{"id":17326,"date":"2013-04-20T07:31:55","date_gmt":"2013-04-20T06:31:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=17326"},"modified":"2013-04-21T11:25:02","modified_gmt":"2013-04-21T10:25:02","slug":"trento-e-i-suoi-deportati","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=17326","title":{"rendered":"TRENTO E I SUOI DEPORTATI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 13px;\">Detto altrimenti: ricordare il passato, un dovere verso chi ci ha preceduto e \u00c2\u00a0per costruire un futuro migliore<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_17342\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 235px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0921.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17342\" title=\"IMG_0921\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0921-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0921-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0921-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0921.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Il Presidente del Consiglio Provinciale, Bruno Dorigatti<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trento, 19 aprile 2013, ore 17,00. La Presidenza del consiglio Provinciale, nella persona del <strong>Presidente Bruno Dorigatti,<\/strong> ha organizzato la presentazione del libro \u00e2\u20ac\u0153Almeno i nomi\u00e2\u20ac\u009d, curato dal <strong>Laboratorio di Storia di Rovereto,<\/strong> per la ricostruzione della sorte dei deportati trentini ad opera del nazifascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<em>o vivo in Trentino da 25 anni. Sono nato a Genova il 3 febbraio 1944 nella frazione montana della Doria, dove i miei erano sfollati. Ho inaugurato il locale fonte battesimale. Sono ovviamente samp-doriano. Tempo di guerra. Mio fratello Beppe, Genova 1942, era stato trasferito da Genova presso i miei genitori ai nonni paterni, a S. Angelo in Colle (SI), un paese frazioncina del Comune di Montalcino. Nel 1949 nascer\u00c3\u00a0, sempre a Genova, il terzo figlio, Alberto. <strong>Babbo, Dario, classe 1912<\/strong>, era carabiniere a Genova dopo essere stato per anni in Trentino (<strong>Vermiglio<\/strong>, nel cui Comune, dopo tanti anni, ho lavorato come Presidente delle societ\u00c3\u00a0 impiantistiche del Tonale per conto dell&#8217;azionista ISA di cui ero Direttore sotto il Presidente Sen. Bruno Kessler!) \u00c2\u00a0<strong>Pal\u00c3\u00b9 di S. Orsola<\/strong>\u00c2\u00a0(su la Fersena, dove io, dopo tanti anni, a Trento, abito! Che dire? Era destino &#8230;) e in Alto Adige, a <strong>Bolzano<\/strong>, dove aveva conosciuto mamma (che era stata l\u00e2\u20ac\u2122insegnante dell\u00e2\u20ac\u2122On. Alcide Berloffa) e che poi aveva sposato a<strong> Genova<\/strong>.<\/em><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_17346\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 200px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A25.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17346\" title=\"A25\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A25-190x300.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A25-190x300.jpg 190w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A25-648x1024.jpg 648w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A25.jpg 939w\" sizes=\"(max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Mamma, all&#8217;Alpe di Siusi, fotografata dall&#8217;allora fidanzato Dario<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da Genova, negli anni 60, pur avendo la moglie insegnante, un figlio a scuola e due all\u00e2\u20ac\u2122Universit\u00c3\u00a0 in quella stessa citt\u00c3\u00a0, venne <strong>ritrasferito in Trentino, a Cles<\/strong> (all\u00e2\u20ac\u2122epoca, era sindaco <strong>Giacomo Dusini)<\/strong> dal <strong>generale De Lorenzo,<\/strong> nell\u00e2\u20ac\u2122ambito del progetto di \u00e2\u20ac\u0153sparpagliare\u00e2\u20ac\u009d sul territorio nazionale tutti i \u00e2\u20ac\u0153marescialloni\u00e2\u20ac\u009d al fine di \u00e2\u20ac\u00a6. ma la cosa per fortuna non gli riusc\u00c3\u00ac, al generale, intendo \u00e2\u20ac\u00a6no, il trasferimento gli riusci, \u00c3\u00a8 quell&#8217;altra cosa che non gli riusc\u00c3\u00ac &#8230; Dopo due anni, da Cles, babbo si pre-conced\u00c3\u00b2 e rientr\u00c3\u00b2 in famiglia a Genova.