{"id":22205,"date":"2013-11-02T06:53:37","date_gmt":"2013-11-02T05:53:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=22205"},"modified":"2013-11-02T09:11:48","modified_gmt":"2013-11-02T08:11:48","slug":"post-1071-ognissanti-2013","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/?p=22205","title":{"rendered":"POST 1071 &#8211; OGNISSANTI 2013"},"content":{"rendered":"<p><strong>Detto altrimenti: Primo Novembre, una visita alla terra d\u00e2\u20ac\u2122origine \u00e2\u20ac\u00a6<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00e2\u20ac\u00a6 di mia moglie.\u00c2\u00a0 Nel\u00c2\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153ritorno\u00e2\u20ac\u009d da Bologna, dove abbiamo assistito un ex centrattacco, ex terzino, ora mister (mio figlio, operato al ginocchio) verso Trento, una deviazione fin quasi ad Alessandria \u00e2\u20ac\u00a6 non \u00c3\u00a8 proprio quella che si dice la strada pi\u00c3\u00b9 diretta, ma Ognissanti &#8230; la visita ai defunti \u00e2\u20ac\u00a6<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Volpedo<\/strong>, la terra d\u00e2\u20ac\u2122origine di mia suocera, in quel cimitero sono sepolti\u00c2\u00a0mio suocero e i nonni materni di Maria Teresa, ed allora una visita al Cimitero \u00c3\u00a8 anche occasione per riscoprire, ogni volta, quanto di bello quella terra, come tutta la <strong>Terra Italia<\/strong>, offre. Offre \u00e2\u20ac\u00a6 a chi la sa apprezzare, a chi la conosce o la vuole conoscere. Piccoli paesi, Grandi Tesori, di Storia, di Cultura, d\u00e2\u20ac\u2122Arte, di Vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_001.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-22244\" title=\"WP_20131101_001\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_001-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_001-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_001-1024x575.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_001.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La terra, dicevo, Gi\u00c3\u00a0, perch\u00c3\u00a8 a <strong>Volpedo<\/strong>, il paese delle volpi (a suo tempo), adagiato fra le colline dell\u00e2\u20ac\u2122Appennino e le sponde del torrente Curone, c\u00e2\u20ac\u2122erano molte volpi. Volpedo, <strong>Volpeglino<\/strong>, sono nomi che lo testimoniano. A 10 km, <strong>Tortona, Der Thur, la Porta (in tedesco), latinizzata poi in Derthona<\/strong> (nome dell\u00e2\u20ac\u2122attuale squadra di calcio). La porta che controllava l\u00e2\u20ac\u2122accesso dalla pianura alle gole dell\u00e2\u20ac\u2122Appennino, verso il mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_007.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22246\" title=\"WP_20131101_007\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_007-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_007-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_007-1024x575.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_007.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ma torniamo alla terra, quella Terra che una volta dava letteralmente da vivere, con i suoi frutti. Ed un pezzetto di <strong>Terra dei Nonni<\/strong> di Maria Teresa \u00c3\u00a8 ancora l\u00c3\u00ac \u00e2\u20ac\u00a6 un Ricordo (le maiuscole non sono utilizzate a caso!). Ed il nostro pellegrinaggio non poteva trascurare una visita al \u00e2\u20ac\u0153Prato\u00e2\u20ac\u009d, che si chiamava cos\u00c3\u00ac\u00e2\u20ac\u2122 anche quando prato non era, bens\u00c3\u00ac frutteto a peschi e vigne &#8230;in fondo un grande <strong>pozzo<\/strong> e l\u00e2\u20ac\u2122orto. Il tutto curato dal mezzadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/thCAUW2P3M.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-22247\" title=\"thCAUW2P3M\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/thCAUW2P3M.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"110\" \/><\/a>Dopo il Cimitero e il Prato, la casa del <strong>pittore Giuseppe Pellizza<\/strong> (1868\u00e2\u20ac\u201c1907) , <strong>Pellizza da Volpedo,<\/strong> dapprima divisionista, poi esponente della corrente sociale, autore del celeberrimo Il Quarto Stato, vera allegoria del mondo del lavoro subordinato e delle sue battaglie politico-sindacali \u00e2\u20ac\u00a6 ma \u00c3\u00a8 inutile che io qui ricopi ci\u00c3\u00b2 che potete leggere direttamente in internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_011.