{"id":21906,"date":"2013-10-20T14:55:36","date_gmt":"2013-10-20T13:55:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=21906"},"modified":"2013-10-21T15:53:40","modified_gmt":"2013-10-21T14:53:40","slug":"post-1050-bicentenario-della-nascita-di-giuseppe-verdi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=21906","title":{"rendered":"POST 1050 &#8212; BICENTENARIO DELLA NASCITA DI GIUSEPPE VERDI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: il nostro circolo privato Accademia delle Muse celebra: Viva V.E.R.D.I. !<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Luned\u00c3\u00ac 7 ottobre 2013: <span style=\"color: #ff0000;\">Cristina Endrizzi<\/span>\u00c2\u00a0al pianoforte e <span style=\"color: #ff0000;\">Giovanna<\/span><span style=\"color: #ff0000;\"> Laudadio<\/span> voce \u00e2\u20ac\u0153componente e recitante\u00e2\u20ac\u009d. La musica non posso inserirvela, ma i testi s\u00c3\u00ac. \u00c2\u00a0Giovanna dice: \u00e2\u20ac\u0153No, \u00c3\u00a8 solo un riassuntino \u00e2\u20ac\u00a6 sono cose risapute \u00e2\u20ac\u00a6non ne vale la pena \u00e2\u20ac\u00a6\u00e2\u20ac\u009d. E invece no. La difficolt\u00c3\u00a0 che <span style=\"color: #ff0000;\">Giovanna<\/span> ha brillantemente superato \u00c3\u00a8 proprio il fare sintesi. La serata \u00c3\u00a8 stata fa-vo-lo-sa! Grazie alle due Accademiche, <span style=\"color: #ff0000;\">Cristina<\/span> e <span style=\"color: #ff0000;\">Giovanna<\/span>, appunto! E la musica? <span style=\"color: #ff0000;\">Cristina<\/span> ha scelto ed eseguito i vari brani, ne ha suggerito l&#8217;intercalare con l&#8217;esposizione &#8230; giorni di prove con <span style=\"color: #ff0000;\">Giovanna<\/span>. E che dire del soprano <span style=\"color: #ff0000;\">Letizia Grassi<\/span>?\u00c2\u00a0This is Trento too, Trento \u00c3\u00a8 anche tutto questo!\u00c2\u00a0<\/strong><strong> Ed eccovi il testo:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>GIUSEPPE VERDI (in breve, n.d.r.)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/thCA1T0YPN.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-21936\" title=\"thCA1T0YPN\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/thCA1T0YPN.jpg\" alt=\"\" width=\"274\" height=\"300\" \/><\/a>L\u00e2\u20ac\u2122infanzia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Fortunino Francesco<\/strong> nasce a Roncole di Busseto, nel Ducato di Parma, il 10 ottobre 1813 da Luigia Uttini, filatrice, e Carlo Verdi, oste.\u00c2\u00a0 Giuseppe fin da bambino prende lezioni di musica dall&#8217;organista della chiesa, <strong>Pietro Baistrocchi<\/strong>, esercitandosi su una vecchia spinetta che gli ha regalato il padre. Gli studi musicali proseguono grazie ad <strong>Antonio Barezzi<\/strong>, commerciante, amante della musica e presidente della locale Filarmonica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli studi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verdi aiutato da Barezzi, decide di iscriversi al Conservatorio di Milano, che oggi porta il suo nome. Non riesce tuttavia a superare l\u00e2\u20ac\u2122esame di ammissione per &#8220;raggiunti limiti di et\u00c3\u00a0&#8221; (ha 18 anni e di solito l\u00e2\u20ac\u2122et\u00c3\u00a0 massima per essere ammessi era di 14 anni), per la sua tecnica pianistica imperfetta, ma soprattutto perch\u00c3\u00a9 era \u00e2\u20ac\u0153straniero\u00e2\u20ac\u009d, in quanto Roncole di Busseto non faceva parte del Regno del Lombardo-Veneto. Non