{"id":18957,"date":"2013-05-29T13:41:38","date_gmt":"2013-05-29T12:41:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=18957"},"modified":"2013-05-30T08:26:15","modified_gmt":"2013-05-30T07:26:15","slug":"generazione-smartphone","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=18957","title":{"rendered":"Generazione Smartphone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>OPEN BLOG? SI ,CERTO! INFATTI BEN VOLENTIERI PUBBLICO IL POST INVIATOMI DA\u00c2\u00a0FAUSTO LAMMOGLIA<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><em>INIZIA<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Ultimamente, dopo un convegno organizzato da Agesci Liguria e dopo la lettura del libro \u00e2\u20ac\u0153Sotto il segno di Facebook\u00e2\u20ac\u009d di L. Verdone, mi sono trovato a riflettere circa la connessione tra giovani e nuove tecnologie.<\/em><\/p>\n<p><strong>Detto altrimenti: <span style=\"color: #ff0000;\">non ci si guarda pi\u00c3\u00b9 in faccia<\/span>, ma solo in faccia \u00e2\u20ac\u201c libro. Ecco alcuni spunti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rivoluzione tecnologica di questi ultimi anni<\/strong> ha portato ogni abitante della terra ad essere vicino di casa di ogni altro attraverso la semplice connessione internet. Se prima serviva un PC (personal computer? No, i francesi lo chiamano l\u00e2\u20ac\u2122ordinnateur! N.d.r.), ora basta uno smartphone perch\u00c3\u00a9 questo accada. Se ci\u00c3\u00b2 \u00c3\u00a8 fonte di innumerevoli vantagg<strong>i, la tecnologia porta con s\u00c3\u00a9 pi\u00c3\u00b9 di uno spettro.<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_18987\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 210px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/58939_10200928726410401_421767079_n2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-18987\" title=\"58939_10200928726410401_421767079_n\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/58939_10200928726410401_421767079_n2-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/58939_10200928726410401_421767079_n2-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/58939_10200928726410401_421767079_n2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Fausto Lammoglia<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) Aumenta ogni giorno il divario tra relazioni faccia a faccia e relazioni mediate da uno schermo.<\/strong> <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Le persone non si parlano pi\u00c3\u00b9 guardandosi in faccia,<\/strong><\/span> ma scrivendo sms, mail, o post sui social network. <strong>La mancanza di un contatto diretto implica la possibilit\u00c3\u00a0 di essere asettici, se non addirittura falsi.<\/strong> La relazione mediata dallo schermo, infatti, permette a colui che scrive (anche se ormai \u00c3\u00a8 comune affermare che egli \u00e2\u20ac\u0153parla\u00e2\u20ac\u009d) di non esporre le sue emozioni oppure di falsarle. Questa condizione, impraticabile quasi del tutto in una conversazione in carne ed ossa, consente al mittente di reinventare se stesso e i suoi sentimenti, cio\u00c3\u00a8 di barare nella relazione. Le persone intessono quindi relazioni alterate, non vere, non sincere. Si noti inoltre la possibilit\u00c3\u00a0 aumentata del fraintendimento: la nostra lingua permette un\u00e2\u20ac\u2122infinit\u00c3\u00a0 di sfumature tale che ogni frase pu\u00c3\u00b2 significare pi\u00c3\u00b9 cose a seconda del timbro di voce, dell\u00e2\u20ac\u2122intonazione, dell\u00e2\u20ac\u2122 <strong><span style=\"color: #ff0000;\">espressione facciale<\/span><\/strong>; in una conversazione on line, dove questi fattori si perdono, le parole perdono il loro pieno significato (le parole sono pietre, firmato Don Milani, n.d.r.) e il messaggio \u00c3\u00a8 affidato totalmente all\u00e2\u20ac\u2122interpretazione del destinatario (o del lettore, nel caso delle bacheche pubbliche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2) La costante rintracciabilit\u00c3\u00a0 e immediata possibilit\u00c3\u00a0 di comunicare,<\/strong> porta con s\u00c3\u00a9 la graduale diminuzione del senso dell\u00e2\u20ac\u2122impegno. Un appuntamento fissato per un giorno ed un\u00e2\u20ac\u2122ora, che sia lavorativo o amicale, pu\u00c3\u00b2 essere disdetto o ritardato in pochi secondi, senza portare con s\u00c3\u00a9 gravi conseguenze. Prima di questo tipo di comunicazioni, le persone fissavano appuntamenti e si impegnavano a rispettarli, se non altro pensando agli altri avventori che attendevano nel dubbio se non nell\u00e2\u20ac\u2122apprensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/th213.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-18999\" title=\"th[2]\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/th213-281x300.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/th213-281x300.jpg 281w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/th213.