{"id":20403,"date":"2013-08-27T15:02:15","date_gmt":"2013-08-27T14:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=20403"},"modified":"2013-09-08T12:36:31","modified_gmt":"2013-09-08T11:36:31","slug":"pest-pest-942-il-pesto-alla-genovese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=20403","title":{"rendered":"&#8220;PEST&#8221; (PEST!) 942 &#8211; IL PESTO ALLA GENOVESE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti:\u00c2\u00a0dopo tanti &#8220;post&#8221;, un po&#8217; di &#8220;pest&#8221;<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\n<dl id=\"attachment_20409\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-20409\" title=\"WP_20120902_001\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_001-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_001-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_001-1024x575.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_001.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Una lavoratrice stagionale impegnata nella raccolta del basilico<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<p>Il vostro blogger\u00e2\u20ac\u00a6 nato a Genova \u00e2\u20ac\u00a6.\u00e2\u20ac\u009dma\u00e2\u20ac\u009d residente in Trentino da 25 anni. E che volete, le origini non si dimenticano! Ed eccomi, coltivatore diretto di basilico nei vasi dei balconi. La raccolta \u00e2\u20ac\u00a6 due volte l\u00e2\u20ac\u2122anno. la prima a fine giugno, la seconda ora, a fine agosto. Quanto \u00e2\u20ac\u0153pesa\u00e2\u20ac\u009d il raccolto? Circa mezzo chilo (di sole foglioline). Mi raccomando, per la raccolta usate forbici pulite e poi non lavate il raccolto. E&#8217; essenziale.<br \/>\nCosa? Dite che Genova utilizzano un altro tipo di basilico \u00e2\u20ac\u00a6 con le foglioline pi\u00c3\u00b9 piccole e coltivato in un particolare sedime molto concimato? Si \u00e2\u20ac\u00a6 lo so, ma che volete, questo qui \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 fotogenico! E poi, quando ne cogliete un po\u00e2\u20ac\u2122 per insaporire una bella insalata di pomodori, o quando ci condite una spaghettata al pomodoro crudo \u00e2\u20ac\u00a6 ecco, si spande per la mensa un profumo d\u00e2\u20ac\u2122antico, nobile, regale, da \u00e2\u20ac\u0153basileus\u00e2\u20ac\u009d appunto, da re!<br \/>\nUna volta lo si preparava nel mortaio di marmo con un pestello di legno: oggi abbiamo i frullatori ed il Bimbi, ma tant\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 \u00e2\u20ac\u00a6 \u00c3\u00a8 buono lo stesso. Come \u00c3\u00a8 nato questo condimento? Semplicemente cos\u00c3\u00ac, in quanto le massaie liguri avevano imparato ad utilizzare ci\u00c3\u00b2 di cui disponevano: basilico, olio extra vergine di oliva, pinoli, \u00e2\u20ac\u00a6 insomma: di necessit\u00c3\u00a0 hanno fatto virt\u00c3\u00b9.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ed ora, scommetto &#8230; vi aspettate che io vi dia la ricetta \u00e2\u20ac\u00a6 Eccovi serviti, direttamente dalla mia \u00e2\u20ac\u0153cuoca\u00e2\u20ac\u009d Maria Teresa, che di cognome \u00e2\u20ac\u0153fa\u00e2\u20ac\u009d Perasso, che sarebbe l\u00e2\u20ac\u2122equivalente ligure del diffusissimo cognome trentino \u00e2\u20ac\u0153Bortolotti\u00e2\u20ac\u009d: ottima cuoca: \u00c2\u00a0senn\u00c3\u00b2 mica la sposavo, 42 anni fa! &#8230;<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\">\n<dl id=\"attachment_20410\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_005.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-20410\" title=\"WP_20120902_005\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_005-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_005-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_005-1024x575.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/WP_20120902_005.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Un buon raccolto<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Frullare foglioline di basilico fresco pulito (non lavato, n.d.r.) \u00c2\u00a0con pinoli, olio extra vergine d&#8217;oliva, formaggio pecorino stagionato, parmigiano o altro grana, aglio a piacere. Niente sale. Le quantit\u00c3\u00a0&#8230; qualunque massaia genovese direbbe che il tutto \u00c3\u00a8 a occhio. L&#8217;ultima volta (ed \u00c3\u00a8 venuto bello cremoso) io avevo ben 400 gr. di sole foglioline di basilico, 50 gr. di pinoli, 50 gr. di pecorino e altrettanti di grana trentino. Ho aggiunto circa 250 cc di olio, ma forse anche un po&#8217; di pi\u00c3\u00b9. Naturalmente si pu\u00c3\u00b2 farne meno, molto meno. Con queste quantit\u00c3\u00a0 me ne sono venuti ben quattro vasetti. Ah, dimenticavo: io metto pochissimo aglio (una grattatina di spicchio), poi ne metto uno spicchio intero un po&#8217; inciso col coltello nel vasetto in cui metto il pesto o nel recipiente di portata quando condisco la pasta.<\/em><br \/>\n<em><strong> Alcuni suggerimenti:<\/strong> non mettere nel frullatore tutto cos\u00c3\u00ac com&#8217;\u00c3\u00a8, ma triturare prima i pinoli e grattugiare i formaggi. Buttare nel frullatore in successione prima un po&#8217; d&#8217;olio, poi un po&#8217; di basilico, l&#8217;aglio e i formaggi, poi aggiungere pian piano il resto del basilico e olio. Se non diventa subito una crema, fermare e riprendere la frullata. Quando \u00c3\u00a8 pronto e si versa per l&#8217;uso, <strong>il vaso del frullatore resta meravigliosamente sporco\u00c2\u00a0di pesto<\/strong> e allora si pu\u00c3\u00b2 versarci acqua, frullare bene e utilizzare quell&#8217;acqua per ottimi minestroni di verdura che d&#8217;estate, freddi, sono deliziosi! <strong>Al momento di condire,<\/strong> non scolate troppo la pasta e comunque, se il condimento risultasse troppo denso, aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura.<strong> Una finezza ligure<\/strong>: la pastasciutta al pesto ligure prevede \u00e2\u20ac\u201c facoltativamente \u00e2\u20ac\u201c anche l\u00e2\u20ac\u2122aggiunta nel condimento di pezzettini di patate bollite e di <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>fagiolini<\/strong><\/span> bolliti. Infine, Potete riempire di pesto le vaschette del freezer con le quali\u00c2\u00a0fate i cubetti di ghiaccio e surgelare il tutto: avrete pesto fresco tutto l\u00e2\u20ac\u2122inverno. Buon appetito!&#8221;<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Eccovi serviti, cari amici lettori del blog! Tutti a tavola!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti:\u00c2\u00a0dopo tanti &#8220;post&#8221;, un po&#8217; di &#8220;pest&#8221; Una lavoratrice stagionale impegnata nella raccolta del basilico Il vostro blogger\u00e2\u20ac\u00a6 nato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[3477,9589,3476,3478,3475],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20403"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=20403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/20403\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=20403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=20403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=20403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}