si d\u00c3\u00a0 per vinto e grazie a una borsa di studio del Monte di Piet\u00c3\u00a0 di Busseto e all\u00e2\u20ac\u2122aiuto economico di Barezzi, comincia a frequentare il mondo della Scala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli inizi della carriera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1836 rientra a Busseto da vincitore del concorso per Maestro di musica del Comune, lo stesso anno sposa la figlia del suo benefattore, <strong>Margherita Barezzi<\/strong>, da cui ha due figli: Virginia e Icilio. Verdi vuole per\u00c3\u00b2 tornare a Milano e lo fa con la famiglia.\u00c2\u00a0 Del 1839 \u00c3\u00a8 la rappresentazione al Teatro alla Scala della sua prima opera, che riscuote un discreto successo, offuscato irrimediabilmente dalla morte dei figli e poi di Margherita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>G<\/strong><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_21953\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 235px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/7-ott-2013-inaugurazione-Anno-Accademico-10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-21953\" title=\"7 ott 2013- inaugurazione Anno Accademico (10)\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/7-ott-2013-inaugurazione-Anno-Accademico-10-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/7-ott-2013-inaugurazione-Anno-Accademico-10-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/7-ott-2013-inaugurazione-Anno-Accademico-10-768x1024.jpg 768w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/7-ott-2013-inaugurazione-Anno-Accademico-10.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Cristina, Letizia e Giovanna<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>li anni di \u00e2\u20ac\u0153galera\u00e2\u20ac\u009d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e2\u20ac\u2122impresario della Scala, <strong>Bartolomeo Merelli<\/strong>, gli fa leggere il libretto del <strong>Nabucco<\/strong>. Verdi se ne appassiona e in pochissimo tempo l\u00e2\u20ac\u2122opera \u00c3\u00a8 pronta ed \u00c3\u00a8 trionfo (1842). Il coro del Nabucco ha un successo popolare strepitoso tanto da venir cantato e suonato perfino per le strade. Sempre in quel 1842 Verdi conosce due donne importantissime nella sua vita: la soprano e pianista Giuseppina Strepponi, che sarebbe diventata sua compagna e poi sua seconda moglie, e la contessa Clarina Maffei, grazie alla quale gli si aprono le porte dei salotti milanesi.<br \/>\nIniziano anni di lavoro durissimo e indefesso, grazie alle continue richieste e al sempre poco tempo a disposizione per soddisfarle, anni che Verdi chiamer\u00c3\u00a0 &#8220;gli anni di galera&#8221;. Dal 1842 al 1848 compone a ritmi serratissimi. In questo periodo si consolida la sua discussa relazione con <strong>Giuseppina Strepponi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La trilogia popolare: un successo nato in Emilia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1849 torna a Busseto insieme a Giuseppina. Molte le voci su questo rapporto (la soprano aveva avuto due figli da una precedente relazione), e sulla convivenza ufficializzata con il matrimonio nel 1859.\u00c2\u00a0 Nel 1851 \u00c3\u00a8 finalmente pronta la villa di Sant\u00e2\u20ac\u2122Agata, a Villanova d\u00e2\u20ac\u2122Arda, dove Verdi e Giuseppina si trasferiscono definitivamente: una dimora circondata da un grande parco, curato da Verdi stesso.