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Ma torniamo al 1944.<\/strong> Anni dopo mamma mi raccontava che non riusciva a farmi addormentare fra le sue braccia, perch\u00c3\u00a8 io \u00e2\u20ac\u0153ero abituato a quelle del babbo\u00e2\u20ac\u009d che non c\u00e2\u20ac\u2122era pi\u00c3\u00b9: infatti <strong>babbo non aveva \u00e2\u20ac\u0153firmato\u00e2\u20ac\u009d ed era stato deportato in Germania.<\/strong><\/em><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_17344\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17344\" title=\"A13\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A13-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A13-300x197.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A13-1024x673.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/A13.jpg 2016w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Dario Lucatti, Maresciallo a Genova, prima del trasferimento a Cles<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu fortunato. Torn\u00c3\u00b2 a casa dopo due anni. Babbo conosceva un po\u00e2\u20ac\u2122 di tedesco (appreso in Alto Adige dalla sua insegnante privata, mamma), aveva un buon carattere, era un bravo cuoco. Forse per questo si \u00c3\u00a8 salvato. Raccontava: <em>\u00e2\u20ac\u0153Una volta mi diedero un mastello di marmellata con la muffa, perch\u00c3\u00a8 lo buttassi via. Noi Italiani si tolse lo strato di muffa e se ne fece un\u00e2\u20ac\u2122indigestione! Un\u00e2\u20ac\u2122altra volta fummo incaricati di caricare per il giorno dopo un grosso motore d\u00e2\u20ac\u2122aereo su di un camion e ci furono minacciate pene severe in caso d\u00e2\u20ac\u2122insuccesso. Noi non s\u00e2\u20ac\u2122aveva alcuna gru. Ebbi un\u00e2\u20ac\u2122idea: scavammo una buca, ci facemmo scendere il camion a retromarcia e con alcuni pali facemmo rotolare il motore nel cassone del mezzo. Nessuno di noi fu punito\u00e2\u20ac\u009d<\/em>. Ricordo che raccontava che lo mandavano a lavorare nelle fattorie vicine al campo e che veniva retribuito. A noi bambini i miei dieder poi \u00c2\u00a0le <strong>banconote da \u00e2\u20ac\u0153miliardi di marchi\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> con le quali era stato pagato il suo lavoro. Purtroppo eravamo troppo piccoli per capire il valore di quei \u00e2\u20ac\u0153cimeli\u00e2\u20ac\u009d e non le abbiamo conservate. <strong>Babbo fu liberato dagli americani, i quali<\/strong>\u00c2\u00a0<em>\u00e2\u20ac\u0153&#8230;per forza hanno vinto: a noi in Italia mancava la benzina per i carrarmati e loro avevano fusti pieni di benzina avio per \u00e2\u20ac\u00a6 smacchiare le loro divise! E poi loro si meravigliavano che noi Italiani si facesse incetta delle lamette da barba che mettevano a nostra disposizione in quantit\u00c3\u00a0 illimitata \u00e2\u20ac\u00a6 ma per noi era oro puro, dopo tanta miseria\u00e2\u20ac\u009d.<\/em> Cos\u00e2\u20ac\u2122altro riport\u00c3\u00b2 dalla Germania il mio babbo? Quell\u00e2\u20ac\u2122 \u00e2\u20ac\u0153Auf!\u00e2\u20ac\u009d imperioso con il quale ci dava la sveglia alla mattina, per mandarci a scuola: \u00e2\u20ac\u0153Aufstehen, aber schnell auch\u00e2\u20ac\u009d, alzarsi, e di corsa anche!