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>3) Albert Einstein<\/strong> disse: \u00e2\u20ac\u0153Temo il giorno in cui la tecnologia andr\u00c3\u00a0 oltre la nostra umanit\u00c3\u00a0: il mondo sar\u00c3\u00a0 popolato allora da una generazione di idioti\u00e2\u20ac\u009d. Questa citazione, che ritroviamo on line sempre pi\u00c3\u00b9 spesso (proprio nei social network), ci riporta al problema delle relazioni personali. Aggiriamoci tra le piazze delle nostre citt\u00c3\u00a0, nei locali, nei bar, nei pub. Quante persone dialogano tra loro mentre almeno uno degli interessati \u00e2\u20ac\u0153smanetta\u00e2\u20ac\u009d con il telefono? Una persona parla ad un\u00e2\u20ac\u2122altra e questa distrattamente scrive altro (situazioni paradossali quali quella di due amici che non si vedono da molto tempo, e mentre uno parla, l\u00e2\u20ac\u2122altro posta sul suo profilo la gioia di rivedere un amico perduto\u00e2\u20ac\u00a6 Rivederlo e basta, ascoltarlo diventa superfluo!). Se tra amici questo pu\u00c3\u00b2 essere \u00e2\u20ac\u0153tollerato\u00e2\u20ac\u009d, diventa assurda la tolleranza mostrata in altre situazioni: professori che rispondo al telefono in classe, alunni che risultano on line durante le ore di lezione, telefoni che squillano durante momenti di silenzio e raccoglimento quali cerimonie pubbliche o funzioni religiose. Tutto ci\u00c3\u00b2 non solo \u00c3\u00a8 tollerato, ma diventa sempre pi\u00c3\u00b9 accettato come consuetudine sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4) La musica.<\/strong> Le note che accompagnano la nostra vita, un tempo urlate da amplificatori potenti, oggi vengono racchiuse in piccoli auricolari o grandi cuffie le quali, per permetterci di apprezzare meglio la musica, fanno da isolante con il mondo. Frotte di ragazzi (ma anche persone adulte) passeggiano, corrono, girano per le nostre citt\u00c3\u00a0 con la musica nelle orecchie. Al di l\u00c3\u00a0 dei problemi fisici che questo ascolto prolungato porta, esse chiudono un\u00e2\u20ac\u2122altra porta di relazione con il mondo: giriamo per strada, un amico ci vede e ci chiama, ma noi non lo sentiamo; ci\u00c3\u00b2 che ci accade intorno diventa un rumore, un fastidio che disturba, a cui non prestiamo attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5) Infine, la relazione mediata dallo schermo \u00c3\u00a8 pericolosa.<\/strong> In rete, ognuno abbassa la guardia. Ci ritroviamo a chattare (o \u00e2\u20ac\u0153dare l\u00e2\u20ac\u2122amicizia\u00e2\u20ac\u009d) a sconosciuti, a relazionarci con persone che possono potenzialmente danneggiarci (pedofilia in primis) e altro. Da una parte, ci diciamo attenti e allertati sui problemi della rete, dall\u00e2\u20ac\u2122altra confidiamo in una privacy che su internet non esiste. Una foto, pubblicata on line, non \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 nostra, ma \u00c3\u00a8 di dominio pubblico. Ci\u00c3\u00b2 che noi pubblichiamo non \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 nelle nostre mani salde e attente: basta un \u00e2\u20ac\u0153amico\u00e2\u20ac\u009d o un altro user che condivida ci\u00c3\u00b2 che noi abbiamo postato e il nostro controllo svanisce. Si noti, all\u00e2\u20ac\u2122estremo, che basta salvare un dato su uno smartphone perch\u00c3\u00a9 questo possa fatalmente diventare pubblico. Basta un conoscente ignorante (nel senso che ignora i pericoli) che, sfogliando il nostro telefono, pubblichi qualcosa che noi non volevamo (quante volte lasciamo i nostri dispositivi incustoditi?).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo smartphone \u00c3\u00a8 ormai parte integrante delle nostre vite<\/strong>, \u00c3\u00a8 il diario che non scriviamo pi\u00c3\u00b9, la lettera all\u00e2\u20ac\u2122amico che non spediamo pi\u00c3\u00b9, la piazza dove non ci incontriamo pi\u00c3\u00b9 (o perlomeno molto di rado). Lo strumento che nel collegare le persone virtualmente, le isola nella realt\u00c3\u00a0. Rivalutiamo le nostre relazioni personali, incontriamo le persone, tocchiamole, ascoltiamole. Ridimensioniamo questi nostri strumenti, potenti e utilissimi, ma pur sempre strumenti. Essi sono mezzi per trasmettere noi stessi, non per modificarci, come sembra stia accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti sono i libri e gli articoli inerenti a questo argomento, basta cercare\u00e2\u20ac\u00a6 su internet! Uno fra i tanti, consigliato per la sua agilit\u00c3\u00a0 e come introduzione pu\u00c3\u00b2 essere L. Verdone \u00e2\u20ac\u0153Sotto il segno di Facebook\u00e2\u20ac\u009d. Buona lettura!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Boschi, acque, venti ed alberi, il favore della giungla ti accompagna&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><em>FINISCE<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Fausto, hai ragione. Aggiungo volentieri un mio commento in calce al tuo post<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OPEN BLOG? SI ,CERTO! 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