\u00c2\u00a0 In questi anni, nella calma della pianura padana, Verdi scrive la trilogia popolare: <strong>Rigoletto (1851), Il Trovatore (1853), e La Traviata (1853).<\/strong> Ottiene un successo clamoroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli anni dell\u00e2\u20ac\u2122impegno politico e sociale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1861 Verdi si sente chiamato all&#8217;impegno politico, sollecitato da Cavour. Viene eletto deputato del primo Parlamento italiano e <strong>nel 1874 \u00c3\u00a8 nominato senatore.\u00c2\u00a0<\/strong> Verdi trova anche il modo e il tempo di dedicarsi agli altri, di pensare a chi ha pi\u00c3\u00b9 bisogno: nel 1888 inaugura un ospedale a Villanova D\u00e2\u20ac\u2122Arda, da lui interamente finanziato e nel 1880 compra il terreno per costruire quella che ancora oggi \u00c3\u00a8 la Casa di Riposo per musicisti, la sua &#8220;opera pi\u00c3\u00b9 bella&#8221;, dir\u00c3\u00a0, terminata nel 1899 ma chiusa finch\u00c3\u00a9 Verdi, che non desidera essere ringraziato da nessuno, \u00c3\u00a8 in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u00e2\u20ac\u2122addio al teatro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1887, all&#8217;et\u00c3\u00a0 di ottant&#8217;anni, scrive <strong>Otello<\/strong> e nel 1893 d\u00c3\u00a0 l\u00e2\u20ac\u2122addio al teatro con la sua unica opera comica, il Falstaff.\u00c2\u00a0 Quattro anni dopo muore Giuseppina Strepponi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u00e2\u20ac\u2122addio dell\u00e2\u20ac\u2122Italia al Cigno di Busseto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verdi ci lascia il 27 gennaio 1901. Colto da malore spira dopo sei giorni di agonia, giorni in cui le strade di Milano sono state cosparse di paglia perch\u00c3\u00a9 il rumore degli zoccoli dei cavalli non disturbi gli ultimi giorni del Maestro. I suoi funerali si svolgono come aveva chiesto, senza sfarzo n\u00c3\u00a9 musica. Una folla silenziosa segue il feretro. Un mese dopo i corpi di Verdi e della Strepponi vengono portati alla Casa di Riposo per Musicisti. <strong>Arturo Toscanini<\/strong> in testa all\u00e2\u20ac\u2122orchestra della Scala e ad un coro di ottocento persone disposte sulla gradinata, intona il \u00e2\u20ac\u0153Va pensiero\u00e2\u20ac\u009d del Nabucco, l&#8217;addio dell&#8217;Italia intera al Cigno di Busseto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli anni cinquanta segnano l\u00e2\u20ac\u2122inizio della maturit\u00c3\u00a0 artistica di Verdi<\/strong>, che si concretizza nella <strong>trilogia popolare formata da \u00e2\u20ac\u0153Rigoletto\u00e2\u20ac\u009d, \u00e2\u20ac\u0153Il Trovatore\u00e2\u20ac\u009d e \u00e2\u20ac\u0153La Traviata\u00e2\u20ac\u009d<\/strong>. Questi capolavori vennero alla luce in soli due anni e mezzo e contribuirono notevolmente a consolidare la fama del maestro. Per Rigoletto, il cui titolo originale era <strong>\u00e2\u20ac\u0153Il Triboletto, ovvero il buffone di corte\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> Verdi si ispira all&#8217;opera teatrale di <strong>Victor Hugo<\/strong> Le roi s&#8217;amuse, perch\u00c3\u00a8 \u00c3\u00a8 convinto che si tratti di un \u00e2\u20ac\u0153tema grande, immenso, e che per il suo carattere sia una delle maggiori creazioni teatrali di tutti i paesi e di tutti i tempi\u00e2\u20ac\u009d. La furia della censura veneziana \u00c3\u00a8 violenta e interviene pesantemente sul libretto, ma Verdi afferma in