\u20ac\u0153bolscevica\u00e2\u20ac\u009d classe operaia &#8220;rivoluzionria alla maniera massimalista&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(continua)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S.: un mio commento? Anzi, due! \u00c2\u00a01) <strong>Prampolini e Turati<\/strong> vollero evitare\u00c2\u00a0la rivoluzione cruenta di sinistra, vista come un malanno al pari di una guerra. Ma altri fecero la rivoluzione di\u00c2\u00a0destra, la rivoluzione fascista, che prima fu come una guerra e poi fu\u00c2\u00a0 una guerra &#8230; 2) <strong>I giovani d&#8217;oggi, quelli di &#8220;area Grillo&#8221;<\/strong> &#8230; anche oggi non dobbiamo accomunare giovani in buona fede che anelano ad una &#8220;evoluzione&#8221; del sistema, con chi li sta strumentalizzando ai fini di\u00c2\u00a0una \u00c2\u00a0&#8220;rivoluzione&#8221; che ha molto, troppo, di personale &#8230; <span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>Non facciamo che dal &#8220;fascino&#8221; di una persona si passi ad un nuovo, sostanziale \u00c2\u00a0&#8220;fascismo&#8221; , basato appunto &#8211; ma questo sarebbe solo un dettaglio &#8211; sul &#8220;fascino&#8221; \u00c2\u00a0anzich\u00c3\u00a8 sui &#8220;fasci&#8221; &#8230;<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: la puntata precedente la trovi al post del 12 marzo, ore 17,48 Don Luigi Sturzo Gennaio 1919: Don [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[399],"tags":[2390,2489,2165,2486,2367,2488,2487,2485,2483,2484],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15446"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15446"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15446\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}