{"id":16378,"date":"2013-04-02T12:46:07","date_gmt":"2013-04-02T11:46:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=16378"},"modified":"2013-04-02T12:46:07","modified_gmt":"2013-04-02T11:46:07","slug":"la-storia-d%e2%80%99italia-%e2%80%93-7-dal-fascino-al-fascismo-al-fascino-%e2%80%9callarme-democrazia%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=16378","title":{"rendered":"LA STORIA D\u00e2\u20ac\u2122ITALIA \u00e2\u20ac\u201c 7) DAL FASCINO AL FASCISMO AL FASCINO: \u00e2\u20ac\u0153ALLARME DEMOCRAZIA\u00e2\u20ac\u009d"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"font-size: 13px;\">Detto altrimenti: puntata precedente? Il 25 marzo, cfr. ivi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1920-1921, scioperi, reazione, fascismo.\u00c2\u00a0<\/strong><strong style=\"text-align: justify; font-size: 13px;\">Tutti contro tutti:<\/strong><span style=\"text-align: justify; font-size: 13px;\"> nazionalisti contro popolari e socialisti, socialisti massimalisti contro socialisti moderati e popolari, anarchici contro tutti, etc.. La prima met\u00c3\u00a0 del 1920 fu segnata da numerosissimi scioperi. Anche qui, ad ogni tipo di sciopero si contrapponeva ad almeno altri due: infatti vi erano quelli \u00e2\u20ac\u0153politici\u00e2\u20ac\u009d, quelli \u00e2\u20ac\u0153economici\u00e2\u20ac\u009d , quelli \u00e2\u20ac\u0153agricoli\u00e2\u20ac\u009d e quelli degli &#8220;impiegati pubblici&#8221;. A non scioperare solo i Reali Carabinieri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-16394\" title=\"th[2]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th2.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" \/><\/a>1920<\/strong>: i popolari fanno dimettere Nitti. Subentra <strong>Giolitti.\u00c2\u00a0<\/strong>Ancona; primo ammutinamento delle truppe in partenza per L\u00e2\u20ac\u2122Albania.\u00c2\u00a0<strong>Trieste, 13 luglio<\/strong>, <strong>nazionalisti e fascisti incendiano la Narodni Dom<\/strong>, la sede di tutte le attivit\u00c3\u00a0 politiche, economiche, sociali, culturali degli slavi cittadini, al fine di fare fallire la trattativa fra il ministro Sforza e Belgrado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Il governo proseguiva con la produzione bellica (ora inutile)\u00c2\u00a0a scopo occupazionale, e aumentava la cartamoneta in circolazione. I prezzi aumentavano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Datori di lavoro agricoli e industriali dava<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">no la colpa dell\u00e2\u20ac\u2122inflazione agli scioperi.\u00c2\u00a0<\/span>Si volle verificare la fedelt\u00c3\u00a0 delle forze armate. <strong>Nell\u00e2\u20ac\u2122estate del 1920, il colonnello A.R. fu incaricato dell\u00e2\u20ac\u2122indagine<\/strong>, a seguito della quale dichiar\u00c3\u00b2 che \u00e2\u20ac\u0153la truppa proveniva dal popolo e ne condivideva le idee, per cui <strong>occorreva costituire una nuova milizia di idealisti, esperti, valorosi, forti e aggressivi, per contrastare la possibile rivoluzione che avrebbe potuto nascere dagli scioperi\u00e2\u20ac\u009d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\n<em><\/em><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_16402\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 160px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th2-23.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-thumbnail wp-image-16402\" title=\"th[2] (2)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/th2-23-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Boris Pahor, poeta, scrittore, patriota, deportato sloveno in Trieste, &#8220;Il rogo nel porto&#8221; Ed. Nicolodi, 2001<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli operai occuparono le fabbriche. I padroni resistettero. L\u00e2\u20ac\u2122occupazione fu unitile, Giolitti aveva semplicemente atteso che tutti si stancassero. Ci furono 300 morti \u00e2\u20ac\u0153inutili\u00e2\u20ac\u009d e Mussolini che stava a guardare, accusando Giolitti di non essere intervenuto.\u00c2\u00a0L\u00e2\u20ac\u2122occupazione delle fabbriche dimostr\u00c3\u00b2 che la vera occupazione non era quella dei capannoni, ma sarebbe stata quella delle direzioni aziendali tecnica, organizzativa, commerciale, di produzione, etc..<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>Elezioni di fine 1920: socialisti, 24,3% &#8211; Popolari, 19,4% &#8211; blocchi patriottici e antibolscevici, 56,3%. Il governo avrebbe potuto ricominciare a far rispettare la legge da parte di tutti. Invece Giolitti fece accordi con i fascisti<\/strong><\/em><\/span> che, ad esempio, il 14 ottobre incendiarono la sede del quotidiano \u00e2\u20ac\u0153Il Lavoratore\u00e2\u20ac\u009d a<strong> Trieste<\/strong>, occasione nella quale la polizia si distinse per la sua assenza. Lo stesso a <strong>Bologna<\/strong>, corteo socialista con strage di partecipanti. Lo stesso accadde a <strong>Ferrara<\/strong>, ad opera di fascisti \u00e2\u20ac\u0153regolarmente\u00e2\u20ac\u009d armati, che operavano su indicazioni della polizia circa le persone da aggredire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questi fatti contribuirono a fare sgonfiare il problema Fiume. Resistere o morire, aveva detto il Vate D\u00e2\u20ac\u2122Annunzio, ma quando si accorse che sarebbe morto, disse che non valeva la pena di gettare la vita in servizio di un popolo che non si cura di distogliere neppure per un attimo la sua ingordigia dalle gozzoviglie natalizie e abbandon\u00c3\u00b2 la scena.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\">Congresso socialista di Livorno, gennaio 1921. Si forma il PCI.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px;\">Mussolini<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"> aveva attaccato da sinistra i socialisti in quanto \u00e2\u20ac\u0153rivoluzionari inconcludenti\u00e2\u20ac\u009d. Adesso cambia tattica e li accusa da destra, in quanto responsabili di scioperi e disordini.\u00c2\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Su questa base ideologica <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Mussolini \u00e2\u20ac\u0153arruola\u00e2\u20ac\u009d arditi, ex combattenti, ufficiali smobilitati, datori di lavoro, impiegati statali, capitalisti, industriali, militari di professione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\">1<\/span><\/strong><strong style=\"font-size: 13px;\">920- 1921: le squadre fasciste bastonano, incendiano, uccidono<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"> socialisti e popolari, di ogni livello, anche politico. A cavallo fra i due anni, il fascismo dilag\u00c3\u00b2 anche nelle campagne e da movimento \u00e2\u20ac\u0153antibolscevico\u00e2\u20ac\u009d divent\u00c3\u00b2 movimento economico-politico contro le classi operaie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(continua)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: puntata precedente? 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