una lettera al presidente della <strong>Fenice di Venezia<\/strong>: \u00e2\u20ac\u0153Osservo infine che si \u00c3\u00a8 evitato di fare Triboletto brutto e gobbo!! Per qual motivo? Un gobbo che canta dir\u00c3\u00a0 taluno! e perch\u00c3\u00a8 no? Io trovo bellissimo rappresentare questo personaggio estremamente defforme e ridicolo, ed internamente appassionato e pieno d&#8217;amore. Scelsi appunto tale sogetto per tutte queste qualit\u00c3\u00a0 e questi tratti originali, se si tolgono io non posso pi\u00c3\u00b9 farvi musica.\u00e2\u20ac\u009d Verdi quindi preferisce non rappresentare l\u00e2\u20ac\u2122opera al posto di accettare di apportare cambiamenti inconciliabili con le sue idee artistiche. E alla fine, avr\u00c3\u00a0 la meglio: i tratti essenziali della storia restano inalterati, cambia per\u00c3\u00b2 l\u00e2\u20ac\u2122epoca e il luogo in cui si svolge l\u00e2\u20ac\u2122azione, e il re di Francia diventa un anonimo duca del Rinascimento italiano. <strong>\u00e2\u20ac\u0153Rigoletto\u00e2\u20ac\u009d, su libretto di Piave, debutta l\u00e2\u20ac\u212211 marzo del 1851,<\/strong> ottenendo un successo strepitoso, destinandola ad essere una delle pi\u00c3\u00b9 popolari opere di Verdi e di tutto il repertorio italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pianoforte: Rigoletto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La genesi della \u00e2\u20ac\u0153Traviata\u00e2\u20ac\u009d<\/strong> \u00c3\u00a8 strettamente vincolata a quella del \u00e2\u20ac\u0153Trovatore\u00e2\u20ac\u009d. Verdi ebbe l\u00e2\u20ac\u2122opportunit\u00c3\u00a0 di vedere nel 1852, al Theatre du Vaudeville de Paris, un dramma di <strong>Alessandro Dumas figlio<\/strong>, \u00e2\u20ac\u0153La dame aux cam\u00c3\u00a9lias\u00e2\u20ac\u009d, che si basava sulla novella omonima dello stesso autore. Era la storia d\u00e2\u20ac\u2122amore di una celebre cortigiana di Parigi e di un giovane di famiglia benestante. Quando Verdi firma un nuovo contratto con il teatro la Fenice di Venezia, nel mese di maggio 1852, per produrre un\u00e2\u20ac\u2122opera che si sarebbe dovuta rappresentare durante il Carnevale successivo, \u00c3\u00a8 inevitabile per lui pensare all\u00e2\u20ac\u2122opera di Dumas: lo attrae la sua carica sovversiva, la sua accusa ad una societ\u00c3\u00a0 che sacrifica, secondo una convenienza morale, una donna, la cui unica colpa \u00c3\u00a8 quella di amare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pianoforte: Traviata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Trovatore<\/strong> \u00c3\u00a8 un dramma in quattro atti su libretto di Salvatore Cammarano tratto dalla tragedia spagnola di <strong>Antonio Garcia Gutierrez<\/strong>. In una sua lettera Verdi scrive: L&#8217;argomento che desiderei e che vi propongo \u00c3\u00a8 <strong>El Trovador di Gutierrez<\/strong>. A me sembra bellissimo; immaginoso e con situazioni potenti. Io vorrei due donne: la principale le Gitana, carattere singolare, e di cui ne trarrei il titolo dell&#8217;opera; l&#8217;altra ne farei una comprimaria\u00e2\u20ac\u009d. Si tratta della seconda opera della trilogia popolare; la musica \u00c3\u00a8 certamente di livello elevatissimo per quel che riguarda la capacit\u00c3\u00a0 di sottolineare i caratteri dei personaggi: in particolare \u00c3\u00a8 di grande effetto la rivelazione finale del personaggio della zingara: Azucena, che ha covato per tutta la vita il suo odio, ritrova accenti di accorato amore quando rievoca la vicenda drammatica di cui suo figlio \u00c3\u00a8 stato involontario, innocente e tragico protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pianoforte: Trovatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL CORSARO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nE&#8217; un melodramma in tre atti su libretto di <strong>Francesco Maria Piave<\/strong> tratto dall&#8217;omonima novella di <strong>George Byron.