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chieder\u00c3\u00b2 maggiori informazioni all\u00e2\u20ac\u2122<strong>Associazione Nazionale Deportati<\/strong>: alla Provincia di Trento chieder\u00c3\u00b2 se ritiene di donare anche a me, bench\u00c3\u00a8 babbo non sia stato un deportato trentino, una copia del volume presentato oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma veniamo alla celebrazione odierna, perch\u00c3\u00a9 di celebrazione si \u00c3\u00a8 trattato, e il 25 aprile \u00c3\u00a8 vicino!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bruno Dorigatti:<\/strong> \u00e2\u20ac\u0153Almeno i nomi\u00e2\u20ac\u009d dei 202 deportati trentini, un libro, un saggio, molte schede biografiche di chi ha subito la violenza della storia. Sono pagine di memoria vera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene data lettura di alcune lettere del deportato <strong>Simone Leonardelli,<\/strong> nato a Montagnana nel 1897. Soldato nell\u00e2\u20ac\u2122esercito Austro Ungarico sul fronte galiziano. Tre figli. Maestro a Lavarone. Dice che la Germania perder\u00c3\u00a0 la guerra. Arrestato a scuola, in aula, di fronte ai suoi ragazzi, il 23 novembre 1944. Deportato. Nel 1952, grazie alla Croce Rossa Austriaca, si apprende che \u00c3\u00a8 morto a Mauthausen il 16 giugno 1945.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_17350\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0920.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17350\" title=\"IMG_0920\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0920-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0920-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0920.jpg 864w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Tomazzoni, Dorigatti, Menegoni<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ing. Giovanni Tomazzoni,<\/strong> coordinatore del <strong>Laboratorio di Storia di Rovereto.<\/strong> Illustra il metodo della ricerca effettuata dal suo gruppo, che si \u00c3\u00a8 avvalso della collaborazione di parenti di deportati, di internet, dell\u00e2\u20ac\u2122Archivio di Stato di Trento, dei fogli matricolari dei militari, del mega archivio tedesco della Croce Rossa Internazionale e delle schede perforate del maccanografico tedesco di allora, predisposte per essere lette da machine IBM (!). Si sofferma quindi sulla <strong>\u00e2\u20ac\u0153burocrazia tragicomica dell\u00e2\u20ac\u2122orrore\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> secondo la quale \u00e2\u20ac\u0153Tizio \u00c3\u00a8 contadino <span style=\"text-decoration: underline;\"><em>ma<\/em><\/span> sa leggere e scrivere\u00e2\u20ac\u009d oppure quella che imponeva a chi stava per essere internato in un campo di concentramento di firmare una dichiarazione \u00e2\u20ac\u0153di essere edotto delle conseguenze di dichiarazioni non veritiere\u00e2\u20ac\u009d! Preannuncia l\u00e2\u20ac\u2122intenzione di un libro analogo sugli internati nel <strong>campo di Via Resia in Bolzano,<\/strong> ancorch\u00c3\u00a8 non trasferiti oltre il Brennero. Fra questi, ve ne sono circa 150 ad oggi \u00e2\u20ac\u0153dimenticati\u00e2\u20ac\u009d e occorre render loro giustizia. Si cita una coppia, padre e figlio, rispettivamente <strong>Emilio ed Armando Sacchetti, Trentini,<\/strong> arrestati a Milano perch\u00c3\u00a9 partigiani. Il figlio Armando, mutilato di una gamba, non venne trasferito da Bolzano in Germania. Il padre, abile al lavoro, si. E vi mor\u00c3\u00ac.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_17351\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 235px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0924.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17351\" title=\"IMG_0924\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0924-225x300.jpg\" alt=\"Ing. Tomazzoni\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0924-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0924-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0924.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Ing. Tomazzoni<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dario Menegoni, Vicepresidente dell\u00e2\u20ac\u2122Associazione Nazionale Deportati.