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-22248\" title=\"WP_20131101_011\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_011-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_011-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_011-1024x575.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_011.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Infine, la <strong>Pieve Romanica di S. Pietro Apostolo.<\/strong> La Pieve \u00c3\u00a8 aperta al pubblico solo due ore al giorno nelle festivit\u00c3\u00a0. Entriamo. Due giovani, un lui ed una lei, stanno esaminando con attenzione gli affreschi. Siamo felicemente sorpresi del fatto che esistano giovani con questa sensibilit\u00c3\u00a0. Di fronte ad un affresco si fa anche presto a parlarsi, a comunicare. \u00e2\u20ac\u0153Piacere, Riccardo\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153Piacere, <strong>Simona<\/strong>\u00e2\u20ac\u009d. E si \u00e2\u20ac\u0153scopre\u00e2\u20ac\u009d che lei \u00c3\u00a8 una <strong>storica dell\u00e2\u20ac\u2122arte<\/strong>! Uao raga! Detto fatto: mi sono fatto promettere che mi avrebbe spedito un suo \u00c2\u00a0\u00e2\u20ac\u0153pezzo\u00e2\u20ac\u009d sulla Pieve. Dopo poche ore noi rientriamo a Trento e loro due a Milano. E questa mattina presto ricevo il suo commento. Eccolo:<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_22249\" class=\"wp-caption alignright\" style=\"width: 310px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><strong><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_015.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-22249\" title=\"WP_20131101_015\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_015-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_015-300x168.jpg 300w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_015-1024x575.jpg 1024w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_015.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>Simona e Paolo: proprio una bella e simpatica coppia!<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00e2\u20ac\u0153 Da fonti che non ho ancora potuto consultare, si parla della presenza di una chiesa battesimale -\u00c2\u00a0 per cui di un&#8217;istituzione vescovile che pu\u00c3\u00b2 somministrare il Battesimo &#8211; gi\u00c3\u00a0 dal V-VI sec. (quindi in epoca paleocristiana). Come hai potuto constatare dall&#8217;esame delle murature esterne, nulla rimane dell&#8217;edificio primitivo. Fortunatamente per\u00c3\u00b2 vediamo che la zona absidale della struttura e parte della muratura laterale sud (supponendo, come succede di solito, che l&#8217;abside sia orientata) sono da ritenersi, per la tipologia architettonica (principi di doppi archetti pensili con paraste che, partendo dal tetto arrivano a terra), di epoca ottoniana (quindi siamo a occhi e croce tra X e XI sec., considerando anche la menzione dell&#8217;edificio in un documento del 965, conservato a Tortona). Nella muratura, parte di mattoni e parte di ciottoli di fiume, si pu\u00c3\u00b2 per\u00c3\u00b2 notare, pi\u00c3\u00b9 o meno in corrispondenza della chiusura delle porte laterali, che la parte di navata che va verso il portale \u00c3\u00a8 successiva all&#8217;et\u00c3\u00a0 romanica. Dall&#8217;analisi dell&#8217;interno e degli affreschi pi\u00c3\u00b9 antichi, che arrivano fino ai primi pilastrini della chiesa odierna, si pu\u00c3\u00b2 ipotizzare che la costruzione sia stata volta all&#8217;ampliamento della struttura preesistente e che risalga pi\u00c3\u00b9 o meno al XV sec. All&#8217;interno la decorazione ad affresco \u00c3\u00a8 piuttosto importante, complessa e di alta qualit\u00c3\u00a0. In particolare, ritengo che le pitture pi\u00c3\u00b9 antiche siano databili alla seconda met\u00c3\u00a0 del XV sec., le pi\u00c3\u00b9 recenti ai primissimi anni del XVI. In controfacciata si conservano i dipinti secondo me pi\u00c3\u00b9 recenti, raffiguranti S. Antonio Abate, S. Caterina di Alessandria e una Madonna del latte. Sui pilastrini sono riconoscibili altre Madonne col Bambino, diversi Santi Vescovi e Monaci e Santi Martiri, riconoscibili dai loro\u00c2\u00a0<\/em> <em>tipici attributi (di nuovo S. Antonio Abate, col campanello, la stampella, il maiale e la fiamma; S. Sebastiano, trafitto dalle frecce; per fare alcuni esempi). Particolarissima \u00c3\u00a8 la raffigurazione di una santa martire nell&#8217;edicola di muratura addossata a un pilastrino in prossimit\u00c3\u00a0 dell&#8217;abside, perch\u00c3\u00a9 ha la carnagione scura ( sinceramente non so chi sia ). Il catino absidale mostra uno splendido Cristo Giudice racchiuso in una mandorla, circondato da Santi con cartigli. Bellissime sono a sinistra la raffigurazione della Vergine e a destra quella dell&#8217;Arcangelo Michele.