<\/strong> L&#8217;opera debutt\u00c3\u00b2 a Trieste nell&#8217;ottobre del 1848.<br \/>\nCorrado, corsaro in esilio in un&#8217;isola dell&#8217;Egeo, \u00c3\u00a8 stanco della sua prigionia. Pur vivendo con l&#8217;amata Medora, decide di andarsene e di sconfiggere l&#8217;odiato pasci\u00c3\u00a0 Seid a Corone, con un attacco di sorpresa. Durante una festa a Corone, cui partecipa Guln\u00c3\u00a0ra, prediletta di Seid, che lei odia, Corrado, sotto mentite spoglie, irrompe nel bel mezzo della festa, combattendo contro Seid, mentre i suoi corsari tentano d&#8217;incendiare le navi ottomane. Ma l&#8217;impresa fallisce: sconfitti i corsari, Corrado \u00c3\u00a8 condannato a morte. Guln\u00c3\u00a0ra, per\u00c3\u00b2, innamoratasi di lui, durante la notte uccide Seid e libera il corsaro. I due tornano sull&#8217;isola dove trovano Medora che, alla falsa notizia che l&#8217;amato era morto, si \u00c3\u00a8 avvelenata. Quando Medora muore, Corrado, ignorando le preghiere di Guln\u00c3\u00a0ra, si suicida gettandosi dalla scogliera.<br \/>\n<strong>Verdi scrive all&#8217;editore Lucca<\/strong>: \u00e2\u20ac\u0153Ella avr\u00c3\u00a0 tutte le ragioni del mondo, ed io mi sar\u00c3\u00b2 ingannato ingannatissimo, ma io faccio Il corsaro o niente. Le sue ragioni non m&#8217;han fatto che parer pi\u00c3\u00b9 bello questo soggetto. La Ginevra? Sar\u00c3\u00a0 bella, come lei vuole, ma a me piaccion le cose che non piacciono agli altri. Diffatti il Nabucco fu rifiutato; i Lombardi era un cattivo libro. L&#8217;Ernani non era musicabile, ecc.\u00e2\u20ac\u009d<br \/>\nIl corsaro \u00c3\u00a8 immeritatamente considerata un&#8217;opera minore di Verdi, ed \u00c3\u00a8 poco rappresentata.<br \/>\nSuoi altissimi pregi sono le stupende arie, gli straordinari finali del II atto (dove l&#8217;Autore raggiunge i vertici del grande concertato operistico per soli, coro e orchestra) e un&#8217;appassionata &#8220;inquietudine&#8221; melodica e armonica.<br \/>\nI suoi &#8220;difetti&#8221; si possono ricondurre alla squilibrata architettura narrativa, e quindi musicale, dovuta sia al libretto (che pure aveva grandemente appassionato Verdi all&#8217;inizio) sia al fatto che, durante la composizione de Il corsaro, Verdi stesso si invagh\u00c3\u00ac di un nuovo testo che, evidentemente, si confaceva di pi\u00c3\u00b9 alla nuova espressivit\u00c3\u00a0 che ne Il corsaro appare gi\u00c3\u00a0 con chiarezza ma ancora in nuce.<br \/>\nMa lo strano destino di quest&#8217;opera continu\u00c3\u00b2 con la seconda rappresentazione, tenutasi ben 115 anni dopo e organizzata da <strong>Franco Ferrara<\/strong> in seno alle &#8220;<strong>Vacanze Musicali Veneziane<\/strong>&#8221; in forma di concerto, all&#8217;aperto, nel cortile di Palazzo Ducale, il 31 agosto 1963, con la voce di <strong>Maria Battinelli (Medora), sotto la direzione del polacco Piotr Wolny.