<\/strong> Oltre 900.000 i deportati dopo l\u00e2\u20ac\u21228 settembre 1943. Sottolinea il \u00e2\u20ac\u0153valore collettivo\u00e2\u20ac\u009d del vissuto di ognuno, \u00e2\u20ac\u0153del vostro familiare\u00e2\u20ac\u009d, rivolgendosi ai parenti di ogni deportato. La memoria storica \u00e2\u20ac\u00a6 di storia si vive se non sui dimentica <strong>(\u00e2\u20ac\u0153Perdonare \u00c3\u00a8 da cristiani, dimenticare \u00c3\u00a8 da bischeri\u00e2\u20ac\u009d, firmato Don Milani. N.d.r.).<\/strong> Suggerisce di costituire la <strong>Sezione Trentina dell\u00e2\u20ac\u2122Associazione Nazionale Deportati.<\/strong> Una rivalutazione della resistenza, ma non solo o esclusivamente dei giovani armati di mitra sulle montagne, ma di tutto un popolo di persone umili e miti, che hanno pagato con la deportazione il non avere ceduto alla dittatura. La resistenza di tante donne e di tanti uomini che <strong>aspiravano alla liberazione dal giogo nazifascista ed anelavano alla democrazia.<\/strong> E che sono finiti, i pi\u00c3\u00b9 sfortunati, in campi nei quali non si faceva alcuna selezione in quanto tutti erano destinati ai forni, i pi\u00c3\u00b9 fortunati negli altri, nei quali la percentuale dei sopravvissuti \u00e2\u20ac\u0153arriv\u00c3\u00b2\u00e2\u20ac\u009d al 30% &#8211; 40%! Quindi una sua certezza: che questo libro sar\u00c3\u00a0 catalizzatore di altri ritrovamenti di documenti e notizie circa altri deportati fino ad oggi \u00e2\u20ac\u0153rimasti relegati nel nulla\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_17349\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0922.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-17349\" title=\"IMG_0922\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0922-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0922-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0922-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/IMG_0922.jpg 1728w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Solo una piccola parte dell&#8217;uditorio &#8230;<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i tanti campi, se ne ricorda uno in particolare, \u00e2\u20ac\u0153nuovo\u00e2\u20ac\u009d, che non molti conoscono: <strong>D.O.R.A. Deutsche Organishen Reich Arbeit,<\/strong> nel quale si lavorava (da schiavi!) alle V1 e V2, agli ordini di due veri e propri aguzzini, Werner Von Braun e l\u00e2\u20ac\u2122architetto Speer, e nel quale fu internato e trov\u00c3\u00b2 la morte il carabiniere ventenne <strong>Lino Rainotti<\/strong> di ALA di Trento. Di lui i familiari, dopo tante inutili ricerche, hanno avuto notizia solo per caso, dal libro <strong>\u00e2\u20ac\u0153Gli schiavi di Hitler\u00e2\u20ac\u009d (Ricciotti Lazzero, Mondadori, 1996). Alla sorella, Bruna Rainotti,<\/strong> viene consegnata copia del libro che poi sar\u00c3\u00a0 spedito a tutte le famiglie dei deportati citati nel libro stesso. Bruna, che racconta di essere stata a Dora e di avere appreso che i campi erano stati concimati con la cenere \u00e2\u20ac\u00a6 con quale cenere \u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che altro dire? Per rendere giustizia. Per non dimenticare. Per non commettere di nuovo gli stessi errori. Per un futuro migliore.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: ricordare il passato, un dovere verso chi ci ha preceduto e \u00c2\u00a0per costruire un futuro migliore Il Presidente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[399,355],"tags":[2818,2830,2826,2835,2813,2822,2820,2833,2816,2831,2819,2823,1346,2832,2829,2817,2814,2836,2827,2834,2824,2825,2815,2821,2828],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17326"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17326"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17326\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}