\u00c2\u00a0<\/em><\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: center;\">\n<dl id=\"attachment_22251\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 178px;\">\n<dt class=\"wp-caption-dt\"><a href=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_012.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-22251\" title=\"WP_20131101_012\" src=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_012-168x300.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_012-168x300.jpg 168w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_012-575x1024.jpg 575w, http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/WP_20131101_012.jpg 728w\" sizes=\"(max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/a><\/dt>\n<dd class=\"wp-caption-dd\"><strong>L&#8217;altare ci stona, ma stante il problema della luce (ho fotografato con il telefonino!) ho dovuto inquadrarlo<\/strong><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La descrizione non \u00c3\u00a8 neanche lontanamente esaustiva, dal momento che non sono in grado, in questa sede, di verificare meglio i documenti concernenti la Pieve. Inoltre molto altro ci sarebbe da dire sulla descrizione degli affreschi, secondo me straordinari soprattutto dal punto di vista della tecnica, quindi della qualit\u00c3\u00a0 &#8211; ovviamente per\u00c3\u00b2 una mail non \u00c3\u00a8 sufficiente per un esame tanto approfondito, seppure utile e interessante da affrontare.\u00c2\u00a0A proposito, non so se vuoi menzionare anche l&#8217;antico altare barocco che abbiamo visto nella navatella sinistra..\u00c3\u00a8 un semplice altare di legno con fronte in metallo, che sinceramente non so nemmeno dirti se sia d&#8217;argento, dipinto in modo da imitare i pi\u00c3\u00b9 preziosi altari barocchi di marmo policromo, all&#8217;epoca tanto di moda.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c2\u00a0Che ne dite? Dove la trovata una testimonianza altrettanto diretta, immediata, genuina, tempestiva, casuale e per questo ancora pi\u00c3\u00b9 bella? <strong>Grazie, Simona! (Simona Trongio, Milano : <a href=\"mailto:simonatrongio@gmail.com\">simonatrongio@gmail.com<\/a>).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine \u00e2\u20ac\u00a6\u00e2\u20ac\u009dsiamo tornati a casa stanchi ma felici per la bella giornata trascorsa\u00e2\u20ac\u009d. Si scriveva cos\u00c3\u00ac, vero, nei temini delle elementari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S.: alle ore 13, sosta gastronomica presso la<strong> trattoria Le Vinaie<\/strong> (della serie: \u00e2\u20ac\u0153tutti i salmi finiscono in gloria\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153non di sola arte vive l\u00e2\u20ac\u2122uomo\u00e2\u20ac\u009d \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153l\u00e2\u20ac\u2122uomo non \u00c3\u00a8 di legno\u00e2\u20ac\u009d, etc.) a fianco del nuovo mercato di Volpedo: ravioli al sugo di carne, barbera locale e \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u0153alla via cos\u00c3\u00ac!\u00e2\u20ac\u009d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Detto altrimenti: Primo Novembre, una visita alla terra d\u00e2\u20ac\u2122origine \u00e2\u20ac\u00a6 \u00e2\u20ac\u00a6 di mia moglie.\u00c2\u00a0 Nel\u00c2\u00a0 \u00e2\u20ac\u0153ritorno\u00e2\u20ac\u009d da Bologna, dove abbiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[225],"tags":[4010,4012,4014,4015,4008,4007,4009,4016,4013,4006,4005,4011],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22205"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=22205"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/22205\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=22205"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=22205"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.trentoblog.it\/riccardolucatti\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=22205"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}