<\/strong> La sera dell&#8217;unica rappresentazione alla Battinelli manc\u00c3\u00b2 la voce, sicch\u00c3\u00a9, non essendo stati previsti i sostituti, a met\u00c3\u00a0 del terzo atto il maestro Wolny dovette fermare l&#8217;esecuzione, non solo perch\u00c3\u00a9 la Battinelli ormai non emetteva pi\u00c3\u00b9 suono, ma anche perch\u00c3\u00a9 al pizzicato dei violini (&#8220;Oh mio Corrado appressati&#8221;) si sovrapposero i dodici rintocchi del campanile di S. Marco che era stato bloccato solo fino alle 23,30. Ne segu\u00c3\u00ac un pandemonio generale fra le violente proteste del pubblico, la fuga degli orchestrali e degli artisti e l&#8217;intervento dei carabinieri. Per fortuna, di questa seconda, tragica rappresentazione, la RAI aveva effettuato la registrazione la sera precedente nel Teatro la Fenice, che fu in seguito regolarmente trasmessa. Dopo pochi anni, per\u00c3\u00b2, Il corsaro fu riproposto in eccellenti edizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>LETIZIA GRASSI,<\/strong><\/span> soprano,\u00c2\u00a0canta la difficile Aria di Medora \u00e2\u20ac\u0153Non so le tetre immagini\u00e2\u20ac\u009d tratta dal Corsaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>AIDA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del novembre 1869 Verdi inizia le trattative per un\u00e2\u20ac\u2122opera da rappresentare al Cairo nel corso dei <strong>festeggiamenti per l\u00e2\u20ac\u2122apertura del Canale di Suez. Gliela commissiona il Vicer\u00c3\u00a8 d\u00e2\u20ac\u2122Egitto, Ismail-pasha<\/strong>, un amante dell\u00e2\u20ac\u2122arte, che per l\u00e2\u20ac\u2122occasione vuole un\u00e2\u20ac\u2122opera nuova, di argomento locale e patriottico. L\u00e2\u20ac\u2122egittologo Auguste Mariette ne scrive il soggetto, che piace a Verdi per la grandiosit\u00c3\u00a0 e la drammaticit\u00c3\u00a0 che lo caratterizzano.<br \/>\nVengono redatti due libretti: <strong>Ghislanzoni<\/strong> scrive la versione italiana, <strong>Du Locle<\/strong> quella francese. In pochi mesi Verdi completa lo spartito, ma la messinscena viene ritardata di un anno a causa della guerra franco-prussiana e dell\u00e2\u20ac\u2122assedio di Parigi, dove si stavano realizzando le scene e i costumi dell\u00e2\u20ac\u2122opera.<br \/>\n<strong>La prima di Aida ha luogo domenica 24 dicembre 1871<\/strong> e riscuote un successo clamoroso e unanime sia di pubblico che di critica. Nel contratto Verdi si era riservato di mettere in scena l\u00e2\u20ac\u2122opera a Milano subito dopo la rappresentazione al <strong>Cairo<\/strong> e ci\u00c3\u00b2 accade nel febbraio 1872, riscuotendo uno splendido successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e2\u20ac\u2122opera provoc\u00c3\u00b2 per\u00c3\u00b2 qualche sporadica protesta individuale. Nel libro di <strong>Arthur Pougin<\/strong>, storico e critico musicale francese, dal titolo Vita aneddotica di Verdi, se ne citano due: la prima \u00c3\u00a8 una lettera che il melomane <strong>Prospero Bertani<\/strong> indirizza a Verdi, nella quale lamenta la sua insoddisfazione nei confronti dell\u00e2\u20ac\u2122 Aida e chiede al Maestro un risarcimento delle spese sostenute per aver assistito due volte alla sua rappresentazione. Verdi incarica il suo editore Ricordi di soddisfare la richiesta del Bertani, facendogli per\u00c3\u00b2 firmare sia una ricevuta che un\u00e2\u20ac\u2122obbligazione contenente la promessa di non andare pi\u00c3\u00b9 a sentire le nuove opere di Verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00e2\u20ac\u2122altro episodio curioso ha come protagonista <strong>Vincenzo Sassaroli da Tolentino<\/strong>, compositore e musicista, \u00e2\u20ac\u0153al quale la cattiva opinione che aveva dei suoi confratelli [musicisti] non impediva d\u00e2\u20ac\u2122essere pieno di ammirazione pel proprio genio\u00e2\u20ac\u009d. Il Sassaroli non aveva gradito il successo n\u00c3\u00a9 della <strong>Messa da requiem n\u00c3\u00a9 dell\u00e2\u20ac\u2122Aida<\/strong>: per questo scrive una lettera a Tito Ricordi, nella quale gli propone una sfida: chiede il permesso di musicare il libretto dell\u00e2\u20ac\u2122Aida e di istituire poi una commissione composta da sei musicisti che avrebbero giudicato quale delle due versioni fosse la migliore, la sua o quella di Verdi. La sfida non viene raccolta dal Ricordi e tutto finisce cos\u00c3\u00ac.<\/p>\n<p><strong>Pianoforte: Aida<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora facciamo un passo indietro, chiudiamo gli occhi e ci immergiamo nell&#8217;atmosfera della <strong>Traviata.<\/strong><br \/>\nSiamo all&#8217;inizio del Terzo Atto, nella camera da letto di Violetta. Sul fondo c&#8217;\u00c3\u00a8 un letto con cortine mezzo tirate, una finestra chiusa da imposte interne e presso il letto uno sgabello con sopra una bottiglia d&#8217;acqua, una tazza di cristallo e diverse medicine. A met\u00c3\u00a0 della scena c&#8217;\u00c3\u00a8 un canap\u00c3\u00a8 e nel camino arde il fuoco. Violetta dorme sul letto e Annina, la sua governante, seduta presso il caminetto, \u00c3\u00a8 pure lei addormentata&#8230;<\/p>\n<p><strong>Pianoforte: Preludio del Terzo atto di Traviata<\/strong><\/p>\n<p>Sul trillo finale: Ora Violetta sta morendo&#8230; ma ci ricordiamo com&#8217;era nel primo atto?<\/p>\n<p><strong>Pianoforte: Brano finale dal Primo atto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>NABUCCO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per terminare il nostro omaggio al massimo compositore d&#8217;opere italiano, parliamo del <strong>Nabucco.<\/strong><br \/>\nComposta su libretto di <strong>Temistocle Solera<\/strong>, Nabucco fece il suo debutto il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano.<br \/>\nL&#8217;opera venne realizzata dopo un periodo travagliato della vita di Verdi, in quanto non solo egli era andato incontro al fiasco di una sua opera, ma aveva anche dovuto affrontare la morte della moglie <strong>Margherita Barezzi<\/strong> e dei loro figli <strong>Virginia e Icilio<\/strong>. Ci\u00c3\u00b2 lo aveva condotto ad un rifiuto totale di comporre brani musicali, se non che l&#8217;impresario teatrale Bartolomeo Merelli gli propose un libretto composto da Temistocle Solera. Si trattava del Nabucco, che convinse Verdi ad accettare di musicare l&#8217;opera.<br \/>\nIl Nabucco \u00c3\u00a8 stata spesso letta come l&#8217;opera pi\u00c3\u00b9 risorgimentale di Verdi, poich\u00c3\u00a9 gli spettatori italiani dell&#8217;epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Questo tipo di lettura \u00c3\u00a8 incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va&#8217; pensiero sull&#8217;ali dorate, intonato dal popolo ebreo e che ora intoneremo anche noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pianoforte e voci di tutti noi: Coro Va&#8217; pensiero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>THE END<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: il nostro circolo privato Accademia delle Muse celebra: Viva V.E.R.D.I. ! 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